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Il simbolo di Novara!

Esclusiva VNV: L’intervista a Dardan Vuthaj


Di Alberto Battimo

Non dimenticheremo mai le sue 37 reti nella scorsa stagione in Serie D. L’abbiamo visto segnare in ogni modo e in area di rigore è “letale” per gli avversari. Dopo la prima parte vissuta a Foggia, a fine gennaio è tornato a Novara con grande voglia di riscatto e di dimostrare ancora il suo valore con la maglia azzurra. Il suo contributo alla squadra c’è stato sin da subito, ma l’astinenza da gol stava diventando un problema fino a quando si è sbloccato contro la Pro Patria e sarà difficile fermarlo d’ora in poi. È sempre motivato e pieno di stimoli, questo gli permette di affrontare ogni partita con gli occhi della tigre. L’obiettivo sono i play-off per poi giocarsela fino alla fine, la squadra è pronta e affamata per vivere questa parte finale di stagione nella miglior condizione possibile. Parola di… Dardan Vuthaj.

Domenica abbiamo assistito a una delle più belle versioni del Novara in questa stagione. Il 4-1 rifilato al Pordenone racchiude in sé tanti significati. Prestazione corale da parte di tutta la squadra, capace di comandare il gioco dall’inizio alla fine, aggredendo gli avversari in ogni zona del campo. Quali sono stati gli stimoli che vi hanno spinto a dare vita a una prestazione esaltante come quella di domenica? “Abbiamo affrontato il Pordenone con la giusta consapevolezza dei nostri mezzi e con alle spalle i sette punti ottenuti nelle precedenti tre partite. Volevamo continuare su questa strada e il Pordenone era il giusto avversario per testare il nostro livello e la nostra forza. La squadra friulana è ancora in corsa per una promozione diretta e averli battuti in questo modo ci gratifica e ci fa capire che possiamo ancora dire la nostra”.

È stata una performance nata da un cambiamento soprattutto mentale, oppure è stata attuata qualche modifica anche a livello tecnico e di squadra? “Entrambi gli aspetti hanno inciso in maniera decisiva. Oltre al fattore mentale, il lavoro che abbiamo attuato in settimana è stato meticoloso e incentrato nel mettere in evidenza le nostre migliori qualità tecniche e di intesa. Mister Marchionni e il suo staff riescono sempre a trovare diverse soluzioni senza intaccare mai le nostre peculiarità, è un’abilità che va sottolineata e che domenica scorsa abbiamo messo in pratica con efficacia”.

Come dichiarato da mister Marchionni a fine partita, la strada intrapresa è quella giusta ma c’è sempre da migliorare… un modo per mantenere sempre la squadra attenta e vigile. Tra le tante note positive, cosa rimane da rivedere per continuare ad innalzare sempre più il livello della squadra? “Il mister ha ragione, non dobbiamo cullarci troppo sulla prestazione contro il Pordenone ma dobbiamo prendere tutto quello che abbiamo dimostrato di buono e in più lavorare su alcune cose che non hanno funzionato per farci trovare sempre più pronti nelle prossime partite. Tante cose sono da migliorare e dobbiamo sempre allenarci con lo scopo di fare continuamente un passo in avanti rispetto alla settimana precedente. Accontentarsi non è nel nostro DNA, siamo concentrati sulla sfida di domenica a Piacenza e vogliamo vincere”.

Infatti al “Garilli” ci aspetterà una sfida intensa e combattuta. Gli emiliani sono ultimi in classifica e si stanno giocando le ultime residue speranze per riuscire ad agguantare almeno i play-out ed evitare la retrocessione diretta. Anche noi però abbiamo bisogno di vincere per consolidare la nostra presenza ai play-off e occupare la posizione migliore possibile. Quale sarà il modo giusto nell’affrontare questo tipo di sfida e quali saranno gli accorgimenti da operare per approfittare del loro atteggiamento e colpirli grazie alle nostre qualità? “Sono d’accordo con la tua analisi, anche noi vogliamo vincere per confermarci in classifica. Siamo il Novara e anche a Piacenza vogliamo i tre punti. La classifica parla chiaro, c’è un motivo se occupano l’ultima posizione e noi lottiamo per un posto play-off. Sarà importante sfruttare questa scia positiva che ci accompagna da settimane e dimostrare in campo tutte le nostre capacità. Partire con questo spirito è il modo giusto nell’affrontare ogni avversario, poi l’andamento della partita sarà una conseguenza. Sarà una gara piena di insidie, ne siamo consapevoli e giocheremo con attenzione e concentrazione cercando di imporre il nostro credo anche contro di loro”.

