Esclusiva VNV: L’intervista a Giuseppe Agyemang

Di Alberto Battimo
Foto © Guido Leonardi
Dopo un inizio di campionato al di sotto delle aspettative, l’abbiamo visto comandare (per lui sull’inedita fascia destra) nell’ultima sfida contro il Lecco. Rispetto ai suoi compagni di squadra è servita qualche partita in più prima di vederlo in buone condizioni. L’ultimo mercato estivo non l’ha aiutato, il suo addio sembrava “scritto” ma alla fine è rimasto a Novara. Domenica è arrivata una vittoria importante e meritata, frutto di una prestazione tutta cuore e grinta. Il prossimo avversario sarà l’Alcione Milano, quarta in classifica. Prima però bisogna continuare a lavorare su noi stessi e tutto il resto verrà valutato successivamente. Parola di… Giuseppe Agyemang.
Contro il Lecco è arrivata la tanto agognata seconda vittoria. Rispetto al successo contro l’Arzignano la squadra ha convinto di più, mantenendo un atteggiamento sempre propositivo e votato all’attacco. Tra le tante note positive, quale caratteristica ci tieni più a sottolineare, principale oggetto di lavoro in allenamento e mostrato in campo domenica scorsa? “Siamo stati bravi nel mantenere un rendimento offensivo sino alla fine. Il Lecco non ha mai avuto predominio nel gioco, nonostante fosse alla ricerca della rete del pareggio nel finale di gara. Non sono mancate voglia e grinta, elementi essenziali per poter ambire alla vittoria. Per tanto tempo si è detto che noi giocatori dovevamo dare qualcosa in più, domenica siamo riusciti nell’intento. Siamo stati completi in tutti i fondamentali, nelle partite precedenti solo a tratti siamo riusciti ad esserlo, pagando a caro prezzo questa imperfezione. Un aspetto rilevante è stata la qualità della prestazione, il lavoro settimanale ha dato i suoi frutti. Abbiamo seguito fedelmente le indicazioni del mister, nel corso dei minuti la fiducia in noi stessi è aumentata. Si è notata una maggiore intesa in campo, avevamo bene in mente cosa fare per metterli in difficoltà”.

Nelle varie dichiarazioni post-partita, il fattore mentale è sempre stato il tema principale. Siete entrati in campo dimostrando subito il giusto approccio. Qual è stata la spinta decisiva che vi ha permesso di dimostrare questa attitudine? “Siamo consapevoli di quanto la testa giochi un ruolo fondamentale nel delineare il nostro cammino. La forza del gruppo si vede anche in questi momenti, parliamo molto e cerchiamo di condividere certi pensieri per crescere e remare tutti dalla stessa parte. Quello che avevamo dimostrato nelle gare precedenti non poteva essere il vero Novara, nessuno di noi aveva ancora dimostrato l’effettivo repertorio. La vittoria di domenica ha rappresentato un bel passo in avanti ma possiamo ancora fare meglio, sarebbe un grave errore considerare il match con il Lecco l’apice delle nostre qualità. Siamo contenti di avere mostrato ai tifosi quello che sappiamo realmente fare, in precedenza qualcosa ci era sempre mancato. Ci siamo fatti tutti un esame di coscienza, ci siamo chiesti cosa potevamo veramente dare per la causa azzurra. I periodi di mancata vittoria ci avevano turbato, non potevamo continuare così. Ci siamo rimboccati le maniche, ognuno ha dato il suo apporto e finalmente stiamo analizzando una vittoria convincente. Ci siamo sempre incoraggiati a vicenda, ogni attività svolta in allenamento era la giusta occasione per “conoscersi” in campo e aumentare l’autostima. Speriamo che questa vittoria possa rappresentare una “svolta”, dipenderà solo da noi. Adesso non dobbiamo accontentarci del successo raggiunto, questa vittoria non cancella i momenti bui vissuti nelle giornate precedenti. È un processo che deve andare avanti, siamo una squadra forte e dovremo dimostrarlo in ogni campo. Nessun passo indietro, continuiamo ad essere convinti del nostro valore e dell’unione presente in squadra”.

Come hai giustamente sottolineato questa vittoria non deve rimanere fine a sé stessa, deve rappresentare un nuovo inizio. È più difficile affrontare il momento nel quale si è alla ricerca del successo “liberatorio” o riconfermarsi dopo aver offerto la migliore prestazione della stagione, finora? “Tutte e due le situazioni sono complicate, tuttavia riconfermarsi nasconde delle insidie maggiori. Mantenere la prestazione e il livello raggiunto contro il Lecco non è così facile da replicare, l’obiettivo rimane comunque quello di garantire prestazioni sempre più salde ed efficaci. Tutto questo ci stimola nel fare sempre meglio, un passo alla volta per riuscire a dare vita ad una fisionomia di squadra che sia all’altezza della rosa”.

Spesso gli allenatori privilegiano la prestazione della squadra rispetto al modulo scelto. L’inedito 3-5-2, sotto la gestione Zanchetta, è coinciso con un alto rendimento da parte di tutti voi. È solo un caso o anche questo schema ci ha messo positivamente del suo? “Il 3-5-2 è un modulo che ti permette di coprire di più il campo e di essere compatti. La differenza non la fa la disposizione tattica, anch’io mi trovo d’accordo. In settimana assimiliamo vari concetti che il mister cerca sempre di infondere con attenzione e cura. Il posizionamento in campo è utile per delineare una certa comprensione tra i reparti, ma alla fine siamo sempre noi giocatori a sfruttare al meglio ogni zona del campo grazie al lavoro di squadra”.

