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Esclusiva VNV: L’intervista ad Oliver Urso


Di Alberto Battimo
Foto © Guido Leonardi

Non solo deciso e corretto in campo, ma anche un attento esaminatore delle prestazioni della squadra. La sua analisi sugli aspetti da evidenziare e trattare è precisa e rende chiara l’idea delle modifiche da attuare per migliorare, soprattutto in fase offensiva. il 16 marzo è una data che tantissimi tifosi azzurri avevano segnato in rosso sin dalla pubblicazione del calendario, perché è il giorno del derby contro la Pro Vercelli. La squadra è pronta e grazie alle sue parole abbiamo capito come il gruppo sta affrontando questi giorni che ci separano all’evento. La sua stagione è esaltante, tanta corsa e qualità fanno di lui un perno imprescindibile per le idee di gioco di mister Gattuso. A giugno scadrà il suo contratto, ma se ne riparlerà a tempo debito. Lui è… Oliver Urso.

Contro l’AlbinoLeffe la squadra ha risentito un po’ della fatica delle due partite precedenti, giocate nel giro di una settimana. Sono mancati sprint e lucidità, comunque ci portiamo a casa questo punto importante ai fini della classifica. Il calo fisico generale è stato il motivo principale di questa prestazione o qualcosa non ha funzionato nella preparazione della partita? “Sono successe entrambe le cose, sono correlate. La fatica delle gare ravvicinate è stato il motivo principale, questo poi ha portato la squadra a non essere completamente lucida in alcuni dettagli. Siamo stati influenzati parecchio da tutto questo: ammetto che abbiamo avuto anche delle difficoltà nel capire come pressarli e creargli grattacapi. Era importante cercare di non fare troppi errori in uscita ma non siamo stati abili tecnicamente in questa situazione di gioco, defezione che ci ha messo in difficoltà sacrificando tanta energia che ci poteva essere utile in altre fasi. Per questo siamo stati troppo dietro, se poi non riesci ad uscire al meglio dalla tua parte di centrocampo ne paghi le conseguenze sia in termini di fatica che di brillantezza generale. Il nostro rendimento è stato influenzato soprattutto da questo, aggiungiamoci poi le scorie delle partite precedenti e il risultato è stata una prestazione sottotono. Io però voglio vedere anche il lato positivo di questa gara: domenica abbiamo dimostrato, per l’ennesima volta, il vero concetto di squadra. In difficoltà adesso sappiamo come comportarci e non veniamo mai dominati dall’avversario. Ovviamente siamo consapevoli di poter vincere su ogni campo e contro ogni avversario, ma quando ti trovi ad affrontare una gara nella quale ci stai capendo poco, riuscire comunque a rischiare il minimo e a non subire reti è un aspetto da sottolineare e che potrà fare la differenza. Ogni punto è fondamentale, non siamo contenti della prestazione, ma anche questo tipo di gara deve farci crescere e maturare per le ultime partite che ci aspettano”.

Dopo nove gare giocate per intero, compresa anche la sfida contro la Virtus Verona nella quale sei uscito a cinque minuti dal novantesimo, il mister ti ha sostituito a metà secondo tempo. Quanto è dura stare sempre sul pezzo e occuparsi della fascia di competenza, sia in fase offensiva che difensiva? “Allenarsi con impegno, sacrificio e senso del dovere sono gli aspetti principali che ti permettono di lavorare con attenzione e di rimanere sempre concentrati sulle attività quotidiane. Ci sono anche da considerare altri fattori primari, ad esempio la giusta alimentazione e dormire il dovuto. È un insieme di condizioni che devono essere rispettate e regolate, tutto deve essere calcolato e nulla deve essere lasciato al caso: ormai siamo abituati alla nostra routine perché sappiamo benissimo quale tabella seguire per rimanere sempre in forma, sia fisicamente che mentalmente. Fare il quinto di centrocampo richiede uno sforzo enorme, in alcune partite ammetto che è veramente dura stare sul pezzo perché mi ritrovo a difendere su un terzo attaccante avversario, ma poi devo pensare anche alla nostra fase offensiva cercando di dare una mano alle punte. Quando attacchi ti ritrovi ad affrontare un terzino, devo cercare di far fronte a due situazioni di gioco importanti e ogni volta con giocatori diversi nel ruolo e nelle caratteristiche. Contro l’AlbinoLeffe ho avuto delle difficoltà perché, come dicevo in precedenza, è stato complicato uscire efficacemente dal basso e quando riuscivamo a ripartire in maniera decisa e netta mi toccava fare uno scatto in più e farmi trovare pronto per dare una mano in fase offensiva, questo mi ha richiesto uno sforzo non da poco. Un aspetto meno evidente, ma per noi giocatori di fascia essenziale, è anche quello di costruire delle azioni con una certa calma e concentrazione. A me aiuta tanto questo tipo di impostazione perché mi permette di rifiatare ed essere più preciso nelle varie scelte di gioco che mi vengono richieste, siamo molto bravi in questo ed è un aspetto da tenere in considerazione. Domenica non siamo riusciti a proporre al meglio il nostro gioco e quindi ho fatto molta più fatica. Se a questo ci aggiungiamo le precedenti due partite giocate in settimana - e anche lo sforzo mentale che ho dovuto sostenere per riuscire a dare una mano importante alla squadra - la sostituzione era la sola giusta conseguenza”.

