Ciclismo: Van Aert vince la Parigi-Roubaix, Pogacar ad un passo dalla leggenda!

Di Mirko Inverno
Wout Van Aert vince la 123a edizione della Parigi-Roubaix, sua 2a “classica-monumento” dopo la Sanremo del 2020, dedicando la vittoria al collega scomparso nel 2018, Michael Goolaerts, a causa di un infarto durante la stessa corsa (un settore in pavé è stato a lui dedicato da allora). Il corridore della VISMA, classe '94, “beffa” allo sprint Pogacar facendogli rimandare di almeno un anno la conquista delle cinque “classiche-monumento”, ma in questa domenica il belga - finalmente - si mette alle spalle tante sfortune passate, festeggiando a braccia alzate nel velodromo di Roubaix.
La corsa, partita come sempre da Compiègne, ha visto da subito un ritmo superiore ai 50 Km/h (la media finale sarà di 48,910 per i 258,3 Km complessivi della corsa), non permettendo alcuna fuga di giornata. Ai -120 Km accade il 1° intoppo: il campione del mondo Pogacar fora, prende al volo la bici neutra della Shimano, per poi cambiarla appena raggiunto dalla sua Ammiraglia, iniziando una vera e propria rincorsa per raggiungere la testa della corsa, riuscendoci dopo 23 Km prima con l’aiuto dei compagni Politt e Morgado, poi da solo raggiungendo la testa appena in tempo prima di iniziare la dura “Foresta di Arenberg” e, qui, andava in scena il 2° intoppo, stavolta per Van Der Poel che ha forato ben due volte nel giro di poche centinaia di metri perdendo quasi due minuti e mettendo a rischio, seriamente, la possibilità di fare il poker consecutivo nella corsa francese.
Davanti, invece, nel gruppo dei “big” erano tutti presenti… Pogacar, Pedersen, Laporte, Stuyven, Van Aert e il “nostro” Ganna (nella corsa per gli Under 23, vittoria del “nostro” Donati della RED BULL, dieci anni dopo la vittoria di Top Ganna, mettendosi nuovamente in gran mostra dopo le due vittorie ottenute al Giro di Sardegna). Qui capitava il 3° intoppo, perché purtroppo per noi italiani era proprio Ganna a forare (successivamente sfortunato anche per una scivolata a precludergli ogni possibilità, arrivando 25°). Da lì a poco lo sloveno di Komenda compieva il forcing decisivo staccando tutti, ad eccezione del belga della VISMA, arrivando così fino al velodromo dove ai 250 metri dall’arrivo Van Aert lanciava il suo sprint che non lasciava scampo a Pogacar (era dalle Fiandre 2024 che non vinceva una “monumento” un corridore che non fosse Pogacar o VDP). Alle loro spalle un superlativo Van Der Poel compieva un recupero incredibile raggiungendo il gruppetto dietro ai due davanti, ma venendo beffato per il 3° gradino del podio dal belga Stuyven, con Laporte quinto.
In una settimana che ha visto ai Paesi Baschi dominare il diciannovenne Seixas (vi avevamo scritto del suo talento su queste pagine) davanti a Lipowitz e Tobias Johannessen e, messa in archivio la Roubaix, siamo pronti a passare al trittico delle Ardenne. Mercoledì con la Freccia del Brabante ci sarà il passaggio di consegna e noi saremo pronti a raccontarvelo.

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