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Esclusiva VNV: L’intervista a Rosamaria Montibeller


Di Alberto Battimo

In una squadra che punta in alto non può mancare una giocatrice dalle sue potenzialità. La sicurezza che dimostra ogni volta in campo, abbinata a una qualità tecnica superiore alla media, la rendono un’atleta di grande valore. Si è messa subito al servizio della squadra e dell’allenatore, consapevole che il suo contributo sarà fondamentale per ribadire la forza della squadra, sia in Italia che in Europa. Per lei il 2021 sarà un anno sportivo che ricorderà per sempre: tanti successi e soddisfazioni personali le hanno permesso di crescere sotto vari aspetti e di avere la consapevolezza di poter tranquillamente far parte di una grande squadra come Novara. Lei è… Rosamaria Montibeller.

La sfida di domenica scorsa vinta contro Busto Arsizio è stata un tourbillon di emozioni. Nello specifico abbiamo visto varie facce della Igor, capace di dominare in diverse fasi, ma anche dei passaggi a vuoto che potevano costare cari: alla fine sono arrivati due punti grazie a una rimonta di grande spessore condita da un tie-break sontuoso quando tutto sembrava ormai perso. Analizzando nei dettagli queste varie situazioni, cosa vi è successo nel secondo e terzo set, quando Busto ha ribaltato temporaneamente il risultato e come avete ritrovato la forza e l’orgoglio in voi stesse andando a vincere gli ultimi due set, con grinta e carattere? “Dopo aver dominato il primo set e cominciato anche bene il secondo ci siamo trovate in una situazione di blackout, è mancata un po’ di comunicazione e abbiamo perso quella tranquillità che ci aveva contraddistinto nella parte iniziale di gara. Bisogna sempre essere lucidi nel fare certe scelte, in quella fase questa lucidità a noi è calata e Busto ne ha approfittato: le avversarie hanno cominciato a metterci in seria difficoltà e non è stato semplice ritrovare il bandolo della matassa. Non sempre si riescono a raddrizzare certe partite e in futuro dovremo cercare di evitare questi cali così duraturi che potrebbero incidere in negativo: viviamo ancora di fasi altalenanti e sotto questo aspetto ci toccherà ancora lavorare per ridurre il più possibile questi momenti. Voglio comunque guardare il bicchiere mezzo pieno perché, essere consapevoli della prestazione della squadra, è un bel passo in avanti per crescere e migliorare. Questa partita ha evidenziato anche tanti lati positivi e uno di questi è stata la reazione che abbiamo avuto negli ultimi due set. Non è facile rialzarsi da quella situazione e andare a conquistare un tie-break che sembrava perso, proprio per questo il modo in cui siamo uscite vincitrici è un aspetto da evidenziare. Questo significa che di testa stiamo bene, anche nei momenti bui dentro di noi c’è una fiducia della squadra illimitata e l’abbiamo visto per come abbiamo saputo ribaltare il risultato: è un punto di forza che non dovremo mai perdere perché solo giocando di squadra si potranno raggiungere importanti obiettivi. La vera Igor è quella vista nel primo e negli ultimi due set, abbiamo dimostrato il nostro potenziale ed è quello il giusto cammino da intraprendere per raggiungere sempre nuove e importanti vittorie”.

Nel dopo partita mister Lavarini si è augurato che questa sfida venga presa da lezione per proseguire al meglio la stagione. Cosa avete imparato da questa partita? “La sfida di Busto Arsizio ci ha insegnato che le partite si vincono sempre giocando di squadra, senza mai perdere attenzione e concentrazione. Darsi una mano, incoraggiarci a vicenda e mantenere tutti sul pezzo sono elementi che non possono mai mancare se si vuole vincere con autorità e determinazione. Sarà importante lavorare sui nostri punti di forza per farli diventare sempre più temibili per gli avversari e anche capire bene quali aspetti migliorare per cercare di aumentare il nostro potenziale e risolvere quelle lacune che ci possono ancora stare in questa parte di stagione. Insieme allo staff tecnico ci impegniamo tutti i giorni per dare vita a una squadra sempre più solida e convinta delle proprie qualità. Un’altra lezione è stata quella che mai bisogna mollare fino a quando l’ultima palla non cade a terra, arrendersi è una parola che nella nostra testa non dovrà mai avere spazio. Anche quando tutto sembra perso non bisogna mai darsi per vinti perché, come successo domenica, tutto può accadere se si lotta per conquistare certi obiettivi. Questa partita ci ha dato una forza mentale incredibile, nessuna di noi dimenticherà mai questa gara”.

