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Esclusiva VNV: L’intervista a Roberto Ranieri


Di Alberto Battimo

Quando ti affidano le chiavi del centrocampo è sempre una bella responsabilità e bisogna possedere le giuste doti per portare a termine, con successo, un ruolo di notevole entità. Dai suoi piedi partono i palloni per dare il “là” all’azione offensiva ma allo stesso tempo deve essere capace di bloccare o rallentare le iniziative avversarie per aiutare la squadra in fase difensiva. Compiti non semplici ma lui ha già dimostrato, in queste prime partite, di esercitare questo ruolo con disciplina e attenzione. Per lui indossare questa maglia è un passo importante nella sua carriera e si sta impegnando al massimo per dare il suo prezioso contributo all’intera squadra. Sabato ci sarà il derby a Vercelli, la squadra si sta preparando a questa significativa gara con la giusta determinazione e consapevolezza, ingredienti adatti per iniziare questa sfida con il piede giusto. Lui è… Roberto Ranieri.

Finisce a reti bianche la sfida di sabato contro la Virtus Verona, in una gara che ci ha visti abbastanza propositivi ma senza riuscire a concretizzare in fase offensiva. Una situazione simile si era già presentata contro la Triestina, una gara dominata in lungo e in largo che ci ha visto trovare la rete del pareggio solo nei minuti finali. Analizzando queste ultime due gare casalinghe, quali saranno i prossimi step su cui la squadra dovrà necessariamente lavorare per riuscire a migliorare ulteriormente il suo gioco e l’intesa tra i reparti? “La gara contro la Virtus Verona ha evidenziato la nostra difficoltà nell’essere incisivi in fase offensiva. Ottimo lavoro fino alla loro trequarti ma poi peccavamo sempre in qualcosa davanti e questo non ci ha permesso di trovare il cosiddetto “ultimo passaggio” per finalizzare. Invece, nel match contro la Triestina, abbiamo tirato di più nello specchio ma il loro portiere è stato molto bravo a neutralizzare le nostre conclusioni. Sabato abbiamo fatto un piccolo passo indietro sotto questo aspetto, ma sono convinto che il lavoro che stiamo portando avanti assieme al mister sarà utile per ottimizzare questa importante caratteristica. Ci stiamo allenando bene e con la consapevolezza di quello che c’è ancora da ridefinire, ci stiamo conoscendo sempre meglio ogni giorno di più e questo non potrà far altro che migliorare il nostro gioco e la nostra affinità in campo. La strada è quella giusta, tutti ci stiamo allenando con intensità e concentrazione e questo mi fa essere positivo nel vedere una squadra sempre più efficace e battagliera in campo: il fatto che in poco tempo abbiamo già assimilato i concetti principali del mister è un ottimo inizio e dobbiamo continuare così”.

A che punto è la squadra sotto l’approccio mentale? La sensazione dagli spalti è che alcune decisioni in campo siano state dettate dalla troppa frenesia e si è quindi risultati poco efficaci nello sviluppo dell’azione: condividi questa riflessione o pensi che la squadra sia già a buon punto sotto questo aspetto? “Più che frenesia, in tutti noi c’è tanta voglia di andare a vincere la partita. Una voglia che raggiunge un livello esponenziale quando si aggiunge la carica dei tifosi azzurri, davvero spettacolare. Questa carica può portare a fare delle scelte di campo non sempre utili alla causa, ma non mi preoccupa molto questo atteggiamento perché per me, invece, è un bel punto di partenza e c’è da solo da trovare un certo equilibrio che ti porti ad avere quella lucidità necessaria per giocare così e, allo stesso tempo, fare delle scelte che possano creare un’azione degna di nota. Comunque sto già vedendo dei miglioramenti, nelle primissime partite avevo notato anch’io questa frenesia un po’ sopra al limite, ma già in queste ultime gare ho visto che c’è più padronanza delle proprie decisioni. Per me tutto questo è normale, fa parte del percorso di una squadra che sta lavorando da poco con un nuovo allenatore e che sta affrontando l’inizio di una stagione: il tempo e gli allenamenti saranno fondamentali per trovare la giusta alchimia e di conseguenza fare delle scelte che siano proficue per la squadra in tutte le zone del campo. Per quanto riguarda il nostro approccio mentale, penso che dagli spalti si sia vista la nostra voglia di andare a vincere in ogni partita, anche nella sfida contro la Virtus Verona non abbiamo mai contemplato la possibilità di accontentarci del pareggio perché non fa parte della nostra mentalità. Invece una partita come quella contro la Triestina non la pareggi se non hai la testa giusta nell’affrontarla, noi ci siamo riusciti e questo è un passo importante. Stiamo bene sia fisicamente che mentalmente, il lavoro continuo ci aiuterà anche ad uscire da queste situazioni e ad essere sempre più sicuri e consapevoli di quello che dovremo fare in campo”.

