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Il simbolo di Novara!

Esclusiva VNV: L’intervista a Filippo Gerardini


Di Alberto Battimo
Foto © Guido Leonardi

Di lui colpisce, senza dubbio, la caparbietà e la voglia di non mollare. Non si è mai arreso davanti a situazioni complicate e ha sempre trovato un valido motivo per risollevarsi, consapevole che prima o poi il suo momento sarebbe arrivato. Ha avuto ragione: negli ultimi mesi è stato gettato nella mischia da mister Gattuso e lui non ha tradito le attese, contribuendo in maniera evidente alla continua evoluzione generale della squadra. Siamo arrivati al momento decisivo della stagione, domenica il Novara FC si gioca la permanenza nella categoria. Il vantaggio scaturito nella gara d’andata non deve far perdere lucidità e concentrazione, solo così si potrà raggiungere l’obiettivo finale. Parola di… Filippo Gerardini.

Domenica andrà in scena l’ultimo atto della stagione. Nel nostro “fortino” ci giocheremo la salvezza contro il Fiorenzuola. Il doppio vantaggio acquisito nella gara di andata non deve farci abbassare la guardia. La squadra emiliana dovrà vincere con tre reti di scarto per ribaltare le sorti ed è facile immaginare che il loro atteggiamento sarà prevalentemente offensivo, sin dal calcio d’inizio. Vi aspettate anche voi questo tipo di condotta da parte degli avversari? Quale sarà la vostra reazione? “Domenica ci aspettiamo un Fiorenzuola arrembante sin da subito, devono realizzare tre reti per salvarsi e pensiamo che questo sia l’unico ragionamento logico da parte loro. Hanno avuto questo atteggiamento anche all’andata, bravi noi nel riuscire a sfruttare al meglio le occasioni grazie alle nostre qualità. Ci sono ancora novanta minuti da giocare e non avranno altre possibilità, tenteranno il tutto per tutto. Davanti a questa prospettiva sono dell’idea che dovremo giocarcela come all’andata, senza fare calcoli inutili e cervellotici. Negli ultimi tempi abbiamo dimostrato che siamo una squadra difficile da battere e anche a Fiorenzuola siamo stati capaci di soffrire, ma anche di far male davanti. Voglio elogiare i nostri tifosi, sono stati fondamentali domenica scorsa perché ci hanno permesso di ricavare delle energie supplementari che solo loro potevano trasmetterci, grazie all’incredibile entusiasmo e amore per questa maglia. Secondo me non meritavamo di giocarci la salvezza nei play-out, purtroppo siamo arrivati a questo punto e dobbiamo mantenere alta la concentrazione per quest’ultima gara che ci aspetta. Giochiamo come sappiamo, non pensiamo ad altro e la testa è solo sulla partita”.

Secondo te quale sarà il momento più importante della gara da fare nostro e che potrebbe essere decisivo per il risultato? “Identifico la fase clou proprio nella prima parte di gara, bisognerà cercare di togliere loro sicurezza e fiducia con il passare dei minuti. Per riuscire nell’intento bisognerà essere concentrati senza permettergli di segnare. Era anche il nostro obiettivo nella gara di andata, dopo un primo tempo interpretato al meglio. Purtroppo una rete l’abbiamo subita ed è l’unico motivo che ci ha fatto tornare a Novara con l’amaro in bocca, ma provare questa sensazione è un buon segno perché significa che siamo sul pezzo e non vogliamo lasciare nulla caso. Penso che tutti avrebbero messo la firma nell’arrivare al match di ritorno con due reti di vantaggio, quindi va bene così. Sarà molto dura per loro, toccherà a noi assopire le loro speranze di rimonta”.

