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Esclusiva VNV: L’intervista a Lorenzo Ariaudo


Di Alberto Battimo

Quando arriva in rosa un giocatore di esperienza e qualità come lui, a giovarne è tutto il reparto difensivo. Inoltre, grazie al suo carisma e una carriera di alto profilo, è diventato uno degli “uomini spogliatoio” nonostante il suo arrivo a Novara risalga solo a gennaio. Domenica è arrivata una vittoria fondamentale dopo una serie di sconfitte che avevano fatto drizzare le antenne anche in società, con l’intento di dare la scossa giusta alla squadra. Reazione che c’è stata ma non basta, bisognerà proseguire su questa strada. Lui ne è consapevole e sa che se si remerà tutti insieme l’obiettivo vittoria sarà più vicino. Lasciamo la parola a… Lorenzo Ariaudo.

Domenica è arrivata una vittoria significativa in quel di Seregno. Il successo ottenuto contro il Sangiuliano City ha un valore che va oltre i canonici tre punti. Smuovere la classifica dopo quattro sconfitte consecutive e dopo l’ultima “turbolenta” settimana, con l’intervento in prima persona del patron Ferranti, è stato il miglior biglietto da visita per dimostrare in campo la vera forza del gruppo. Davanti a questa situazione qual è stata la scossa che vi ha permesso di scendere in campo con il giusto atteggiamento, dando vita a una prestazione solida e compatta? “Il momento non facile e le parole del presidente ci hanno fatto riflettere e analizzare il periodo con più lucidità. Dovevamo dimostrare un cambio di rotta sin da subito per rispetto di tutti, per la maglia che indossiamo e per noi stessi. Abbiamo affrontato tutti insieme questa situazione esaminando ogni dettaglio e ci siamo confrontati su vari aspetti, sono contento che i frutti di questo raffronto si siano già visti domenica. Abbiamo interpretato la gara al meglio e non potevamo dare una risposta migliore, in primis a noi stessi ma anche a tutto l’ambiente. Siamo uniti e ci alleniamo ogni giorno sempre per il bene del Novara”.

Visto il momento complicato che il Novara sta attraversando, il presidente Ferranti ci ha messo la faccia e ha parlato in conferenza stampa la scorsa settimana toccando vari temi e facendo diverse considerazioni. Soffermiamoci sulla parte relativa alla squadra: secondo il patron, rispetto alla parte iniziale della stagione, la squadra sta rendendo meglio e si sta impegnando al massimo, ma il rovescio della medaglia è che la squadra non riesce a dare quel qualcosa in più che potrebbe fare la differenza, aggiungendo però che la rosa è comunque composta da ragazzi seri e dediti al lavoro. Vero che arrivando a Novara nel mercato di riparazione non hai una visione completa della stagione azzurra, ma qual è il vostro punto di vista davanti a queste dichiarazioni? “Il presidente Ferranti ha ragione: l’impegno della squadra c’è sempre stato e penso sia sotto gli occhi di tutti, non è mai mancato e ci tengo a ribadirlo. Purtroppo sono i risultati che ultimamente non ci hanno sorriso: in alcune partite meritavamo di più ma non siamo riusciti ad essere concreti. Penso alla partita contro la Pro Sesto nella quale, davanti a una prestazione del genere, mi chiedo ancora come si sia potuta perderla. Ha ragione quando ha parlato anche della rosa, siamo tutti dei bravi ragazzi e abbiamo una grande voglia di lavorare e di metterci a completa disposizione della squadra. Io penso che se continueremo su questa strada e faremo le cose per bene qualche soddisfazione potremo ancora togliercela: mancano otto partite e dobbiamo guardare alle prossime senza fossilizzarci su quello che è stato, solo così potremo aspirare a conquistare altre gioie”.

Visto che il presidente era presente al “Ferruccio” domenica, c’è stato modo di parlarvi direttamente? Se si, cosa vi siete detti? “Dopo la sua conferenza di settimana scorsa ci siamo incontrati prima della gara per affrontare tutti insieme questo periodo e la sua presenza è stata preziosa per dimostrare la sua vicinanza a staff e squadra. Ha espresso il suo punto di vista e le sue affermazioni ci hanno dato ancora più forza, dimostrando di essere dalla nostra parte e che continua a credere in noi e nel nostro operato. Dopo la partita non ci siamo visti ma immagino che sia stato felice dell’esito della gara e nel vedere la squadra dimostrare sul campo la giusta reazione”.

Dopo questa vittoria bisognerà riuscire ad affermarsi sin da subito. Purtroppo in questa stagione la mancata continuità di risultati è risultata il nostro “tallone d’Achille”. La prossima avversaria sarà la Juventus Next Gen al “Piola” e poi ci aspetteranno altre sette finali. Come si dovrà affrontare questa parte finale e decisiva della stagione, per riuscire a invertire il trend e tornare ad essere protagonisti? “Mister Marchionni aveva definito queste ultime partite come delle finali e sono d’accordo che bisognerà interpretarle in questo modo. Dobbiamo mettere in campo lo stesso spirito dimostrato a Seregno e cercare di sfruttare gli episodi a nostro favore. Ragionare partita dopo partita è il miglior viatico per far bene ma, soprattutto, tutti ci dobbiamo sentire coinvolti perché facciamo parte di un progetto importante e siamo contenti di questo”.

