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Esclusiva VNV: L’intervista a Samuele Bonaccorsi


Di Alberto Battimo
Foto © Guido Leonardi

Una piacevole chiacchierata con uno dei giocatori più rappresentativi del Novara FC. È con noi dal primo anno di fondazione della nuova società e questo fa capire quanta fiducia ci sia nei suoi confronti e quanto lui sia affezionato a questa squadra e alla città. Insieme abbiamo analizzato la partita di domenica scorsa, sottolineando i vari aspetti che la squadra deve ancora affinare per raggiungere nuove vittorie al più presto: osservazioni interessanti e scrupolose. Dalle sue parole traspare tutta la voglia di far bene con la maglia azzurra. Parole al miele per tutti. Ragazzo con sani principi e valori, pronto a mettersi in prima linea per la causa azzurra. Lui è… Samuele Bonaccorsi.

Un pareggio a Lumezzane ottenuto in extremis, è l’ennesima dimostrazione della capacità della squadra di saper reagire allo svantaggio. In queste prime 17 partite in stagione, comprese le due di Coppa Italia, poche volte abbiamo visto la squadra gestire un vantaggio e in quelle occasioni si è sempre fatta riprendere o superare. Non consideriamo le vittorie contro Fiorenzuola e Pergolettese solo perché si è vinto nel recupero e, quindi, non c’è stato modo di valutare i progressi. Secondo te perché la squadra fa fatica a segnare per prima e ha spesso bisogno di trovarsi “spalle al muro” per reagire allo svantaggio? “Questa valutazione centra in pieno un aspetto che stiamo attenzionando anche noi in questi giorni, ne abbiamo parlato insieme allo staff ed è una situazione che dobbiamo risolvere. Rimane positiva la nostra reazione allo svantaggio, non molliamo mai e molte partite le abbiamo riprese proprio nei minuti finali, segno che la squadra è viva e lotta su ogni pallone fino alla fine. Questo è un lato positivo della squadra, è nel nostro DNA e questo elemento dovrà sempre fare parte delle nostre caratteristiche. Anche noi abbiamo notato una difficoltà maggiore nel riuscire a passare in vantaggio e cercare poi di gestirlo nel migliore dei modi. Secondo me è un problema mentale: la falsa partenza in campionato ci ha subito tolto certezze e quindi abbiamo avuto più difficoltà nel riuscire ad aprire le marcature. Quando invece ci troviamo sotto con il risultato riusciamo ad essere più incisivi e concreti ma non basta per andare avanti. Vogliamo entrare in campo con la consapevolezza di passare per primi in vantaggio ed essere capaci di incrementarlo o difenderlo con le unghie e con i denti, poi questo dipenderà dalla partita. Il tutto sta nella testa, ci stiamo lavorando e speriamo di vedere dei progressi già nelle prossime gare: questa mancanza non ci fa assolutamente piacere, non vediamo l’ora di dimostrare in campo anche questo aspetto. Per riuscire nell’intento dovremo dimostrare più personalità già dall’inizio, il primo tempo di Lumezzane è lo specchio di queste mie parole: in fase di non possesso abbiamo concesso poco ma se avessimo dimostrato più carattere sono sicuro che avremmo concluso il primo tempo in vantaggio, dentro al campo ci siamo resi conto che i nostri avversari non avevano chissà quale grinta e bastava mettere quel qualcosa in più durante la gestione della palla. Purtroppo questo non è successo, secondo me perché il pensiero di subire troppe reti ci rende molto più attenti quando la palla non l’abbiamo noi e quindi tendiamo ad essere più accorti quando invece ci sono momenti della partita in cui c’è da prendere in mano la situazione e sfruttare tutto il nostro potenziale per arrivare a segno. Questo sarà il prossimo passo successivo da fare, ne abbiamo parlato anche con il mister in vista della gara di domenica e stiamo cercando di avere più intraprendenza da parte di tutti, dal portiere fino all’ultimo attaccante. Abbiamo bisogno di trovare serenità quando abbiamo noi la palla, giocare con la tensione addosso non ti permette di essere lucido in certe situazioni o comunque di rischiare qualche passaggio più illuminante, ma che è nelle corde di tutti noi. In questo momento del campionato abbiamo bisogno di ottenere più punti possibili, ogni errore potrebbe costare caro e non ci possiamo assolutamente permettere disattenzioni”.

