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Virtus Verona - Novara FC 1-1


Di Giovanni Chiorazzi

Il Novara FC riesce nell’intento di “strappare” un punto contro la Virtus Verona, risultato che alla vigilia non era certo così scontato, sia per il valore dell’avversario che per le criticità affrontate attualmente dagli azzurri. Ma è inevitabile che, per come sia maturato il risultato finale, ci sia del rammarico per gli uomini di mister Buzzegoli, che per la seconda volta consecutiva dopo la gara di una settimana fa contro la Giana Erminio si sono trovati a condurre il gioco, passando per primi in vantaggio, ma anche in questa occasione facendosi raggiungere per un’ingenuità in fase arretrata. Eppure, dalle prime battute, le premesse per arrivare alla prima vittoria in campionato erano tante… il primo gol messo a segno da Rossetti (che ha così imitato il compagno Scappini, a segno nel turno precedente), un vantaggio maturato nei minuti iniziali (e per giunta mettendo a segno la prima rete in trasferta della stagione), un gioco propositivo grazie anche ad un avversario che ha permesso al Novara di agire senza affidarsi soltanto ad un gioco di rimessa… ma ben presto, con il passare dei minuti, la compagine azzurra - per l’occasione scesa in campo con un attacco un po’ diverso dal solito, con Donadio a supporto del tandem offensivo composto dai già citati Scappini-Rossetti - ha concesso sempre più metri all’avversario che ne ha approfittato dimostrandosi cinico e spietato alla prima ingenuità commessa dalla squadra in fase difensiva. Nella ripresa, salvo l’avvio della stessa dove il Novara ha saputo tenere botta in modo egregio alla Virtus, respingendo l’assalto dei veneti verso la porta di Desjardins (bravo quest’ultimo a riscattarsi con un paio di parate, dopo la sua respinta incerta che ha portato al pareggio), gli uomini di Buzzegoli hanno mostrato finalmente la voglia, il coraggio e la giusta interpretazione per uscire indenni dallo stadio “Gavagnin-Nocin”.
Va sottolineato che l’impegno non era facile, soprattutto considerando il ridimensionamento che quest’anno interessa attivamente il Novara FC e che ha sostanzialmente stravolto la rosa che lo scorso anno interruppe la sua corsa nei play-off proprio su questo campo… ma proprio per questo motivo, forse, c’era l’obbligo morale di provare a portare a casa l’intera posta in palio, circostanza solo sfiorata dagli azzurri ai quali, però, non si può imputare nulla sul piano dell’impegno e della voglia di lottare. Tuttavia, non si può neppure dire che questa squadra sia già indirizzata verso i binari giusti, anzi… contro la Virtus Verona sono emersi nuovamente, in modo predominante, problematiche già conosciute come la scarsa capacità finalizzativa in attacco e un pressing poco tangibile dalla mediana in giù, che ha portato la squadra a subire troppo l’avversario, in particolare nella ripresa, questa volta anche su palla inattiva. Senza Ranieri a centrocampo è toccato a Calcagni rivestire il ruolo di “regista”, anche se nell’evoluzione della partita Buzzegoli ha poi scelto di rimescolare le carte, per fortuna questa volta non commettendo l’errore visto contro la Giana Erminio di togliere un attaccante per inserire un difensore: una mossa che ha dato i suoi frutti perché, in questo modo, il Novara non si è abbassato più del dovuto neppure nel finale di gara, riuscendo a portare a casa un punto molto più utile al morale che alla classifica. Una classifica che resta preoccupante e che, anche dopo aver giocato le altre partite della sesta giornata, non sposterà il Novara da un penultimo posto dove solo l’Alessandria sembra essere messa peggio e ci riferiamo anche (e soprattutto) sul piano societario… Già, perché mentre la squadra azzurra è ancora alla ricerca della prima vittoria in campionato, anche a livello dirigenziale i dubbi e le incognite su un possibile passaggio di proprietà continuano a distrarre e far spostare i pensieri su concetti che nulla hanno a che fare con il calcio giocato. Condizione che alla lunga potrebbe risultare deleteria per il Novara e per i suoi giocatori, i quali potrebbero vivere in malo modo questa fase di stallo. La speranza, dunque, è che si arrivi ad una conclusione sulla trattativa, qualunque essa sia. Mentre sul piano del gioco, Buzzegoli deve continuare a spronare i suoi ragazzi, facendo contemporanea esperienza con loro di una categoria dove impegno e volontà non possono dirsi sufficienti per uscire dai bassifondi della classifica. Al Novara servono risultati ma, soprattutto, punti per la propria classifica, a prescindere da come essi arrivino. Allora, forse, meglio un gioco meno pulito e “ordinato” e che si discosti da un’ossessiva ripartenza dal basso, senza per questo snaturare la propria identità di gioco o rimettendo in discussione quanto fatto sino ad oggi, ma puntando però su una manovra che permetta di far arrivare quanti più palloni possibili nell’area avversaria, lavorando sulla finalizzazione e su quella cattiveria agonistica che in questa squadra non pare ancora adeguata ad un campionato di sofferenza, dove l’unico traguardo ad oggi resta quello della salvezza.

Giovanni Chiorazzi

VIRTUS VERONA (3-4-1-2): Sibi; Mazzolo (dal 1'st Ruggero), Cabianca, Faedo; Demirovic (dal 32'st Toffanin), Metlika, Zarpellon (dal 32'st Daffara), Manfrin; Danti; Casarotto, Gomez.
A disposizione: Voltan; Zecchin; Cellai, Mehic, Begheldo, Ntube, Zigoni, Lodovici, Menato, Ambrosi.
Allenatore: Luigi Fresco.