La finalizzazione degli attaccanti continua ad essere il nostro “tallone d’Achille”, tanto che da gennaio a oggi solo Scappini e Bentivegna hanno timbrato il cartellino. Come confermato da mister Gattuso nel post-partita di Zanica, non si sta lavorando bene in fase offensiva e ci saranno da trovare soluzioni nell’immediato. Visto che tutta la squadra dev’essere coinvolta, quale concetto in più deve essere assimilato da voi esterni per dare una mano maggiore ai nostri centravanti? “In questo periodo della stagione stiamo affrontando le partite con un atteggiamento diverso, fatto di attesa e di ripartenze. Agli attaccanti stiamo chiedendo un aiuto maggiore e questo influisce sulla loro incisività sotto porta. A me dispiace molto questa situazione perché rivedo l’inizio del campionato quando era la difesa il reparto più criticato, ma è sempre una questione di equilibrio. Ricordo che all’inizio creavamo tantissimo e subivamo poco, però succedeva che alla fine riuscivamo a concretizzare raramente e quelle poche occasioni che concedevamo venivano sempre sfruttate al meglio dagli avversari. Dentro di me mi chiedevo sempre quali errori avessi commesso per non essere riuscito ad aiutare la squadra a difendere bene, però era anche vero che davanti non si segnava. Anche se non riguarda il mio ruolo è comunque una situazione in cui sono coinvolti dei miei compagni e questo mi spiace molto. Abbiamo degli attaccanti che si fanno il mazzo dandoci il loro supporto anche in fase difensiva, quante volte li abbiamo visti a centrocampo nel rincorrere gli avversari e poi è dura farsi trovare pronti davanti alla porta avversaria, problema ancora più evidente se non crei tanto e quelle azioni devono essere sfruttare al meglio. Secondo me il nostro attacco non è un problema, non stiamo creando tante occasioni a partita e per arrivare in area dobbiamo essere noi a servirli nelle giuste condizioni. Più che loro a darci una mano a centrocampo, dobbiamo essere noi ad aiutare gli attaccanti portandoci più avanti possibile, ma senza perdere quell’equilibrio fondamentale per non pagarne lo scotto in fase difensiva. Adesso stiamo lavorando proprio su questo: non vogliamo che ci diano sempre una mano a centrocampo ma devono farlo solo quando è necessario. Contro il Renate ci siamo difesi per qualche minuto e l’apporto di tutti è stato fondamentale. Quando poi si intuiscono le giuste contromisure da attuare il loro aiuto a centrocampo non serve più, così possono pensare solamente a come concretizzare le azioni create. Se questa difficoltà dovesse durare un’intera partita, come fanno poi le nostre punte ad essere lucide sotto porta? È impossibile. Io ho fatto anche l’attaccante, so benissimo quanta differenza di condizione ci sia nell’arrivare in area un po’ più freschi o dopo uno sforzo enorme. Peccato che ci sia questo problema, la troppa generosità non paga in questa situazione: se qualcuno sta facendo male probabilmente c’è anche qualcun altro che non sta aiutando a modo. Siamo una squadra e stiamo cercando di lavorare su questi particolari per migliorare questo importante aspetto”.

