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Esclusiva VNV: L’intervista a mister Giacomo Gattuso


Di Alberto Battimo
Foto © Guido Leonardi

Ricomincia il campionato, il nostro cammino partirà da Salò. La squadra è pronta a vivere questa nuova avventura, guidata da un allenatore capace di cogliere ogni sfaccettatura di questa rosa e a valorizzare ogni giocatore. Siamo andati un po’ più a fondo di questa preparazione estiva, conoscendo i metodi di lavoro del nostro mister e cosa predilige nella primissima fase della stagione. Insieme abbiamo anche trattato vari argomenti e anche in questo caso è emersa l’ampia mentalità “aperta” del nostro allenatore. Il messaggio ai tifosi è ben chiaro e deciso, ripartiamo insieme per questa nuova stagione. La parola al nostro mister… Giacomo Gattuso.

Dopo le fatiche in Coppa Italia di Serie C, il Novara FC si appresta a vivere una nuova avventura in campionato. Nelle prime giornate è difficile vedere una squadra già ben collaudata, servono una serie di partite per cominciare ad intravedere la vera identità. Quali aspetti l’hanno maggiormente colpita, durante la preparazione e che pensa la squadra sia già pronta a mettere in mostra dalla trasferta di Salò, con l’obiettivo di conquistare punti sin da subito? “Sono d’accordo: trovare una certa quadratura di squadra, già prima del campionato, è quasi impossibile. Sono necessarie una serie di partite per poter individuare la giusta fisionomia che ci contraddistinguerà. In queste situazioni punto molto sulla forza del gruppo, è un aspetto imprescindibile per fare bene in stagione, ancora di più nella prima fase. La nostra è una rosa sana, non mi riferisco solamente dal punto di vista sportivo, voglio sottolineare il lato umano di questi ragazzi: sono tutti disponibili e dediti al lavoro, mi piace il concetto che hanno di competitività. I nuovi arrivati si sono subito calati al meglio nella parte, l’obiettivo primario è quello di creare un gruppo solido e unito: questo aspetto è molto importante, ci aiuterà tantissimo nell’affrontare i diversi momenti della stagione. Sono contento dei primi risultati ottenuti, gli allenamenti mi sono piaciuti e voglio fare i complimenti ai ragazzi perché stanno sempre dando il massimo e l’andare oltre le difficoltà è un requisito che apprezzo molto. La loro disponibilità nel soddisfare le mie richieste è totale, vedo tanta voglia di imparare e di mettersi al completo servizio della squadra per il bene del Novara. Adesso la parola passerà al campo, vedremo i risultati del lavoro svolto in questo mese e mezzo. In campionato sarà un’altra cosa, un conto è giocare senza grandi pressioni, un altro sarà quando cominceranno ad esserci in palio dei punti importanti. Queste sono le mie prime impressioni, solo con il passare delle settimane mi renderò sempre più conto del materiale che ho a disposizione e dove potrò spingermi per ottenere sempre il massimo da ciascuno di loro. Sono anch’io curioso di capire quale faccia avrà il mio nuovo Novara, solo più avanti capiremo la nostra strada e dove potremo arrivare”.

A prescindere dall’avversario, preparare la prima partita di campionato è una delle difficoltà maggiori che un allenatore si trova ad affrontare nel corso di una stagione? “Più che difficoltà, la prima partita richiede ancora più attenzione e cura dei dettagli. In soccorso abbiamo la tecnologia, negli ultimi tempi possiamo conoscere certe caratteristiche della squadra avversaria anche in questo modo. Non abbiamo tanto materiale sulla nuova rosa della Feralpisalò, non ha giocato tante partite in questa preparazione e questo ha complicato il nostro lavoro. Conosco le qualità dei singoli e abbastanza bene i principi del loro allenatore, mi ritengo soddisfatto di come abbiamo preparato la partita anche se non abbiamo colto certi particolari per colpa delle poche informazioni sul loro concetto di squadra. Insieme ai ragazzi abbiamo studiato per bene tutto quello che siamo riusciti ad ottenere, scenderemo in campo preparati consapevoli delle difficoltà, ma anche dell’importanza nel cominciare la stagione con il piede giusto”.

