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Il simbolo di Novara!

Novara FC - Trento 0-3


Di Giovanni Chiorazzi
Foto © Guido Leonardi

Il secondo K.O. consecutivo del Novara, questa volta ad opera del Trento di Bruno Tedino (vecchia conoscenza del pubblico novarese), segna i limiti di una squadra ancora troppo “acerba” per la categoria. I problemi più rilevanti sono gli stessi già intravisti ad Alessandria e, una settimana fa, sempre al “Silvio Piola”, contro la Pro Patria: ingenuità nella fase difensiva, un centrocampo “leggero” e non in grado filtrare adeguatamente gli attacchi avversari, una fase offensiva dove si crea parecchio ma si fatica, incredibilmente, a finalizzare. Così il Trento ne ha approfittato, risultando squadra cinica e abile ad approfittare al meglio delle leggerezze commesse dagli uomini di Buzzegoli, con quest’ultimo che alla fine ha optato addirittura per un modulo con quattro attaccanti ma senza riuscire a scardinare la difesa ospite, che si è confermata una delle più solide del girone (non a caso ancora imbattuta dopo tre giornate).

Questa volta a tradire le attese dei tifosi azzurri, però, non sono stati soltanto i tanti giovani prelevati dal mercato in estate, bensì anche i “senatori” dai quali ci si attenderebbe qualcosa di più: basti pensare all’errore commesso da Calcagni in occasione del primo gol, con la complicità di Desjardins a subire la rete sul palo a lui più vicino, oppure alla prestazione di Ranieri che ben si discosta da quello a cui ci aveva abituato in altre occasioni. In attacco, invece, l’esperienza di Scappini e la foga di Rossetti non sono ancora servite alla squadra e, sebbene possa servire del tempo per “rodare”, è altrettanto vero che le giornate passano senza che si vedano miglioramenti in fase realizzativa.

Così, unico aspetto da sottolineare di una giornata “storta” è la prova di Ludovico D’Orazio, schierato per la prima volta titolare da mister Buzzegoli, che si conquista la palma di migliore fra gli azzurri, l’unico a impiegare tenacia, determinazione, cattiveria agonistica. Ma anche l’unico a provare sempre la giocata, a differenza dei suoi compagni che sono parsi poco lucidi nelle loro giocate. Senza dubbio, in questo momento, il Novara sembra subire troppo la pressione offensiva degli avversari e questo è un dato che va in controtendenza con le amichevoli pre-stagionali, dove al contrario la difesa era parsa il reparto più solido. Ma come detto in altre circostanze, il problema riguarda la squadra in generale e in particolare il centrocampo: ancora una volta, infatti, il tridente composto da Calcagni, Ranieri e Speranza è parso poco appropriato al gioco molto dispersivo richiesto da Buzzegoli e per i giocatori del Trento è stato abbastanza semplice “neutralizzare” le incursioni azzurre e rilanciare in contropiede, sfruttando inoltre proprio quegli spazi dove il Novara avrebbe dovuto fare la parte del “leone”, ovvero le corsie laterali.

Nel mezzo va detto che anche la fortuna non ha voluto aiutare la compagine azzurra, perché se anche uno dei due pali colpiti complessivamente avesse avuto un esito diverso, forse la gara avrebbe preso una piega diversa. Ma non sarebbe corretto trovare un alibi a una squadra che non sembra avere troppe idee e che, pur giocando con impegno e volontà (aspetto che non si può assolutamente mettere in discussione), presenta evidenti carenze qualitative. Bisogna aspettare la crescita individuale e di gruppo, si dice… ma quanto occorrerà farlo ancora? Perché il campionato trascorre, le giornate passano e si rischia di intraprendere una corsia che va ben al di sotto di quella “sofferenza” paventata ad inizio stagione.

I tifosi del Novara, a fine gara, hanno continuato a sostenere la squadra applaudendola: un segnale ottimo perché giocare con il supporto della propria gente è fondamentale per uscire da questa situazione. Ma adesso le parole devono lasciare spazio ai fatti e, in concreto, ai risultati… a cominciare dalla sfida in casa del Padova, non certo l’avversario più “adeguato” per dare un segnale di reazione, tuttavia è quello che viene chiesto ora a Buzzegoli e ai suoi ragazzi, visto che con il Trento non si è vista una replica adeguata sino al secondo gol ospite e questo non rappresenta un bel segnale sul piano caratteriale. Se ci sarà da soffrire i tifosi del Novara ci saranno, sempre e ugualmente, come è stato anche durante il lungo oblio in Serie C durato un trentennio… ma a patto che in campo si veda gente che lotta e onori la maglia azzurra!

