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Il simbolo di Novara!

Esclusiva VNV: L’intervista a Ludovico D’Orazio


Di Alberto Battimo
Foto © Guido Leonardi

Abbiamo fatto una bellissima “chiacchierata” con uno dei giocatori più talentuosi della squadra. Il derby contro l’Alessandria - e la prestazione fornita - sono il miglior modo per cominciare questo girone di ritorno, performance nata non per caso e lui stesso ci spiega da dove nasce questa vittoria insieme ad un’attenta analisi degli ultimi positivi risultati. Gioca o non gioca? Questa domanda l’abbiamo sentita spesso durante le varie conferenze, è sempre stato un tema di dibattito e lui stesso ci ha aggiornato sulle novità e sul lavoro che si sta svolgendo per dar vita ad una nuova alternativa già vista sabato scorso, con lui protagonista. Ci sono tutti gli ingredienti per cambiare marcia rispetto al girone di andata e tutta la squadra ne è consapevole. È presto per parlare di futuro, ma lui ha già le idee chiare sul suo ruolo quando si considererà completamente pronto. Lasciamo la parola a… Ludovico D’Orazio.

Iniziare l’anno nuovo con una vittoria fondamentale e meritata, nel derby contro l’Alessandria, rappresenta sicuramente un nuovo e positivo punto di partenza. Primo tempo dominato in lungo e in largo, con il solo portiere avversario - e qualche nostra imprecisione - a impedirci di andare in vantaggio già nella prima frazione. Il secondo tempo è stato un po’ più equilibrato ma il Novara non ha mai realmente rischiato in difesa e le nostre continue sortite offensive sono state poi premiate con la rete decisiva di Scappini all’alba del recupero. Cosa deve rappresentare questa vittoria per riuscire a dar vita ad un girone di ritorno da protagonisti? “Uno dei nostri punti di forza è quello di confrontarci prima e dopo ogni gara, parliamo tanto e cerchiamo di analizzare insieme ogni aspetto di campo ma anche mentale. Il filo conduttore delle nostre discussioni è sempre stato quello di dare inizio al nostro nuovo campionato nella partita successiva, ma senza mai averci creduto veramente. Era solo questione di tempo però, nelle ultime uscite abbiamo dato dimostrazione di come la squadra sia cambiata. Anche se il risultato non è stato a nostro favore ho visto dei miglioramenti già nella gara contro la Triestina, un po’ meno con il Fiorenzuola ma nel derby di sabato siamo tornati a dare ampio sfoggio delle nostre qualità. Siamo riusciti a sottomettere gli ultimi avversari affrontati anche per lunghi tratti della partita ed è un elemento da considerare e che mostra i nostri passi in avanti. Siamo cambiati, qualcosa inizia a girare anche a nostro favore, riusciamo spesso a trovare la via della rete e anche il completo assetto difensivo dell’intera squadra inizia ad essere compatto e proficuo. Secondo me diventeremo una grande squadra in questo girone di ritorno, cercheremo di raggiungere l’obiettivo minimo al più presto per poi proiettarci verso quello più grande, che tutti noi sappiamo benissimo qual è”.