In questa stagione ha avuto modo di costruire una squadra a sua immagine e somiglianza sin dall’inizio, un aspetto non di poco conto. Rispetto al passato abbiamo visto meno amichevoli del solito in questa fase, privilegiando l’allenamento quotidiano. Come ha scelto di impostare questa preparazione e quali vantaggi porterà alla squadra in questo lungo cammino? “Guidare una squadra già dal pre-campionato è il modo migliore per dare vita ad una rosa che rispecchi le idee di un allenatore e che riesca ad assimilare i concetti già dal primo giorno di allenamento. Subentrare a stagione in corso non è mai semplice, l’anno scorso ho dovuto capire prima certe dinamiche e poi trasmettere alla squadra i miei dettami: è stato un percorso difficile ma poi il duro lavoro di tutti ha pagato. La mia preparazione estiva si concentra soprattutto sulla parte atletica e fisica, principalmente mi sono soffermato su questi due aspetti ma ovviamente non ho trascurato la parte tattica, con l’obiettivo di trasmettere a tutti i miei giocatori i miei principi di gioco e quello che voglio dalla squadra. Il fatto di vivere questa seconda stagione consecutiva a Novara è un vantaggio, certi giocatori li conoscevo già e questo ha facilitato una parte del mio lavoro. L’obiettivo principale era quello di far inserire i nuovi arrivati nei nostri meccanismi di gioco, devo dire che ci siamo riusciti in poco tempo perché sono tutti intelligenti e collaborativi. Il livello di condizione fisica è sempre un punto interrogativo, dipende molto dalla tipologia di giocatori e anche questo sarà un aspetto che io e il mio staff terremo d’occhio per mettere in campo la squadra più in forma possibile. Non tralasciamo nulla al caso, ogni particolare non ci deve sfuggire, il dialogo continuo e diretto con i giocatori è il giusto viatico per potere lavorare con sintonia e fiducia”.

Un tema che ricorre sempre in questo periodo è la valutazione di far terminare il mercato estivo prima della prima partita di campionato. Molti allenatori si lamentano di questo aspetto, ritenendolo deleterio per quei giocatori ancora “appetibili” dalle altre squadre. È anche vero che la stessa situazione si ripresenta a gennaio, durante il mercato di riparazione. Lei da che parte sta? “Come sempre ci vanno di mezzo gli allenatori, per noi non è il massimo affrontare le prime partite di campionato con il mercato ancora aperto. Quando arriva un nuovo giocatore, a stagione già cominciata, è un bel problema: dobbiamo capire la sua condizione, magari era fuori rosa, e poi gli dobbiamo fare assimilare certi concetti in poco tempo: è quasi come cominciare da zero. Queste sono difficoltà che io e i miei colleghi ci troviamo ad affrontare ogni anno, se ne parla meno ma anche nel mercato invernale questo problema è presente. Non fa bene neanche alla squadra, non è facile lavorare in queste situazioni però dobbiamo farcene una ragione e trovare quelle soluzioni interne che ci permettano di lavorare con serenità e con solide certezze. Mi metto anche nei panni dei direttori sportivi, anche per loro non è facile vivere queste ultime fasi del mercato. Ci sono dei giocatori, magari seguiti a lungo, che per arrivarci devi aspettare l’ultima settimana di mercato sperando che il prezzo del cartellino cali. La colpa non è di nessuno, il mercato funziona così e dobbiamo prenderne atto. Dobbiamo gestire al meglio quello che possiamo controllare, per questo ritengo fondamentale riuscire a trovare la quadra all’interno della propria rosa, senza creare malumori ma essere sempre sinceri con tutti rispettando tempi e modalità. Tutto questo può essere anche visto in maniera diversa. Se una squadra non ingrana nelle prime partite, ha ancora poco più di una settimana per rimediare. Poi non è detto che se si perdono le prime partite la squadra non sia stata costruita bene, ci sono dei giocatori che hanno bisogno di più tempo per entrare in condizione e questo può vincolare certi giudizi e opinioni che poi magari si riveleranno sbagliate. Sinceramente non so dove schierarmi su questo tema, ci sono pro e contro tutti ragionevoli, non ci resta che rispettare le decisioni prese e organizzarci per bene al nostro interno, per non incappare in situazioni deleterie e che non ci fanno piacere”.