Dopo le tre partite giocate la settimana scorsa, si ritorna in campo sabato nel nostro palazzetto contro Vallefoglia. La squadra marchigiana arriva da una vittoria in rimonta contro Perugia e a Novara proverà a metterci in difficoltà. Quale sarà il giusto atteggiamento per riuscire ad avere la meglio senza incappare in momenti di difficoltà? “Da quando sono in Italia non ho mai visto una partita scontata. A volte certi pronostici non sono stati rispettati e ho visto anche squadre favorite sulla carta fare poi un’enorme fatica per uscire indenni o addirittura sconfitte da una gara. Nel campionato italiano tutto può succedere e quindi dico che la vittoria sabato andrà conquistata sul campo e non importa se siamo davanti in classifica rispetto a loro, partiamo comunque da 0-0. Siamo un bel gruppo e il nostro roster è composto da giocatrici di grande esperienza, però bisognerà dimostrarlo in campo: efficaci e concrete sin da subito per dimostrare le nostre capacità. Ogni partita ha una sua storia, faremo di tutto per scrivere un lieto fine anche sabato sera”.

La prima gara di Champions della stagione è coincisa con il tuo debutto in questa manifestazione. Come sempre hai dato il tuo prezioso contributo aiutando la squadra a vincere con un bel 3-0. Quali sono state le tue prime sensazioni per questo tuo nuovo “esordio”? “È stato tutto bellissimo: esordio, prestazione e vittoria, tutto perfetto. La nostra performance è stata di livello, non abbiamo mai dato possibilità alle avversarie di credere nella vittoria e alla fine è arrivato un 3-0 meritato. Personalmente sono contenta perché ho dato manforte alla squadra nel conquistare questi primi tre punti europei, è una bella soddisfazione. Da quando ho iniziato a giocare a pallavolo da professionista uno dei miei sogni era quello di giocare in Champions, vedere esaudito questo mio desiderio mi ha dato una gioia immensa e sono contenta di averlo fatto con la maglia della Igor. Non potevo sperare in un debutto migliore ma ovviamente non mi accontenterò, io e la squadra vogliamo sempre di più”.

Con l’inizio della competizione europea ci saranno periodi di tour de force che richiederanno una gestione ancora più attenta e oculata nella preparazione delle gare. Da sabato in poi altre tre partite nel giro di sette giorni, con in mezzo la trasferta in Repubblica Ceca. Quanto può influire tutto questo sull’andamento di certe partite? “Secondo me la partita di giovedì scorso in Champions non ha influito sulla prestazione di domenica. I cali visti a Busto Arsizio non sono dipesi dalla sfida di coppa, anche perché era la prima infrasettimanale dopo un po’ di tempo e peraltro abbiamo giocato in casa. Da sabato in poi ammetto che sarà un periodo complicato per quanto riguarda la programmazione e i viaggi che ci troveremo ad affrontare. Noi e lo staff tecnico stavamo già lavorando pensando a questi due mesi difficili che avremo davanti e siamo consapevoli che dovremo affrontare questo periodo con le dovute motivazioni e con il giusto carico di lavoro per farci trovare sempre pronte e al massimo della condizione in ogni gara. Ce la metteremo tutta per dimostrare in campo il lavoro costruito in queste settimane”.

Invece giocare anche in Europa quanto può incidere sulla crescita personale e di squadra? “Incide tantissimo sulla crescita di ciascuna di noi e conseguentemente anche sulla squadra. Oltre a confrontarci con la scuola italiana ogni settimana, trovarsi anche a fronteggiare avversarie con altre mentalità di gioco è un aspetto che se sfruttato al meglio potrà diventare un valore aggiunto importante. Per esempio la settimana prossima andremo a giocare in Repubblica Ceca e sono curiosa di conoscere il loro gioco e di imparare anche delle cose nuove che potranno solamente accrescere il mio sapere su questo sport. In ogni situazione c’è un’opportunità di crescita e approfitto di qualsiasi cosa per catturare ogni aspetto importante”.