Giovanni Chiorazzi
Foto © Guido Leonardi

NOVARA FC (4-3-3): Desjardins; Boccia, Bonaccorsi, Khailoti, Migliardi (dal 24'st Urso); Calcagni, Ranieri (dal 24'st Rossetti), Speranza (dal 15'st Bagatti); Gerardini (dal 15'st Donadio), Scappini (dal 37'st Catania), D’Orazio.
A disposizione: Boscolo Palo; Menegaldo; Caradonna, Saidi, Scaringi, Di Munno, Fragomeni, Gerbino, Prinelli, Savini.
Allenatore: Daniele Buzzegoli.

TRENTO (4-3-3): Russo; Vitturini, Barison (26’st Ferri), Garcia Tena, Obaretin; Di Cosmo, Sangalli, Attys (dal 26'st Frosinini); Anastasia (dal 28'pt Rada), Sipos (dal 13'st Petrovic), Terrani (dal 13'st Pasquato).
A disposizione: Di Giorgio; Pozzer; Trainotti, Vaglica, Brevi.
Allenatore: Bruno Tedino.

Arbitro: Sig. Felipe Salvatore Viapiana della sezione di Catanzaro.
Assistenti: Sig.ra Stefania Genoveffa Signorelli (sezione di Paola) e Sig. Andrea Romagnoli (sezione di Albano Laziale).
Quarto ufficiale: Sig. Abdoulaye Diop (sezione di Treviglio).

Marcatori: 25'pt Attys (T); 18'st Pasquato (T), 49'st Petrovic (T) su rigore.

Ammonizioni: Ranieri, Bonaccorsi e Khailoti per il Novara FC; Garcia Tena, Sangalli e Russo per il Trento.

Espulsioni: nessuna.

Calci d’angolo: 9 per il Novara FC; 4 per il Trento.

Recupero: 3'pt; 6'st.

Spettatori: 2.463 totali, con una piccola rappresentanza di tifosi ospiti al seguito.

Note: giornata nuvolosa, terreno in erba sintetica in ottime condizioni, temperature nella media stagionale.

Cronaca: Formazione a specchio per le squadre sfidanti allo stadio “Silvio Piola”, con un 4-3-3 scelto sia da mister Buzzegoli che da mister Tedino, quest’ultimo grande “ex” della sfida. L’assenza di Bertoncini per un fastidio muscolare permette a Khailoti di partire titolare. A pochi minuti dal fischio d’inizio del giudice di gara, il Novara parte con il comando del gioco: subito un’azione di Gerbino fermata da Attys e, a seguire, l’assist dell’ultimo acquisto di casa azzurra, Ludovico D’Orazio, che permette a Speranza di tentare il tiro ma quest’ultimo finisce sopra la traversa. Al 12' Boccia viene fermato in scivolata da Garcia, molto dubbio il calcio di rigore non concesso dall’arbitro. Un paio di minuti dopo, D’Orazio fraseggia sull’ala sinistra fino al passaggio per Calcagni, il cui colpo di testa viene bloccato dal portiere trentino. Al 20' arriva il secondo cartellino giallo nei confronti del Novara: Ranieri prima ed ora Bonaccorsi. Ne consegue un calcio di punizione avversario che porta la squadra di Tedino in vantaggio, determinato anche da un errore di calcolo dell’estrema difesa azzurra. È Attys a firmare il vantaggio trentino, siamo sullo 0-1 al 25'. Il preciso traversone di Calcagni per Speranza al 34' avrebbe potuto fornire il pretesto per il pareggio, ma il numero 24 azzurro manda troppo alto il pallone. Conclude il secondo tempo un fragoroso e “assordante” palo centrato da D’Orazio al 44'. Sono tre i minuti di recupero e negli spogliatoi si va con il vantaggio di misura per il Trento.

La prima azione pericolosa del secondo tempo è la sostituzione di Tedino che fa entrare all’11' Pasquato, temibile e “storico” pericolo per il passato azzurro. E come una garanzia (o una maledizione), proprio quest’ultimo al 18' firma il raddoppio per la sua squadra. Al 21' reagisce il Novara con un cross di Calcagni per Bagatti, appena subentrato, che di testa viene bloccato da Russo. Con l’entrata di Urso e Rossetti, mister Buzzegoli decide di passare a un 4-2-4. Il piede destro di D’Orazio avrebbe potuto fare miracoli se Russo non fosse stato pronto a parare, ma non così pronto da fermare il pallone tra le mani. Sugli sviluppi dell’azione, Scappini sbaglia incredibilmente il tiro con il portiere fuori dai pali. Il Novara insiste ancora con Catania, entrato al posto di Scappini, ma al 34' risuona ancora un palo. Sono sei i minuti di recupero che condannano il Novara a subire il terzo gol dopo un rigore a favore del Trento, di cui si incarica Petrovic al 49'. Al triplice fischio circa 2.000 tifosi azzurri escono dal “Piola” curvi, ognuno sulle proprie perplessità.

Alice Previtali

 


La nascita del Novara FC


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