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L’intervista ad Eleonora Lo Bianco


Di Alberto Battimo

È una delle atlete simbolo della pallavolo italiana e mondiale. Il suo amore per la pallavolo e la sua voglia di vincere sono stati gli ingredienti giusti per affrontare la sua carriera da protagonista, il suo palmares parla chiaro. In Nazionale è stata una delle giocatrici cardine ai tempi d’oro, insieme alle altre compagne di squadra ci ha regalato emozioni e grandi soddisfazioni. Ha vinto la battaglia più importante, con forza e amore per la vita è riuscita a tornare in campo dopo pochissimi mesi… abbiamo avuto modo di apprezzare anche il lato umano e la grande caparbietà che la contraddistingue, un’atleta da prendere ad esempio sotto tutti gli aspetti. Siamo lieti di dare la parola ad… Eleonora Lo Bianco.

Rappresenti la pallavolo fatta persona, la tua carriera è piena di successi sia di squadra che individuali… eppure dopo l’ultima esperienza a Casalmaggiore sei incredibilmente ancora alla ricerca di una nuova squadra. Ci sono delle novità in merito? “No, al momento non ci sono novità. Visto che manca un mese all’inizio del campionato credo che se ci saranno dei contatti arriveranno sicuramente più avanti, a questo punto della stagione credo che ogni squadra abbia già completato il roster desiderato. Penso che nell’immediato sarà difficile avviare delle trattative ma se, successivamente, qualche squadra avrà bisogno del mio apporto, darò tutta me stessa per la causa”.

Una maglia in questo campionato te la saresti meritata eccome. A che livello di competitività ti senti in confronto alle altre palleggiatrici di Serie A? “In questo momento sono un’atleta capace di mettere in campo tanta esperienza, sarà questa la mia peculiarità. Sicuramente nel nostro campionato ci sono tante giovani palleggiatrici che hanno un modo di giocare differente rispetto al mio. Sicuramente loro avranno delle capacità maggiori sotto l’aspetto fisico, mentre io sfrutterò le mie conoscenze sia sotto il profilo tecnico che di gestione di una squadra. Due modi diversi di affrontare la pallavolo ma entrambi efficaci”.

Dopo gli inizi nella tua Omegna non hai più messo stabilmente piede in Piemonte a livello sportivo… non c’è mai stata la possibilità di venire a giocare a Novara? E da parte tua ci sarebbe stato questo desiderio? “Diversi anni fa c’è stata la possibilità di venire a Novara, in quel momento giocavo in Turchia. Ci sono stati dei contatti ma alla fine decisi di rimanere e di cambiare solamente squadra perché non ero soddisfatta dei miei primi tre anni con la maglia del Galatasaray. Alla fine decisi di approdare al Fenerbahçe sfidando me stessa e riuscendo ad ottenere dei successi. Successivamente ci sono state delle parole, ma mai delle trattative vere e proprie fino ad oggi. Diciamo che le nostre strade non si sono mai incontrate perché ci sono stati sempre dei motivi, o da parte mia o da parte della società novarese, che non ci hanno mai permesso di trovare un punto d’incontro. Dispiace non essere riuscita a far parte di una delle squadre del mio territorio.
Da parte mia non sarebbe stato male giocare a Novara… è una società di prestigio e sicuramente mi sarebbe piaciuto vivere questa esperienza. Poi la città è distante circa un’ora da casa mia, i fattori positivi erano anche altri ma per varie cause non si è mai riusciti a concludere la trattativa”
.