NOVARA FC (4-3-1-2): Desjardins; Caradonna (dal 22'st Gerbino), Bertoncini, Scaringi, Boccia; Bagatti, Di Munno (dal 22'st Speranza), Calcagni; Donadio; Rossetti, Scappini (dal 34'st Corti).
A disposizione: Boscolo Palo; Menegaldo; Bonaccorsi, Khailoti, Migliardi, Gerardini, Prinelli, Ranieri, Savini, D’Orazio.
Allenatore: Daniele Buzzegoli.

Arbitro: Sig. Andrea Zanotti della sezione di Rimini.
Assistenti: Sigg.
Michele Decorato (sezione di Cosenza) e Vincenzo Abbinante (sezione di Bari).
Quarto ufficiale: Sig.
Davide Matina (sezione di Palermo).

Marcatori: 7'pt Rossetti (N), 19'pt Casarotto (VV).

Ammonizioni: Mazzolo per la Virtus Verona; Di Munno, Bonaccorsi (dalla panchina), Bagatti, Boccia e Donadio per il Novara FC.

Espulsioni: 29'st Roberto Pavesi (preparatore dei portieri Novara FC) per proteste verso il direttore di gara.

Calci d’angolo:
4 per la Virtus Verona; 5 per il Novara FC.

Recupero: 1'pt; 4'st.

Spettatori: 467 paganti, con una piccola rappresentanza di tifosi azzurri al seguito.

Note: serata priva di nuvole, terreno in erba naturale in buone condizioni ma con dimensioni ridotte rispetto alle misure standard, temperature al di sopra della media stagionale. Novara FC in campo con la seconda divisa da gioco, con maglia, pantaloncini e calzettoni di colore bianco con inserti azzurri.


Primo gol stagionale in maglia azzurra per Rossetti

Cronaca: La sesta giornata di campionato si apre con l’anticipo allo stadio “Gavagnin-Nocin” in cui la Virtus Verona, padrona di campo, ospita il Novara FC. Entrambe le compagini hanno come unico e solo obiettivo la vittoria, sia per la voglia di rivalsa da parte dei veneti (seppur con 10 punti in classifica, ma reduci da un’amara sconfitta nell’ultimo match) sia per la squadra di Buzzegoli (per l’aumento esponenziale del peso specifico di ogni match). Schierati in quel di Verona, alle ore 20.45 inizia il combattimento tra “Montecchi e Capuleti” dopo il fischio del giudice di gara Andrea Zanotti di Rimini.

Terza trasferta di campionato per gli azzurri, oggi in divisa bianca, sono 25 i convocati. Buzzegoli inserisce la figura del trequartista schierando un 4-3-1-2 con Donadio a supporto di Rossetti e Scappini, mentre capitano della squadra è il difensore Bertoncini. Di fronte la squadra di mister Luigi Fresco, una garanzia di fedeltà per la Virtus Verona, che schiera un 3-4-1-2 sul campo di casa, probabilmente il più piccolo, a livello di dimensioni, di tutta la Serie C. Vibra l’atmosfera con la prima occasione al 7' per gli azzurri, Rossetti sfrutta un cross di Boccia dalla sinistra e con un’incornata inganna Sibi portando il Novara in vantaggio. 0-1 e la squadra confida da subito di poter dare una svolta alla stagione iniziata male. Desjardins al 19' para ingenuamente rilanciando con i pugni un tiro di Manfrin, Casarotti sfrutta il pallone ancora in gioco a causa della leggerezza del portiere ospite e con un destro trova il gol del pareggio. Dopo il pari si placano i ritmi, il Novara diventa più guardingo dando così la possibilità agli avversari di riorganizzarsi. Bonaccorsi viene ammonito per proteste dalla panchina, chiaro segnale che la squadra di Buzzegoli vuole moralmente - e non solo - riprendersi ciò che merita utilizzando tutti i mezzi a disposizione. Un minuto di recupero e l’arbitro manda i giocatori negli spogliatoi.

Nel secondo tempo Buzzegoli sposta Calcagni come terzino destro, come fece Marchionni in tempi passati, la Virtus Verona diventa pericolosa con Casarotti all’8' che con un pallonetto perde l’occasione del vantaggio grazie a Scaringi, ma il difensore azzurro, nonostante una prestazione sottotono, riesce a smorzare la possibile esultanza veneta. Al 26' ancora l’incontenibile Casarotto viene bloccato da una parata sicura, questa volta dell’estremo difensore del Novara. Buzzegoli inserisce Speranza come mediano mantenendo la squadra propensa in avanti e con l’entrata di Gerbino il gioco azzurro si vivacizza o, almeno, quello sarebbe l’obiettivo. Il Novara diventa pericoloso e orchestra il gioco con personalità. Espulso il mister dei portieri azzurro Pavesi per proteste dalla panchina per un dubbio calcio di rigore non concesso alla sua squadra, dopo che Donadio si ritrova a terra in area, fatto scivolare degli avversari. Non cambia il risultato nei quattro minuti di recupero. Il Novara si porta a casa un preziosissimo punto ottenuto contro una squadra pericolosa, in un campo tutt’altro che facile, dimostrando lucidità, organizzazione e intelligenza, in questo 29 settembre che commemora, 110 anni fa, la nascita di Silvio Piola.

Alice Previtali

 
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La nascita del Novara FC


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