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Esclusiva VNV: L’intervista a Mirko Bortoletti


Di Alberto Battimo

Lui è uno dei giocatori già presenti a Novara dalla seconda metà della scorsa stagione. La mancata iscrizione al campionato di Lega Pro della vecchia società non ha influito sulle sue scelte: l’appoggio della nuova proprietà e dello staff tecnico, assieme al contributo di Pablo Gonzalez, l’hanno indirizzato a restare con noi. Fiducia e orgoglio di vestire questa maglia sono stati fondamentali per partire con il piede giusto: mister Marchionni crede nelle sue capacità e lui lo sta già ripagando con prestazioni tutto “cuore” e “sacrificio”. La società ha messo in chiaro gli obiettivi sin da subito: questa mentalità vincente è in piena sintonia con il suo modo di pensare. Avere un giocatore dalle sue caratteristiche in Serie D è importante, lui ne è consapevole e per il bene del Novara darà sempre il massimo. Lasciamo la parola a… Mirko Bortoletti.

Domenica scorsa è arrivata una vittoria molto importante contro il Bra, squadra che era al comando della classifica prima di questa sfida. Abbiamo assistito a un bel Novara, capace di controllare la gara per tutto il match e che ha subito solo sporadiche azioni offensive da parte degli avversari. Secondo te qual è stata la mossa vincente che ha permesso al Novara di prendere in mano la gara sin dall’inizio e conquistare meritatamente l’intera posta in palio? “La mossa vincente è stata il collettivo, caratteristica che sarà importante dimostrare in ogni partita per arrivare alla vittoria. La nostra è una rosa ampia e di qualità, non esistono titolari e panchinari. In queste prime giornate abbiamo già avuto modo di notare l’efficacia di chi è entrato a partita in corso, cambiando gli assetti di gara in positivo in base al tipo di risultato da raggiungere. Una rosa del genere ci sta aiutando molto in questo periodo dove le partite infrasettimanali sono quasi all’ordine del giorno. Nonostante le tante gare ravvicinate abbiamo sempre mantenuto la nostra identità e dato vita a una condizione sempre ottimale, a prescindere dagli interpreti: questa è una qualità non da poco”.

Con il passare delle partite stiamo notando gli effetti della preparazione, la squadra sta acquisendo un’idea di gioco sempre più chiara con il preciso scopo di esaltare al meglio le qualità di ognuno di voi. Stai notando anche tu questa evoluzione sotto questo aspetto? Quali sono principalmente i compiti che mister Marchionni vi chiede di svolgere in ogni partita? “Partire in ritardo di condizione rispetto alle altre squadre non ci ha appagato sul fatto che le prime gare potessero essere difficili da affrontare proprio per questo aspetto. Non abbiamo mai pensato che essere partiti tardi potesse essere una scusante, ci siamo rimboccati le maniche sin da subito e i primi risultati si stanno vedendo. Sono d’accordo, stiamo migliorando partita dopo partita e stiamo dando vita a un gioco sempre più fluido e adatto alle nostre caratteristiche. Gli allenamenti servono proprio a questo, a farci conoscere e a capire le “abitudini” in campo di ciascuno di noi, affinando un’intesa che speriamo possa essere sempre migliore nel prosieguo della stagione. Il mister ha una sua idea di gioco e pian piano stiamo cercando di farla nostra. Noto dei miglioramenti da parte di tutti sotto ogni punto di vista e ora non ci resta che andare avanti su questa strada. Mister Marchionni predilige un gioco verticale, vuole cercare di essere concreto in fase offensiva puntando direttamente la porta. I nostri avversari tendono a fare un pressing alto in modo da metterci in difficoltà, ma noi abbiamo il potenziale per uscire da queste situazioni e soprattutto le qualità per respingere la loro pressione e successivamente costruire un’azione offensiva. Giochiamo in questo modo perché abbiamo una mentalità vincente, certo… c’è sempre un avversario da battere e che rispettiamo, ma partire con la giusta mentalità ti permette di affrontare ogni gara con un piglio diverso, consapevoli della nostra forza”.

Questa settimana, dedicata agli allenamenti, sta permettendo alla squadra di migliorare sempre più l’intesa e pensare ai prossimi avversari. Domenica saremo ospiti del Ligorna: la squadra ligure arriva dalla sconfitta di Chieri e vorrà subito tornare alla vittoria, noi non saremo da meno visto che vogliamo portare il più avanti possibile il nostro trend positivo. Con quale atteggiamento dovremo scendere in campo per cercare di ottenere la quarta vittoria consecutiva? “Non dobbiamo pensare agli avversari ma solamente al nostro campionato e agli obiettivi che ci siamo posti. Se poi gli sfidanti saranno stati più bravi di noi gli faremo i complimenti, ma noi vogliamo vincere in ogni campo e avere un atteggiamento e una mentalità che punti sempre alla vittoria. Non conosciamo a menadito gli avversari, ogni partita affrontata ci rende un po’ più chiara l’idea che ci stiamo facendo di questa serie e di questo girone. Visto che non è semplice ottenere informazioni sugli avversari, il giusto modo per affrontare le partite è quello di pensare solamente a noi stessi e al risultato. Domenica il campo sarà più piccolo e in sintetico, siamo pronti ad affrontare ogni situazione con la giusta carica e determinazione”.

