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Esclusiva VNV: L’intervista a Federica Squarcini


Di Alberto Battimo 

Ragazza con idee e progetti ben chiari in testa, i tanti successi ottenuti in carriera non la soddisfano. Vuole continuare ad essere una giocatrice fondamentale, il suo desiderio è quello di aiutare la Igor a raggiungere nuovi obiettivi. Lunedì si riparte, la nuova stagione è ormai alle porte. La squadra è pronta e carica al punto giusto, una vittoria sarebbe importante per cominciare con slancio e determinazione. Ora è ferma per un infortunio che si porta dietro dalla scorsa stagione, c’è ancora da aspettare per vederla stabilmente in campo. Si allena quotidianamente con impegno e dedizione, siamo sicuri che tornerà a giocare con la sua solita grinta. TI aspettiamo a braccia aperte! Ecco a voi… Federica Squarcini.

Manca sempre meno all’inizio della stagione. Lunedì il nostro campionato partirà da Cervia, contro San Giovanni in Marignano. La nostra pre-season è stata a dir poco positiva, i successi nella "Courmayeur Cup” e nel “Memorial Ferrari” rappresentano un ottimo biglietto da visita. Quali punti di forza vedremo al debutto, qualità già assodate in queste prime settimane di lavoro? “Non vediamo l’ora di cominciare questa stagione, sarà strano giocare di lunedì ma siamo pronte. Abbiamo programmato questa settimana di allenamento nella maniera più consona possibile, con l’obiettivo di scendere in campo consapevoli dell’ottimo lavoro svolto in queste settimane a pieno organico. Vogliamo testare le nostre abilità in gare ufficiali, d’ora in poi si comincerà a fare sul serio. Sono stati due mesi di preparazione intensi, ci siamo allenate con impegno e serietà: periodo passato anche velocemente, sensazione condivisa anche dalle mie compagne di squadra. Siamo contente di cominciare ma non ci basta, vogliamo partire con il piede giusto. I due trofei conquistati nella pre-season ci hanno fatto piacere e hanno incrementato la nostra autostima, ottimo ingrediente per affrontare la prima di campionato nella giusta condizione psico-fisica. Per rispondere alla tua domanda direi che è ancora presto per identificare dei punti di forza da mostrare già lunedì, siamo una squadra ancora in rodaggio ma posso già affermare che questo è un roster pieno di qualità. Su una cosa sono già certa, lunedì vedrete la forza del gruppo e l’unità presente al nostro interno. Le nuove arrivate si sono integrate benissimo: si è creata una bella sintonia, caratteristica importante per dare il meglio sin da subito. Il rispetto reciproco è la base che ci unisce, siamo consapevoli di avere un roster di livello e che tutte possono essere determinanti per i risultati di squadra. Questo è il primo punto di forza già notato: siamo una squadra vera e completa, penso che nelle scorse partite i tifosi abbiano già riscontrato questa attitudine. Possiamo sempre contare l’una sull’altra, per adesso mi sbilancio solo su questo, ma è un aspetto importante per iniziare con le giuste intenzioni: sono fiera di far parte di questo meraviglioso gruppo”.

Sappiamo bene quanto l’aspetto mentale possa incidere sull’esito di una partita, affrontare una squadra che si affaccia in A1 per la prima volta nella sua storia non è un aspetto da sottovalutare. Quale sarà l’atteggiamento corretto per cercare di dimostrare la nostra superiorità, senza infondere coraggio alle prossime avversarie? “Sono d’accordo con le tue parole, è un aspetto da considerare. Sarà la prima partita per entrambe le squadre, non ci sarà da stupirsi se qualche fase del match sovvertirà certe aspettative. Siamo consapevoli di presentarci lunedì in un palazzetto pieno, con un ambiente carico e caldo. Sarà la loro prima gara in A1: partita che entrerà nella storia della loro società, vorranno fare bella figura. L’atteggiamento giusto sarà quello di non sottovalutarle: sarebbe un grave errore il contrario, le insidie sono sempre dietro l’angolo. Il campionato italiano è uno dei più belli anche per questo motivo, ogni squadra è capace di regalare “exploit” al proprio pubblico, dovremo cercare di non essere mai la sorpresa negativa di giornata. Sarà importante mantenere sempre alta la concentrazione e l’equilibrio di squadra, soprattutto nei momenti di difficoltà. Ogni avversario sarà sempre rispettato, per questo sarà fondamentale cominciare ogni gara cercando di imporre il nostro gioco e dimostrare una certa superiorità. Non siamo in vena di fare regali agli avversari, dovranno sudare per riuscire a batterci. Non mollare mai sarà uno dei nostri mantra che ci accompagnerà per tutta la stagione, non ci resta che tramutare in campo tutte le nostre speranze”.

