Esclusiva VNV: L’intervista a Sara Bonifacio
Di Alberto Battimo
Foto © Luca Pietro Santi
Analizza ogni argomento con lucidità e chiarezza, consapevole del valore del roster e di quello che la squadra è pronta a dimostrare. La vittoria contro Milano ha dato slancio e sicurezza, alcuni aspetti sono ancora da affinare ma questi due punti hanno aumentato ancora di più l’autostima. Il gruppo è unito e la coesione presente in questa squadra è il giusto punto di partenza per costruire qualcosa di importante. Musica e parole della nostra capitana… Sara Bonifacio.
Sabato scorso è arrivato un successo importante e di prestigio, battuta Milano al tie-break. Immancabile la foto di squadra dopo la vittoria, in ogni scatto una posa diversa per esprimere tutta la vostra gioia. Questa volta avete puntato gli indici sulle tempie, ad evidenziare l’aspetto determinante di questo successo. Il fattore mentale è stato decisivo per le sorti del match? In quali specifici momenti della partita è stato risolutore? “L’aspetto mentale è stato fondamentale, però la foto della vittoria voleva evidenziare soprattutto il nostro momento generale. Le ultime partite sono state sempre decise al tie-break, con delle fasi altalenanti da parte nostra vissute all’interno dello stesso match. Contro Milano volevamo dimostrare una concentrazione maggiore e la forza di non abbatterci in caso di passaggi a vuoto. Tutto sommato siamo riuscite nell’intento, arrivando al set finale con il giusto approccio mentale, nonostante i due parziali persi in precedenza. La voglia di portare a casa il risultato era tanta, i due punti conquistati sono molto importanti sotto molti aspetti”.

La foto di gruppo della Igor dopo la vittoria contro Milano
Chi ha il “compito” di scegliere il motivo della foto? “È una scelta naturale, una decisione di squadra. Questo è un valore aggiunto, ci conosciamo bene e sappiamo cosa ci è servito per ottenere quella determinata vittoria. La prima compagna che propone trova sempre l’ampio consenso da parte di tutte noi, poi non ci resta che lasciarci andare alla pazza gioia in una sola immagine”.

La gara di sabato è stata la quarta consecutiva conclusasi al tie-break. Questa settimana senza partite vi ha aiutato nel recupero, con la Champions in arrivo sarà ancora più importante ridurre i set totali all’interno di un match. Come ne siete uscite da queste ultime gare? Cosa bisognerà cambiare per riuscire a dare una “sterzata” alle nostre prestazioni future? “Sicuramente dovremo cercare di essere più incisive e costanti. Nelle ultime partite ci è capitato spesso di partire con il giusto approccio, per poi calare nel prosieguo della partita. Il tie-break è un mix di freddezza e consapevolezza, tanti fattori entrano in gioco e non sempre girano nel verso desiderato. In futuro cercheremo di rimanere sempre più sul pezzo, cercando di chiudere la partita a nostro favore quando saremo noi a comandare. Ci vorrà più aggressività, in certi momenti della partita risulta decisiva. Il partire bene può essere una prerogativa importante, però poi dobbiamo continuare su questa strada e non dare coraggio alle avversarie. Alla prima difficoltà non dobbiamo mollare, ogni tanto questa concezione ci sfugge, ne siamo consapevoli e lavoreremo per diminuire sempre più questi cali di tensione. Un “plus” che ci sta aiutando molto è che siamo capaci nel trovare sempre una soluzione adatta per risolvere una fase negativa, questo fa capire che siamo una squadra con le idee chiare e che sa quello che vuole. Sono d’accordo che bisognerà ridurre la durata di una partita, alla lunga i tanti set giocati potrebbero influire negativamente sulle nostre prestazioni. Aggiungo il capitolo infortuni, i vari acciacchi non ci stanno permettendo una rotazione ragionata. Stanno giocando sempre le stesse giocatrici, con l’aggiunta della Champions tutto potrebbe diventare più pesante da gestire”.

Ultimamente manca un po’ di equilibrio in squadra, durante le partite? “No, non sono d’accordo. Secondo me la voglia di chiudere in fretta le partite si sta rivelando sbagliata, agire con troppa frenesia non è mai l’approccio corretto. Gli errori aumentano e cala la concentrazione, il volere tutto e subito potrebbe costarci caro. Dobbiamo risolvere prima le partite, però ragionando un punto alla volta e concentrandoci solo sull’azione da affrontare. Il nostro roster ha le qualità per vincere qualsiasi partita: dovremo partire sempre da questa consapevolezza, così da per affrontare i vari set nella maniera più riflessiva e accurata”.

Dopo due anni torneremo a disputare la Champions, grazie alla “wild card” assegnataci. Cosa si prova? “Tornare ad affrontare la Champions è una bellissima emozione. Giocare contro avversarie europee di livello è una sfida affascinante. Competere per qualcosa di importante è uno dei nostri obiettivi, puntare a successi sempre maggiori è lo stimolo che ci spinge ad andare avanti. Due anni fa abbiamo vinto la “Challenge Cup”, l’anno scorso la “CEV”, quest’anno chissà… magari ci scappa qualcosa di ancora più prestigioso”.