Rispetto alle gare passate, il derby contro i grigi ha messo in evidenzia un notevole passo in avanti per quanto riguarda il gioco e le idee. Non è un caso che mister Gattuso abbia definito il primo tempo come la migliore frazione disputata finora. Ripensando al cammino della squadra e a tutte le vicissitudini che ci sono accadute, qual era il tassello mancante che non ci permetteva di esprimerci pienamente e di trovare una completa alchimia in campo? “Io penso che assemblare il concetto di difesa sia stato il passo decisivo che ci mancava per cominciare ad essere una squadra completa in ogni fase. Contro l’Alessandria abbiamo dimostrato un lavoro preciso e dettagliato anche in questo punto cardine, siamo riusciti a stare sempre alti grazie ai nostri difensori capaci di “spingerci” in avanti e quindi fare pressione già a partire da noi attaccanti. La partita ha dimostrato che il lavoro in campo è stato fruttuoso, sono usciti dalla loro metà campo solo nei minuti finali quando si sono conquistati due calci d’angolo nel giro di poco, ma concedere qualcosina ci può stare nel corso dei novanta minuti. Voglio fare un plauso a tutta la nostra difesa, sono stati capaci di mantenere lo stesso rendimento e un alto livello di attenzione per tutta la partita, nonostante la naturale stanchezza che ha influito sulla seconda frazione di gioco. Un’altra cosa che ho notato è la nostra manovra molto più fluida e ordinata rispetto alle gare passate. Cominciamo a conoscerci per bene, a carpire i movimenti dei compagni e questo ci porta spesso a fare la scelta giusta. Questo è il motivo per cui anche dal punto di vista del gioco abbiamo alzato l’asticella. Per arrivare a questi risultati significa che in settimana siamo molto attenti e concentrati su tutti gli aspetti e prepariamo sempre le partite con una logica precisa e funzionale. Noi facciamo quello che è in nostro possesso, poi sappiamo bene quanto una partita possa cambiare “grazie” ad eventi non prevedibili in settimana, penso per esempio al match contro l’AlbinoLeffe dove siamo andati in svantaggio dopo pochissimi minuti. Possiamo però ridurre queste eventualità: se scendiamo in campo con il piede giusto, dimostrando sin da subito quello che si è provato negli allenamenti, si riduce il rischio di questi episodi e si è portati ad avere dei vantaggi da sfruttare durante la partita… questo dev’essere il nostro passo successivo”.

Si è fatto un po’ attendere, ma è questo il vero Novara? “Speriamo di portare avanti il più possibile questo cammino intrapreso già da qualche giornata, nelle ultime settimane stiamo tracciando un percorso bello ed efficace. Iniziamo ad essere consapevoli che possiamo fare ancora meglio rispetto ai risultati del girone di andata: siamo contenti di aver imboccato la retta via ma sappiamo bene che basta un niente per tornare in quel maledetto vortice che ci ha tormentato per mesi. Ci vuole equilibrio anche in queste situazioni, è importante per mantenere il giusto atteggiamento sia dentro che fuori dal campo”.

Dati alla mano il Novara, nelle ultime otto partite ha perso solo la sfida contro la Triestina e purtroppo sappiamo anche come è arrivata. Questo filotto importante di risultati è partito dopo la debacle contro l’AlbinoLeffe, gara nella quale il DS Di Battista, sconfortato dal risultato, dichiarò come “scarsi” lo staff, la squadra e anche sé stesso. Potrebbe essere stata la molla che vi ha dato quella spinta in più, soprattutto mentale, nel dimostrare che quelle frasi non rispecchiavano il reale valore? “Nelle prime dichiarazioni a caldo capita di rilasciare parole del genere, può succedere di esprimere qualche parola di troppo. Al di là di questo episodio, vorrei ricordare che siamo quasi partiti da zero vista la rivoluzione scattata in estate. Con il passare delle settimane abbiamo tutti riscontrato che siamo diventati una squadra, lavoriamo meglio rispetto alle fasi iniziali e c’è una sintonia che tende a migliorare allenamento dopo allenamento. Noto con piacere che ci applichiamo con un’intensità sempre maggiore e anche nel vederci giocare è visibile il nostro forte affiatamento. In questi mesi è stato compiuto un grande lavoro, ma che non è assolutamente concluso: dobbiamo continuare su questa strada e portare avanti le nostre idee e schemi. Per questo rispondo che non c’è mai stato uno scatto particolare che ha smosso l’animo di staff e giocatori, è solo il frutto graduale di un cammino costruito e realizzato con pazienza e sacrificio. Da Vercelli in poi abbiamo alternato pareggi e vittorie con la sfortunata sconfitta contro la Triestina. Non abbiamo mai avuto quello scatto decisivo capace, per esempio, di ottenere una serie di successi di fila. Queste partite rappresentano i risultati di un percorso al quale stiamo dando vita quotidianamente, stiamo gestendo benissimo tutti i momenti e adesso ci sono i presupposti per poter iniziare un nuovo campionato, dipenderà tutto da noi”.