Sabato sera arriverà al “Piola” la Pro Vercelli, il derby più sentito dall’ambiente. Visto che i derby vengono sempre definiti delle partite a sé, quali aspetti dovremo maggiormente prendere in considerazione in questa sfida rispetto ad altre gare del campionato? “Il calcio è un lavoro ma tutto nasce dalla passione che abbiamo per questo sport. Il rapporto con i nostri tifosi è stupendo, si è creata una bellissima amalgama ed è bello sentire la loro vicinanza in ogni momento. Quando sai che si sta avvicinando un momento speciale per loro e senti nell’aria un qualcosa di diverso, dentro ti scatta in automatico un qualcosa che ti spinge ad andare oltre i limiti, situazione che in altre partite non trovi. Sabato ci sarà un’emozione diversa, la carica dei nostri supporters sarà ampliata ancora di più rispetto al solito e spero che sabato sera l’azzurro sarà il colore predominante, anzi… ne sono sicuro perché soprattutto nei momenti difficili ci hanno dimostrato una vicinanza forte e sincera e di questo ne sono felicissimo. Questo è il nostro legame speciale, scenderemo in campo con una carica particolare. Mi aspetto una gara diversa da quella vista contro l’AlbinoLeffe, sarà una partita viva e aperta. I nostri tifosi dovranno fare la differenza, in qualche maniera riusciremo a fare una partita piena di emozioni e sensazioni. Tutto questo però non ci deve dominare, mantenere sempre alta la concentrazione sarà importantissimo per evitare di commettere errori banali. Siamo tutti carichi, nello spogliatoio c’è una bella atmosfera: è una settimana che mi piace molto e la stiamo vivendo con la giusta attitudine”.

All’andata questa sfida ha rappresentato una svolta nel nostro cammino: quel pareggio ha dato più consapevolezza e stimoli all’intero gruppo e, insieme ad altri fattori, con il passare delle giornate si è trovata una quadra sia dal punto di vista delle prestazioni che nei risultati. Vincere sabato quale ulteriore spinta potrà dare alla squadra e che ci servirà per lo sprint decisivo e finale della stagione? “Questo derby sarà importantissimo sotto tanti aspetti. Il nostro percorso è cominciato in salita, ogni step è stato fondamentale e ha avuto le sue positive ripercussioni. Ci stiamo sempre più avvicinando al nostro obiettivo ed è scontato dire che una vittoria sabato ci darebbe una scossa notevole per la parte finale della stagione. Dobbiamo essere convinti di noi stessi, è troppo importante avere fiducia e giocare come sappiamo. All’andata abbiamo pareggiato contro una squadra in salute in quel momento, mentre noi annaspavamo nei bassifondi di classifica. Riuscire a segnare tre reti e recuperare ogni volta lo svantaggio ci aveva dato tantissima fiducia e questa secondo me è stata la forza principale che poi ci ha permesso, insieme ad altri elementi, di costruire una squadra solida e consapevole con il passare delle partite. Spero vivamente che sabato riusciremo a portare a casa la vittoria, per noi questi tre punti sarebbero vitali anche perché adesso valgono doppio, il triplo in un derby. Anche le nostre avversarie stanno facendo punti, il girone di ritorno è sempre diverso e imprevedibile, bisogna continuare ad ottenere risultati senza mai fermarsi”.

