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Il simbolo di Novara!

Esclusiva VNV: L’intervista a Salvatore Boccia


Di Alberto Battimo
Foto © Guido Leonardi

Si è impossessato della sua posizione di campo sin dalla prima giornata e non l’ha lasciata più, convincendo prima Buzzegoli e poi Gattuso: nessuno dei due è riuscito a fare a meno delle sue sgroppate sulla fascia e anche della sua capacità di difendere con ordine e disciplina. Lui non si scompone e in questa intervista ci racconta qual è la giusta ricetta per mantenere sempre le antenne dritte e conquistare la fiducia di staff e squadra. Ci stiamo avvicinando ad una fase importante del nostro campionato, le prossime tre partite in sette giorni saranno fondamentali per ridurre il gap con le squadre che precedono. Parliamo di un giovane ma con idee ben chiare in testa; il suo livello di autostima è alto ed è la strada giusta per poter desiderare un futuro sempre più da protagonista. Lui è… Salvatore Boccia.

I tre punti ottenuti contro la Giana Erminio sono stati di importanza vitale, ora la salvezza diretta dista solo cinque punti. La prestazione è stata positiva anche se, nel post-partita, è stata evidenziata la mancata capacità di mettere la parola “fine” alla gara, approfittando della superiorità numerica. Il fatto di giocare con un uomo in più deve per forza implicare un atteggiamento offensivo, oppure valutando anche la situazione generale della squadra e l’andamento della gara anche difendere il risultato può essere visto come una soluzione da prendere in considerazione? “Giocare in superiorità numerica non vuol dire buttarsi per forza in avanti. Bisogna avere la lucidità di capire l’andamento della partita: se non si riesce ad essere efficaci in fase offensiva, con il rischio alto di scoprirsi, è giusto fare un passo indietro e difendere il risultato. Le vittorie arrivano anche attraverso fasi di sofferenza, quando si superano la sicurezza della squadra aumenta sempre più. In riferimento alla partita di sabato scorso, secondo me abbiamo gestito male la sfera in alcuni momenti della partita e, soprattutto, non abbiamo chiuso il match prima quando avevamo in mano il pallino del gioco. È stato un peccato perché fino a metà del secondo tempo abbiamo dimostrato un atteggiamento propositivo e meritavamo un vantaggio più consistente, purtroppo non ci siamo riusciti e questo ci ha portato a giocare la parte finale di gara rintanati dietro. Ci può stare… la situazione di classifica, la stanchezza e l’importanza della partita ci hanno un po’ frenato e “costretti” a difendere il risultato con le unghie e con i denti. Alla fine i tre punti sono arrivati ed è sempre una bella sensazione”.

Adesso ci aspettano tre partite in sette giorni, di cui le prime due nel nostro “Piola”. Un dato negativo da cancellare al più presto è che siamo ultimi per quanto riguarda i punti conquistati nelle mura amiche. Di solito sono proprio le gare casalinghe quelle in cui si costruiscono le basi per poi cercare di raggiungere il proprio obiettivo stagionale. Qual è la tua spiegazione riguardo a questo dettaglio? “Secondo me non c’è da fare distinzione dei punti conquistati in casa ed in trasferta, il nostro campionato è partito subito in salita e questo ha condizionato il nostro cammino. I tifosi ci seguono sempre e sentiamo la loro vicinanza in ogni campo, inoltre nei momenti più difficili sono stati ancora più vicini e questo per noi è rassicurante e ci trasmette la giusta carica ed energia per dare sempre il massimo. Per questo ribadisco che secondo me i soli otto punti ottenuti in casa non sono legati a questo fattore, sono sfide che sono andate in questo modo e non dipendono dal campo: ci dispiace e faremo di tutto, già nelle prossime due partite, per far gioire tutto lo stadio a fine partita”.

