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L’intervista a Francesco Cancellotti


Di Massimo Corsano

Francesco Cancellotti nasce a Perugia il 27 febbraio 1963. E’ arrivato a ricoprire il ruolo di “numero 21” al mondo e ha vestito per 11 volte la maglia della Nazionale in Coppa Davis. In questa intervista, Cancellotti non ci parla solo di tennis ma anche di calcio e della “bufera” dei ripescaggi in Serie B, iniziata quest’estate e - a quanto pare - non ancora finita.

Quando e come nasce la tua passione per il tennis? “Ho cominciato facendo un corso di tennis all’età di 9 anni in un paesino vicino a Perugia con Alberto Castellani; mi disse che secondo lui ero portato per questo sport… Poi sono andato allo Junior Perugia e, a seguire, un anno al Tennis Club Perugia.. Da lì è cominciato tutto”.

Nel 1984 vinci i tornei di Firenze e di Palermo e ottieni altri ottimi risultati. Ci racconti le emozioni di quella stagione? “Era il mio secondo anno da professionista. L’anno prima, al torneo di Firenze, ero arrivato in finale perdendo contro Arias, mentre nel 1984 ho vinto lo stesso torneo battendo in finale Brown. E’ stata una bella soddisfazione, era il mio primo torneo Gran Prix… poi c’è stata la vittoria al torneo di Palermo, a livello qualitativo il torneo più importante da me vinto, dove ho battuto in semifinale Tomas Smid e in finale Miloslav Mecir, entrambi tennisti tra i primi undici al mondo. Sempre nel 1984 ho perso la finale di Bordeaux, sono arrivato nei quarti di finale ai tornei di Roma e Washington e inoltre sono arrivato anche gli ottavi di finale a Parigi, chiudendo l’anno al numero 23 del mondo”.

Undici presenze in Coppa Davis, c’è una partita che ti porti nel cuore? “In quegli anni non abbiamo ottenuto grandi risultati in Coppa Davis, ma non siamo neppure mai retrocessi… Diciamo che ho avuto anche un po’ di sfortuna, perché le partite veramente importanti, ovvero quelle che potevano dare prestigio per scelte tecniche, non le ho mai giocate. Ricordo che nel 1988, a Belgrado, contro la ex Jugoslavia, aprirono i cancelli e vi fu un’autentica bolgia mentre stavo giocando contro Oresar... stavo vincendo due set a zero e alla fine persi l’incontro”.

Nel 1985 sei diventato numero 21 al mondo, cosa ti è mancato per entrare nei primi venti? “Purtroppo quell’anno ho avuto un incontro extra sportivo che mi ha condizionato un po’, una ragazza che mi ha creato qualche problema… diciamo che mi sono innamorato nel momento sbagliato”.

Il tuo giudizio sul tennis attuale? “Non mi piace molto, diciamo che le partite che riesco a vedere sono poche e si concentrano sul Roland Garros (N.d.R. terra battuta), ovvero su quel tipo di tennis dove si vedono ancora degli scambi, dove si gioca fino a sera e poi si smette senza accendere le luci artificiali”.

Di cosa ti occupi adesso? “Lavoro nell’azienda di famiglia che ci ha lasciato papà, facciamo prefabbricati in cemento. La mia passione è diventata il calcio, sono il vicepresidente del Ponte Valleceppi, una squadra che gioca in Eccellenza… il nostro obiettivo è quello di mantenere la categoria e far crescere il settore giovanile dove abbiamo 250 ragazzini”.

Che idea ti sei fatto circa il tormentone dei ripescaggi in Serie B? “Secondo me si è persa una grossa occasione, nella mancata elezione del nuovo presidente federale… A mio giudizio Tommasi poteva essere la persona giusta per portare con sé persone che hanno giocato a pallone e che vedono il calcio in maniera diversa. Avevo sentito il suo discorso prima delle elezioni e mi era piaciuto molto”.

Ringraziamo Francesco Cancellotti per la sua disponibilità e gli auguriamo un grosso “in bocca al lupo” per la sua avventura nel mondo del calcio con il Ponte Valleceppi.

Massimo Corsano

 
La maglia azzurra 2020-21

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