Capitolo infortuni: nella scorsa intervista di fine stagione aveva inserito, tra i suoi successivi compiti, quello di trovare una soluzione per non ricadere più in questi problemi. Approfitto di questa domanda per augurare una veloce e pronta ripresa al nostro “totem” difensivo Filippo Lorenzini, da parte di tutta la Redazione. Purtroppo qualche altro giocatore si è già dovuto fermare, defezioni che ci possono anche stare durante la preparazione estiva, anche se per la prima di campionato la maggior parte degli indisponibili ha recuperato. Insieme al suo staff, avete già individuato delle soluzioni per ridurre gli infortuni? “In questo momento solo Jelenic non è disponibile, un capitolo a parte per Lorenzini ma ne approfitto per unirmi ai vostri auguri di pronta guarigione. Posso già affermare che ho visto dei miglioramenti anche dal punto di vista degli infortuni, anche di parecchio. Adesso però c’è bisogno di dare continuità anche nel corso della stagione, abbiamo capito quali errori abbiamo commesso l’anno scorso grazie a delle soluzioni che abbiamo già individuato. Abbiamo avuto dei lievi infortuni, accettabili ad inizio stagione, però siamo arrivati alla prima partita del campionato con quasi tutti convocati. Stiamo lavorando bene, ci teniamo a ridurre drasticamente il numero di infortunati durante la stagione rispetto a quella scorsa. Non voglio entrare nello specifico ma qualche errore è stato fatto e adesso ne stiamo facendo tesoro. Siamo soddisfatti dei primi risultati e speriamo di continuare su questa strada perché vogliamo che i nostri giocatori siano sempre disponibili e nel pieno della condizione”.

Tecnica e tattica, alcune volte, non viaggiano proprio all’unisono. A mio parere, negli ultimi tempi, si cerca sempre più di arrivare nella porta avversaria attraverso schemi collaudati sfruttando poco l’imprevedibilità. Qual è la sua opinione in merito? In questo nuovo Novara cosa si aspetta dal punto di vista della disposizione in campo? In quali ruoli e giocatori si aspetta una marcia in più per creare quella superiorità numerica in fase offensiva? “Mi trovi d’accordo, in Italia vedo sempre più tatticismo. Siamo molto bravi e preparati in questo, è un aspetto che ci contraddistingue ed è giusto metterlo in pratica, anche se a volte esageriamo. Vedo però un bel passo in avanti nella fase di possesso, tanti allenatori sono ben preparati, cambiando anche i loro principi e a volte trovando delle soluzioni diverse: penso a quei giocatori partiti da una certa posizione in campo ma poi capaci di essere perfetti anche in altri ruoli. Secondo me la troppa tattica va a discapito del giocatore stesso, molte volte rischia di andare in confusione. Dovremmo snellire questo concetto, cominciamo tutti a farlo. Nel mio piccolo cerco di trasformare in fatti queste mie parole, i concetti tattici non si possono assolutamente eliminare, devono essere trattati e studiati. Ai ragazzi cerco di inculcare pochi principi ma giusti, pretendo che questi vengano portati avanti correttamente. Personalmente, dalla metà campo in su, lascio grande libertà ai giocatori, soprattutto a quelli che hanno talento. Mai dirò di modificare le loro giocate o di non sfruttare le qualità per il bene della tattica, per me è sempre stato così e non mi metterò di certo adesso a modificare uno dei miei concetti fondamentali. Questa è la mia idea di calcio, io voglio che i giocatori di talento dimostrino sul campo quello che sanno fare, mi arrabbio se non li vedo esibire tutto il loro repertorio. A volte qualche giocata non riesce e parte qualche mugugno dallo stadio, dopo quell’episodio certi giocatori si fermano e non li vedo più riprovare la stessa giocata, questo è un errore grave. Voglio che tutta la mia rosa dia il massimo anche sotto l’aspetto tecnico, se abbiamo scelto un determinato giocatore è perché ci aspettiamo da lui una specifica qualità che lo contraddistingue e in campo deve dimostrarla. Il mio compito sarà quello di mettere in condizione il giocatore di fare quelle determinate giocate, metterlo a suo agio in campo e dargli ampia libertà nelle decisioni”.