Questa disposizione in campo ti ha permesso di giocare esterno di centrocampo, impossessandoti prepotentemente della fascia destra. Abbiamo assistito alla tua migliore partita in questa stagione, è stato entusiasmante rivedere certe giocate a cui eravamo abituati nel campionato scorso. Possiamo affermare che questo modulo è quello che ti permette di esprimere tutte le tue migliori capacità? “Sì, mi sento più completo quando gioco esterno di centrocampo. Molti di voi hanno rivisto l’Agyemang della scorsa stagione, mi fa piacere. Ho più campo a disposizione, gioco in una posizione più avanzata e ho tutta la fascia per esprimere al meglio le mie qualità. Non noto tante differenze rispetto al ruolo di terzino in una difesa a quattro: come dicevo in precedenza lavoriamo per concetti, questo rende abbastanza ininfluente la collocazione in campo. Le situazioni non cambiano, le richieste rimangono sempre quelle. Anche da terzino il mister mi chiede di spingere con regolarità, rimanendo attento alla fase difensiva. Le differenze sono poche ma, se posso scegliere, mi sento più un quinto di centrocampo”.

Gli allenatori sono sempre alla ricerca di giocatori duttili, in modo da poterli impiegare anche in una posizione diversa da quella naturale. Nella difesa a quattro ti abbiamo visto un po’ in difficoltà, ma sei giovane e hai ancora tanta esperienza da maturare. Progredire anche in altri ruoli fa parte del tuo percorso di crescita? “Sicuramente, voglio evolvermi e per riuscirci dovrò essere capace anche in altri ruoli. Se mi accontentassi di giocare solo come esterno di centrocampo rimarrei un “mezzo giocatore", con qualità e caratteristiche limitate. La voglia di fare un ulteriore “upgrade” c’è ed è nelle mie corde. In allenamento sto ancora provando a destreggiarmi al meglio anche come terzino, è giusto che sia pronto ad ogni evenienza. Non è un compito facile e immediato, ma questo non frena le mie ambizioni, anzi… mi stimola ancora di più. Sono sempre a disposizione della squadra: quando l’allenatore mi chiede di occupare una posizione diversa da quella mia “naturale” mi carica ancora di più, significa che si fida di me e sa quanto valgo”.

Il tuo nome è spesso circolato nelle varie news estive di mercato. Molte squadre della cadetteria erano interessate alle tue prestazioni, ma alla fine sei rimasto a Novara. Ricordiamo le parole di mister Zanchetta nella conferenza pre-gara contro l’Inter U23, nella quale specificò di vederti più indirizzato nel lasciare la squadra, elogiando comunque il tuo continuo impegno. A mercato chiuso l’allenatore non ha avuto remore nello schierarti dalla seconda giornata in poi, giocando per intero nove partite su dodici disputate finora. Ci racconti come hai vissuto quel periodo? “Non è stato un periodo semplice, per la prima volta ho dovuto affrontare una situazione del genere. Confermo l’interesse di varie squadre di Serie B, non nego che sia stato piacevole ricevere le attenzioni di alcuni team della serie cadetta. Ho trovato delle difficoltà nel sapere gestire un periodo così delicato, è stato fondamentale condividere i miei pensieri insieme ai miei compagni più esperti. La voglia di confrontarmi in campo con giocatori di categoria superiore mi intrigava, ma il consiglio ricevuto era stato quello di valutare il tutto con razionalità. Questo mi ha permesso di valutare la mia permanenza a Novara come una piacevole conferma, in caso di mancata cessione in categorie superiori volevo solo giocare per questa maglia. Alla fine è andata così, anche se non è stato facile dal punto di vista mentale. Mi sarebbe piaciuto giocare in categorie superiori, la mancata occasione mi aveva destabilizzato mentalmente. Non è sempre tutto così semplice, ho letto articoli su di me che non rispecchiavano il mio reale stato d’animo. Sono sempre rimasto con i piedi per terra, in attesa delle novità di mercato. Sono contento che l’allenatore abbia evidenziato il mio continuo impegno in quel periodo, mi sono sempre messo a disposizione del gruppo. Il mio cartellino è di proprietà del Novara, mi sono sempre comportato da professionista e ho avuto riscontri positivi da tutto il gruppo. Ora sono solo concentrato sul bene della squadra e sulle mie prestazioni, eventuali altri pensieri saranno rimandati a tempo debito”.

Vuoi lasciare un saluto ai tifosi azzurri e ai lettori di VaNovaraVa.it? “Vi ringrazio per la vicinanza, soprattutto nei momenti difficili. Immagino non sia semplice vivere dei periodi complicati, vedere la propria squadra in difficoltà vi “ferisce” e a noi dispiace tanto. Ci avete sempre sostenuto con calore ed entusiasmo, valori intrinseci presenti in “Curva Nord” e non solo. La vittoria contro Il Lecco è anche merito vostro, siete fondamentali. Quanto è stato importante l’abbraccio "virtuale" tra noi e voi ad inizio partita. Questo legame con la squadra è il giusto viatico per ambire a nuovi successi, avremo sempre bisogno di voi. Continuate a spingerci verso nuovi successi, daremo sempre il massimo per rendervi felici”.
Grazie a Giuseppe Agyemang per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Novara FC per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

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