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Conferenza stampa pre Novara-Alessandria


Di redazione vanovarava.it

In vista dell’importante derby fra il Novara e l’Alessandria, che potrebbe garantire al Novara la matematica certezza della disputa dei play-off, mister Sannino (nella foto) è intervenuto nella consueta conferenza pre-gara presso la Sala Stampa dello stadio “Silvio Piola”.

Quanto conta la partita contro l’Alessandria per il Novara? “Conta quanto le altre partite, noi dobbiamo cercare di fare punti e dobbiamo chiudere il discorso che più ci preme, quello del raggiungimento aritmetico dei play-off. Anche perché questo ci darebbe la possibilità di non pensare più in modo spasmodico all’acquisizione di questo obiettivo ma di pensare anche ad altre cose”.

La squadra è motivata oppure necessità di qualche stimolo? “Io credo che non ci sia bisogno di spingere questa partita, è un derby ed è una gara che sappiamo essere importantissima per noi, per affrontare le ultime tre partite di regular season in un certo modo. Se saremo bravi domani (N.d.R. sabato) saranno solo tre le settimane che ci separeranno dai play-off e non ci sarà più tempo per lavorare in un certo modo. Dunque contro l’Alessandria dobbiamo archiviare questo traguardo relativo ai play-off, per poi lavorare una settimana duramente e mettere un po’ di benzina dentro per affrontare al meglio quelle partite singole che ci aspettano”.

La vittoria di Lucca ha aiutato sotto l’aspetto del morale? “Il successo di Lucca ha dimostrato che la squadra ha saputo soffrire in maniera positiva rispetto alla gara contro l’Entella, nonostante l’inferiorità numerica negli ultimi venticinque minuti. I tre punti sono sempre importanti per la salute della squadra, ma i ragazzi non sono stupidi e da quando sono arrivato qui ho sempre cercato di inculcare il fatto di essere autocritici, così come l’essere consapevoli di aver fatto bene e come bisogna ripensare a una partita, per allenarsi la settimana dopo in modo costruttivo. A Lucca abbiamo vinto una partita difficile, al di là della loro posizione societaria. Se andiamo a vedere chi hanno messo in difficoltà nelle gare precedenti, capiamo che la Lucchese è una squadra importante e che senza penalizzazione avrebbe 40 punti. Aver vinto su un campo difficile, anche per le condizioni del terreno, è molto importante. Sono stati bravi i ragazzi a incanalare la sfida in modo garibaldino, giocando di sciabola e non di fioretto”.

Per due partite consecutive il Novara ha terminato in dieci uomini, regalando qualcosa agli avversari in questo senso… “Sono stati due episodi diversi l’uno dall’altro. Nella prima partita con l’Entella, Tartaglia è stato espulso per una bambinata, non tanto in occasione del fallo da rigore quanto per la prima ingenua ammonizione, dopo che era stato ammonito un giocatore avversario per la stessa situazione. L’espulsione di Rigione è una situazione che ha una duplice chiave di lettura: la prima caratteriale, dove la forte voglia del ragazzo di voler dare un contributo alla squadra lo ha condizionato. Lui è un ragazzo serio, ha capito la difficoltà nella quale ha lasciato i compagni e la reazione che ha avuto dopo l’espulsione fa capire quanto ci tiene a questo gruppo”.

Tuttavia le espulsioni per gli azzurri sono state una costante dall’inizio del campionato… “Se ci riferiamo a quelle dalla panchina, i giocatori devono restare zitti. Solo uno deve parlare, il sottoscritto”.

Con l’Alessandria saranno nuovamente tante le assenze in difesa… “Siamo allo stesso punto di prima… ne rientrano due e ne escono altri due… Visconti c’è e si è allenato”.

I giocatori attuali del Novara sentono il derby con l’Alessandria? “Ma i giocatori dell’Inter sentono il derby con il Milan? Sono tutti stranieri… Al di là di questo, ormai il calcio è globale. Non ci sono più le bandiere anche se io sono per un calcio all’antica e a me piacciono i giocatori che sposano la causa per tantissimi anni, mi piace quando ci sono giocatori che sentono l’appartenenza ma non diventano un danno. Ovvero quando un giocatore non si sente in diritto di fare quello che vuole solo per la presenza in gruppo da tanti anni. L’appartenenza vuol dire sentire veramente una maglia, un colore… Sentirsi parte di una società. Nella globalizzazione questo è difficile che si verifichi. Tornando alla sfida del Novara contro l’Alessandria, questa deve essere per noi la partita che consacri la matematica conquista dei play-off. Giocheremo contro una squadra arrabbiata e che ha cambiato allenatore, verranno qui con grande velleità. Ma la nostra mentalità dovrà essere quella di una partita da dentro o fuori. Dobbiamo cominciare a giocare come fosse una partita dei play-off, anche questo può essere un allenamento per noi”.

redazione vanovarava.it

 

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