L'Avversario di turno: il Livorno

Di redazione vanovarava.it
La sfida contro il Livorno, sabato pomeriggio, sarà una vera e propria incognita per il Novara di mister Baroni. Il recente cambio di allenatore per i labronici, che hanno sollevato dal proprio incarico Christian Panucci e affidato la gestione tecnica a Bortolo Mutti, apre scenari imprevedibili in relazione al risultato che scaturirà allo stadio “Armando Picchi”, oltre allo schema tattico con il quale si presenterà in campo la squadra amaranto. Tuttavia, il cambio in panchina potrebbe richiedere del tempo nell’assimilare gli ideali di gioco del nuovo tecnico, pertanto, mai come in questo caso, il risultato appare aperto ad ogni pronostico.
Sebbene il Livorno sia reduce da due sconfitte e un pareggio, la formazione toscana ha avuto un inizio di stagione molto promettente con ben quattro vittorie consecutive contro Pescara e Brescia in casa, Como e Ternana in trasferta. Da lì in avanti, però, il Livorno ha patito una flessione che ha portato a un digiuno di vittorie lungo quattro turni, dove è giunta la débâcle amara nel derby contro lo Spezia, il pareggio con l’Avellino e le sconfitte negli scontri di vertice con Cesena e Crotone, che hanno di fatto ridimensionato le aspettative amaranto, attualmente al settimo posto in classifica (immediatamente dopo il Novara) con 21 punti conquistati, frutto complessivamente di sei vittorie, tre pareggi e cinque sconfitte. Il Livorno ha anche messo a segno 20 reti, dimostrando una buona potenzialità in fase offensiva, subendo al contrario 15 gol e mettendo in risalto una difesa non propriamente “infallibile”.
Limitandosi alle sole gare interne, il Livorno ha collezionato quattro vittorie, due pareggi e una sola sconfitta (quella sopra citata contro lo Spezia, per 1-2). Una ragione in più, per Gonzalez e compagni, nel prestare molta attenzione al prossimo avversario.
Con il modulo di gioco che aveva scelto di adottare l’ex mister amaranto, Panucci, il Livorno è sceso in campo in queste 14 giornate di campionato con un classico 4-3-3, un modulo in grado di esaltare le qualità degli attaccanti toscani a scapito della manovra difensiva, con qualche problema di contenimento nel reparto mediano (vedasi la sconfitta esterna contro il Crotone per 3-0, ma anche quella inattesa a Vercelli per 1-0).
Eppure la rosa del Livorno è costituita, in tutti i reparti, da ottimi giocatori che vantano qualità superiori alla media della categoria. In porta troviamo l’esperto Carlo Pinsoglio, ex Vicenza e Modena. Tra i difensori vanno citati l’ex azzurro Alessandro Lambrughi, che già a Novara aveva dimostrato di avere del talento e il colombiano Jherson Vergara, che però non sarà della sfida perché squalificato dal Giudice Sportivo. Il giovane Federico Ceccherini (classe 1992) e il coetaneo Marco Moscati si sono intrattenuti sulle fasce, alternandosi fra alti e bassi in virtù anche della loro giovane età.
A centrocampo il veterano Riccardo Cazzola (ex di Arezzo, Olbia, Juve Stabia, Atalanta e Cesena), è stato ingaggiato dalla società amaranto con il compito di dettare i ritmi di gioco, ma anche per lui si è presentata qualche difficoltà, pur mantenendo fermi i valori del giocatore. Andrea Luci, il capitano del Livorno, ha ormai raggiunto un numero elevatissimo di presenze con la maglia dei toscani essendo giunto nel 2010, mentre Andrea Schiavone resta un giovane dalle prospettive molto interessanti, come dimostrano le sue tante convocazioni nelle Nazionali giovanili.
In attacco i nomi sono quelli che fanno “drizzare le orecchie”: si parte da Daniele Vantaggiato, il cui curriculum parla da solo e con esso i 22 gol segnati con il Livorno sino ad oggi, ma senza dimenticare Francesco Fedato, in prestito dalla Sampdoria e lo sloveno Enej Jelenic, che già a Padova aveva dimostrato di avere del talento. Senza dubbio va citato un altro ex giocatore azzurro, Gianmario Comi, che nonostante non abbia avuto molta fortuna ai tempi in cui militava nel Novara, resta un attaccante di prestigio per la Serie B e sempre molto pericolo in fase realizzativa.
Esattamente come l’anno scorso, il Livorno resta una fra le candidate più papabili al salto di categoria, nonostante le tante operazioni di mercato avvenute nella sessione estiva e che hanno visto le cessioni del portiere Luca Mazzoni alla Ternana, dell’ex terzino azzurro Giuseppe Gemiti al Bari e del centrocampista Luca Belingheri al Modena.
Tra i marcatori più prolifici va citato l’attuale vice-cannoniere Vantaggiato con 7 centri al suo attivo, oltre a Cristian Pasquato (altro elemento di indubbio valore) con quattro gol realizzati e Fedato con tre.
In casa azzurra non sono presenti squalificati, mentre tra le fila del Livorno mancherà per questo motivo - come sopra detto – il difensore colombiano Vergara. Nessun diffidato tra gli uomini di Baroni, mentre tra quelli di mister Mutti l’unico a dover fare attenzione sarà Lambrughi.
E’ difficile, viste le premesse inziali, sbilanciarsi sul tipo di gioco che il Livorno adotterà contro il Novara, chiamato a fronteggiare un avversario molto temibile, in particolare nelle gare casalinghe, ma che ha dimostrato di avere alcuni punti deboli. Servirà dunque un Novara “operario” e dal profilo umile per respingere le offensive dei labronici, che dal canto loro cercheranno di ben impressionare il nuovo tecnico ma potrebbero, per questo motivo, scendere in campo condizionati: gli azzurri dovranno essere abili a sfruttare a loro vantaggio questa circostanza.
redazione vanovarava.it

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