Esclusiva VNV: L’intervista a Pablo Andrès Gonzalez

Di Alberto Battimo
Il cambio di allenatore ha dato la giusta scossa alla squadra e soprattutto nell’atteggiamento il Novara ha dimostrato dei passi in avanti. Ci sarà da assimilare le nuove direttive di mister Semioli, ma la squadra è già a buon punto e servirà il giusto tempo per vedere la squadra a sua immagine e somiglianza. La partita contro l’Arzignano è entrata nei libri della storia azzurra perché è la partita che ha consacrato un giocatore amatissimo a Novara come il migliore marcatore di sempre con la nostra maglia. Adesso però preferisce concentrarsi sulla squadra e sul campionato, domenica ci sarà una sfida difficile e i suoi pensieri sono rivolti solo a questa gara. Ci sarà tempo per pensare a questo record ma è un risultato fantastico: con emozione lasciamo la parola al bomber azzurro di tutti i tempi… Pablo Andrès Gonzalez.
Contro l’Arzignano è arrivata la vittoria che mancava da tre partite. L’aspetto principale messo in evidenza è stato l’atteggiamento propositivo e di carattere, circostanza che nelle partite precedenti era un po’ venuta a mancare ed era il motivo primario da risolvere per poi concentrarsi su altri aspetti. Come spieghi questo cambiamento di approccio e quali sono stati i motivi che hanno portato la squadra a controllare la gara sin dall’inizio? “Sinceramente non so definire i motivi per i quali nelle partite scorse il nostro approccio è stato diverso. Posso dire che abbiamo affrontato tutti insieme questo momento, abbiamo analizzato la situazione con attenzione ma siamo consapevoli che la colpa di queste prestazioni, al di sotto dei nostri standard, era solo nostra. Siamo noi quelli che scendono in campo, così come siamo i primi responsabili dei risultati sia in senso positivo che negativo. Domenica scorsa siamo stati bravi a partire con grande determinazione e le due reti ottenute all’alba del match, con anche una loro espulsione, hanno facilitato il nostro compito. Questo inizio positivo ci ha tolto subito quel nervosismo che poteva costare caro se non fossimo riusciti a sbloccarla al più presto, siamo stati bravi a gestire la gara con il giusto approccio e poi la nostra qualità ha fatto la differenza. Voglio sottolineare anche il momento in cui l’Arzignano ha accorciato le distanze perché non ci siamo scomposti e abbiamo continuato a fare il nostro gioco e alla fine l’abbiamo chiusa con la terza rete. Siamo tornati ad assaporare il gusto della vittoria dopo qualche partita ed è sempre una bellissima sensazione”.

Dopo la sconfitta di Crema la società aveva deciso di esonerare Cevoli e affidare la squadra a Franco Semioli che era alla guida della Primavera. I pochi giorni a disposizione, prima della gara di domenica scorsa, non hanno permesso al neo mister di concentrarsi principalmente sulle sue idee di gioco ma adesso che ha una settimana piena di lavoro per preparare la sfida di Salò avrà sicuramente dato nuove indicazioni per cominciare ad imprimere la sua mano. Quali sono i concetti principali a cui si ispira il mister? “Mister Semioli vuole vederci comandare il gioco e attuare un pressing alto per mettere in difficoltà gli avversari durante la loro manovra. Questo pressing l’avevamo dimostrato soprattutto ad inizio campionato e può rappresentare un fattore importante per decidere le sorti di una partita a nostro favore. Come abbiamo già visto il mister punta molto sull’atteggiamento e ci sta inculcando l’importanza di scendere in campo con la giusta attitudine. Prima della gara contro l’Arzignano abbiamo lavorato soprattutto sulla testa, il tempo per preparare la partita era poco e l’allenatore è stato abile a capire quali erano i tasti giusti da imprimere da subito per essere concreti già da domenica. Questa settimana di allenamenti è stata utile per valutare diverse opzioni e lavorare sui concetti fondamentali. Comincerà a vedersi la sua mano già domenica ma ci vorrà qualche tempo per assimilare appieno tutti i suoi concetti. L’importante adesso è continuare su questa strada ed evitare che la sfida di domenica scorsa sia stata solo una prestazione frutto del cambio di allenatore”.

