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Il Giro d’Italia inizia con tre giorni in Bulgaria


Di Mirko Inverno

La 109a edizione del Giro d’Italia parte dalla Bulgaria con la prima tappa Nessebar - Burgas, una tappa di 147 Km relativamente semplice, con una fuga dal primo chilometro di Manuele Tarozzi della Bardiani e di Oscar Sevilla del team Polti che si sono divisi i traguardi volanti (combattendoseli fino alla fine), con il primo che vinceva il chilometro Red Bull (traguardo volante con abbuoni di 6, 4 e 2 secondi ai primi tre in 20 delle 21 tappe, ad eccezione della cronometro), mentre lo spagnolo vinceva i 2 GPM di giornata. Ripresi a 40 Km dalla fine, il gruppo si preparava alla volata per la vittoria e per la maglia rosa ai -800 metri, però, dalla decima/dodicesima posizione. Qui cadevano un paio di ciclisti che bloccavano i colleghi alle loro spalle (tempo comunque neutralizzato visto che eravamo dentro i 5 Km) facendo giocare la vittoria ai pochi superstiti, tra cui il favorito Milan della Trek. Purtroppo il nostro Johnny veniva battuto dal francese Magnier (un altro Paul francese di talento, dopo Seixas) che conquistava la tappa e la prima maglia rosa di questa edizione, battendo Andresen e Vernon e relegando così al quarto posto Milan.

La 2a tappa di 221 Km arrivava a Veliko Tarnovo e vedeva una calma apparente in attesa del finale; poi, a causa del terreno bagnato dalla pioggia caduta in precedenza e, poi, in seguito, a una rovinosa caduta in curva dove cadevano tantissimi corridori, a farne le spese più gravi erano Buitrago della Bahrein, Soler e Vine della UAE che si ritiravano, oltre a Moschetti e Adam Yates che riuscivano a raggiungere il traguardo pur con notevole ritardo, a causa delle ferite riportate che impediranno loro di partire il giorno dopo.

La giuria bloccava la corsa per alcuni chilometri al fine di permettere alle ambulanze di tornare in gara dopo aver soccorso i caduti e, al via, si scatenava la corsa con Bernal ed Arensman che prendevano gli abbuoni al traguardo Red Bull e poi, sulla salita del monastero, ecco che il Giro esplodeva con il favoritissimo Vingegaard della Visma guidato dal compagno di squadra Davide Piganzoli, che attaccava seminando il panico, con il solo Giulio Pellizzari a tenere la sua ruota, a cui si accoda sul finale il belga Van Eetvelt: i tre procedevano di comune accordo guadagnando fino a 20 secondi sugli altri inseguitori, ma arrivati ai -2 tentennavano quel tanto che bastava per far sì che venissero raggiunti dal gruppetto degli altri “big”. Qui Scaroni pilotava alla grande il suo compagno di squadra Silva che vinceva di poco su Stork e Giulio Ciccone, quarto Scaroni, poi Pellizzari e Sobrero. Per Silva anche la conquista della Maglia Rosa (primo ciclista dell’Uruguay a indossarla) che festeggia quest’anno i 95 anni.

La terza e ultima tappa in Bulgaria arriva nella capitale a Sofia: volata doveva essere e volata alla fine è risultata, ma la gara è rimasta incerta sino alla fine visto che anche in questa tappa, in fuga, c’erano Tarozzi e Sevilla (a cui si è aggiunto Maestri) per i vari traguardi. Continuavano la loro avventura fino ai 600 metri dall’arrivo dove il gruppo metteva fine al tutto e la volata era da lì poco a venire, ai -350 metri Milan partiva un po’ lungo e ai -80, sul terreno che passava da asfalto ai sanpietrini, slittava due volte con la ruota anteriore permettendo la rimonta a pochi metri dal traguardo al francese Magnier, che faceva il bis dopo la tappa d’esordio, beffando così Milan. Terzo posto per l’olandese Groenewegen, mentre Silva manteneva la rosa.

Il Giro 2026 debutterà in Italia da martedì e noi, come sempre, ve lo racconteremo.

Mirko Inverno

 
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