Questa è la tua prima stagione a Novara ma avevi già avuto modo di lavorare in passato con coach Lavarini in Brasile, nei suoi due anni alla guida del Minas. Successivamente le vostre strade si sono divise ma il tuo arrivo alla Igor vi ha riuniti e sicuramente l’avallo dell’allenatore sarà stato fondamentale per il tuo acquisto. Nonostante gli ultimi due anni in società diverse, l’essere considerati importanti nelle idee tattiche di un allenatore, già avuto in passato, farà sicuramente piacere. Secondo te cosa ha convinto il mister a puntare ancora su di te e a ritenerti fondamentale per questo roster? “Abbiamo lavorato insieme in Brasile per la prima volta e mi sono trovata subito bene con le sue idee di gioco. Prima di accettare l’offerta della Igor ho parlato direttamente con il mister che mi aveva subito fatto capire quanto mi voleva nel suo roster e mi ha subito convinto ad accettare l’offerta di Novara. Lavarini mi ha conosciuto bene quando eravamo al Minas, ho passato sia momenti belli ma anche difficili e il mister ha visto in entrambe le situazioni con che personalità li ho affrontati: sono andata avanti quando tutto girava per il verso giusto e ha visto come ne sono uscita al meglio quando non stavo vivendo un momento positivo. Inoltre ha percepito il mio modo di lavorare e gli ho trasmesso una fiducia incondizionata che non ha mai dimenticato. Conosceva già la mia dedizione per il lavoro e il mio modo di essere e questi valori li ha voluti rimarcare anche nella chiamata che mi aveva fatto prima di venire a Novara. Sono una giocatrice che non molla mai, amo le sfide e non scappo dai momenti difficili, ma li affronto con carattere per uscirne vincitrice e trovarmi migliorata sia come persona che come atleta. Questo è uno dei miei punti di forza e sono contenta che il mister l’abbia notato e che mi abbia voluto nella sua squadra considerandomi importante per contribuire alle vittorie della Igor”.

Quali sono i compiti che ti chiede principalmente di dimostrare ogni volta che entri in campo? “Quando entro in campo il mister vuole che io sia decisiva ed efficace mentre, a livello mentale, mi incita ad aumentare quel clima di positività e di allegria all’interno della squadra per giocare anche con più disinvoltura, senza mai perdere il controllo di gara”.

Questo è il tuo terzo anno in Italia e con il passare delle stagioni hai militato in squadre con ambizioni sempre più elevate. A Perugia hai contribuito alla salvezza della squadra umbra, con la maglia di Casalmaggiore la squadra si è posizionata a metà classifica e adesso fai parte di una società e di un roster che puntano a grandi obiettivi. Col senno del poi, da quando hai lasciato il Brasile per approdare in Italia, ora ti ritrovi in una delle squadre più forti. È un cammino che ti saresti aspettata? “Sì, questo era un mio personale obiettivo e sono contenta di averlo raggiunto. I miei progetti personali puntavano proprio a far parte di un roster con degli obiettivi di alto livello e Novara è la piazza giusta. Grazie al cielo è andata come speravo ma mi prendo anche il merito perché mi sono sempre allenata con costanza e impegno ed ero certa che prima o poi i sacrifici mi avrebbero ripagato. Ho scelto di arrivare in Italia e rigiocare nel ruolo di opposto e anche questa è stata una bella sfida visto che negli ultimi anni in Brasile ero schiacciatrice e ci voleva un bel coraggio a lasciare il Paese e affrontare un campionato diverso in un ruolo che non praticavo da un po’. Ero consapevole delle difficoltà iniziali ma mi sono voluta prendere questa responsabilità e ho affrontato tutto con il piglio giusto. Ho cominciato a giocare, con il passare delle partite ho riscoperto questa posizione e con il fatto che ricevevo tanti palloni e la squadra contava su di me, la mia autostima è sempre più aumentata e ho capito che potevo dire la mia anche in Italia. La mia prima stagione a Perugia è stata positiva, personalmente è stato un buon campionato e aver contribuito alla salvezza della squadra è stato un bel risultato. La stagione scorsa, a Casalmaggiore, ha confermato le mie ambizioni, mi ha fatto capire che potevo salire ancora di grado e quindi mi sono messa in mostra ogni volta che ne avevo la possibilità, cercando di dimostrare in ogni partita quello che sapevo fare. Adesso sono a Novara e sono felice di far parte di questo roster e di essere parte integrante di questo gruppo forte e unito e che pensa sempre in grande”.