La prossima sfida ci vedrà impegnati in trasferta con la Feralpisalò. La squadra lombarda è rognosa, difficile da affrontare ed è ad un solo punto dalla capolista Vicenza. Nell’analizzare le prestazioni dei nostri prossimi avversari notiamo quanto il loro modo di giocare sia efficace soprattutto in trasferta, dove hanno ottenuto più della metà dei punti conquistati finora. Inoltre sono la squadra che ha subito di meno ma è una delle ultime dal punto di vista realizzativo. Finora ha accumulato quattro sconfitte e di queste tre sono arrivate in casa. Davanti a questi dati come si affronta una squadra del genere e secondo te quale sarà la caratteristica principale che non dovrà mancare per girare la partita a nostro favore? “Non ero a conoscenza di queste particolarità dei nostri prossimi avversari, sono dati che ci possono essere utili ma in primis dovremo fare la nostra prestazione e poi cercare di sfruttare i loro punti deboli. Per mettere in difficoltà qualsiasi avversaria bisognerà sempre partire dal proprio stile di gioco e poi attuare quelle modifiche studiate apposta per quella determinata sfida senza snaturarsi mai. Nonostante le loro tre sconfitte casalinghe affrontarli nel loro campo non sarà semplice, visto che possono ambire al primo posto. Dovremo fare attenzione, li rispettiamo ma siamo consapevoli delle qualità che abbiamo e possiamo dire la nostra in qualsiasi campo. Sarà una partita divertente e mi auguro che alla fine saremo noi a sorridere”.

Fino alla partita casalinga contro il Lecco di metà ottobre sei sempre partito titolare ma poi dalla partita successiva, da Sesto San Giovanni in poi, sei entrato nella parte finale di gara ad eccezione della sfida infra-settimanale contro la Juventus NG. Come spieghi questa scelta diversa attuata dall’ex mister Cevoli nei tuoi confronti? Come l’hai affrontata? “Sono scelte che ha fatto l’ex mister e che ho sempre rispettato ma tutti noi abbiamo sempre accettato qualsiasi decisione perché, bene o male, tutti abbiamo passato dei momenti simili in questa stagione. Io vedo questo come un punto di forza della squadra perché avere una rosa così ampia e forte ti permette di sfruttare le caratteristiche di ciascuno di noi anche a partita in corso e che possono essere determinanti dal punto di vista del risultato. Tutto il gruppo ha in testa il bene del Novara, l’obiettivo primario è che la squadra vinca poi viene tutto il resto. Le scelte fatte da Cevoli sono sempre state dettate basandosi sulle sue idee e sensazioni ed è la cosa giusta da fare, sta a noi giocatori dimostrare il nostro valore e dare segnali importanti alla squadra e allo staff. Sono normali situazioni che si affrontano nel calcio, l’importante è saperle accettare e affrontare con il giusto spirito e voglia di essere sempre decisivi per portare la squadra al successo, a prescindere dal minutaggio”.

Alla prima con mister Semioli alla guida hai giocato per quasi trenta minuti e sei stato decisivo perché hai chiuso il match spegnendo ogni velleità degli avversari. Il fatto di vederti come un giocatore capace di spaccare le partite a gara in corso, grazie alla tua tecnica e intelligenza, è un’indicazione che accetti o farai di tutto per dimostrare al nuovo allenatore che anche dal primo minuto sai essere determinante, come già successo nella prima parte del girone di andata? “Io voglio giocare sempre anche perché non conosco nessun giocatore professionista che si accontenta di partire dalla panchina, ma di certo non mi metto a puntare i piedi perché voglio partire titolare. Darò sempre il massimo ogni giorno e darò tutto me stesso per questa maglia, se poi il mister deciderà di mettermi in campo dal primo minuto meglio, ma se dovesse fare altre scelte mi farò trovare pronto quando riterrà opportuno il mio ingresso in campo. Non sto lì a guardare i minuti o lo spazio che mi viene dato, io voglio che vinca il Novara e tutto il resto passa in secondo piano. Io voglio vincere, siamo una squadra piena di qualità ed eterogenea, questo permette al mister di lavorare su diverse soluzioni ed è un vantaggio non da poco. Il mister prende le sue decisioni perché le ritiene idonee per quella partita, ma chi entra successivamente non deve mai considerarsi una seconda scelta perché siamo tutti una squadra e ciascuno di noi è in grado di lasciare un segno in qualsiasi momento”.