Il calcio è sempre in continua evoluzione. gli allenatori devono stare sempre al passo con i tempi. Nel corso degli anni ha dovuto modificare certe nozioni per adeguarsi al continuo sviluppo di questo sport? Assolutamente sì, voglio sempre aumentare il mio bagaglio di conoscenze grazie al continuo studio e aggiornamento. Ogni anno ho sempre delle novità in più da mettere in pratica, anch’io penso di potermi sempre migliorare e di trovare delle soluzioni vantaggiose per riuscire ad ottenere benefici maggiori dai miei giocatori. Bisogna avere una certa attenzione in tutte le situazioni, l’esperienza aiuta tanto e bisogna cogliere ogni lato di ciascun evento. Quello che facevo dieci anni fa non è uguale a quello che faccio ora, certo qualche programma è rimasto immacolato ma gran parte del lavoro è stato modificato con il passare del tempo. Tante cose le ho migliorate e perfezionate, ma l’importante è capire ogni volta che tipo di squadra ho davanti e scegliere i metodi di lavori adatti per lo sfruttare al meglio le loro peculiarità. Quando hai la conoscenza totale di ogni singolo giocatore puoi decidere cosa fargli fare e su quali attività puntare maggiormente. La bravura di un allenatore sta proprio in questo, non esiste un unico programma valido per tutti i giocatori, bisogna valutare la rosa che si ha a disposizione e trasmettergli tutto quello che si ritiene adatto per sfruttare al meglio tutto il potenziale. Rispetto alla scorsa stagione ho fatto delle richieste diverse ai miei giocatori, il contesto è differente e mi posso spingere di più: ci stiamo lavorando e spero di vedere presto i risultati. Uno dei miei tanti obiettivi è quello di portare sempre qualcosa di nuovo e diverso, soprattutto suggerimenti utili per metterli in pratica sul campo”.

Dopo la salvezza conquistata la scorsa stagione, i tifosi si aspettano altri obiettivi. La rosa è di livello, i presupposti per un campionato da protagonista ci sono tutti. Quale messaggio vuole lasciare a tutti i tifosi azzurri e ai lettori del sito? Cosa si devono aspettare dalla squadra? Conosco questo ambiente e so quanto i tifosi ci tengano al valore della maglia e nel vedere i propri beniamini dimostrare una solida appartenenza a questi colori. È stato il primo concetto che ho voluto inculcare ai giocatori e ad ogni nuovo arrivo gli ho sottolineato l’importanza di indossare questa gloriosa maglia. Riuscire a trasmettere questi valori ai giocatori significa essere già a metà dell’opera, voglio vedere una squadra pronta a lottare su qualsiasi campo dando il massimo fino all’ultimo secondo. Sono arrivati tanti giocatori, alcuni non li conoscevo e mi toccherà andare più fondo cercando di capire la loro forza e le loro attitudini. Solo strada facendo capiremo che tipo di stagione potremo fare, non voglio illudere nessuno perché bisognerà anche capire come i giocatori sapranno rispondere a questo campionato. Individuare un obiettivo è troppo presto, nel dare giudizi già ad agosto si sbaglia clamorosamente. Finché la squadra non entrerà in forma in pianta stabile è inutile sbilanciarsi. Prometto impegno da parte di tutti, voglio vedere la maglia sudata e tanto sacrificio, questo sarà garantito”.

Grazie a mister Giacomo Gattuso per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Novara FC per la gentile concessione rilasciataci nella stessa. Da parte di tutta la redazione del sito e di tutti gli sportivi, un grandissimo in bocca al lupo” al mister per nuovi successi e soddisfazioni targati Novara FC.

Servizio di Alberto Battimo
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