Sei sempre stata nel giro della Nazionale brasiliana ottenendo successi di squadra ma anche personali. Da sei anni fai parte della Nazionale e quest’anno c’è stato anche il tuo debutto alle Olimpiadi. Come hai vissuto questa esperienza? Visto che solo gli Stati Uniti hanno dimostrato di essere superiori a voi, cosa vi manca per poterle battere? “Giocare un giorno alle Olimpiadi era un altro dei miei obiettivi che mi portavo dietro sin da piccola e sono contenta di averlo realizzato quest’anno. Da tanti anni sono in Nazionale ma trovarsi a Tokyo è stato un sogno ancora più bello. Non dico che non me l’aspettavo perché ci ho sempre sperato, quando ho visto che la mia carriera pallavolistica stava procedendo in una certa maniera ho cominciato a credere fermamente che questo obiettivo potesse essere raggiunto. Respirare poi il clima olimpico è qualcosa di straordinario e incredibile. Ero curiosa di capire fino a dove potevo arrivare perché ero consapevole del percorso che avevo fatto per arrivare fino a questo punto, trovarmi ad essere tra le convocate è stato emozionante: mi sono goduta ogni momento e alla fine è arrivato anche un argento. Non è stato facile arrivare fino a questo punto ma esserci riuscita mi ha trasmesso una fiducia incredibile che mi sta aiutando tantissimo anche in questa stagione. Se ci penso è stato un anno da ricordare a livello personale, sia a livello di club che di nazionale ho avuto tante soddisfazioni e sono cresciuta tantissimo: sto vivendo un sogno. Entrando nel dettaglio del torneo olimpico, abbiamo conquistato la medaglia d’argento contro gli Stati Uniti. Dire cosa ci manca rispetto a loro è una risposta difficile da trovare però penso che il motivo sia dovuto al fatto che stiamo vivendo due percorsi diversi. Loro sono una Nazionale affermata e già da qualche anno lottano sempre per la vittoria finale, invece la nostra presenza nella sfida decisiva non era così scontata visti i risultati degli ultimi anni non sempre di vertice. Dietro a questa finale c’è un bellissimo lavoro e un programma gestito e costruito con grande cura e questo è solo l’inizio di un cammino che potrà portarci a nuovi successi se riusciremo a mantenere questo trend. In questo momento gli Stati Uniti sono più avanti, hanno giocatrici di grande esperienza e sono ben rodate. Hanno meritato la vittoria finale e noi cercheremo di trovare i giusti meccanismi per tornare protagoniste in pianta stabile già dal prossimo torneo”.

Vuoi lasciare un messaggio ai tifosi della Igor e ai lettori di VaNovaraVa.it? “Un saluto caloroso a tutti i tifosi. Dal Brasile molti mi scrivono e pensare che mi seguono anche se sono lontana mi fa un enorme piacere. In Italia i sostenitori delle squadre precedenti non mi hanno dimenticato e un ringraziamento speciale ai tifosi della Igor perché ci sono sempre vicini e il loro incitamento è per noi importante per andare avanti e riuscire a vincere ogni gara. Prometto che darò sempre il massimo ogni volta che scenderò in campo e spero di poter aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi prefissati”.

Grazie a Rosamaria Montibeller per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa della Igor Gorgonzola Novara per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Alberto Battimo
Foto © profilo FB Igor Volley Novara e Rosamaria Montibeller

 

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