Sabato 24 settembre è una data che i tifosi azzurri si sono subito segnati in rosso appena usciti i calendari: è il giorno del “derby delle risaie”, il primo atto si svolgerà a Vercelli. Avete già avuto modo di capire quanto sia importante questa sfida, è una delle più sentite. Come state vivendo questa settimana particolare? “Già prima dell’inizio di questa settimana molti tifosi, durante la presentazione della squadra, avevano sottolineato la rilevanza del derby di sabato. Sappiamo bene il significato di questa partita e la sua importanza, che può incidere nell’arco della stagione e dare delle ripercussioni positive o negative. Non cambia nulla dal punto di vista dell’allenamento settimanale: come detto in precedenza noi vogliamo vincere tutte le partite e quindi ci stiamo preparando come al solito, con l’intenzione di migliorarci e di dimostrare un ulteriore passo in avanti già nel derby”.

Quando si affronta un derby notiamo spesso che, ad un certo punto, saltano gli schemi e la partita si decide dominando su altri fattori. Secondo te cosa non dovrà assolutamente mancare e quale errore non si dovrà commettere per riuscire a “sbancare” Vercelli? “In queste sfide acquista ancora più importanza l’aspetto mentale. Sarà fondamentale non perdere mai il controllo della gara e lasciarsi trasportare dagli eventi, mantenere il giusto approccio in campo e dimostrare quello che sappiamo fare. Il giusto atteggiamento è quello che non dovrà assolutamente mancare, sbagliare un passaggio o un’impostazione di gioco sono cose che possono succedere ma sarà fondamentale ripartire subito e non rimuginare su eventuali disattenzioni, magari non innocue, ma che potrebbero destabilizzare la prestazione di un giocatore. Questo non dovrà succedere e ne siamo consapevoli. Dobbiamo avere in mano il pallino del gioco e mettere in difficoltà gli avversari, questo è quello che i tifosi vogliono vedere e cercheremo di fare nostro”.

Vincere o perdere un derby può lasciare dei risvolti positivi o negativi per il prosieguo del campionato: quale significato dai a una partita così importante ma, allo stesso tempo, che cade solo alla quinta giornata? “Il responso del derby sarà molto importante perché potrà influire sulle partite successive. Possono passare anche mesi ma i tifosi si ricordano di questa partita e quindi cercheremo di prenderci i tre punti. Questa sfida ha un significato importante e gli errori devono essere ridotti al minimo. Dimostreremo quello che sappiamo fare, metteremo in campo tutto il nostro potenziale per fare il nostro gioco e raggiungere la vittoria, perché ne abbiamo la possibilità, siamo una squadra forte e un gruppo importante. Sbancare Vercelli ci darebbe un’ulteriore sicurezza delle nostre forze e faremo di tutto per riuscirci”.

