Il Giro d’Italia 2026 continua...

Di Mirko Inverno
Ci eravamo lasciati con il nostro Giulio Ciccone in Maglia Rosa, ma purtroppo per l’abruzzese della LIDL il sogno è durato soltanto 24 ore, visto che la 5a tappa, la Praia Mare-Potenza di 203 Km (la classica “fuga-bidone”, in una giornata di maltempo) ha consacrato il cambio di consegne per la classifica generale, con il portoghese Alfonso Eulalio in Maglia Rosa nella tappa vinta da Igor Arrieta della UAE.
I colori azzurri si sono consolati il giorno dopo, nella tappa con traguardo finale a Napoli (quinta volta di fila) e con la prima vittoria tricolore di Davide Ballerini (che sul traguardo in pavè, in piazza Pebliscito, batteva il belga Stuyven). Terzo posto per la maglia ciclamino a Magnier, bravo a rimontare tanti corridori dopo la caduta dell’ultima curva che ha tagliato fuori dai giochi il “nostro” Milan e Groenewegen.
Si è cosi arrivati alla settima tappa con arrivo sul durissimo Monte Blockhaus, dove il favorito del giro Vingegaard ha dettato la sua legge dominando la montagna abruzzese e stabilendo il nuovo record di scalata in 38'22'', precedendo l’austriaco Gall di 13'' e il trio formato dai due della Redbull, Hindley e Giulio Pellizari (l’unico che ha cercato di resistere al forcing del danese, ma dopo un chilometro mezzo è stato costretto a mollare la presa) e a O’Connor, che sono arrivati a poco più di un minuto. Tenace ed eroica la resistenza del portoghese, con leader della classifica Eulalio arrivato a 2'55'' (insieme ai “nostri” Piganzoli e Caruso e al colombiano Bernal, mentre meglio faceva Ciccone arrivando settimo), conservando così la Maglia Rosa.
La successiva tappa dei muri con traguardo a Fermo ha visto il bis di Narvaez dopo una bella fuga ad un ritmo incredibile, mentre la nona tappa - con l’arrivo in salita a Corno alle Scale (2a volta che si è arrivati qui dopo il 2004, con la vittoria di Gilberto Simoni su Cunego... ahinoi, altri tempi) è stato un altro test per i “big” che hanno controllato la fuga di giornata dove si sono visti i “nostri” Ulissi e, soprattutto, Giulio Ciccone, che sta provando in tutti i modi a vincere una tappa dopo aver indossato la Maglia Rosa. Il sogno per Giulio si è spento a 1 chilometro e 800 metri dall’arrivo quando è stato ripreso dal duo Gall-Vingegaard (chiuderà 11° Ciccone), rimasto unito fino ai 900 metri, quando il danese della VISMA ha deciso di andarsi a prendere la seconda tappa di questo Giro, baciando la sua bici come sempre fa in caso di vittoria (avendo lì la foto della sua famiglia) e distanziando di 12'' l’austriaco, mentre al terzo posto è giunto il suo compagno di squadra Davide Piganzoli (strepitosa la sua scalata) che ha tolto l’abbuono ad Arensman, mentre il portoghese Eulalio è arrivato quinto a soli 41'' dal vincitore, mantenendo con più di 2 minuti il suo vantaggio. Martedì prossimo potrebbe conservare la maglia nonostante la crono, dove il superfavorito è il verbanese Ganna.
Chi invece ha perso tanto tempo è stato Giulio Pellizzari, che a causa di un problema di stomaco è arrivato a 1'28'' limitando tutta via i danni. Il Giro rimane comunque lunghissimo e aperto a tante novità e noi, come sempre, ve le racconteremo.

Muro