Hai dimostrato sin da subito di essere arrivato a Novara con il giusto spirito. Il tuo carisma, la tua energia e le tue doti offensive non sono mai mancate: il tuo lavoro in campo è apprezzato da tutti. Nelle ultime due partite ti sei anche sbloccato e per un attaccante come te, che vive per il gol, è stata un’ulteriore iniezione di fiducia che potrà darti la spinta fondamentale in questo finale di stagione. Nonostante i sacrifici che in ogni partita dimostri. quanto stava pesando questo digiuno in fase realizzativa? “Ammetto che questo digiuno stava diventando pesante, poi è arrivata la rete contro la Pro Patria ed è stato un momento importante: per me segnare è tutto. La priorità però è sempre la squadra: quando non stavamo vivendo un bel periodo volevo essere d’aiuto lottando e correndo su ogni pallone, se poi non ero io a segnare non c’era nessun problema ma volevo solo dare il mio contributo per il bene del Novara. Quando si segna il merito è di tutta la squadra, se mi sono sbloccato devo anche ringraziare i miei compagni, i quali sono stati capaci di mettermi in condizione di trovarmi in area e capitalizzare. Se stiamo bene, anch’io riesco ad essere più incisivo, è tutta una conseguenza”.

Visto che quando sei approdato a Novara arrivavi da un problema fisico che ti aveva lasciato lontano dai campi per circa due mesi, se affermo che il “vero” Dardan Vuthaj lo stiamo vedendo in queste ultime partite sei d’accordo? “Si, in queste ultime settimane mi sento ancora più in forma. Sto ritrovando una certa condizione dopo i mesi di dicembre e gennaio difficili, perché mi mancava molto il campo. Stare fermo per così tanto tempo richiede una fase di ripresa lunga e in più c’era anche da trovare l’intesa con i miei nuovi compagni che poi si è affinata con il passare delle partite. Ringrazio mister e staff tecnico per aver trovato il giusto programma di allenamento utile per non forzare troppo i tempi e farmi trovare pronto quando necessario. Sono grato anche a tutti i miei compagni di squadra per avermi aspettato dimostrandomi sempre fiducia. Entrare in campo e sentirti in forma è l’ideale per poter dare tutto e avere quella lucidità necessaria per fare le scelte giuste”.

In passato avevi già militato in Serie ,C anche se è la tua prima volta nel Girone A. Dopo la meravigliosa scorsa stagione in D, che tutti noi mai dimenticheremo, sei diventato un osservato speciale per tutti i difensori che ti devono affrontare. Quali sono le tue impressioni e quale lavoro specifico stai seguendo per cercare di far valere tutte le tue capacità anche in questo campionato? “Cambiano le categorie ma non cambiano i difensori. Quando ti senti al top della condizione tutto diventa più semplice e le occasioni per segnare aumentano. Se un attaccante ha l’istinto del gol non c’è serie che tenga, segnerà in qualsiasi situazione. Ho notato che in Serie C la maggioranza delle reti sono state realizzate dopo un’azione costruita dalla squadra, difficile che nascano dal nulla. Questo fa capire quanto sia importante lavorare molto sull’intesa e sui vari movimenti per riuscire ad imporsi. La partita contro il Pordenone può servire da esempio: quando stai bene sia mentalmente che fisicamente tutto funziona al meglio e quando le cose non girano per il verso giusto non bisogna mai abbattersi, bensì impegnarsi ancora di più per uscire al più presto da un momento difficile”.

Un tuo sogno da calciatore è quello di vestire un giorno la maglia della Nazionale maggiore dell’Albania. Nel diramare la lista delle sue prime convocazioni, per la partita del 27 marzo contro la Polonia, il CT Sylvinho ha voluto sottolineare la difficoltà, in senso positivo, che ha avuto nello scegliere i 24 dopo aver visionato circa settanta giocatori in giro per l’Europa. Tra i giocatori esaminati ci sei anche tu? “Secondo me no perché la Serie C non è molto seguita a quei livelli, magari in B le possibilità sono maggiori perché guardano le categorie più alte. Speravo che la straordinaria stagione scorsa in D potesse lasciare un segno agli osservatori, ma visto che così non è stato voglio continuare in primis a dare il mio totale apporto per la maglia azzurra e se un giorno arriverà anche la chiamata della Nazionale sarebbe un sogno. Io continuo a crederci, penso che puntare sempre al massimo sia il giusto atteggiamento per ottenere successi e di non avere nessun rimpianto se questa chiamata non dovesse mai arrivare”.

Più di 3000 tifosi hanno assistito al successo contro il Pordenone, il supporto arrivato da tutti i settori è stato encomiabile. Vuoi lasciare un messaggio ai tifosi azzurri e ai lettori di VaNovaraVa.it? “I tifosi sono il nostro motore: grazie alla loro vicinanza ed euforia ci caricano tantissimo e non ci fanno mai sentire soli. Vogliamo fare di tutto per vedere questa piazza festeggiare e vivere di successi. L’entusiasmo dell’anno scorso è indimenticabile e spero che si possano provare le stesse sensazioni anche in questa stagione. Vi voglio sempre più numerosi: più siamo, più siamo uniti e più vinciamo. Un abbraccio a tutti voi!”.

Grazie a Dardan Vuthaj per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Novara FC per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Alberto Battimo

 


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