È anche vero che con questa rosa, rinnovata grazie al mercato di riparazione, l’unica gara casalinga finora disputata è stata quella contro il Padova. Non contiamo la vittoria contro l’Alessandria di inizio gennaio perché solo due nuovi innesti parteciparono alla parte finale di quella partita, però adesso sembra che la squadra stia trovando, con il passare delle settimane, una fisionomia diversa rispetto alla fase pre-mercato. Senza nulla togliere a chi è andato via, stai notando degli ulteriori miglioramenti e soprattutto in quali aspetti fondamentali, sia tecnici che mentali? “Se sono arrivati nuovi innesti significa che qualche cambiamento era necessario e, dopo alcune settimane insieme, posso affermare che dei miglioramenti li sto vedendo. Sono arrivati giocatori di qualità e di esperienza, in un campionato come il nostro sono aspetti fondamentali se si vuole raggiungere qualsiasi obiettivo. Questo comporta un miglioramento anche negli allenamenti, vengono presi in considerazione diversi elementi spingendo la squadra a lavorare anche con diversi schemi e idee utili in partita. Sono a Novara da agosto scorso e ho notato questa differenza rispetto a qualche settimana fa. Il mio pensiero va anche a tutti i ragazzi che a gennaio hanno lasciato la squadra: non è facile riuscire ad esprimersi al meglio quando la stagione non parte con il piede giusto. Quando spesso ti trovi a rincorrere un risultato sei concentrato su questo obiettivo e, inconsciamente, fai un passo indietro a livello di prestazione. Questo è stato un nostro difetto, ma adesso che la nostra rosa ha acquisito più esperienza sono ottimista che queste situazioni possano accadere sempre meno”.

Bisogna subito cambiare il trend casalingo e Virtus Verona e Pro Sesto sono le prime due occasioni per farlo: al di là dei diversi aspetti tattici, quale Novara i tifosi si dovranno aspettare per invertire la rotta? “Siamo consapevoli che le prossime gare sono tutte delle finali, questo trittico di partite che ci aspetterà sarà fondamentale per dare uno slancio importante alla nostra classifica. Dobbiamo giocare con attenzione e rimanere concentrati fino alla fine, possiamo fare male davanti ed è per questo che dovremo dimostrare un atteggiamento volto all’attacco ma sempre agendo con ordine ed equilibrio. Pensiamo partita per partita, ma l’obiettivo comune è la vittoria: speriamo di arrivare al match di Arzignano con sei punti in più rispetto ad oggi, ce la metteremo tutta”.

La squadra è stata in gran parte rivoluzionata, ma tu non sei stato minimamente toccato dalle voci di mercato. Il tuo percorso a Novara è sempre stato da protagonista sin dall’inizio, inoltre la tua duttilità ti sta permettendo di giocare anche da difensore centrale rendendoti uno dei giocatori più versatili della rosa. Ti saresti mai aspettato un percorso del genere anche a Novara, dopo l’ottima precedente stagione vissuta a Torre del Greco? “Sono quel tipo di calciatore pronto a stare anche in porta pur di aiutare la squadra. Penso che un giocatore debba mettersi a disposizione dell’allenatore e dei compagni di squadra, bisogna sempre stare sul pezzo e rimanere umili. Sono doti che ad un allenatore non sfuggono e spesso ti premia mandandoti in campo. La professionalità è al primo posto, ogni giorno mi alleno con impegno e cerco sempre di imparare qualcosa di diverso ad ogni sessione, ho bisogno di stimoli e di trovare la giusta intesa con i compagni di squadra. Sono contento del mio personale percorso a Novara: per ora ho saltato solamente due partite e solo a Fiorenzuola non sono partito titolare. Il mio è uno dei minutaggi più alti della rosa e mi fa piacere tutta questa considerazione che lo staff tecnico ha su di me. Il rammarico sono i risultati, mi è dispiaciuto tanto non essere riuscito ad aiutare la squadra a raggiungere esiti migliori perché sono convinto che avrei potuto esprimere qualcosa in più se avessimo conquistato più punti. Sappiamo bene quanto aiutino le vittorie anche sotto il profilo tecnico: ti infondono quella fiducia e il coraggio di provare anche qualcosa di diverso e fuori dall’ordinario e, quando lo fai con una certa sicurezza, la maggior parte delle volte ti riesce”.