Visto che rispetto alle serie maggiori il materiale per studiare gli avversari è meno reperibile, si riesce comunque ad avere un prospetto sufficiente sui prossimi sfidanti oppure gli allenamenti sono concentrati soprattutto sul concetto di squadra con tutte le sue sfaccettature? “Non è facile trovare i dati relativi agli avversari, il mister e lo staff vanno comunque sempre alla ricerca di qualsiasi elemento utile per trovare le giuste chiavi tattiche per arrivare alla vittoria. Lavoriamo molto su questo fronte e poi sfruttiamo le nostre caratteristiche per creare quel giusto assetto da proporre in partita a nostro favore: in questo modo scendiamo sempre in campo con la giusta tranquillità perché sappiamo bene quello che dobbiamo fare, grazie a un lavoro settimanale preciso e dettagliato”.

Dopo i primi sei mesi a Novara, nella scorsa stagione hai convinto il mister e la nuova dirigenza a proporti di vivere insieme a noi questa bellissima avventura. Com’è andata la trattativa e cosa ti ha convinto a rimanere a Novara e far parte di questa rosa? “Arrivai a Novara dopo l’esperienza ad Arezzo. In Toscana feci un girone di andata di tutto rispetto, giocavo sempre e anche in fase realizzativa ero abbastanza concreto in proporzione al mio ruolo. Nel mese di gennaio cominciai a giocare sempre meno e accettai con gioia l’arrivo a Novara, a quei tempi i propositi erano buoni e la rosa era di valore. In quei primi sei mesi a Novara ebbi la fortuna di legare tantissimo con i veterani della squadra, in particolare con Pablo Gonzalez anche se vidi poco il campo. Quando poi è arrivata l’esclusione dalla C e la fine di questa società, mi è subito giunta la voce che si stava dando vita a una proprietà per ridare subito lustro al Novara, che nella storia del calcio ha una parte importante. Quando poi è nato il Novara FC mi è stato proposto di far parte di questa nuova squadra: sono stato subito colpito dalla serietà da parte di tutto lo staff societario e impressionato da questo bellissimo progetto e dalle prospettive a lungo termine. Quando ero ad Arezzo il direttore sportivo era proprio Di Bari e quando ha chiesto la mia disponibilità per me è stato un enorme piacere. Sono felice di averlo convinto già quando giocavo nel club amaranto. A tutto questo si è aggiunto un prezioso contributo da parte di Gonzalez, il quale mi chiamava spesso per convincermi a rimanere. Ho apprezzato tantissimo e ora sono carico e darò tutto me stesso per questa maglia. Un altro aspetto che mi ha spinto nel fare questa scelta è la piazza che è sempre stata molto vicina alla squadra e questo per me è fondamentale. Rimanere a Novara è stata una scelta ovvia e sono orgoglioso di far parte di questa rosa”.

Hai subito dato sfoggio della tua tecnica e propensione in fase offensiva, ma anche prontezza nel contrastare la costruzione di gioco degli avversari. Questo lavoro utile e dispendioso non ti permette di avere la giusta lucidità per tutti i novanta minuti, ma il mister non può fare a meno delle tue prestazioni e del tuo prezioso contributo. Come ti trovi a lavorare con mister Marchionni e quali aspetti stai cercando di perfezionare per essere sempre più protagonista? “Ho già avuto modo di vincere un campionato in Serie D subito dopo l’esperienza in Primavera. Per giocare in questa categoria bisogna essere ruvidi ma efficaci, nella rosa devi avere dei giocatori con una certa prestanza fisica e caparbietà che ti permetta di bloccare sul nascere le azioni avversarie e che prevalga sui palloni alti. In mezzo al campo serve anche questo tipo di giocatore e penso di avere queste determinate caratteristiche per compiere al meglio queste fasi di gioco. Inoltre non lesino nel dare una mano anche in attacco con degli inserimenti in area di rigore. Il mister mi ha subito dato fiducia, io mi sono messo al servizio della squadra e si sta creando un rapporto fatto di lavoro e sacrifici, che serviranno per aiutare la squadra a raggiungere la vittoria. Sono contento dello spazio che mi sta dando e cercherò di ripagare al meglio tutta questa sua fiducia nei miei confronti. Spero che il mio contributo possa essere importante ai fini degli obiettivi di squadra”.

Questa settimana si è conclusa la campagna abbonamenti, 3.169 sono stati i fedelissimi che hanno manifestato il loro amore per il Novara. Cosa significa per voi giocatori ricevere così tanto affetto e voglia di vivere insieme una stagione, sperando sia esaltante? “I tifosi ti trasmettono un’energia e una forza in più che solo loro sanno fare, molti punti si conquistano grazie al loro supporto. A Novara mi sto godendo solo ora la presenza dei nostri sostenitori, purtroppo nei primi sei mesi il Covid ci aveva privato di tutto questo, ma ora vedere tutti questi abbonati è una gioia immensa e sono felice che il calcio a Novara sia ancora presente perché la passione che hanno i tifosi per questa maglia è inossidabile. Vedo in loro una grande carica e tanta voglia di rivincita, questa piazza merita grandi palcoscenici. I tanti abbonati sono una grande notizia ma noi vogliamo chiamare a raccolta più tifosi, siamo consapevoli che solo continuando a vincere riusciremo a esaudire questo sogno. Vogliamo ridare un’anima e quell’identità che Novara ha sempre posseduto e che la rende diversa dalle altre”.

Vuoi lasciare un messaggio a tutti i tifosi azzurri e ai lettori del sito? “Ringrazio i tifosi per tutto quello che stanno facendo per noi. La mia speranza è quella di vedere sempre un folto gruppo azzurro sia in casa che in trasferta, capisco che non è facile essere sempre presenti ma chi ha la possibilità di essere libero ci segua perché vedervi insieme a noi ci dà una spinta ancora maggiore. Lotteremo e suderemo fino all’ultimo per cercare di concretizzare gli obiettivi prefissati”.

Grazie a Mirko Bortoletti per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Novara FC per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Alberto Battimo

 

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