In questa tua personale stagione stai dimostrando una continua evoluzione. Poco considerato dall’ex mister Buzzegoli, sei stato subito gettato nella mischia da coach Gattuso contro il Mantova e da lì in poi sei sempre partito titolare ad eccezione proprio del derby di andata. Hai impreziosito il tuo percorso con due reti e un assist e la speranza è quella di aumentare questi numeri da qui alla fine. Quando avevi capito che qualcosa in te era cambiato? Provi qualcosa di diverso rispetto alle recenti stagioni? “Quando superi degli infortuni importanti, come quello capitatomi l’anno scorso, acquisti una carica in più sotto tutti i punti di vista. C’è anche il fattore fortuna da calcolare, bisogna sperare che questo infortunio non lasci strascichi oltre al grosso lavoro che viene fatto per recuperare e rientrare al meglio. Purtroppo in queste situazioni ci sono altri mille fattori che possono essere presi in considerazione, nel mio caso non ho avuto problemi particolari ad oggi, ma non è stato semplice neanche per me affrontare la fase di recupero. Mentalmente ti fai tanti pensieri, avevo paura di non stare più bene e di non recuperare al 100%. In quel momento mi è scattato qualcosa, non mi sono lasciato trascinare dagli eventi e dai mille dubbi ma mi è ritornata quella voglia in più di fare fatica, di godermi questa passione anche grazie a questi momenti. In stagione proviamo tanta fatica, non è che ci divertiamo ma ritroviamo quelle emozioni che ci tengono vivi e vogliosi di fare bene. Il nostro corpo è sempre soggetto a delle sollecitazioni, ma in alcuni momenti deve respirare perché altrimenti si affatica troppo e presto. Non è semplice spiegarlo a parole, sono situazioni che si capiscono solo se ci si è passati, anche se non l’auguro a nessuno, ma se poi ne esci vincitore ti senti ancora più forte e sicuro. Questa situazione mi ha ridato vitalità e ho scoperto un’energia diversa che non pensavo di avere. Quando sono tornato a pieno regime ho ripreso ad allenarmi al meglio e quando vedi i risultati nel quotidiano sei felice e questo aiuta tanto nel percorso. Ho aspettato il mio momento, inizialmente è stata dura ma alla fine sono riuscito a togliermi tante soddisfazioni. Anche nei momenti difficili sono sempre stato tranquillo, ero convinto di allenarmi bene e quindi era solo questione di tempo la possibilità di tornare in campo e di dimostrare quello che so fare. Grazie all’aiuto dei compagni, alla fiducia del mister e ai risultati che cominciavano ad arrivare ho trovato la mia strada. Per farlo ho dovuto lottare, ogni cosa a cui si tiene va conquistata con sacrificio: non mi ha spaventato tutto questo ma ho lavorato consapevole che il tempo era dalla mia parte, sfruttando poi l’occasione avuta. Le prestazioni sono cresciute, ero sicuro di potercela fare e sono contento dei risultati raggiunti. Dopo l’infortunio sono cresciuto tanto soprattutto a livello mentale, questo poi mi ha portato a migliorare anche l’aspetto fisico e tecnico: adesso sono consapevole delle mie qualità e so che posso dimostrare ancora di più”.

Il tuo contratto con la maglia azzurra scade a giugno. Dopo questo tuo cammino personale tante squadre busseranno, o stanno bussando, alla tua porta per chiedere informazioni. Per cercare di cavalcare l’onda di questa tua personale stagione, quali parametri prenderai in considerazione per valutare il tuo futuro? “Sinceramente la testa è solo rivolta a questo finale di campionato. Voglio continuare a dare il mio contributo e ad aiutare la squadra a raggiungere l’obiettivo. Le mie esperienze passate mi hanno insegnato che è fondamentale il come si concludono le stagioni, è inutile pensare adesso al futuro e perdere quella concentrazione necessaria per fare bene adesso. Se gioco male queste ultime partite, tutto quello che mi sono costruito prima si cancella all’istante. Oltre a questo ritengo che sia sbagliato e non professionale pensare già al proprio futuro quando ci si sta giocando una fetta importante di stagione con il Novara, i pensieri sono solo dedicati alla maglia azzurra. La nostra situazione di classifica non ci permette distrazioni, visto che siamo una squadra e abbiamo ben impresse tutte le fatiche e le difficoltà che questa stagione ci ha messo di fronte, adesso ne vogliamo uscire tutti insieme”.

Vuoi lasciare un messaggio ai tifosi azzurri e ai lettori di VaNovaraVa.it? “Un grazie immenso a tutti i tifosi per il sostegno incredibile che non è mai mancato. Si parla poco di questo ma non sapete quanto per noi giocatori sia stimolante sentire la vostra vicinanza. Magari qualcuno pensa che giochiamo solo per noi stessi e per i nostri obiettivi ma non è così: l’emozione della partita è la parte determinante che racchiude la nostra passione e questo sentimento che proviamo arriva, in gran parte, proprio da voi tifosi. Noi giocatori siamo tutti felici che si sia instaurato questo legame forte con voi. Vi aspetto numerosi sabato, abbiamo bisogno della vostra carica e del vostro entusiasmo, siete fondamentali. Noi in campo daremo tutto per poterci regalare una bella e serena domenica. Saluto tutti e vi aspetto sabato nel nostro Piola”.

Grazie ad Oliver Urso per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Novara FC per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Servizio di Alberto Battimo
Foto © Guido Leonardi

 


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