Esclusiva VNV: L’intervista a Michele Rocca

Di Alberto Battimo
Padrone fisso del centrocampo, tutti gli allenatori passati a Novara in questa stagione si sono avvalsi delle sue peculiarità per dare dinamismo al reparto e manforte sia in fase difensiva che offensiva. La squadra sta vivendo periodi di alti e bassi che stanno mettendo in difficoltà l’intera compagine, ma nessuno ha alzato bandiera bianca e si cercherà di sfruttare ogni partita per tornare ad essere decisivi in campo sino alla fine. L’esame “Pro Sesto” di sabato non sarà semplice ma proprio per questo il Novara dovrà ritrovare le giuste energie e dimostrare, ancora una volta, di poter dire la sua in questo campionato. Parola di… Michele Rocca.
La stagione del Novara FC è soprattutto caratterizzata dalla mancata continuità di rendimento e risultati. Quando una vittoria importante sembra rilanciare la squadra si torna subito con i piedi per terra già nella sfida successiva, una costante che ci fa rimanere nel limbo della classifica. Vista la rosa di valore e di qualità, come spieghi questa alternanza che non porta nessun beneficio? “Secondo me l’ottimo inizio di stagione ha alzato un po’ le aspettative sulla squadra. Rispetto alla scorsa stagione la rosa è cambiata in quasi tutti gli effettivi e quindi non è mai semplice trovare subito una fluida intesa di gioco, inoltre le varie vicissitudini avvenute durante il nostro cammino non ci hanno aiutato a trovare una programmazione precisa e lineare. Tutto questo non deve essere un alibi ma sicuramente non ha agevolato il nostro percorso in questo campionato. Dispiace perché in un girone così equilibrato potevamo essere la squadra rivelazione, ma allo stesso tempo ci fa capire che ci basta solo quel qualcosa in più per poter dire la nostra, siamo ancora in tempo. Il nostro campionato è livellato, tutte le squadre possono vincere o perdere contro qualsiasi avversaria. Adesso non saprei dire con precisione quale possa essere l’antidoto per uscire da questo momento difficile, mi viene solo da pensare che dovremo affrontare ogni avversario con la giusta umiltà lavorando sodo ogni giorno per migliorare le nostre prestazioni. Ci sono alcune squadre che in questo momento sono davanti a noi in classifica e inizialmente non erano date come protagoniste per le posizioni di vertice, ma quando dimostri il giusto spirito e compattezza allora puoi giocartela con tutte. A noi questi elementi ultimamente mancano, dobbiamo resettare tutto e cercare di essere più concreti e cattivi in questo rush finale della stagione”.

Quel “non ci siamo” di mister Marchionni dopo la gara di Lecco è un’affermazione che fa riflettere e preoccupare. È stata una dichiarazione rilasciata a caldo subito dopo la partita, ma sicuramente già dal primo giorno di allenamento settimanale vi siete tutti rimboccati le maniche e avete cominciato a lavorare per risolvere i problemi. Quali sono le priorità su cui il mister si sta concentrando maggiormente per rinnovare questo Novara già dalla sfida di sabato? “Siamo tutti consapevoli della nostra forza e delle nostre qualità ma se non hai la testa giusta nell’affrontare le gare parti male. Mister Marchionni ha sempre messo in risalto l’importanza del fattore psicologico e il suo principale lavoro, anche questa settimana, è stato quello di concentrarsi sull’aspetto mentale per non rivedere più quei 15-20 minuti iniziali di Lecco che hanno messo la gara in salita. Ribadisco l’importanza di essere cattivi agonisticamente ed essere più decisi e avere una certa sintonia in campo. Il doppio svantaggio ci ha svegliato e abbiamo reagito: abbiamo giocato anche meglio di loro nei restanti minuti, ma il Lecco si è difeso con ordine e anche in maniera brutta e sporca sono riusciti a portare a casa il risultato. Le disattenzioni e i parecchi errori individuali li stiamo pagando con gli interessi, ma il fatto che tutto questo dipenda solo da noi ci fa capire quanto sia importante tornare a giocare con attenzione e concentrazione dal primo all’ultimo minuto: se saremo capaci di dimostrare in campo anche queste caratteristiche sarà difficile per i nostri avversari batterci”.

Da un lato c’è l’allenatore che sta cercando di trovare il bandolo della matassa di questa situazione e dell’altro ci siete voi giocatori che dovete dimostrare in campo tutto il lavoro svolto quotidianamente. Voi calciatori avete analizzato insieme questo momento? Quale tipo di reazione di squadra vedremo nelle prossime partite e che i tifosi si aspettano? “Giusto che l’allenatore ci faccia capire e lavorare sulle cose che non vanno e noi giocatori dovremo essere bravi a dimostrare sul campo quello che abbiamo affrontato in settimana. Anche tra di noi abbiamo analizzato le prestazioni e trovare la vera soluzione che possa invertire il nostro trend è difficile. Può essere un insieme di situazioni che non vanno, ma noi ci stiamo provando con tutte le nostre forze a rimettere in piedi la situazione, il nostro impegno è massimo e siamo un gruppo che è ancora più forte e unito nelle difficoltà. Solo così possiamo uscire da questa fase complicata e sono convinto che torneremo ad esprimere il nostro potenziale solo se lotteremo su ogni palla, rimanendo concentrati su quello che dobbiamo fare. Ci saranno anche momenti di sofferenza visto che le sfide sono abbastanza equilibrate, ma anche quando ci sarà da difendere dovremo essere uniti e compatti perché anche in questi momenti della partita si costruisce una vittoria”.

