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Novara FC: la presentazione del nuovo mister Alessandro Birindelli


Di Giovanni Chiorazzi
© Vietata ogni riproduzione

La prima conferenza stampa della stagione 2026-27 comincia, per il Novara FC, con la presentazione del nuovo tecnico Alessandro Birindelli (le parti si sono accordate per un contratto in scadenza al 30 giugno 2028). A fare le presentazioni in casa azzurra, come di rito, il DS del Novara Federico Boveri, che si è detto molto contento della scelta effettuata, sia perché Birindelli era un profilo da lui già inseguito nella passata stagione, sia per la concretezza dimostrata dal tecnico, a cui si aggiungono fame e idee di calcio. Tutte circostanze che hanno permesso una rapida conclusione delle trattative.

Queste le prime dichiarazioni da tecnico degli azzurri per mister Alessandro Birindelli: “Voglio prima di tutto ringraziare la famiglia Boveri perché mi sta dando la possibilità di fare un passo in avanti nella mia professione. Con il direttore, con il quale ci eravamo confrontati un anno fa, abbiamo fatto una chiacchierata e da lì ho continuato a seguire con amicizia i risultati del Novara e, molto probabilmente, anche lui a seguire quelle che potevano essere le mie sorti da prima esperienza in questo ruolo, perché quella dell’anno scorso è stata tale in un campionato professionistico. Anche qui va un mio ringraziamento alla Pianese, alla famiglia Sani e al direttore Cangi, che nella passata stagione hanno creduto in me fortemente, dandomi una possibilità - non scontata - di allenare una squadra reduce da un risultato importante. Ho trovato un ambiente straordinario che mi ha accompagnato per tutto l’anno e che mi ha fatto crescere. Dunque, arrivo qui con grande emozione perché rappresentare il Novara è per me segno di grande responsabilità e questo è un messaggio che mi piacerebbe trasmettere anche ai miei giocatori e a tutti quelli che lavorano all’interno del Novara. Quando si parla di famiglia io intendo questo, siamo tutti assieme rivolti verso un obiettivo che è quello di riportare il Novara dove gli compete, centrando il primo obiettivo che resta quello del raggiungimento dei play-off. Da lì in poi inizierà un altro percorso. Adesso l’importante è creare un gruppo che abbia dei valori, umani prima che tecnici. Il resto verrà di conseguenza. Dobbiamo puntare sul fatto di essere concreti, a volte anche a discapito del bel gioco, per rifiatare in quei momenti nei quali è necessario farlo, perché c’è bisogno anche di questo”.

Cosa ha spinto mister Birindelli a fare questa scelta? “L’anno scorso ho fatto una scelta subito dopo l’eliminazione dai play-off. Ho accettato subito perché penso che qui ci siano tutte le possibilità, per me personalmente, di fare un passo in avanti e a livello organizzativo, di storia, di immagine e di professionalità, il Novara non è una società da Serie C. Si è venuta subito a formare una giusta alchimia e, soprattutto, condivisione di quelli che saranno gli obiettivi e il lavoro quotidiano”.

Che tipo di lavoro verrà impostato inizialmente? “Ho voluto fare questi tre giorni di allenamento allo stadio, in concomitanza con le visite mediche, a livello conoscitivo. A me serviranno per capire lo stato di forma dei ragazzi, iniziare a parlare con loro anche se con alcuni ho già avuto un contatto telefonico. Voglio sapere le loro sensazioni, le loro difficoltà dello scorso anno e quello che è andato bene. Dobbiamo capire le loro necessità perché in campo alla fine vanno i giocatori, con l’intento di migliorare e far crescere individualmente”.

Birindelli è un allenatore che cerca il risultato attraverso il gioco offensivo, oppure puntando maggiormente sulla concretezza e sui risultati che in Serie C fanno sempre la differenza? “Nel calcio moderno penso ci sia bisogno di tutto. Se si dispone di una squadra che ti permette di palleggiare, in alcune circostanze lo si fa… Se si dispone di una squadra forte dal punto di vista fisico, si può anche immaginare una partita prevalentemente nella metà campo avversaria… Come allenatori dobbiamo adattarci alle caratteristiche della squadra a disposizione. Quello che però non deve mancare, al di là delle scelte, è l’equilibrio, oltre alla compattezza. Questo è quello che conta. I singoli possono mettersi a disposizione del gruppo e qui penso ci siano tanti giocatori che possono contribuire su questo aspetto”.