Sabato ci sarà un’altra sfida importante, saremo ospiti della Pro Patria. I bustocchi sono davanti a noi di quattro punti e una sconfitta potrebbe complicare il nostro percorso. Il calendario prevede anche un Pergolettese - Lumezzane, altro match da tenere d’occhio, ma dove le due squadre giocheranno conoscendo già il nostro risultato visto che saranno impegnate di domenica. Anche se siamo solo alla seconda giornata di ritorno, si esagera nel definire questa giornata come “significativa” per dare un certo peso al prosieguo della stagione? “In molte interviste si sente spesso dire che una squadra non guarda i risultati delle altre ma pensa solamente al proprio cammino, pronti ad esaminare la classifica solo al momento opportuno. Mi trovo solo parzialmente d’accordo con questa affermazione, noi guardiamo i risultati delle avversarie e analizziamo la giornata successiva. Secondo me può essere utile perché ti permette di fare dei calcoli necessari per poter capire la situazione e tracciare le dovute conclusioni. D’altro canto rimanere connessi e concentrati sul nostro operato e su quello che stiamo realizzando è fondamentale per ottenere risultati sempre più soddisfacenti, senza farci influenzare dagli altri esiti. È un filo sottile che non deve rompersi, il fatto di giocare prima non è uno svantaggio in questa situazione perché ci distoglie da ogni pensiero e ci permette di concentrarci solamente sulla nostra partita. In questo particolare momento la testa deve essere dedicata solo a noi e a giocarcela al meglio sabato. È uno scontro diretto che ci potrà dare un ulteriore slancio, poi daremo un’occhiata anche alle altre partite ma prima viene il Novara e le nostre prestazioni, il resto è tutto secondario”.

Durante le conferenze stampa di mister Gattuso il tuo nome è sempre al centro dell’attenzione. Durante la conferenza pre-gara contro il Fiorenzuola, l’allenatore ha voluto chiarire la tua situazione in campo definendoti perfetto per il 4-3-3, mentre da seconda punta le tue qualità vengono limitate. Hai constatato anche tu questa differenza di prestazioni in base alle posizione? Riesci ad esprimerti meglio giocando da esterno? “Ne ho parlato insieme al mister, il quale mi aveva subito fatto notare la mia propensione ad accentrarmi anche quando agisco da esterno. Spesso cerco la sfera quando mi trovo più vicino alla porta, pronto a fare il mio gioco. Credo che il ruolo da seconda punta significhi solamente stare già in quella posizione e non andare direttamente ad occuparla. Questa è anche una caratteristica tipica degli attaccanti esterni, spesso si cerca di dare una mano alla punta centrale aiutandola in fase offensiva e avvicinandosi al proprio attaccante di riferimento. La differenza tra i due moduli non è tanta, c’è questo particolare che comunque è da prendere in considerazione e giustamente il mister deve valutare anche in base alle caratteristiche dell’avversario”.

Però contro l’Alessandria hai giocato da seconda punta. Cos’è cambiato rispetto alle dichiarazioni rilasciate dal mister qualche settimana fa, visto che inizialmente non giocavi quando il modulo prevedeva le due punte? Non si esclude la possibilità di occupare quel ruolo anche in futuro? “Vero, ho giocato da seconda punta ma avevo comunque libertà di svariare dappertutto. Viste le mie caratteristiche il mister non ha voluto limitarmi, chiedendo solo di stare vicino alla prima punta, ma mi ha anche invitato ad andare a prendere palla e di sfruttare tutto il mio potenziale per fare male alle difesa avversaria. Questa è stata la conferma che posso dire la mia anche con questo modulo. Qualcosa è cambiato perché non partivo titolare quando decideva di giocare con due punte, ma adesso ha voluto mettermi comunque alla prova senza escludermi a priori. Durante gli allenamenti e durante l’amichevole giocata nella sosta natalizia, gli avevo fatto capire che potevo occupare quel ruolo tranquillamente. Invece di avere un secondo centravanti pronto a darti qualcosa in più sulle seconde palle o tramite sponde, abbiamo la possibilità di mutare il nostro assetto offensivo anche con giocatori capaci di svariare su tutto il fronte d’attacco, così da non rimanere statici in area, che tanto è già zona di appartenenza della prima punta. Personalmente mi piace giocare vicino ad un altro attaccante, c’è da perfezionare l’intesa ma la fiducia che l’allenatore mi ha infuso da poco anche in questa posizione mi fa piacere: cercherò di migliorare anche in questo ruolo in modo da dare al mister una concreta soluzione in più da disporre in campo”.