A fine ottobre ricomincerà il campionato… la stagione scorsa Conegliano è riuscita a scucire dal petto lo Scudetto a Novara. Secondo te sarà ancora la squadra veneta quella da battere, oppure pensi che il mercato estivo abbia modificato le gerarchie? “Non bisogna mai escludere l’effetto sorpresa, ci sono sempre delle squadre che sulla carta partono indietro nelle gerarchie con l’intenzione di salvarsi o fare un campionato tranquillo per poi dimostrare in campo di meritare qualcosa di più… mi viene in mente Pesaro la stagione scorsa. Se parliamo di certezze allora nomino Conegliano, Novara e Scandicci, con quest’ultima che secondo me ha costruito una squadra di spessore. Vedo queste tre squadre un gradino sopra le altre ma sarebbe un errore imperdonabile abbassare la guardia in ogni partita. Non bisogna dare nulla per scontato, bisognerà tenere conto di tanti altri fattori che incideranno sull’andamento delle varie squadre… soprattutto sarà importante quanto ci vorrà a creare un gruppo e un’intesa di squadra che possano incidere positivamente sul risultato. Possono esserci delle squadre che all’inizio non vengono date come protagoniste ma poi, lavorando con costanza e dedizione, riescono a trovare la giusta alchimia e avere un ruolo importante nel campionato… ovviamente lo stesso discorso vale al contrario, magari qualche squadra data per favorita incapperà in una stagione storta.
Ogni squadra viene costruita pensando possa essere quella giusta per raggiungere determinati obiettivi, poi però ci saranno da fare i conti con tanti altri aspetti non valutabili nel corso del mercato ma solo attraverso gli allenamenti e le capacità di squadra e dello staff tecnico. Alla fine le tre squadre di vertice che ho elencato sono formate da giocatrici forti e con una certa esperienza, mi aspetto quindi che non tradiscano le attese. Questo è il mio pensiero iniziale, poi si sa… la parola finale spetterà al campo”.

Una tua opinione sul roster della Igor Novara… quale ruolo potrà recitare in Italia e in Europa? “Vedo la Igor molto forte anche quest’anno, una squadra costruita con la chiara intenzione di vincere ed essere protagonista. Novara ha in squadra una certa Paola Egonu, l’opposto della nostra Nazionale ha un talento incredibile nonostante la giovane età. Ho apprezzato le sue qualità durante l’ultimo torneo di Montreux e spero che possa esprimersi al meglio delle sue capacità anche al Mondiale, perché può veramente trascinare la squadra ad ottenere grandi risultati. A Novara è circondata da giocatrici di grande spessore e con un giusto mix di gioventù ed esperienza. Avere in squadra una schiacciatrice come Celeste Plak è un valore aggiunto per non parlare di Francesca Piccinini la quale, oltre alle sue indubbie qualità, darà manforte alla squadra dando stabilità e maturità e potrà essere solo d’aiuto per arrivare al successo. Il ritorno di Stefana Veljkovic è stato un bell’acquisto, la conosco molto bene ed è una giocatrice che ho sempre ammirato. Anche l’arrivo della giovane americana Lauren Carlini potrà dare il suo contributo… nonostante non abbia passato la sua miglior stagione nell’ultimo anno a Scandicci, sono sicura che inserita in un roster del genere e con tanto lavoro riuscirà ad esprimersi al meglio. La squadra mi piace, costituita da giocatrici di livello e da un rendimento sempre all’altezza della situazione, per non parlare dello staff tecnico assolutamente di valore”.

Prima del campionato la Nazionale femminile sarà impegnata ai Mondiali che si disputeranno in Giappone. L’arrivo di coach Mazzanti nel 2016 sembra aver dato nuova linfa alla Nazionale grazie alla medaglia d’argento conquistata lo scorso anno al World Grand Prix disputatosi in Cina e più recentemente la vittoria a Montreux. Secondo te dove potrà arrivare la nostra Nazionale in questo Mondiale? “Dove potrà arrivare non lo so e anche se lo pensassi preferirei non esprimermi perché se non dovesse andar bene mi dicono che porto sfortuna e non si sa mai (ride, N.d.R.). Ho avuto il piacere di vederle in azione a Montreux e mi sono piaciute moltissimo, sono una bella squadra e avere in gruppo Paola Egonu è tanta roba… è una ragazza cui ci si può affidare e che contribuisce attivamente alle vittorie. Ovviamente non è la sola, è circondata da tante giocatrici forti e di valore che grazie al loro apporto formano un gruppo di assoluto rispetto e forza. Questa Nazionale sta lavorando bene, da quando la squadra è in mano a Davide Mazzanti la crescita è stata esponenziale… speriamo che questo sia solo l’inizio di un ciclo vincente. Io sono fiduciosa, mi auguro che già in questo Mondiale l’Italia possa entrare nella cerchia delle “big” ma poi ci saranno tante situazioni da prendere in considerazione. Stiamo vedendo nel Mondiale maschile quanto sia tosta ogni gara, ci sono ogni giorno delle partite difficili… il girone non è così proibitivo ma basta un piccolo errore per pagarne le conseguenze. Ci sarà da mantenere sempre alta la concentrazione e dosare le energie in modo da essere sempre sul pezzo con il passare delle partite… una delle difficoltà in questi tornei è proprio mantenere gli stessi standard per circa venti giorni, sarà importante affrontare sia mentalmente che fisicamente la gestione delle risorse e delle energie… sono certa però che questo obiettivo sia alla portata per la nostra Nazionale, tutto l’ambiente azzurro è competente e non tralascerà nessun tipo di situazione. Tifo Italia in tutte le sue sfaccettature e quindi il mio desiderio sarebbe quello di vederle il più in alto possibile, dico solo questo”.

