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Scisma d’Oriente


Di Alice Previtali

Il solito dualismo tra il primo e il secondo tempo. Come un’opposizione ontologica. Come un obbligo che permane in ogni match. Due atteggiamenti contrapposti. Acqua e fuoco. Nero e bianco. Alfa e Omega. Oriente e Occidente. Una vera e propria scissione tra il prima e il dopo. Una dicotomia che porta inevitabilmente alla perdita di 45 minuti di gioco in cui la freschezza potrebbe essere preziosa per differire in qualità, limitando ansia, preoccupazione e maldicenza, soprattutto con squadre “specchio” come la Pro Patria. Quasi una gara contro noi stessi, con il nostro alter ego, tale per modulo, punteggio, crisi, sfortuna e atteggiamento.

Poi il risveglio. Nostro. Dopo il the caldo e la sveglia che intonava “Buongiorno, siamo in partita”, gli azzurri risalgono dal profondo, sicuramente anche merito dei cambi di prospettiva di un allenatore impavido nel cambiare idee, coerentemente con la situazione finendo cambi, finendo fantasia, finendo probabilmente anche la pazienza tanto l’impegno, faticoso e infinito, di rieducare una squadra se non sempre alla vittoria, quantomeno alla rimonta, al gioco, alla pesca di orgogli individuali e alla sete di rivalsa collettiva che sembrano sempre sparire tra le risaie della provincia, da una volta all’altra.

E così, inaspettatamente come in certi film in cui il cattivo diventa il miglior nemico, torniamo in campo, al fischio del secondo tempo, con cervello e sette polmoni ciascuno, pieni di aria e pieni di voglia. La frustrazione per il bomber Dardan è finalmente terminata, il primo gol di stagione, di testa (la sua sempre ben connessa) con il merito di un immenso e mastodontico gladiatore dal nome Pablo. Assist argentino e gol bizantino.

Una coppia che emana aroma di malinconia, profumo di buono, di mare, di onde o di una qualsiasi domenica mattina che sa di caffè e marsiglia dei panni stesi al sole, di pranzi, di nonni. Perché se indietro non si torna è inevitabile pensare che, complice la poca pericolosità delle truppe nemiche, una coppia del genere, se non avesse firmato un divorzio temporaneo coatto, sarebbe cresciuta e diventata così affiatata e temeraria da permetterci, davvero, di espugnare anche Cartagine.

Alice Previtali

 

 



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