La difesa del Novara è la seconda più battuta del campionato, solo il Fiorenzuola ha fatto peggio di noi. Questo trend è sicuramente da migliorare, con tanto impegno e allenamento qualche risultato si sta già vedendo. Quale difficoltà state riscontrando in fase difensiva e quali sono gli aspetti su cui state maggiormente lavorando per diventare più solidi e compatti? “Dopo la partita contro l’AlbinoLeffe ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso, anche mentalmente, di iniziare un nuovo campionato. La partita successiva era il derby e devo dire che avevamo subito dimostrato un cambio di rotta importante. Ci siamo messi in testa che dobbiamo rimboccarci le maniche e capire che siamo una squadra che si deve salvare. Per raggiungere l’obiettivo dobbiamo subire meno reti, finora ne abbiamo subite troppe e non è possibile continuare così. L’aspetto che è cambiato è proprio mentale, tutti insieme dobbiamo cercare di lavorare per creare un giusto equilibrio di squadra: per caratteristiche siamo una squadra difensiva, abbiamo un centrocampo e un attacco di qualità, però secondo me in mezzo al campo abbiamo giocatori poco propensi a fare filtro, mentre in fase offensiva si tendeva a risparmiare un po’ per essere lucidi davanti, è inevitabile ed è comprensibile. Questo è stato il problema iniziale, poi quando è arrivato Gattuso si è cercato di lavorare molto sulla testa dei giocatori ed ora anche gli attaccanti sanno benissimo che si devono sacrificare per cercare di dare una mano per aiutare la squadra a subire il meno possibile. Nello specifico tutti e undici i giocatori devono viaggiare all’unisono: anche noi difensori, quando attacchiamo, dobbiamo trovare la giusta posizione per dare una mano in fase offensiva, ma anche farci trovare pronti in caso di una repentina ripartenza avversaria. Escludendo la partita di Vercelli, sapendo bene che il derby rimane sempre una partita a sé, nelle ultime due sfide qualche miglioramento dal punto di vista difensivo c’è stato: a Lumezzane c’è voluta la cosiddetta “rete della domenica” da parte loro, contro la Pergolettese abbiamo sofferto un po’ di più ma volevamo dare una soddisfazione ai tifosi in casa e quindi ci siamo esposti maggiormente, ma siamo stati bravi ad arginare le loro avanzate. Abbiamo subito due reti in queste partite, un piccolo passo in avanti rispetto alla partite passate c’è stato ma che non ci fa del tutto piacere perché, da difensore, voglio sempre chiudere ogni spazio e lasciare a zero la casella delle reti subite, ma questo non è sempre possibile: ci sono ovviamente anche gli avversari, ma la voglia di tutti noi nel raggiungere questo obiettivo c’è sempre stata e mai mancherà”.

Nella conferenza pre-partita il mister ha rimarcato il fatto che certi errori individuali non si possono “allenare”, ma sono scelte che dipendono dal giocatore. A Lumezzane abbiamo già visto dei miglioramenti ma adesso bisognerà proseguire su questa strada. Un giocatore come fa a migliorare questo aspetto e a prendere le decisioni corrette durante le partite? “Abbiamo affrontato insieme al mister questa problematica: siamo consapevoli di qualche svista avuta, molte reti subite “ce le siamo fatte da soli” causa errori individuali da non ripetere in futuro. Io penso che per allenarsi al meglio in questo fondamentale bisognerà stare bene mentalmente e studiare l’avversario in base al ruolo che si occupa. Nel mio specifico caso studio gli attaccanti di volta in volta cercando di capire le loro giocate e valutando, insieme allo staff, le giuste contromisure da prendere. È un momento importante della settimana, oltre al nostro gioco riuscire a leggere in anticipo le movenze dell’avversario è un punto in più a nostro favore. Poi arriva la partita, questo richiede concentrazione e attenzione in ogni momento, farsi trascinare dagli eventi potrebbe essere deleterio perché si rischia di perdere la giusta lucidità per valutare le scelte da fare. Ogni giocatore deve saper prendere la giusta decisione e secondo me la questione è soprattutto di testa: se si sta bene, si aumenta l’autostima e anche certe giocate vengono da sé”.