Una volta una squadra si poteva definire con uno stile “italiano” o "europeo", in base al tipo di gioco dimostrato e ai risultati raggiunti nei vari tornei. È una differenza tuttora valida o si è un po’ più assottigliata? “Negli ultimi tempi si punta sull’equilibrio tra i due stili, il nostro roster ne è un esempio. Tra le tante peculiarità possediamo un gioco veloce e puntiamo molto sul primo tocco della ricezione quando siamo in difesa, questo ci rende subito aggressive con l’obiettivo di mantenere l’azione sempre viva. Stiamo notando i frutti di questo lavoro, molti punti li abbiamo conquistati proprio attraverso questa dinamica”.

Da questa stagione sei la nostra capitana, dopo averne vissute dieci sotto la Cupola era giusto e doveroso assegnarti questo ruolo. Quali sono le tue priorità fuori dal campo e, all’atto pratico, come stai affrontando questa responsabilità? “Il ruolo del capitano implica un contatto più diretto con staff tecnico e società, una specie di “ponte” per esprimere, con una voce sola, tutti i nostri pensieri. Questa è l’unica differenza rispetto alle mie compagne, sono pronta ad affrontare al meglio questa posizione e sono molto felice dell’intesa che si è creata con tutte le parti in causa. Sono fortunata perché ho delle compagne di squadra fantastiche, finora non ho mai avuto problemi rilevanti da risolvere o da affrontare. Mi sono già confrontata più volte anche con la squadra, ma sono sempre stati dialoghi costruttivi. Le ragazze sanno che si devono sentire libere nel venirmi a parlare, sono a disposizione per qualsiasi richiesta. Non c’è ancora mai stata necessità, l’armonia presente in tutti i settori ha creato un ambiente sereno e rispettoso”.
Capitolo Nazionale: è nato un caso dopo il tuo “no” alla convocazione per l’ultima “Volley Nations League”. Per problemi di salute hai preferito prenderti cura di te stessa, ovviamente lasciando la porta aperta per le future convocazioni. Coach Velasco non aveva preso bene questa decisione, parlando anche di un’eventuale possibilità di aver perso il “treno” Nazionale. Avete avuto modo di chiarire? Quanto credi in una nuova chiamata? “No, non c’è stato un chiarimento con coach Velasco. Se ci sarà l’occasione di un confronto ben volentieri, però non sento il dovere di dare delle giustificazioni. Lo staff della Nazionale è ben informato della mia situazione, ne sono al corrente perché la nostra dottoressa lavora anche per loro. I “no” non vengono mai presi bene, poi quando c’è di mezzo la maglia azzurra fa sempre notizia, sono dinamiche che ormai tutti conosciamo. Non è stata una decisione definitiva, in quel momento dovevo pensare più a me stessa e non potevo accettare la convocazione. Non ho chiuso assolutamente la porta, anche se sono decisioni che non dipendono dalla mia volontà. Sono consapevole del fatto che certe scelte portano a delle conseguenze, ma non me ne preoccupo più di tanto perché entriamo in un campo fuori dal mio controllo. Per il resto non ho altro da aggiungere, altre spiegazioni non penso servano”.

La sfida contro Milano è stata storica, un evento organizzato congiuntamente da entrambe le società per valorizzazione ulteriormente questo sport. Intrattenimento allo stato puro, un’esperienza a 360° vissuta da quasi 13.000 spettatori tutti in festa e soddisfatti della bellissima ed emozionante giornata. Cos’ha dimostrato questa iniziativa e cosa ci potrebbe riservare il futuro sotto questo aspetto? “Mi è piaciuto molto l’evento di sabato scorso, spero possa rappresentare l’inizio di un nuovo percorso. La pallavolo sta ottenendo i risultati che merita, dopo i tanti successi sportivi meritavamo una cornice di pubblico del genere e un’attenzione maggiore nei nostri confronti. È una visibilità meritata, con sacrifici e pazienza siamo riusciti ad ottenere il giusto risalto. Non penso sia fattibile in tutte le partite però, organizzare una giornata del genere ogni volta richiede tanto impegno e lavoro. Bisogna dare seguito a queste giornate, ci siamo sentite ancora più protagoniste davanti a un palazzetto enorme e un pubblico straordinario e in visibilio. Un record di presenze che ci fa piacere, peraltro ci siamo trovate anche bene nel giocare in una struttura così grande. Il rischio poteva essere quello di risultare troppo dispersiva, invece si è rilevata una grande intuizione abbinata ad un intrattenimento di pregevole fattura. Complimenti a tutti i tifosi, hanno apprezzato l’evento e la loro partecipazione sempre attiva ha reso tutto ancora più emozionante e unico. Mi auguro che il volley possa prendere questa direzione, una strada interessante e piena di novità”.

Vuoi lasciare un messaggio ai tifosi della Igor e ai lettori del sito? “Vi aspettiamo al “Pala Igor”, con l’arrivo della Champions gli appuntamenti saranno maggiori. Noi siamo cariche, voi ancora di più perché ci sostenete sempre con forza e calore. A livello di numeri non ci possiamo equiparare con gli spettatori presenti a Milano, ma sono sicura che a livello di incitamento e appoggio siete i migliori. A presto!”.
Grazie a Sara Bonifacio per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa della Igor Gorgonzola Novara per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.
Servizio di Alberto Battimo
Foto © Luca Pietro Santi

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