Ciclismo: Pogacar serve il “tris” al Giro delle Fiandre

Di Mirko Inverno
Seconda “classica monumento” della stagione e seconda vittoria per lo sloveno della UAE, a cui si aggiunge la vittoria delle Strade Bianche, dimostrando una volta di più il suo perfetto cammino di marcia: tre gare e tre vittorie. E tre sono anche le vittorie al Giro delle Fiandre, raggiungendo così gli altri sette con il tris di vittoria nella corsa dei fiamminghi (tra cui il nostro Fiorenzo Magni, capace di vincere le tre corse consecutivamente e conquistando, in questo modo, il soprannome di “Leone delle Fiandre”, con Van Der Poel che anche oggi si deve accontentare del secondo posto).
Non c’è Ganna in partenza (il verbanese mercoledì ha vinto la corsa attraverso le fiandre beffando un ottimo Van Aert nei metri finali), ma al via - oltre ai soliti favoriti come Pedersen, Van Der Poel, Van Aert - ha deciso di correre anche Remco Evenepoel, rendendo la gara ancora più ricca di talenti al via.
La corsa nelle fasi iniziali ha visto la fuga di tredici corridori, tra cui Lamperti, Gradek, Connor Swift e il “nostro” Zamperini della COFIDIS, che è “durato” fino a 100 Km dalla fine, perché a -103 gli uomini di Pogacar, con in testa Politt, hanno fatto un grandissimo forcing tirando fuori un gruppetto di 17 unità, con i favoriti della corsa (e il nostro Trentin), quindi - dopo pochi chilometri - i due gruppi si sono ricompattati, ma a 53 Km dall’arrivo - e al 2° passaggio sul Kwatenburg - Pogacar ha fatto partire il suo ritmo a cui hanno resistito a ruota solo l’olandese della ALPECIN, Van Der Poel (VDP per noi) e il belga Evenepoel, che all’esordio nella corsa si è mostrato già a suo agio, oltre al classe 2000 della RED BULL, Bora, mentre hanno perso contatto Van Aert e Pedersen. Sfortunato invece il nostro Matteo Trentin della TUDOR, protagonista di un inizio stagione con molti piazzamenti come il 3° posto alla “Kuurne” e il 6° nelle Fiandre, oltre soprattutto al 9° posto della Sanremo: nonostante i 36 anni e mezzo si è dimostrato ancora un ottimo corridore da “classiche di un giorno”, considerata la caduta e la rottura della clavicola (tanti auguri di pronta guarigione da parte nostra).
Dopo pochi chilometri è arrivato il Paterberg che ha scremato il trio di testa, visto anche l’arrancare di Evenepoel che ha lasciato da soli Pogacar e VDP, ma anche in questo caso i due sono rimasti assieme fino all’ultimo passaggio sul Kwaremont ai -18, dove lo sloveno di Komenda ha piazzato un’accelerazione delle sue, rimanendo da solo e arrivando al traguardo festeggiando, come detto, la sua terza vittoria al Fiandre (quarta vittoria consecutiva di una “monumento” e dodicesima totale), mancando all’appello solo la Parigi-Roubaix per entrare nel club dei corridori ad aver vinto tutte e cinque le grandi “classiche monumento” (impresa riuscita solo a tre corridori del Belgio, Merckx, Van Looy e De Vlaeminck). Appuntamento a domenica per vedere se riuscirà a conquistare questo ennesimo record. Al traguardo dopo di lui sono arrivati Van Der Poel secondo ed Evenepoel terzo (fierissimo del podio all’esordio). Quarto Van Aert davanti a Mads Pedersen, poi Stuyven, Florian Vermeersch, Mohoric, Laporte e, decimo, l’altro Vermeersch, Gianni, il più grande dei due. Per i nostri colori dobbiamo aspettare Bettiol, 24° posto, per il vincitore del 2019.
Ora appuntamento alla Roubaix dove ci saranno anche Ganna e Philipsen da tenere d’occhio, oltre ai “soliti noti” e noi, come sempre, saremo pronti a raccontarvi quello che succederà.

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