Domenica prossima al “Piola” arriverà il Vicenza: la squadra veneta lotta per i primi posti ma il Novara ha già dimostrato di potersela giocare con tutte le avversarie. Sarà anche la giornata di Alessandria-Fiorenzuola, motivo in più per vincere e lasciare definitivamente l’ultimo posto in classifica. Visto che il Vicenza in trasferta soffre molto, con quale atteggiamento e stimoli la squadra dovrà scendere in campo per ottenere i tre punti? “Il Vicenza è una squadra forte, composta da giocatori di qualità. Non sarà un avversario semplice ma noi dobbiamo pensare solamente a noi stessi. Come anticipato in precedenza stiamo esaminando il loro gioco e le loro caratteristiche, puntano a vincere il campionato e questo richiede molta attenzione. In difesa dobbiamo fare la partita perfetta, dobbiamo arginarli il più possibile e questa volta dovremo scendere in campo più intrepidi rispetto alle gare precedenti. Una squadra come il Vicenza verrà da noi a giocare a viso aperto, dobbiamo accettare questo tipo di atteggiamento e noi proveremo a fare lo stesso. Daremo il massimo per cercare di non subire reti e approfitteremo delle ripartenze per fargli male quando ci concederanno degli spazi. A livello di collettivo non abbiamo nulla da invidiare: se giochiamo con il giusto atteggiamento e con la carica che ci contraddistingue potremmo dire la nostra. Queste partite ci aiutano di più per com’è strutturata la nostra rosa: a Mantova secondo me abbiamo giocato una delle partite migliori finora e loro sono primi in classifica. Questo significa che quando ci sfidano in questo modo aiutano anche noi nell’affrontare la partita nella maniera più idonea al nostro gioco: nessun dettaglio sarà da trascurare domenica, dobbiamo giocare con coraggio e audacia per arrivare alla vittoria. Come giustamente ricordato ci sarà anche la sfida tra Alessandria e Fiorenzuola, questa è la giusta occasione per guadagnare dei punti sulle nostre dirette avversarie. La salvezza è il nostro obiettivo, fare punti il prima possibile è fondamentale per non trovarci con l’acqua alla gola nella parte finale del campionato”.

La tua personale stagione non era partita sotto i migliori auspici, ma poi ha trovato il giusto spazio: dalla sfida contro il Renate in poi sei sempre stato un punto di riferimento per la retroguardia azzurra. Stai trovando continuità, le ultime tre partite le hai giocate per intero, segno che mister Gattuso conta molto sulle tue capacità. Come hai affrontato quel periodo complicato dal punto di vista del campo e come ti senti adesso che sei diventato uno dei titolari? “Non ho passato delle settimane facili ma non perché non giocavo. Certo, a nessuno piace rimanere in panchina o giocare poco, ma ero più preoccupato delle prestazioni della squadra. Questa difficoltà nell’arrivare al risultato mi rodeva un po’, soprattutto vedere tutto questo dalla panchina senza la possibilità di dare una mano: a me tutto questo faceva stare male. Ho sempre trasformato queste sensazioni in carica, durante la settimana ho sempre cercato di migliorarmi e di fare capire che io c’ero ed ero sempre pronto per la causa azzurra. Per delle settimane sono stato in panchina ma non ho mai mollato, sono sempre stato sul pezzo perché tutto l’ambiente mi ha sempre voluto bene e mi hanno sempre aiutato in ogni situazione e io ovviamente faccio la stessa cosa con loro: questo significa che il nostro è un gruppo solido e non mi sono mai sentito in difficoltà. Da quando è arrivato mister Gattuso qualcosa è cambiato: contro il Renate sono entrato nel secondo tempo e in quei quarantacinque minuti abbiamo recuperato la partita. Secondo me in quella gara l’allenatore ha visto in me un calciatore pronto a dare quel qualcosa in più, anche dal punto di vista caratteriale all’interno della squadra: da quel match in poi ho giocato la parte finale della sfida contro l’AlbinoLeffe e poi tre partite tutte da titolare e mai sostituito. Questo mi rende molto orgoglioso, soprattutto ripensando alla mia situazione poco più di un mese fa. Tutto questo mi sta trasmettendo tanta motivazione ed energia, ho capito che se punto ad un obiettivo ho tutte le carte in regola per raggiungerlo, ho sempre tenuto duro e alla fine ce l’ho fatta. Nel corso della stagione bisogna mettere in preventivo che giocare tutte le partite non è sempre fattibile, ma l’importante è farsi trovare pronti e dimostrare ogni settimana di lavorare con la giusta fiducia e consapevolezza nelle proprie qualità. In questo modo, prima o poi, si viene sempre premiati e poi starà al giocatore riuscire a sfruttare l’occasione data. Sento la fiducia dell’allenatore e il fatto che nelle ultime tre partite non abbiamo mai perso mi stimola tantissimo e spero di continuare su questa strada: sono legato a Novara, penso di averlo dimostrato in questi tre anni insieme e voglio che la squadra si salvi e mantenga la categoria: tutti vogliamo che questo accada”.