Il DS Federico Boveri e mister Alessandro Birindelli

Qual è il modulo di base adottato da mister Birindelli? “I moduli cambiano anche a seconda delle caratteristiche degli avversari e di come si vuole impostare la partita. In passato ho adottato il 3-4-2-1 ma anche il 3-5-2, finendo ai play-off anche con un 4-2-3-1 e un 4-3-3. Per quello è importante avere confidenza con i ragazzi. Io posso avere anche le mie idee, ma dopo una serie di allenamenti si possono fare altre riflessioni. Non bisogna portare delle forzature, bisogna parlare tanto con i ragazzi e capire anche loro come si sentono meglio in campo”.

Con la società si è già discusso su dove intervenire? “Al di là delle analisi fatte, credo che cambiare sempre porti a un continuo punto di partenza. Bisogna capire se alcuni giocatori dello scorso anno non hanno performato per motivi caratteriali o fisici, oppure perché non si sentivano bene in determinate situazioni. Credo che nell’organico ci siano ottimi elementi. L’impressione è che sul piano della leadership e dei punti di riferimento qualcosa sia mancato l’anno scorso. Dunque, ho bisogno di capire se ci sono dei giocatori con queste caratteristiche, come penso vi siano. Se ci sarà bisogno di intervenire sappiamo dove e come farlo. Penso però che sia prematuro perché la rosa è ampia e prima di mandare via qualcuno ho bisogno di conoscere i ragazzi, magari spostando anche il mercato un po’ più avanti, per fare delle scelte con più tranquillità e serenità”.

Spicca tra lo staff tecnico la presenza di Luca Trucchi, preparatore atletico… “Io e Luca ci siamo conosciuti quando io ero in prima squadra alla Juventus e lui era in Primavera con Gasperini. Lo scorso anno, per motivi familiari, il mio precedente preparatore non è potuto venire con me e Luca Trucchi si era appena “separato” con Gasperini perché a Roma avevano già una folta serie di preparatori. Lui è un valore aggiunto perché al di là delle qualità del suo lavoro, dispone di qualità umane che in pochi hanno. Riesce subito a creare un legame solido con i ragazzi, facendosi apprezzare e anche il lavoro ne beneficia. Qui a Novara ho trovato Roberto Pavesi, un altro professionista che non conoscevo ma con il quale ci siamo già confrontati. Per crescere c’è bisogno anche di una crescita dello staff tecnico con figure professionali importanti. A me piace il confronto e il dialogo, non gli “yes man”. Questo è il mio pensiero”.

La società che obiettivo ha posto a mister Birindelli? “Nessuno. Entrambi sappiamo dove vogliamo arrivare, non c’è bisogno di dirselo. Se proprio vogliamo trovare un obiettivo, quello è fare meglio dell’anno scorso”. A questo proposito è poi intervenuto anche il DS Federico Boveri, precisando che: “Non vado a creare pressioni addosso alla squadra dichiarando in questa sede quali sono i nostri obiettivi. Noi sappiamo di cosa abbiamo bisogno, ovvero di uomini, di gente che pensa prima di tutto al bene della squadra e non a quello personale. Pian piano porteremo avanti le nostre idee. Oggi l’obiettivo dev’essere lavorare a testa bassa e vincere il primo impegno ufficiale della stagione, ovvero la partita di Coppa Italia. Poi si arriverà al secondo obiettivo, ovvero vincere la prima partita di campionato. E così via…”. A riprendere la parola, dopo questo intervento deciso, il tecnico Alessandro Birindelli: “Io sono ambizioso e se sono venuto qui non è per fare peggio dello scorso anno. So che nel 2028 il Novara compirà 120 anni… Io voglio migliorare quello che è stato fatto lo scorso anno, ma per farlo c’è bisogno della disponibilità dei ragazzi. Io posso avere qualsiasi obiettivo ma vanno condivisi con i giocatori. L’obiettivo personale di ognuno non deve inficiare su quello di squadra. Se in un gruppo ci sono giocatori forti ma senza dei valori, alle prime difficoltà emergono tutte le magagne, anche quelle che non ci sono”.

Che girone è lecito aspettarsi? “Vivace, perché penso ci siano squadre già attrezzate e che si rafforzeranno per battagliare nelle zone importanti della classifica. Dobbiamo farci trovare pronti e non farsi prendere dall’ansia”.

Lavorare sul sintetico in settimana può essere funzionale oppure è un aspetto negativo? “Lo scorso anno ci ha condizionato tanto perché avevamo un sintetico quasi alla fine e abbiamo avuto tanti problemi a livello traumatico, però il campo qui a Novara è completamente diverso e credo sia una superfice idonea per allenarsi tutti i giorni”.

Chi sarà il prossimo capitano? “Lo decideranno i giocatori, in base ai comportamenti”.

Giovanni Chiorazzi
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Foto © novarafootballclub.it

 

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