Adesso ci aspettano due gare casalinghe: sabato affronteremo la capolista Pro Sesto e la domenica successiva sarà il Padova a presentarsi al “Piola”. Il mister si è rammaricato per le occasioni non sfruttate durante l’arco del campionato e che potevano portare la squadra in alto vista la classifica corta. Mancano undici partite e queste due sfide casalinghe possono essere l’ultimo “treno da prendere al volo” per lottare per un posto play-off, senza farsi risucchiare dalle squadre che ci stanno dietro. Conquistare l’intera posta in palio in queste due sfide è il solo unico obiettivo da prendere in considerazione? “Mancano ancora undici partite alla fine della stagione regolare e questo deve farci capire che è ancora tutto aperto e di certo non dobbiamo mollare la presa proprio adesso. Però invito a non fare troppi calcoli e a non guardare troppo oltre, in passato quante volte siamo stati vicini al primo posto ma poi non siamo riusciti a raggiungerlo. Dobbiamo pensare che dalla Pro Sesto in poi saranno tutte finali e poi, se raggiungeremo i play-off, comincerà un’altra stagione. Quindi niente calcoli ma solo pensare un passo alla volta, anche se con la vittoria come pensiero sempre fisso in testa. Alla fine del campionato si tireranno le somme ma non è questo il momento di porsi obiettivi, non ha portato i suoi frutti puntare in alto in passato e farlo adesso non ha senso. Il momento che stiamo passando ci invita proprio a rimanere sempre con i piedi per terra, dobbiamo tornare ad avere fiducia in noi stessi e cosa, meglio della vittoria, potrà ridarci questo atteggiamento?”.

Sei uno dei giocatori più utilizzati in rosa, dall’arrivo di Marchionni hai saltato solo la sfida contro la Virtus Verona e le restanti le hai giocate tutte. Sei imprescindibile nel centrocampo azzurro grazie alle tue capacità di interditore e alle tue avanzate offensive. Il mister già conosceva le tue doti visto che ti aveva allenato a Foggia e ha voluto contare su di te anche a Novara. Quanto è importante per un giocatore sentire la fiducia del proprio allenatore? “La fiducia dell’allenatore è fondamentale per dare il meglio e per sentirsi integrato, ma sappiamo bene che deve fare delle scelte e qualcuno di scontento c’è sempre. Proprio quando scendi poco in campo non devi mai perdere le certezze ma devi trovare stimoli e motivazioni per essere preso in considerazione: dico questo perché anch’io ho passato dei momenti difficili. Quando senti la fiducia dello staff e di tutti i tuoi compagni è molto più facile lavorare al meglio e con serenità perché riesci a rendere di più sotto tutti gli aspetti. Il momento che stiamo passando sta mettendo in evidenza l’aiuto reciproco che ci stiamo dando, questo rafforza il nostro legame e in campo metterà in risalto le nostre individualità. In questa categoria trovare una partita decisa da una giocata di un singolo calciatore è difficile, solo con lo spirito di squadra e la voglia di mettersi a disposizione si riuscirà ad arrivare alla vittoria, questo è un aspetto importante e che fa la differenza in ogni serie”.

Quanto pensi di essere cresciuto come giocatore viste le tue esperienze in squadre importanti e quali sono i tuoi obiettivi personali? “I due anni a Foggia sono stati importanti perché hanno aumentato la consapevolezza nelle mie capacità dopo il periodo precedente in Serie B, non positivo, con la maglia del Livorno: avevo bisogno di rilanciarmi per dimostrare il mio vero potenziale e penso di esserci riuscito. Adesso devo continuare nel mio percorso e Novara è la giusta squadra per dare risalto alle mie capacità. Il mio obiettivo è quello di lasciare il segno e raggiungere un traguardo importante con questa società. Stiamo gettando le basi per qualcosa di interessante e solo con un progetto solido e chiaro come quello del Novara si potrà ambire a qualcosa di importante”.

Vuoi lasciare un messaggio a tutti i tifosi e ai lettori di VaNovaraVa.it? “Chiedo ai tifosi di continuare a starci vicino il più possibile, abbiamo bisogno di voi. Sono convinto che a fine stagione ci toglieremo delle grandi soddisfazioni”.
Grazie a Michele Rocca per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Novara FC per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.
Alberto Battimo

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