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L’intervista a Vanni Vallino e Leonardo Manera


Di Massimo Corsano

Martedì 20 novembre, a partire dalle ore 21.00, presso il Teatro “Faraggiana” di Novara, andrà in scena uno spettacolo benefico a favore della NEO-N, l’associazione in tutela dei neonati a rischio dell’ospedale “Maggiore” di Novara. A fronte di questa iniziativa, abbiamo contattato il presidente fondatore della “Fondazione Faraggiana”, nonché regista cinematografico, Vanni Vallino e il protagonista dello spettacolo “Il primo amore”, ovvero Leonardo Manera (nella foto in alto a sinistra), famoso attore comico e cabarettista.


Vanni Vallino

Gli ultimi tuoi due film, “Azzurro valzer” e “Il cacciatore di gol”, hanno riscosso un grande successo, te lo aspettavi? “Per quanto riguarda azzurro “Azzurro valzer” onestamente no, mi sembrava soprattutto una cosa locale, invece devo dire che ha trovato riscontro anche a livello nazionale, perché la cosa carina è che abbiamo cercato di affrontare il mondo del calcio cercando di raccontarlo anche dal di fuori… quindi, raccontando la storia di una squadra, abbiamo raccontato anche la storia di una città di provincia. Per quanto riguarda il film su Silvio Piola, “Il cacciatore di gol”, devo dire che me lo aspettavo, perché Piola è un’icona del nostro calcio e ancora oggi un simbolo per nuove generazioni. Il fatto poi di avere Neri Marcorè come protagonista di questo corto, ha dato ancora più risalto a questa storia che effettivamente ha avuto un grande successo. In questi giorni saremo a Milano al festival internazionale del film sportivo, quindi direi che è una cosa importante e sono contento di averla fatta”.

Qual è il tuo giudizio sul Novara Calcio dopo le prime partite di campionato? “Penso che abbiamo da costruire molto a livello psicologico; a mio avviso negli ultimi anni non si è lavorato sul discorso di squadra e su quello di gruppo e non mi riferisco solo alla parte tecnica ma a tutte le componenti connesse, dalla comunicazione alla stampa... Secondo me bisogna ricucire un filo con la città che via via è andato perso”.

Parlaci di questa bella iniziativa benefica, nata dal binomio tra la “Fondazione Faraggiana” e l’associazione NEO-N… “Kosmè, che è la presidente dell’associazione NEO-N, è una persona eccezionale. Collabora con noi da quando siamo nati e abbiamo fatto di tutto per aiutarla. Il 20 novembre ci sarà uno spettacolo di Leonardo Manera, “Il primo amore”, importante perché Leonardo - al di là di essere un comico di Zelig - è una persona molto attenta anche sul discorso del sociale. Come sapete l’associazione NEO-N di Novara si occupa di bambini che nascono prematuri e l’obiettivo di questa serata è in primis quello di far conoscere l’associazione, ma anche quello di raccogliere fondi per un nuovo macchinario da regalare alla NEO-N dell’ospedale “Maggiore” di Novara, dove sono ospitati questi bimbi per i quali sarebbe davvero una cosa importante”.

Leonardo Manera

Quando e come è nata la tua passione per il cabaret? “Ho iniziato a 17 anni e da allora ho sempre fatto spettacoli, non ho mai svolto altri lavori. Sono 34 anni che faccio questo tipo di attività e mi piace molto”.

Raccontaci della tua prima volta sul palco… “E’ stato il 31 dicembre 1984, a quei tempi facevo il mago comico. Doveva venire una mia compagna di classe a farmi da assistente ma per un disguido non è più potuta venire e al suo posto venne un mio compagno di banco... Con gli anni sono poi passato dalla magia comica a fare solo cabaret”.

Parlaci di un aneddoto particolare che ti è rimasto nel cuore in questi anni da cabarettista… “La cosa che in tanti anni ricordo ancora con piacere è quando, in uno dei primi concorsi che feci, venni premiato da Alberto Sordi. Il concorso si chiamava “Zanzara d’oro” e lui era il presidente della giuria; io vinsi il premio della critica venendo premiato da Sordi e questa cosa mi è rimasta ancora nel cuore, fu una bella emozione”.

Cosa ti ha spinto a portare il tuo spettacolo, “Il primo amore”, al Teatro “Faraggiana” il prossimo 20 novembre? “Ho parlato con l’organizzatrice (N.d.R. Kosmè De Maria) e mi ha spiegato lo spirito di questa serata; voleva uno spettacolo che avesse anche qualche contenuto e siccome questo spettacolo è stato da me dedicato a mio figlio è un po' come se, idealmente, gli spiegassi alcune delle cose per le quali vale a mio avviso la pena di vivere. C’è un contenuto anche emozionale oltre che di divertimento e di risate, mi sembrava che potesse essere quello adatto per questa serata”.

Vuoi lasciare un messaggio ai novaresi e ai tifosi azzurri per coinvolgerli a partecipare all’evento? “C’è anche una parte dello spettacolo che parla di calcio, in particolare di Italia-Brasile dei Mondiali del 1982 ed è un ricordo che accomuna anche molti tifosi, quindi - se volete rivivere quella partita che fu così bella - venite numerosi a vedere lo spettacolo”.

Ringraziamo Vanni Vallino e Leonardo Manera per la loro disponibilità e facciamo a loro un grosso in bocca al lupo per i loro obiettivi. Vi aspettiamo numerosi allo spettacolo perché ognuno di noi, con un piccolo gesto, può fare grandi cose.

Massimo Corsano

 
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