Domenica scorsa è stata la tua 50a presenza con la maglia azzurra. Un traguardo importante e che ti rende uno dei pilastri di questa squadra. Se volessimo tracciare un bilancio di questa tua esperienza a Novara, quali sono le tue sensazioni ripensando a queste gare e alle tante emozioni che hai già vissuto? “La prima stagione è stata quella più emozionante, sotto tutti i punti di vista. Si era creato un clima fantastico, sia all’interno del gruppo ma anche in tutto l’ambiente. In campo siamo riusciti a vincere e portare il Novara nelle categorie che gli competono. Personalmente avevo giocato con continuità e questa rimarrà una delle stagioni che mai dimenticherò, una delle più belle finora vissute nella mia carriera. Vedere i tifosi in festa dopo l’estate difficile vissuta è stata la gioia più bella, inoltre mi ha permesso di conoscere delle persone che sono tuttora importanti per me: definirli compagni di squadra è riduttivo, siamo diventati dei veri amici. La stagione scorsa siamo partiti con grande entusiasmo, ho giocato un po’ meno ma quando sono stato chiamato in causa ho cercato di dare sempre il massimo. Purtroppo non è finita nel migliore dei modi, sia per la squadra che per me stesso: io mi sono infortunato e la decima posizione in campionato non aveva reso giustizia alla qualità della rosa che era una delle migliori: purtroppo non ci è girata la stagione nel verso giusto, dispiace molto ma bisogna guardare avanti. Quest’anno è cambiato un po’ tutto, si è rivoluzionato quasi ogni settore e questo ha influito sui nuovi obiettivi da raggiungere. Sapevamo che avevamo dinanzi un percorso difficile, ma adesso siamo qui a lottare con tutte le nostre forze: spero di togliermi grosse soddisfazioni a Novara. Dobbiamo farlo per gli splendidi tifosi, io ci tengo a questa maglia e punterò a fare sempre meglio ogni volta che indosserò l’azzurro”.

Questo traguardo è solo uno dei primi obiettivi raggiunti. Dove vuoi arrivare e cosa rappresentano questi anni a Novara per la tua crescita personale? “Questi tre anni a Novara mi stanno facendo crescere tanto, sia dal punto di vista tecnico-tattico ma anche personale. In questo percorso sto conoscendo tante persone disponibili ad aiutarmi e a darmi i consigli giusti per crescere e migliorarmi. Tutti i miei compagni mi hanno sempre sostenuto e quando ti ritrovi in un gruppo del genere non puoi fare altro che potenziare le tue qualità e maturare anche come persona. Nella vita nulla è dovuto, ma spero e cercherò di guadagnarmi altri anni di contratto per rimanere a Novara e vivere nuove soddisfazioni. Mi trovo benissimo con tutti: arrivo presto al campo, parlo molto con i magazzinieri e mi confronto anche con loro e con persone che conoscono l’ambiente da anni e sanno darti le giuste indicazioni. Questa piazza ha rappresentato un trampolino di lancio per tanti giocatori che ora si trovano ad affrontare serie maggiori, a Novara si può lavorare e si può fare bene anche in categorie superiori. Io voglio arrivare il più in alto possibile con questa maglia, prevedere il futuro non è possibile ma queste sono le mie intenzioni”.

Vuoi lasciare un messaggio ai tifosi azzurri e ai lettori di VaNovaraVa.it? “Ringrazio i lettori del sito, anch’io seguo e leggo i vostri articoli. Ovviamente ai tifosi non posso far altro che esprimere la mia gratitudine per tutto quello che stanno facendo per sostenere la squadra. Posso solo dire di continuare a fare quello che già stanno dimostrando: il loro supporto non è mai mancato, sia in casa che in trasferta. Spero che questo entusiasmo venga allargato a più persone, per riuscirci dobbiamo regalarvi dei risultati positivi perché solo così potremo richiamare sempre più sostenitori. Vi aspetto numerosi domenica, sarà una bellissima partita e speriamo di dedicarvi la vittoria, serve per il morale e per infondere più fiducia: tutte sensazioni utili per darci quella spinta in più che ci servirà per risalire la china al più presto. Ci vediamo al “Piola” domenica!”.

Grazie a Samuele Bonaccorsi per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Novara FC per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Servizio di Alberto Battimo
Foto © Guido Leonardi

 



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