In questa stagione ti vedremo giocare con la maglia numero 5, seconda volta dopo la stagione vissuta a Sassuolo sette anni fa. Hai lasciato vacante la 24, per cinque stagioni di seguito hai indossato la 4 ma ora è di proprietà della Herbots. A Modena, nel campionato 2015-2016, avevi scelto la 14 poi subito accantonata. Tutti questi numeri nascondono un significato particolare? “Il 4 e il 5 sono i miei due numeri preferiti, mi hanno spesso accompagnata in tutti questi anni. Ovviamente c’è da valutare le varie disponibilità, ci sono anche delle gerarchie da rispettare. Nella scorsa stagione scelsi il 24 perché gli altri due numeri erano già stati presi da Bosio e Bartolucci, già presenti a Novara l’anno prima del mio arrivo. Rappresenta il giorno della mia nascita, però è stato un “piano B”. In questa stagione il 5 è tornato disponibile e me ne sono impossessata. È stato il primo numero con cui ho iniziato a giocare a pallavolo. Nella mia scheda personale, presente sul sito della “Lega Volley Femminile”, spicca il 14 come iniziale numero di maglia della mia carriera, quando militavo a Modena. Ho giocato solo un paio di partite in quella stagione, ero piccola e avevo esordito in squadra per mancanza di centrali. Ho fatto solo quella rara presenza, però giustamente deve essere ricordata e segnalata. Anche nel biennio a Monza volevo indossare la maglia numero 5 ma era già stata presa. Optai per la 4, numero che poi mi ha accompagnato per tanti anni, fino a Conegliano. Sono contenta di essere tornata alle origini in questa stagione, il 5 è un numero dal significato importante”.

Nella presentazione della squadra la scaramanzia ha avuto il suo ruolo da protagonista. Anche nella pallavolo è un fattore dominante? Nel tuo caso quanto incide? “Conosco tante ragazze scaramantiche, alcune sono proprio fissate. A mio parere non incide molto nel nostro sport, ci sono troppi fattori da considerare durante una partita: parlare di “effetto scaramanzia” non dà il giusto risalto a una disciplina piena di fascino ed emozione. Io mi considero un po’ scaramantica, però non mi attacco molto a queste cose. Forse la parola giusta è “abitudine”, compio le stesse azioni perché servono a me per giocare con la giusta libertà mentale. Mi riferisco al cibo da preferire prima di una partita, alla scelta del reggiseno sportivo da usare e al mio rituale che eseguo prima di andare in battuta. Le voglio definire abitudini perché mi aiutano a concentrarmi e a giocare con serenità. Posso capire chi è scaramantico: lo sport è pieno di atleti superstiziosi, però secondo me non condizionano le prestazioni, sia nel bene che nel male”.

Stai per vivere la tua seconda stagione a Novara. In quella scorsa il tuo importante contributo è mancato nella fase decisiva della stagione per un grave infortunio al ginocchio. Ad agosto un piccolo intervento di pulizia artroscopica ha prolungato il tuo percorso di recupero ma sei sempre stata vicino alla squadra. Come stai e come procede la tua ripresa? Quando ti rivedremo in campo? “Nella scorsa stagione ho avuto tanta sfortuna, a partire da dicembre in poi. Prima l’infortunio al ginocchio, riesco a tornare in campo in tempo ma dopo due settimane mi sono stirata l’addominale. È stato un periodo tosto e difficile ed è ancora in corso. A fine stagione pensavo di avere recuperato, ero anche stata convocata in Nazionale per il collegiale di aprile. Ero contenta della chiamata ma non riuscivo a dare il mio totale contributo, fisicamente non mi sentivo pronta. Quella sensazione mi aveva “consigliato” di fermarmi e curarmi. Nei successivi mesi mi sono allenata senza mai compiere salti o azioni che andassero a sollecitare maggiormente il ginocchio. Mi sono concentrata soprattutto sul lavoro in sala pesi. L’obiettivo di questo programma era quello di essere pronta per il mese di agosto. Quando abbiamo cominciato la preparazione ho iniziato ad avvertire qualche altro problemino, per questo è stato poi deciso di eseguire l’intervento. L’operazione è andata bene, non è stata neanche invasiva, però il recupero si è rivelato più lungo del previsto. Nonostante questo mi ritengo fortunata per vari motivi: ho una squadra che mi sta sempre vicina e una società che mi sta aspettando e che sta facendo di tutto per aiutarmi a non farmi sentire sola. Sono contenta dell’arrivo dell’atleta statunitense Amber Igiede, con l’obiettivo di rinforzare il reparto centrale. Ci sta dando una grande mano, questo permetterà sia a me che a Indy Baijens di recuperare al meglio e senza fretta. Mi sto riprendendo ma devo ancora portare pazienza, non è un infortunio semplice da superare. Se un giorno mi sento bene non significa che sono guarita: è un lavoro duro, ci sto mettendo tutta me stessa per superare questo fastidio. Non vedo l’ora di tornare e di aiutare la squadra, nonostante il forfait voglio già stare con loro e respirare il clima partita. Siamo un bellissimo gruppo, approfitto di questa intervista per ringraziare tutte le ragazze perché mi aiutano tutti i giorni ad essere tranquilla e a dare il massimo in ogni attività di recupero. Non manca molto al mio rientro, spero di andare avanti così e di raggiungere al più presto il massimo della condizione. Voglio gioire in campo insieme alle mie compagne, desidero tornare a vivere questi momenti”.