Cosa ne pensi delle giovani palleggiatrici della Nazionale? Potranno ripercorrere i tuoi passi? “Spero tanto che le nostre giovani palleggiatrici possano ripercorrere il mio cammino e magari anche migliorarlo. Ho palleggiato per tanti anni e questo ruolo ha rappresentato tantissimo nella mia carriera e non solo. Credo che avere in Nazionale un paio di palleggiatrici capaci di prendere in mano questa squadra sia un fattore positivo, devono essere capaci di portare avanti il roster. Credo che in Italia abbiamo delle palleggiatrici molto forti… di Ofelia Malinov mi piace molto il modo di lavorare ed è quella che conosco di più rispetto alle altre. L’ho vista crescere professionalmente, abbiamo parlato tanto ed è una ragazza in gamba e ben inquadrata. Non ha tanti grilli per la testa, pensa solo a lavorare e a far bene per se stessa e per la squadra di appartenenza… è una ragazza tosta. Penso che lei possa essere il nostro futuro. Non dimentico assolutamente Carlotta Cambi e Alessia Orro… quest’ultima non sarà presente ai Mondiali ma sono tutte ragazze giovani e di grande talento. La Cambi ha fatto una grande ultima stagione secondo me, è cresciuta tantissimo ed è destinata ad essere una delle migliori palleggiatrici italiane. Bisogna stare attenti a non sprecare tutto questo tesoro, il mio consiglio è sempre quello di non dilapidare le proprie qualità lavorando tutti i giorni senza mai perdere di vista gli obiettivi”.

