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Conferenza stampa pre Novara FC-Cittadella


Di Giovanni Chiorazzi 
© Vietata ogni riproduzione

La vittoria è l’unico risultato al quale si può aggrappare il Novara FC se vuole continuare a sperare nei play-off. Circostanza che da sola non basterà neppure, perché contemporaneamente bisognerà attendere risultati favorevoli agli azzurri anche dagli altri campi. Tuttavia, alla vigilia dell’ultima sfida interna di campionato contro il Cittadella, mister Andrea Dossena (nella foto) lascia intendere che i suoi giocatori siano pronti a giocarsi il tutto per tutto, sino all’ultimo minuto a disposizione: “La matematica dice che tutto è ancora in palio, ma io non voglio soffermarmi tanto su questo bensì sul percorso che abbiamo fatto da quando sono arrivato. Da allora non ho mai parlato di classifica, né di risultati, ma solo di crescita del collettivo. Questo concetto l’ho rimarcato ai ragazzi, a prescindere se il nostro campionato finirà tra dieci giorni oppure andrà avanti… Sino all’ultimo giorno di lavoro, quindi compresi gli eventuali allenamenti successivi, da loro voglio un aumento di determinate caratteristiche fisiche e tecniche, in pratica che non sprechino il tempo che gli concediamo e che loro, fortunatamente essendo giovani, hanno. Domenica mi aspetto una prestazione con la “P” maiuscola, cosa che la maggior parte delle volte abbiamo sempre fatto, cercando di essere più cinici sotto porta e di toglierci quelle defiance che a noi sono cosate care e che a nostra volta non riusciamo a far pagare care ai nostri avversari”.

La condizione dei giocatori com’è? Lorenzini ha recuperato la sua condizione? “Lorenzini è rimasto fermo i primi due giorni della settimana, poi si è allenato completamente, mentre stiamo ancora valutando l’entità dell’infortunio per Khailoti”.

Che partita bisognerà aspettarsi contro il Cittadella? “Penso che venire a giocare a Novara sia sempre una bella vetrina, in un bello stadio e con un’atmosfera di rilievo. Hanno perso male in casa l’ultima partita e ci aspettiamo anche per questo un Cittadella vivo. Noi però, sul piano delle motivazioni, dovremo essere nettamente superiori. Non accetterò altri atteggiamenti da miei ragazzi sotto quel punto di vista”.

Cosa è mancato al Novara nelle ultime tre partite? “Sono state tre partite completamente diverse l’una dall’altra. Contro il Renate abbiamo fatto una grande autocritica, perché ci è stato superiore fisicamente e negli episodi, magari non nel gioco complessivo di tutta la partita, però sono sempre arrivati prima di noi sul pallone e hanno vinto maggiori rimpalli, dimostrando di essere maggiormente in condizione. Con il Lumezzane la partita l’abbiamo fatta noi e dopo l’episodio del rigore che ha cambiato l’inerzia della partita ci siamo innervositi, non riuscendo a creare fastidi, però sino al 2-1 chi aveva creato più occasioni e chi aveva mantenuto il pallino del gioco eravamo stati noi. Quella di Vicenza si sapeva che era una trasferta pericolosa e difficile, anche se per loro non valeva più molto. Eppure siamo riusciti anche lì a creare sei palle-gol concretizzandone soltanto una, mentre loro con quattro occasioni hanno messo a segno tre reti, di cui una su rigore. Sapevamo che loro erano molto forti e cinici. L’aspetto comune in tutte e tre partite è che abbiamo finalizzato troppo poco rispetto a quanto creato ed è una condizione che mi dà tremendamente fastidio”.

La finalizzazione è senza dubbio uno dei tanti problemi di questa stagione del Novara… “Tanti problemi no, però indubbiamente il “neo” più grande che abbiamo avuto in questi mesi è stato quello. A me piace vedere i dati di gioco e se tutti questi dati confermano che siamo una squadra tra il primo e il sesto posto, mentre nel contempo siamo una squadra che per finalizzazione si posiziona al 19° posto, diventa una circostanza clamorosa… Quello è il mio problema e su quello devo lavorare. Ci stiamo provando ma non è semplice”.

Nelle ultime due partite molti calciatori si giocheranno anche il loro futuro qui a Novara… “Se un giocatore pensa che in sole due partite si possa giocare il suo futuro, forse è un po’ stupido… Ai ragazzi ho detto che io prendo input dal primo giorno in cui sono arrivato, ma lo faccio dall’atteggiamento che mi viene dimostrato, da come i ragazzi lavorano e da come si relazionano con il gruppo… Pensare che una società, oppure un mister, si riducano alle ultime due partite per scegliere un giocatore in ottica futura, credo sia altamente sbagliato”.

Questo ragionamento vale anche per la conferma dell’allenatore? “Non penso che la società scelga di confermare un allenatore perché ha fatto bene le ultime due partite, a mio avviso non si lavora così. Anche un allenatore, in due sole giornate, non avrebbe - a parti invertite - il tempo per fare una valutazione obiettiva. Credo che come l’abbia fatta io in questi mesi, anche la società avrà fatto una sua valutazione al riguardo. Io credo che il Novara FC sia una società ambiziosa e che vuole crescere, quindi ci incontreremo dopo la chiusura del campionato e vedremo effettivamente la volontà di entrambe le parti. Anch’io voglio crescere e vedremo se riusciremo a far collimare tutte queste cose”.

Giovanni Chiorazzi
© Vietata ogni riproduzione, anche parziale

 

La nascita del Novara FC

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