Riuscire a gestire un vantaggio del genere richiede una maggiore attenzione. Queste gare necessitano di un certo tipo di accortezze da prendere in considerazione per riuscire a raggiungere l’obiettivo finale. Quali accorgimenti dovrà attuare la squadra per avere meno rischi e un attento controllo della gara? “Sicuramente dovremo stare attenti e concentrati quando la palla sarà in possesso degli avversari. Non concedere varchi o soluzioni a loro ideali saranno aspetti fondamentali per riuscire ad arrivare all’obiettivo. Questo tipo di approccio fa parte del nostro gioco, l’abbiamo fatto anche nelle gare precedenti e molte volte con successo. Dopo l’arrivo di Gattuso sono state poche le squadre capaci di segnarci più di una rete, ma soprattutto hanno sempre fatto fatica ad arrivare a segno. Giochiamoci questi novanta minuti con fiducia e carattere, dimostriamo il nostro valore senza stravolgere nulla del lavoro che stiamo facendo da mesi. Non dobbiamo concedere più di tanto, compatti dietro e determinati davanti, solo in questo modo la salvezza sarà raggiungibile. Tutto questo non sarà facile, purtroppo sono rimasto in campo solo venti minuti nella gara di andata, ma mi sono bastati per farmi capire che se sbagliamo l’approccio ci saranno delle difficoltà. Loro ti vengono a pressare alti, ti tolgono spazio e concedono poco tempo per riflettere sulle scelte da fare. Sono tosti da affrontare, ne siamo consapevoli e ci stiamo preparando al meglio per respingere le loro velleità e allo stesso tempo giocare con determinazione e sicurezza, aspetti che abbiamo sempre più potenziato con il passare delle partite”.

Il momento della verità è vicino, con quale animo vi state allenando per questo decisivo appuntamento? “Siamo consapevoli che domenica ci giochiamo la stagione, anche per questo non ci faremo influenzare dal risultato dell’andata e saremo pronti a scendere in campo con la giusta attitudine. Non ci possiamo permettere cali di tensione, sarebbe folle giocare diversamente quando abbiamo ancora i decisivi novanta minuti da affrontare. Ci stiamo allenando con impegno e determinazione, il mister ha puntato molto su questo, non vuole distrazioni e ci vuole diligenti e scrupolosi fino alla fine. Meritiamo tutti un esito positivo, la società a gennaio ha investito molto per raggiungere questo traguardo e i tifosi vogliamo ringraziarli con questa salvezza. Dobbiamo continuare così anche in quest’ultima settimana, lavoriamo con sacrificio e scendiamo in campo consapevoli dei risultati raggiunti e delle nostre qualità”.

La tua personale stagione si è conclusa nella gara play-out di andata, dato che dopo circa venti minuti hai dovuto lasciare il campo per uno stiramento muscolare. Come dichiarato da mister Gattuso nel post-partita, già da qualche settimana ti portavi dietro vari acciacchi ma ti sei sempre reso disponibile nonostante una condizione non ottimale. Cosa ti ha spinto ad andare avanti e a non fermarti alle prime avvisaglie del tuo corpo? “Personalmente è stata una stagione molto difficile, gli infortuni di inizio campionato hanno poi influito sul mio percorso. Poi è arrivata la decisione della società di mettermi fuori lista, non ho potuto far altro che accettare la loro decisione. Sono stato fuori dai giochi per diversi mesi e questo non mi ha permesso di entrare in condizione e di poter dire la mia sul campo. A gennaio è arrivato l’ennesimo infortunio ed era impossibile essere al top della forma per questo finale di stagione. Ho cercato di stringere i denti, sono andato avanti con una serie di antinfiammatori fino a quando il mio corpo non ha detto basta. Dispiace che la mia stagione si sia conclusa in questo modo ma sono contento di essere stato uno dei protagonisti da fine marzo in poi. Spero di aver dato una mano importante alla squadra ma non mi accontento, spero tanto di potere festeggiare insieme ai miei compagni e ai tifosi domenica”.