La tua passione per la pallavolo è incredibile, sei l’emblema di questo sport. Cosa ti sta insegnando la pallavolo nella vita di tutti i giorni e cosa pensi di stare dando tu alla pallavolo? “La pallavolo mi ha insegnato tantissime cose. È stata una passione sin da subito… ho cominciato all’età di otto anni e non ho mai smesso. Sono trent’anni di amore incondizionato per questo bellissimo sport e ho appreso tante cose come ad esempio il sacrificio, la tenacia, il giusto modo nel rapportarmi con gli altri, a plasmare il mio carattere, a non mollare mai e anche a rialzarmi… molti pensano che siano solo le vittorie ad insegnarti certi valori ma secondo me, invece, sono le sconfitte che ti permettono di fare una riflessione più attenta e significativa. In tutti questi anni ho vinto tanto ma ho anche perso, anche cose molto importanti e queste cose mi hanno spinto ad andare avanti comunque cercando di raggiungere gli obiettivi prefissati senza fermarsi al primo ostacolo. Per raggiungere gli obiettivi molte volte mi è capitato di fare dei sacrifici e dover tralasciare delle cose importanti per qualcosa in cui credevo. Se uno sportivo decide di vivere appieno la sua carriera deve essere pronto a sacrificare affetti, famiglia, amici, viaggi e divertimento perché secondo me solo vivendo la carriera in questo modo si riesce ad essere sempre concentrati e focalizzati sulle proprie ambizioni. Un plauso va alle ragazze delle Nazionale che stanno vivendo proprio questa situazione per amore della pallavolo e per costruirsi una carriera di assoluto valore. Ovviamente la pallavolo mi ha dato molte altre cose ma, se dovessi elencare tutto ciò che mi ha dato, fra due ore staremmo ancora qui a parlarne.
Cosa sto dando io alla pallavolo? Non ci ho mai pensato ma poi mi accorgo di quello che sto dando quando vedo tanti ragazzi che vengono a parlare con me, come mi guardano e anche il modo con cui si avvicinano a me. In questi istanti capisco quanto sia importante… spero di aver dato un’immagine positiva di me stessa, oltre al fatto di essere stata un punto cardine della Nazionale e di aver giocato per molte stagioni in Italia. Penso di aver sempre rispettato la maglia azzurra e tutte quelle dei club con cui ho giocato rispettando ogni regola, tutte le mie compagne e le avversarie. Mi auguro di aver dato molto non solo sotto l’aspetto agonistico ma anche sotto l’aspetto umano… sono abbastanza contenta della mia carriera e dell’approccio che ho avuto nel corso delle stagioni e con la maglia azzurra”
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Nemmeno la disavventura peggiore ti ha tenuta lontano dalla pallavolo, che è stata anzi parte della cura. Ti va di parlarne e di fare un piccolo spot per la prevenzione? “Certo… ho affrontato una malattia seria, tra le peggiori. Nel bel mezzo del campionato mi è stato diagnosticato questo tumore al seno e la pallavolo è stata una terapia, una delle mie valvole di sfogo e di salvezza. Anche su questo aspetto spero di poter dare una mano… mi ritengo una fortunata nonostante abbia avuto questa disavventura perché questo tumore mi è stato diagnosticato allo stato iniziale, quando ancora non era in metastasi. Ho subito una piccola operazione parziale e sono riuscita ad andare in campo due mesi dopo. I medici mi avevano consigliato di aspettare un po’ di più prima di tornare in campo ma io sono sempre stata testarda e l’amore per la pallavolo ha fatto sì che la mia voglia di giocare abbia prevalso su tutto il resto. Mentre giocavo seguivo anche delle terapie ma io credo che la forza di volontà sia un parametro fondamentale… io volevo tornare a giocare al più presto e quando si ha una certa determinazione si è capaci di fare tutto. In queste situazioni è importante non scoraggiarsi perché altrimenti si finisce in un tunnel, ci si ritrova in un bivio e l’appoggio delle persone care deve essere vicino e costante per non perdere la retta via. Sono queste le dure prove delle vita, quando le superi ti senti ancora più forte e vivo.
Dico sempre che un controllo in più è sempre meglio di uno in meno. Avevo trent’anni quando mi è successo questo, farsi controllare ogni tanto è importante… su queste cose bisogna stare attenti e mai sottovalutare questi controlli. Io sono riuscita a scovarlo in tempo ma se non mi fossi accorta davanti allo specchio di questa anomalia le cose magari sarebbero andate diversamente. Un’attenzione particolare al proprio corpo può solo farci del bene perché la prevenzione è importante e può portarti a qualcosa di meno invasivo e semplice da trattare”
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Vuoi lasciare un messaggio a tutti i tuoi sostenitori e agli amanti della pallavolo? “Vorrei salutare tutta la pallavolo in generale e tutti quelli che la seguono e credo che siano veramente tanti. Sto avendo conferma del mio pensiero soprattutto in queste settimane guardando le gare dell’Italia ai Mondiali maschili. Quello che c’è intorno a questa Nazionale è incredibile, il nostro movimento continua a crescere sempre di più e vorrei che questo entusiasmo e questo incitamento possa essere l’inizio e che il pubblico cresca ancora. Spero con tutto il cuore che la pallavolo sia sempre più seguita con amore e passione, valori che state trasmettendo in ogni palazzetto. Un saluto affettuoso a tutta la pallavolo in generale”.

Un ringraziamento ad Eleonora Lo Bianco per la disponibilità nel concederci questa intervista. Da parte di tutta la redazione del sito e degli appassionati sportivi che la seguono, un grandissimo in bocca al lupo!

Alberto Battimo

 

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