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Conferenza stampa pre Novara FC-Lecco


Di Giovanni Chiorazzi 
© Vietata ogni riproduzione

Sulla strada del Novara FC il calendario propone il Lecco, avversario molto difficile da affrontare perché in questo inizio di stagione ha dimostrato di meritare ampiamente la seconda posizione, attualmente occupata in compagnia dell’Union Brescia. Mister Zanchetta (nella foto) è intervenuto come di consueto nella conferenza pre-gara facendo il punto della situazione al termine della settimana di allenamenti: “La squadra vuole cercare di migliorare i risultati sin qui ottenuti, giocheremo in casa e questo ci spinge a fare una partita con il giusto atteggiamento, anche se sappiamo di avere di fronte un avversario che in questo momento esprime il miglior calcio e la squadra più libera a livello mentale. Sarà una partita difficile e ci sarà da sudare parecchio”.

Tra le caratteristiche del Lecco c’è anche l’abilità nel liberare l’uomo in area o davanti alla stessa… Ci sarà da curare molto bene la fase difensiva. Si può ipotizzare qualche modifica nel reparto arretrato? “L’attenzione fa la differenza, mentre lo schieramento è relativo. Dovremo prestare massima attenzione, con la consapevolezza che il Lecco è un avversario che, se gli si lascia spazio, ti mette in difficoltà. Al di là del modulo con il quale scenderemo in campo, la cosa importante sarà l’attenzione nel vincere il duello o chiudere il loro ultimo passaggio e lo dovremo fare in modo collettivo. Loro hanno questa capacità e hanno dalla loro anche questa libertà mentale che gli permette di rischiare le giocate. Quando c’è questa combinazione si è sicuramente più propositivi, coraggiosi e pericolosi. Questo è un atteggiamento di cui dovremo tenere conto e dovremo essere bravi a saper soffrire”.

La speranza è quella di osservare un Novara concentrato per tutti i novanta minuti e non solo per un tempo come osservato contro la Pergolettese… “Non è una speranza, bensì un processo su cui stiamo lavorando... Quello che ci siamo prefissati e che a volte arriva in modo più veloce e altre volte in modo più lento. Il fatto di non aver ottenuto qualcosa in più rispetto a quello che all’inizio meritavamo ha rallentato un po’ questo processo, ma stiamo lavorando molto sull’essere continui per tutto l’arco della partita e con la massima concentrazione. Dobbiamo migliorare questo aspetto partita per partita, ma ogni gara è una sfida a sé e non è facile concedere poco per tutti i novanta minuti. Anche se è fisiologico concedere qualcosa all’avversario, quando è toccato a noi spesso abbiamo pagato a caro prezzo la circostanza”.

I numeri dicono che il Novara è una squadra che non molla mai, a prescindere da un iniziale svantaggio… “Si tratta di una gestione di continuità. Non è vero che la squadra non interpreta o non sa gestire il vantaggio sempre. Questo capita un po’ a tutte le squadre. Quando però si viene castigati questo aspetto balza all’occhio, mentre quando non si prende gol nelle situazioni in cui si concede passa tutto inosservato e sembra che si è concesso meno in campo. Sono gli episodi che nel calcio fanno la differenza. È vero che a livello di interpretazione dobbiamo migliorare, perché ci sono momenti della partita in cui ci perdiamo e diventiamo vulnerabili”.

Fino a che punto la squadra può essere condizionata dal rendimento e dagli ultimi risultati? “Si tratta di un aspetto molto complicato. L’entusiasmo che genera i risultati è una cosa che non si può descrivere e ricercare, però si può aumentare il livello di “incazzatura” che dev’essere quella circostanza che ti permette di alzare l’attenzione e di essere più determinato in quelle occasioni in cui si crea gioco ma non si concretizza. Questa squadra deve trovare la forza, anche attraverso gli allenamenti. Quello che possiamo fare noi è lavorarci chiedendo ai ragazzi sempre qualcosa in più. Le partite vivono di episodi e a volte anche una partita dove non si gioca benissimo, ma si riesce a vincere, può sbloccare a livello mentale e aiutare. Questo è l’aspetto più difficile da allenare a mio avviso”.

La situazione degli indisponibili qual è, considerando che Bertoncini e Collodel saranno fuori per un po’ di tempo? “Anche Morosini non è a disposizione, mentre gli altri sono tutti convocati, compreso Di Cosmo e Valdesi che hanno recuperato. Per Morosini cercheremo un recupero in tempo per la prossima partita, però dobbiamo prima valutare la sua condizione in allenamento”.

Sul piano della condizione, Da Graca sta meglio? “Sì, ha lavorato tutta la settimana in allenamento e sta meglio. Le caratteristiche di Da Graca si sposano bene sia con Lanini che con Alberti. Forse lo vedo meglio come partner di un attaccante fisico e strutturato”.

L’assenza di Morosini può aver influito, sino ad oggi, nella mancanza di cattiveria in campo? “Sono d’accordo, però dobbiamo stimolare questo aspetto anche negli altri giocatori. Non possiamo pensare che ci possa essere solo un giocatore in grado di farci svoltare a livello mentale. Anche gli altri devono dimostrare queste capacità, io sono convinto che la squadra le abbia ma in questo momento i ragazzi fanno fatica a esprimerle. Chiaro che Morosini le ha naturalmente e sia più facile per lui sotto questo aspetto”.

Ghiringhelli come sta? “Dal punto di vista generale è abile, però c’è una lista e le scelte sono orientate in quel senso”.

Il pubblico potrà offrire una spinta in più al Novara per ottenere un risultato positivo? “Penso che i tifosi ci stiano sostenendo oltre i limiti e quando hanno contestato è perché c’era un senso. Ultimamente ho visto grande senso di attaccamento da parte dei tifosi, hanno sempre cercato di aiutare e sostenere la squadra. Mi aspetto lo stesso contro il Lecco e spero che la squadra riesca a ricambiare questo affetto”.

Giovanni Chiorazzi
© Vietata ogni riproduzione, anche parziale

 

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