La tua rete contro l’Arzignano è già storia perché grazie a quella realizzazione sei diventato il migliore marcatore azzurro di tutti i tempi grazie alle 101 reti che ti hanno permesso di superare l’attaccante Marco Romano, record che durava da più di ottanta anni: congratulazioni da parte di tutta la redazione! Nelle dichiarazioni sul sito ufficiale hai ringraziato tutto l’ambiente azzurro presente e passato, ricordando alcune delle tue reti che saranno per sempre impresse nella memoria di ciascuno di noi. Quale delle tante reti messe a segno con la maglia del Novara ritieni sia stata la più significativa per te, sia dal punto di vista professionale che umano? “Non è facile rispondere a questa domanda, ciascuna rete conserva un ricordo e una gioia che ho sempre avuto il piacere di condividere con i meravigliosi tifosi azzurri. Voglio ringraziare tutti i miei compagni che hanno condiviso con me questo percorso, tutto lo staff e le società che si sono succedute nel tempo e i tifosi che mi sono sempre stati vicino e con cui è nato un rapporto che va oltre il solo aspetto sportivo. Non posso che ringraziare anche la mia famiglia che mi ha sempre stimolato a fare meglio e attuare ogni scelta con ponderazione. Così di getto non mi viene in mente nessuna rete in particolare che mi ha cambiato in qualche aspetto, ma pensare che certe reti siano state fondamentali per raggiungere obiettivi come la Serie B e toglierci la soddisfazione di avere fatto esplodere “San Siro” nella memorabile sfida di Coppa Italia contro il Milan e, prima ancora, la doppietta contro Il Siena che militava in Serie A, mi riempie di gioia. Non posso non ricordare la mia prima rete con questa nuova società ma tante altre sono state importanti, tutte emozioni che mi porterò per sempre nel mio cuore e sono felice di aver fatto la mia parte per regalare tutte queste gioie e soddisfazioni ai nostri tifosi che meritano solo il meglio. Non ti so dire una rete in particolare ma se vogliamo ampliare questo concetto allora ti nomino la stagione in Serie B coincisa con il mio secondo anno in Italia e a Novara. Riuscire ad essere determinante sin da subito in un campionato difficile e complicato come quello cadetto - e vincerlo poi ai play-off - aveva rappresentato la svolta della mia carriera e mi aveva fatto capire che stavo diventando un calciatore importante che poteva dire la sua anche in Italia: quella stagione mi aveva dato tanta carica e stimolato al punto giusto e gli anni successivi hanno confermato il mio trend che è sempre stato ad un livello medio-alto”.

Sei arrivato a Novara nel 2009, le esperienze successive di Palermo, Siena e Alessandria non hanno mai scalfito il legame con la città e i tifosi azzurri. Ripercorrendo la tua carriera da professionista e ripensando a tutti i sogni che un calciatore immagina nel suo futuro, quale valore assume questo record ottenuto con la maglia del glorioso Novara? “Per me questo traguardo ha un valore incredibile ma ancora non me ne rendo pienamente conto. Anche dopo la partita contro l’Arzignano ero contento del successo e il record non era nei miei pensieri. Secondo me comincerò a capire bene quello che ho fatto con questa maglia quando sarò più tranquillo e avrò più tempo per pensare al mio cammino da calciatore e a tutto il percorso che ho fatto per arrivare in Italia e crescere sotto tutti i punti di vista. Ho dentro di me tanti ricordi, solo successivamente li analizzerò e ci penserò con il sorriso di chi ha dato tutto per questa maglia e che ha ricevuto tanto amore e affetto ogni giorno. Adesso è ancora il tempo di allenarsi e di pensare a questo campionato, tutto il resto rimane in un cassetto che verrà aperto al momento opportuno. Mi rendo conto di aver fatto qualcosa che non credevo di realizzare ed esserci riuscito è una grande soddisfazione, che vivrò appieno solo quando sarò con la mia famiglia e apriremo insieme l’album dei ricordi”.

Il tuo legame con i tifosi e la città è inscindibile, un amore che con il passare degli anni diventa sempre più forte e viscerale. Vuoi lasciare un messaggio a tutti i tifosi e ai lettori di VaNovaraVa.it? “Vorrei estendere questo saluto e i ringraziamenti a tutta la città di Novara. Non smetterò mai di ringraziare gli splendidi tifosi, tutti quelli che hanno fatto parte dello staff azzurro e tutti i compagni che mi hanno sempre aiutato in ogni momento. A Novara ho tanti amici sinceri e di cuore e se ho raggiunto questi obiettivi - e mi trovo benissimo in questa città - il merito è solo vostro. Anche nei momenti difficili mi siete stati vicino e questo per me è essenziale per poter stare bene e andare avanti con fiducia e ottimismo. Tutta la mia famiglia ringrazia la città per la bellissima accoglienza che abbiamo avuto sin da subito e per il bene che ci mostrate in ogni momento. Grazie anche a voi giornalisti, con i quali per anni ho avuto il piacere di condividere insieme vari momenti, ho visto in tutti voi la felicità negli occhi ad ogni nostra vittoria e fate sempre il vostro lavoro con un’analisi lucida e dettagliata. Grazie!”.
Grazie a Pablo Andrès Gonzalez per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Novara FC per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.
Alberto Battimo

Muro