Svolgere al meglio il ruolo di mediano in una squadra significa ritrovare in un solo giocatore testa, gambe e lucidità nelle scelte: un errore in quella posizione di campo potrebbe costare caro. Mister Cevoli, che già conosceva le tue doti di centrocampista centrale ai tempi del Renate, punta molto sulle tue capacità. Sei sempre partito titolare e nonostante le varie modifiche degli “undici iniziali”, dovute alla vicinanza delle partite” tu non sei ancora entrato nell’ottica turnover. Questa scelta dell’allenatore nei tuoi confronti assume un valore degno di nota, anche perché stai risultando sempre uno dei migliori in campo. Quali sono i fattori determinanti che ti permettono di svolgere al meglio questo delicato ruolo e che nel calcio moderno è diventato ancora più essenziale? “Quello del mediano è un ruolo complicato e rilevante, ha come obiettivo principale far girare la squadra e molte volte la prestazione generale dipende dal regista. Bisogna sbagliare il meno possibile, giocare la palla nei tempi e nei modi giusti e mantenere lucidità, perché ogni scelta presa in quella porzione di campo potrebbe essere determinante sia nel bene che nel male. Io cerco di fare tutto questo, voglio velocizzare l’azione, avere un’ampia visuale per giocare la palla in più porzioni di campo e dare quel giusto equilibrio alla squadra osservando i movimenti dei compagni e attuare quella marcatura preventiva in caso di bisogno. È molto importante il dialogo in campo, ci basta una parola o un gesto per capire la posizione da tenere o il movimento da fare: questo ci aiuta ad essere corti senza mai perdere contatto tra i reparti, che è uno dei compiti principali dell’intero centrocampo. Ho già avuto modo di lavorare insieme a mister Cevoli l’anno scorso a Renate e mi sta chiedendo gli stessi compiti perché la sua idea di squadra prevede un mediano del genere. La tanta qualità presente in rosa e la presenza di compagni propositivi è un vantaggio non da poco. Magari in certi momenti della partita sono un po’ in ombra ma c’è sempre qualche mio compagno pronto ad aiutarmi e a mettersi a disposizione, succede anche che sia io a dare una mano in più alla manovra, ma fa parte del gruppo ed è una nostra forza. Una parola che racchiude l’efficacia di questo ruolo è equilibrio: bisogna mantenere un certo ordine e fare delle scelte ponderate. Anche quando saltano gli schemi il mediano deve prendere in mano la situazione ed essere lucido nelle decisioni, perché diventa ancora più importante riuscire a far girare la squadra mettendo in difficoltà gli avversari con le proprie scelte e intuizioni. I compiti sono tanti ma li ho memorizzati con il tempo, c’è sempre da affinare le proprie qualità ma questo è uno stimolo per continuare a dare sempre di più. Voglio aggiungere una cosa riguardo al discorso della titolarità: tutta la nostra rosa sarebbe titolare in qualsiasi altra squadra, il mister ovviamente fa le sue scelte e decide in ogni partita chi deve partire titolare in base a tanti fattori che vengono presi in considerazione. Chiunque entri in campo sa che deve dare il massimo per la causa azzurra perché il nostro è un gruppo sano. Vero che sono sempre partito titolare ma solo l’ultima in casa ho giocato per novanta minuti, le altre volte sono sempre stato uno dei primi ad essere sostituito. Questo non per farmi rifiatare, bensì perché nel mio ruolo anche i miei compagni di reparto sanno interpretare al meglio questa posizione strategica e tutti ci mettiamo a disposizione del mister per portare il Novara alla vittoria”.

Sei stato il secondo acquisto estivo di quest’ultima sessione di mercato, subito dopo Pissardo. Questo fa capire quanto la società ti abbia subito messo gli occhi addosso e non abbia perso tempo nel trovare un accordo. Cosa ti ha convinto del progetto azzurro? Cosa ti aspetti da questi due anni? “Ho deciso di chiudere la mia esperienza a Renate andando in scadenza. Qualche squadra mi ha cercato sin da subito e stavo valutando tutte le offerte per scegliere quella giusta per me. Quando poi è arrivato l’interesse del Novara, con anche le chiamate dell’ex mister Marchionni e del direttore Zebi, non ho potuto far altro che mettere da parte tutte le altre richieste ed accettare di venire a Novara. È stata una trattativa lampo, firma e subito in città per conoscere da vicino questa bellissima realtà e cominciare a respirare il clima azzurro. Il direttore mi ha convinto subito grazie alle sue parole e al suo atteggiamento: una persona ambiziosa e dalle sue parole traspariva carica ed entusiasmo che mi hanno colpito da subito. Il progetto è di alto livello e il presidente ha messo a disposizione un budget importante per riuscire ad essere protagonisti anche in Serie C, perché la voglia di fare qualcosa di significativo è nella testa di tutti noi. Oltre a questo, giocare in una piazza che tutti conoscono e che valorizza ancora di più la rosa è un aspetto che non mi ha lasciato indifferente. Questi sono stati i motivi che mi hanno subito fatto accettare di indossare questa maglia con grande gioia e soddisfazione e sono molto contento di far parte di questa squadra e di questo meraviglioso gruppo”.