Possiamo già stabilire l’obiettivo personale di questa nuova stagione? “Visto quello che mi sta succedendo il mio augurio personale è quello di stare bene, dopo avere superato questo guaio fisico. È diventata la mia priorità, sono sicura che quando tornerò in campo dimostrerò ancora più volontà, grinta e determinazione. Successivamente ci saranno altri obiettivi: voglio rimettermi in gioco, essere parte fondamentale di questa squadra e mi piacerebbe ripagare tutta la fiducia che la società mi ha sempre manifestato. Dimostrerò quel qualcosa in più per ringraziare tutta la famiglia AGIL e per toglierci tante soddisfazioni, quest’anno possiamo fare bene”.

Sei giovane, hai ancora tante pagine da scrivere nella tua carriera. Già da ora possiamo affermare che il tuo palmares è di notevole entità, successi ottenuti soprattutto nel biennio giocato a Conegliano. Conquistare tutti i trionfi importanti in poco tempo può causare un calo di attenzione generale. Come si fanno a trovare nuovi stimoli e continuare a rimanere sempre sul pezzo? “Sono molto contenta del mio palmares: sono trofei che ho sempre sognato di conquistare, esserci riuscita mi riempie di gioia. Penso che uno sportivo non debba mai stancarsi di raggiungere un obiettivo di squadra, è sempre bello vincere e alzare più coppe possibili. Indipendentemente dai propri successi è sempre un’emozione vivere un determinato cammino con la squadra di appartenenza e puntare sempre alla vittoria. Penso che tutti gli impegni e i sacrifici dimostrati quotidianamente vengano ripagati anche con i successi. È impossibile stancarsi di raggiungere un obiettivo, se si provasse questa sensazione il mio consiglio sarebbe quello di fermarsi e riflettere sul proprio futuro da atleta. Il mio desiderio è quello di incrementare i miei successi: ho ancora fame di vittorie, non mi sento assolutamente appagata”.

Qualche settimana fa è venuto a mancare tuo nonno, una figura importante nella tua vita privata e sportiva: un punto di riferimento sin da piccola. Pochi giorni fa è stata anche celebrata la “Festa dei nonni”, una ricorrenza civile ma dal forte valore simbolico. C’è un ricordo particolare legato a tuo nonno che ti motiva e ti dà forza? “Parlare di mio nonno mi emoziona sempre. Quando ero piccola non saltava mai un mio allenamento. La palestra era davanti a casa: nonostante questo lui voleva sempre accompagnarmi, assistere all’allenamento e aspettarmi all’uscita. Mi ha sempre spinto a provarci, a farmi dare tutto per questa disciplina. Aveva ragione, non dimenticherò mai le sue parole e il continuo spronarmi ad avere autostima. Quando ho lasciato casa, per giocare a Modena, non si è mai perso d’animo. Prendeva la macchina e, insieme ai miei genitori e a mia nonna, facevano due ore di macchina pur di venire a vedere le mie partite. Tutto questo ha ancora più valore se ti dico che a mio nonno non piaceva tanto spostarsi e non amava mangiare al sacco, “obbligato” a questa alternativa ogni volta che assisteva alle mie gare. Il nostro è stato un legame forte, mi ha sempre supportato e cresciuto come persona. Ultimamente non stava tanto bene, sono sicura che continuerà a guardarmi da lassù: spero di renderlo fiero”.

Vuoi lasciare un messaggio ai tifosi della Igor e ai lettori di VaNovaraVa.it? “Saluto tutti i tifosi della Igor e i lettori del sito. Abbiamo già avuto modo di incontrarci, siamo contenti del vostro prezioso supporto e della vicinanza dimostrata durante la presentazione ufficiale. Il vostro sostegno ci emoziona e ci carica tantissimo, andiamo avanti così. Abbiamo bisogno di voi, siete la nostra forza in ogni momento. Confidiamo in voi nei momenti di difficoltà, in quelli belli ci aiuterete a dimostrare più determinazione. Siete fondamentali, mi auguro di vedervi sempre più numerosi in ogni palazzetto. Siete speciali, stateci vicino… sempre!”.

Grazie a Federica Squarcini per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa della Igor Gorgonzola Novara per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Servizio di Alberto Battimo

 

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