Sei arrivato a Novara nel mercato di gennaio da svincolato. Averti in squadra, in Serie C, è un lusso che ci teniamo ben stretto. Stai dimostrando di poter dire la tua da protagonista e il solo vederti in campo crea tranquillità a tutto il reparto difensivo e non solo. Cosa ti ha spinto ad accettare di vivere questa nuova categoria per te insieme a noi? “Purtroppo negli ultimi due anni ho fatto delle scelte sbagliate e sono contento di aver ritrovato la retta via venendo a Novara. Il periodo difficile dal punto di vista dei trasferimenti mi ha fatto anche valutare di poter scendere di categoria per la prima volta e quando mi sono trovato in questa situazione ho accettato di vestire la maglia azzurra e vivere questa mia prima esperienza in Serie C a Novara. Sono contento della scelta che ho fatto e voglio fare bene con questa maglia, non mi guardo indietro e voglio solo pensare al mio presente e futuro. Darò tutto e spero di contribuire a creare qualcosa di bello perché mi sto trovando bene ed è una bella realtà”.

Tu che hai un’enorme esperienza e hai giocato con squadre di assoluto livello, cosa ti ha colpito del mondo Novara? “A Novara ho trovato un’organizzazione e delle strutture che possono fare invidia a squadre di B e non solo. Inoltre ho notato una piazza molto vicina alla squadra, ci sostiene in ogni campo e quando c’è da dimostrare del dissenso sono sempre chiari e lucidi per poi tornare subito ad incitarci numerosi per tutto l’arco della partita. Conosco la storia del calcio a Novara e la sua importanza in questo sport, questa piazza merita importanti palcoscenici e faremo tutto il possibile per regalare importanti successi a questa città e a tutti i sostenitori azzurri”.

Il tuo contratto scade a fine giugno di quest’anno. Come mai questa scelta di firmare per soli sei mesi? “La società mi ha proposto questo tipo di contratto e io ho accettato. Visto il periodo da svincolato e questa avventura in una nuova categoria, si era deciso insieme di vedere come andavano questi mesi a Novara per poi stabilire, con la dovuta calma e tranquillità, il mio futuro. In estate valuteremo insieme quale soluzione prendere in base agli scenari che si prospetteranno e si faranno le dovute valutazioni”.

Il 4 marzo è una data che da cinque anni evoca tristi ricordi: è l’anniversario della scomparsa di Davide Astori. La sua assenza ha causato un vuoto incolmabile sia nel mondo del calcio, sia per tutti i compagni di squadra che hanno avuto l’onore e il privilegio di conoscerlo da vicino e di vivere insieme a lui ogni istante della vita anche fuori dal campo. Tra questi ci sei anche tu, il vostro è stato un legame speciale nato nei quattro anni insieme a Cagliari e mai attenuato nonostante strade diverse che avete intrapreso dopo l’esperienza in terra sarda. Gli hai dedicato la vittoria di domenica, segno che è e resterà sempre nei cuori di chi gli ha voluto bene. Cosa è stato Davide per te e quali insegnamenti ti ha lasciato e porterai con te in ogni momento e percorso della tua vita? “Davide rimarrà per sempre un mio amico, è stato un ragazzo speciale. Nei quattro anni vissuti insieme a Cagliari abbiamo condiviso ogni momento in campo ma soprattutto fuori: abbiamo fatto le vacanze insieme, numerosi giri culinari vista la passione del cibo che ci accomunava e tante altre vicende che porterò sempre nel cuore. A Cagliari stavo vivendo una delle mie prime esperienze lontano da casa e lui mi ha subito preso sotto la sua ala e non mi ha mai lasciato solo. Inoltre ci confrontavamo spesso sulle partite che facevamo e, in caso di sconfitta, ci sostenevamo a vicenda per farci forza, pronti a reagire subito nella gara successiva. Anche nella mia tesi presentata a Coverciano per il percorso da direttore sportivo ho voluto ricordare la nostra amicizia e quando ci dicevano che eravamo una delle coppie più giovani e promettenti della Serie A. Racconto un altro aneddoto: spesso ci scambiavano e questo per noi era diventato un modo per fare qualche divertente furbata da ragazzini, eravamo simili come fisionomia e questo ha messo molti in difficoltà. Di lui porterò per sempre nel mio cuore la sua gentilezza, la mentalità aperta e la disponibilità con tutti. Nel calcio trovare un amico del genere non è per nulla facile, soprattutto la voglia di entrambi di portare avanti un’amicizia nonostante percorsi diversi, circostanza che fa capire il valore di questo legame e quanto Davide sia stato un ragazzo d’oro per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di vivere tanti momenti della vita insieme a lui”.

Vuoi lasciare un messaggio a tutti i tifosi e ai lettori di VaNovaraVa.it? “Dobbiamo tutti credere che qualcosa di bello si possa ancora fare, bisogna essere positivi, continuate a starci vicino come già state facendo con grande cuore e passione. Solo insieme si potranno raggiungere traguardi importanti e voi tifosi meritate il meglio. Ci vediamo domenica nel nostro “Piola”!”.

Grazie a Lorenzo Ariaudo per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Novara FC per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Alberto Battimo

 

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