Hai 25 anni, sei un giocatore di talento. Cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta e poi hai girato varie squadre di Serie C diventando sempre un punto fermo. Non ti ha “stufato” giocare in questa categoria? Hai mai pensato, in un futuro non tanto lontano, di metterti alla prova anche in una serie maggiore? “Non nascondo che ogni tanto ci penso perché credo che ciascun giocatore ambisca a raggiungere sempre più obiettivi e a giocare in categorie sempre più alte per dare quel plus in più alla carriera: nel calcio se vuoi andare avanti devi essere ambizioso altrimenti non fai strada. In questo momento ci sto pensando un po’ meno ma non nego che raggiungerlo con questa maglia sarebbe fantastico, non si sa mai. Ho avuto finora una sola opportunità di far parte di una squadra di Serie B, subito dopo il mio primo anno da professionista a Cosenza. Insieme ai miei vecchi agenti si era deciso di prendere un’altra strada e se non ne fece nulla. Da lì forse ho perso un po’ di fiducia in me stesso perché non giocavo tantissimo e non mi sentivo preso tanto in considerazione anche se facevo parte di una grande squadra, non mi sentivo un giocatore importante per la causa. Ho perso quasi un paio d’anni dove non riuscivo a ritrovarmi ma poi è arrivato il Renate: insieme a loro ho rivisto la luce e il periodo Covid ha rallentato il mio recupero per quanto riguarda la mia ripresa fisica e mentale, ma ho ricominciato a credere nelle mie capacità. Il Renate è una società solida e senza pecche, sentire che alcune squadre probabilmente non riuscivano ad iscriversi al campionato e pensare alla mia, che invece stava già trattando temi di solo campo, era una sicurezza per tutti. La rosa era di tutto rispetto e io avevo il mio posto in squadra, è stato un bel periodo ma alla fine del contratto ho scelto di rimanere libero per valutare altre opzioni. Vediamo cosa riserverà ora il futuro per me, il pensiero c’è ma bisognerà cogliere anche le eventuali opportunità che mi verranno messe di fronte e valutarle con attenzione. Essere un giocatore del Novara attira ancora di più, sei più osservato e giochi con un’altra pressione. Faccio parte di una società importante e in una città che continua ad avere un ruolo rilevante nel calcio e far bene con questa maglia ti apre tanti scenari che con altre squadre non sono previsti”.

Più di duemila tifosi hanno deciso di abbonarsi per la causa azzurra, numeri straordinari che fanno di Novara una piazza sempre più voluta e rinomata. Cosa vuoi dire ai tifosi azzurri e ai lettori del sito? “Con tutto il rispetto per il Renate arrivavo da una squadra dove il pubblico casalingo non è numeroso e non è una piazza molto seguita, anche perché gli abitanti sono pochi. Mi ha colpito la presenza del pubblico novarese e il loro calore alla prima giornata: da un po’ non vivevo questa sensazione e vedere così tanti tifosi sostenerti mi mancava molto, non me l’aspettavo. Sono rimasto felicemente sorpreso quando ci hanno applaudito e incoraggiato dopo la rete subita dal Renate, quanta forza e voglia di vincere ci ha trasmesso quel loro applauso: il nostro bellissimo secondo tempo è anche merito di questo episodio. Penso anche alla gara contro la Triestina, vedere tutta quella gente in una partita infra-settimanale è stato un ulteriore segno di quanto l’ambiente ci sia vicino. Credo che si stia creando qualcosa di forte con i tifosi, la loro voglia di venire allo stadio a sostenerci è encomiabile: si divertono tanto continuando ad incitarci e a darci quella spinta speciale per vincere. Il supporto continuo è per noi di vitale importanza, queste prestazioni sono anche frutto della loro vicinanza. Spero che questo legame possa andare avanti fino alla fine e che i risultati che otterremo possano far venire sempre più gente allo stadio, perché è bello vivere il clima partita e per noi giocatori è meraviglioso vedere la marea azzurra che ci incita e che ci spinge ad andare a vincere le partite. Siete la nostra risorsa, fuori casa siete ancora più preziosi, continuiamo tutti così!”.

Grazie a Roberto Ranieri per la disponibilità nel concederci questa intervista. un ringraziamento anche all’ufficio stampa del Novara FC per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Alberto Battimo

 

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