In quale ruolo ti senti più a tuo agio e libero di esprimere le tue caratteristiche? “Devo ammettere che mi sto trovando bene nel fare il “braccetto” nella difesa a tre perché mi permette di continuare a dimostrare altre qualità che ormai fanno parte della mia indole, come ad esempio spingere in fascia ed essere aggressivo sull’uomo. Sia in passato, ma anche ad inizio stagione, ho occupato il ruolo di terzino quando abbiamo giocato a quattro dietro e anche in questa posizione, leggermente diversa, mi trovo bene e mi piace. Sia con Buzzegoli prima, che con Gattuso adesso, sono sempre riuscito a dimostrare sul campo tutto quello che volevano da me, questo mi ha aiutato nell’integrarmi presto nelle loro idee e mi sento sempre più sicuro e in fiducia con il passare delle partite. In generale, in questi primi tre anni da professionista, ho avuto modo di saggiare tutte le posizioni in difesa. Ho giocato con continuità soprattutto da difensore centrale di destra, ma la capacità di saper occupare qualsiasi posizione per ogni evenienza è una delle mie qualità che cercherò di portarmi dietro per tutta la carriera”.

Questa tua peculiarità è molto ricercata, però l’importanza non sta solo nel saper occupare diverse posizioni ma bisogna, soprattutto, saperle interpretare nella maniera giusta. Qual è la corretta metodologia di lavoro per riuscire ad ottenere il massimo risultato in ogni posizione? “Bisogna capire bene le intenzioni dell’allenatore e dimostrare sul campo tutte le nozioni acquisite durante gli allenamenti. Se entri nei meccanismi di squadra cominci anche ad essere più sicuro e consapevole, questo influisce positivamente sulla testa facendoti lavorare con la giusta serenità e fiducia. Sono tutte dinamiche che si instaurano giorno dopo giorno, però bisogna avere le giuste intenzioni altrimenti tutte queste caratteristiche non riuscirai mai a farle tue. Ben vengano le partite ma sono gli allenamenti il “sale del calcio”, sono fondamentali se vuoi crescere e diventare un punto fermo della squadra. Io la penso così e andrò sempre avanti su questa strada”.

Quanta importanza ha questa esperienza a Novara dal punto di vista personale? “In estate avevo ricevuto tante proposte ma la mia intenzione era quella di misurarmi con squadre del nord e far parte di una grande piazza. Quando ho saputo dell’interessamento di Novara non ho ascoltato più altre voci e ho accettato con gioia di venire qua. Il mio obiettivo era proprio quello di vivere una stagione del genere e pensavo che Novara potesse essere il posto giusto per poter dimostrare le mie capacità in un girone nuovo per me. Col senno del poi posso dire di averci visto giusto, si sta benissimo e ho trovato la squadra adatta alle mie caratteristiche. Per un ragazzo di 22 anni, far parte di una piazza del genere è motivo di orgoglio e questa esperienza rappresenterà un pezzo importante della mia carriera. Sono felice della scelta fatta e adesso voglio solo contribuire al raggiungimento della salvezza”.

A Novara sei arrivato in prestito, il tuo cartellino è di proprietà del Cagliari. Quando si concluderà la stagione sotto la Cupola avrai 23 anni, età nel calcio importante in cui si vuole avere delle certezze a livello professionistico. Quale futuro ti immagini o che, comunque, cercherai di esaudire in base ai tuoi desideri? “Per un ragazzo sardo giocare a Cagliari in Serie A è il sogno più grande. In questa fase della mia carriera sei sempre messo in discussione, per questo non ho ancora mai pensato di trovare già una squadra fissa ma mi trovo nel periodo in cui ho bisogno di cercare delle nuove sfide e sempre più significative. Quest’ultimo mio pensiero ritengo sia molto importante, voglio che le stagioni successive rappresentino sempre un passo in più della mia carriera. Dopo tre anni in Serie C vorrei giocarmi le mie chances a Cagliari o comunque fare un ulteriore passo in avanti e penso che possedere questo tipo di concetto sia naturale per chi sogna in grande. L’ambizione - e il continuo confronto con giocatori di categoria sempre più alta - è uno dei miei obiettivi, è utile per capire a che punto è il mio percorso di crescita e quanto ancora posso dare”.

Vuoi lasciare un messaggio ai tifosi azzurri e ai lettori di VaNovaraVa.it? Prima di tutto voglio ringraziare i tifosi per il continuo sostegno, in particolare nei momenti difficili non ci hanno mai lasciati soli e questo li rende speciali. Sabato e martedì ci saranno due partite casalinghe importanti, vi vogliamo vedere sempre più numerosi, faremo di tutto per regalarvi nuove gioie. Un abbraccio e un immenso grazie!”..

Grazie a Salvatore Boccia per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Novara FC per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Servizio di Alberto Battimo
Foto © Guido Leonardi

 


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