Nell’insieme la tua stagione è stata molto travagliata. A settembre sei stato abbastanza considerato dall’ex mister Buzzegoli, Gattuso ti ha confermato contro Mantova e Atalanta Under 23 nelle due gare di andata e poi, da fine ottobre a metà marzo, hai attraversato una fase difficile. Dalla sfida contro la Pergolettese in poi sei ritornato in campo e subito sei stato uno dei protagonisti. Come giudichi questa tua prima esperienza azzurra e cosa ti ha insegnato per il prosieguo della tua carriera? “Spiazzerò qualcuno con questa mia risposta ma ritengo questa stagione la migliore dal punto di vista della crescita e della consapevolezza. Giocare in una piazza importante come Novara è una scelta che rifarei, ti dirò di più: spero di esserci anche l’anno prossimo visto che ho ancora un anno di contratto, mi auguro che questo possa accadere. Nonostante le varie vicissitudini vissute, questa è stata una stagione importantissima perché ho affrontato nel modo migliore vari momenti fuori dal campo. Sono migliorato sotto tutti i punti di vista: umano, tecnico e caratteriale. Il livello di autostima è aumentato, adesso tocca a me continuare su questa strada e dimostrare, in ogni ambito, che tutti gli insegnamenti ricevuti in questa stagione devono essere portati avanti e migliorati con l’aumentare dell’esperienza”.

Quando un allenatore cambia squadra, spesso si porta con sé certi giocatori ritenuti adatti per le sue idee di gioco. L’ex mister azzurro Buzzegoli ha fatto così con te, facendoti fare un salto di qualità importante portandoti a Novara. Quanto è stato importante il suo appoggio in questi anni e quale spinta in più ti ha trasmesso per credere fermamente nelle tue capacità? “Buzzegoli è stato importante sin da subito, già da quando era ancora un calciatore. Condividere lo spogliatoio con un giocatore di questo calibro è stato emozionante e utile per la mia crescita. Non ho potuto far altro che apprendere tutto da lui, ho sempre ammirato il suo modo di vivere il calcio e il suo stare in campo. Oltre alla parte sportiva ho solo parole di ammirazione anche sotto il profilo umano, una persona splendida sempre pronta a darti una mano e il giusto consiglio. Quando è diventato allenatore non ha mai cambiato la sua fisionomia, questo fa capire che è nella sua indole essere così generoso e ha una capacità innata di saper trasmettere le sue idee di calcio con passione e consapevolezza. Non posso che ringraziarlo perché quando mi sono rotto il crociato lui mi ha aspettato e mi ha rimesso in campo rispettando i tempi ma voglioso di vedermi tornare all’opera. Ho sempre avvertito fiducia e questo mi ha permesso di credere nelle mie capacità e a puntare sempre ad alti obiettivi. La ciliegina sulla torta è stata quella di avermi portato con sé a Novara, indossare questa maglia e giocare per questa piazza è un grande onore. Il passo in più è stato fatto con mister Gattuso. Dopo l’esonero di Buzzegoli c’era da convincere il nuovo mister, una sfida personale importante e penso di averla vinta. Non è stato per nulla semplice per colpa di quei mesi fuori rosa, ma non mi sono arreso e ho sempre lavorato quotidianamente con impegno e dedizione. Quando sono rientrato tra i convocati il mister non ci ha pensato due volte a rimettermi in campo gradualmente, per me è stata una grande iniezione di fiducia. Sono sempre sceso in campo tranquillo perché sentivo la stima che c’era nei miei confronti e questo è stato un valore aggiunto per poter giocare con il solo pensiero di fare bene in campo”.

A Fiorenzuola abbiamo assistito ad una meravigliosa marea azzurra composta da circa cinquecento tifosi. Vuoi lasciare un messaggio a loro e ai lettori di VaNovaraVa.it? “Ai nostri tifosi c’è poco da dire. Si meritano un grande ringraziamento, abbiamo attraversato tanti momenti difficili eppure non ci hanno mai lasciati soli, insieme siamo caduti e sempre insieme ci siamo rialzati. Domenica scorsa abbiamo avuto un’ulteriore conferma del loro amore per questa squadra, vedervi così numerosi in trasferta è stato spettacolare. Non è ancora finita, c’è ancora un ultimo passo da affrontare, sempre uniti verso l’obiettivo. Vi aspetto al “Piola”, con la speranza di festeggiare qualcosa di importante al fischio finale”.

Grazie a Filippo Gerardini per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Novara FC per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Servizio di Alberto Battimo
Foto © Guido Leonardi

 


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