Vingegaard fa suo il Giro d’Italia 2026, apoteosi a Roma!

Di Mirko Inverno
Jonas Vingegaard vince il 109° Giro d’Italia, entrando nel club dei vincitori della “tripla corona”, ovvero conquista del Giro d’Italia, del Tour de France e de La Vuelta spagnola. Il danese della VISMA ha iniziato la terza e ultima settimana del Giro vincendo sull’arrivo in salita di Cari (in Svizzera) e battendo tutta la concorrenza, a partire da Felix Gall (giunto per l’ennessima volta secondo), che ha anticipato di poco Hindley, Arensman, Gee e un superlativo Davide Piganzoli, suo compagno di squadra, mentre ha segnato la resa Giulio Pellizzari, andato in difficolta sulle prime rampe della salita finale e arrivato al traguardo con 18 minuti di ritardo.
La tappa “regina” è andata avanti per “gentile concessione” del capoclassifica all’altro compagno di squadra, Sepp Kuss, che ha vinto riprendendo a 1 chilometro e 800 metri un supercombattivo Ciccone, il quale si è consolato con la maglia blu dei GPM (tolta proprio a Vingegaard), mentre la penultima tappa con la doppia scalata di Piancavallo ha segnato un’altra marcia trionfale del danese della VISMA, che ha salutato la compagnia dei pochi rimasti nel gruppo principale e, a 10 chilometri dalla vetta, è partito stabilendo il nuovo record di scalata tolta al migliore di sempre in questa categoria (a parere personale di chi scrive), Marco Pantani, seppure per pochi secondi e arrivando dopo aver baciato al traguardo - come sempre - la foto della famiglia sul manubrio della sua bici, con un vantaggio che ha superato il minuto davanti al solito Gall (che ormai ha più secondi dell’orologio…) e Hindley, con un ordine che ha rappresentato anche quello del podio finale di Roma, dove finalmente Milan ha vinto la volata proprio all’ultima occasione possibile, rendendo un po’ meno amaro il suo Giro e nel quale, per la prima volta in quattro grandi giri, non è riuscito a conquistare la classifica a punti che ha visto trionfare il francese Paul Magnier (prima maglia rosa di questo Giro e tre successi parziali), mentre la maglia dei giovani (dopo essere saltato Pellizzari) è finita sulle spalle della rivelazione di questo Giro, ovvero il portoghese della BAHRAIN, Eulalio, che dopo i nove giorni in Maglia Rosa ha portato a casa il simbolo dei giovani resistendo all’attacco di Piganzoli.
Vingegaard raggiunge quindi corridori del calibro di Anquetil, Merckx, Hinault, Gimondi, Nibali, Contador e Froome nel club dei vincitori dei tre grandi giri e si dice pronto anche per il Tour. Per i “nostri” questo Giro d’Italia si è chiuso con quattro vittorie di tappe (Ballerini, Ganna, Bettiol e Milan), un giorno di Maglia Rosa di Ciccone e la sua maglia blu dei GPM, il miglior corridore in classifica, Davide Piganzoli, ottavo, ovvero il peggior risultato della storia per la classifica generale di un italiano (nel 2020 ci fu Nibali settimo nel Giro di ottobre causa Covid), seguito dal nono posto dalla “garanzia” Damiano Caruso, che dovrebbe ritirarsi alla fine del prossimo Tour. Tutto questo dimostra che il nostro movimento è in piena crisi e avrebbe bisogno di un corridore di altissimo livello per i grandi giri (visto che per le volate e le crono invece ci siamo).
Noi ci rivediamo per le pagelle del Giro.

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