Giro d’Italia 2026: si torna in Italia e Ciccone si veste di “rosa”

Di Mirko Inverno
La prima tappa nel nostro Paese, dopo aver salutato le tre precedenti in Bulgaria, ci porta da Catanzaro a Cosenza (138 Km in tutto), per una tappa che sembrava non dover creare nessun fastidio ai corridori, tanto che partita la fuga di sei corridori (tra cui il francese Barguil, l’irlandese Rafferty e i “nostri” Mattia Bais della Polti e Martin Marcellusi della Bardiani), il gruppo non ha comunque concesso molto, tenendoli nel limite dei tre minuti, fino alla salita unica di giornata di Cozzo Tunno di 14,5 Km, con pendenze dure soprattutto all’inizio. È lì, infatti, che gli spagnoli della Movistar hanno imposto subito un ritmo indiavolato per staccare i velocisti, in modo da far avere meno avversari al loro compagno Aular, molto veloce e tra i favoriti in caso di volata ristretta.
Non a caso, il lavoro svolto dal “nostro” Lorenzo Milesi dava i suoi frutti, facendo staccare prima Groves e poi De Lie (che da lì a poco si ritiravano, mentre al mattino non era partito Kelderman, grossa perdita per il favorito del Giro, Vingegaard), seguiti dal “dominatore” delle prime due volate, la maglia ciclamino Magnier, oltre che dal nostro Milan e poi anche da Ganna e - a sorpresa - dalla maglia rosa Silva.
In tre chilometri recuperavano sulla fuga continuando il loro ritmo frenetico fino al traguardo, fatta eccezione per l’ormai classico traguardo Red Bull con abbuono, che vedeva Pellizzari e Ciccone beffati sulla linea da Christen della UAE (il fratello maggiore corre per la Pinarello). Arrivati allo sprint, Sobrero pilotava al meglio Ciccone che si lanciava come un razzo, ma non bastava perché Narvaez lo beffava vincendo ampiamente con vantaggio davanti al venezuelano Aular che non ripagava il grande lavoro della squadra, vincendo ma restando al palo, così come il nostro Giulio Ciccone, terzo ma contento, perché grazie all’abbuono conquistava la prima maglia rosa della carriera (dopo i due giorni in giallo del Tour nel 2019, ultimo italiano a vestirla), un anno dopo Ulissi.
Il Giro domani prosegue da Praia a Mare a Potenza, tappa mossa e impegnativa e, sicuramente, ne vedremo delle belle. Noi, come sempre, saremo pronti a raccontarvela.

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