Sei arrivato a Novara in prestito annuale dalla Spal proprio nelle battute finali dell’ultimo mercato estivo. Da quando la società ferrarese ha acquisito le tue prestazioni hai girovagato in prestito tra Feralpisalò, Mantova e appunto Novara. Hai 23 anni ma hai già un buon bagaglio di esperienze tra Serie C e B. Quanto ti sta aiutando questo percorso per cercare di trovare una tua identità precisa come giocatore? “Le presenze possono indurre a definirmi un giocatore esperto visto il numero di partite giocate nelle due categorie elencate, ma io non mi ritengo ancora di questo livello. Questa esperienza a Novara mi sta aiutando tanto per capire che tipo di giocatore sono, ma allo stesso tempo farmi conoscere anche dallo staff tecnico e compagni. A livello realizzativo credo di aver fatto abbastanza bene anche in passato, non mi accontento certamente ed è uno dei miei obiettivi personali aumentare lo score realizzativo in questo girone di ritorno per aiutare il Novara a risalire in classifica. In questo bellissimo ambiente riesco ad esprimermi al massimo, sono in una rosa forte nonostante le difficoltà riscontrate ma stiamo reagendo da grande squadra. Finora sto giocando con continuità, ho saltato solamente quattro partite e avere le proprie possibilità in una squadra così importante mi rende felice e mi fa capire che sto lavorando nella maniera giusta. Posso solo crescere con questo gruppo, ho tutto il necessario per ampliare le mie caratteristiche, ne sono consapevole e sto approfittando di ogni situazione per diventare un giocatore completo e centrale per gli obiettivi della squadra”.

Ti senti già pronto nel prendere in mano una squadra e diventarne un perno fondamentale o pensi di dover fare ancora un po’ di strada per arrivare fino a questo punto? “Prima della soluzione Novara, quando ancora l’interesse non era nato, la mia intenzione era quella di ottenere una conferma a Ferrara. Mi avevano dato fiducia fino all’ultimo giorno di mercato, poi però le cose sono cambiate repentinamente e quando ho saputo della possibilità di venire a Novara ho subito colto l’occasione. Dal primo giorno in azzurro i miei pensieri sono solo rivolti a me stesso e al bene del Novara, ma in futuro non nego la voglia di rimanere nella stessa squadra per qualche anno in modo da creare un percorso personale all’interno di una stessa società. In questo momento ogni esperienza rappresenta per me una sfida, voglio far capire alle squadre che mi hanno messo da parte l’errore che hanno fatto. Prendo tutto con questa filosofia cercando di fare la mia parte, per aiutare la squadra di appartenenza a raggiungere gli obiettivi prefissati e allo stesso tempo togliermi le mie soddisfazioni”.

Vuoi lasciare un messaggio ai tifosi azzurri e ai lettori di VaNovaraVa.it? “Un grazie immenso a tutti i tifosi e ai lettori del sito per il supporto incessante che vediamo, sia in casa che in trasferta. Siete in tanti e non sapete la bellezza di vedervi dal campo così numerosi ed euforici per la maglia azzurra, ci caricate tantissimo. Faremo di tutto per regalarvi altre soddisfazioni, viviamo insieme questo girone di ritorno come sempre uniti e compatti!”.

Grazie a Ludovico D’Orazio per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Novara FC per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Servizio di Alberto Battimo
Foto © Guido Leonardi

 


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