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L’intervista al D.S. Carlalberto Ludi


Di Alberto Battimo
Foto: vedi lista in fondo

Dopo un periodo di “apprendistato” come collaboratore e responsabile tecnico della Primavera, la società azzurra gli ha offerto il ruolo di Direttore Sportivo della prima squadra. Una carica che lo riempie di stimoli, con tanta voglia di dimostrare le sue capacità anche in questo campo. Tiene particolarmente nel riuscire a trasmettere ai prossimi giocatori il senso di responsabilità e di appartenenza verso questa maglia. Dopo tante stagioni passate sul campo ora è pronto per questo nuovo ruolo. Persona piena di ambizioni e stimoli, è l’uomo giusto per ripartire e costruire un nuovo ciclo che ci possa portare nuove e importanti soddisfazioni. Lui è… Carlalberto Ludi.

Prima di tutto congratulazioni e in bocca al lupo per il nuovo ruolo di Direttore Sportivo! Cominciamo la nostra intervista partendo da una dichiarazione del Direttore Generale Paolo Morganti, che durante la tua presentazione ufficiale alla “stampa” ha affermato che la retrocessione in Serie C è anche frutto di una serie di errori commessi. Vuoi spiegare ai lettori quali sono questi sbagli, di cui la società cercherà di far tesoro nel corso della nuova stagione? “In questo momento sono concentrato su quello che andrò a fare e non su quello che si poteva fare. È normale che nella testa di tutti noi sia ancora impressa questa retrocessione, ma non è il momento di soffermarsi su questo o di piangersi addosso. Guardiamo avanti, adesso è arrivato il momento di dire cosa faremo… certo quello che è successo la stagione scorsa dovrà servirci da lezione ma dovremo soprattutto fare riferimento alle ambizioni che ci siamo posti per questo nuovo ciclo… questa sarà la mia direzione. Ci sarà molto da lavorare, a partire dall’interno dove cercherò di creare una squadra in tutte le sue componenti man mano che la rosa verrà completata, mentre dall’esterno cercherò di riavvicinare la nostra squadra alla gente... i tifosi si sono identificati troppo poco con i giocatori della scorsa stagione, toccherà a noi essere di nuovo bravi ad avvicinarci ai nostri sostenitori”.

Prima di entrare nel vivo delle trattative ci sarà da scegliere l’allenatore che guiderà il Novara nella prossima stagione. Il contratto con mister Di Carlo scadrà a giugno 2019 ma le ultime news danno Breda e Brocchi come possibili successori dell’allenatore laziale… quanto c’è di vero in questi nomi? “Sinceramente non c’è nulla di vero sui nomi dei possibili allenatori del Novara che stanno circolando in questi giorni, compresa la situazione di Di Carlo… non ho ancora avviato nessun tipo di trattativa anche perché mi sembrava corretto aspettare l’investitura ufficiale, per poi cominciare a lavorare per il bene della squadra. Nell’attesa ci siamo concentrati su altri aspetti ma è da un paio di giorni che stiamo valutando anche la scelta giusta per quanto riguarda la guida tecnica, tuttavia nessun nome è ancora stato sondato”

Qual è il profilo ideale dell’allenatore che state cercando per risalire subito la china? “Voglio un allenatore che intenda la sua professione come un lavoro, paradossalmente non è un’affermazione così scontata. Voglio un allenatore capace di dare un’identità alla squadra e che porti avanti un certo tipo di pensiero. Come giustamente detto, il contratto stipulato con mister Di Carlo è ancora valido e quindi sarà il primo ad essere contattato e valuteremo quali saranno le opportunità migliori che possano far bene - in primis - al Novara Calcio”.


L’esperienza maturata sul campo ti aiuterà molto in questo nuovo percorso, relativamente alla scelta dei giocatori più adatti per questa categoria, ma rispetto alla cadetteria quali sono le caratteristiche più adatte per affrontare nel migliore dei modi la Serie C? “La rosa dovrà essere composta da giocatori accesi, sia dal punto di vista emotivo che psicologico. Dovranno dimostrare leadership, carisma, determinazione, agonismo e intensità fisica… la Serie C si basa prevalentemente su queste caratteristiche, quindi abbiamo bisogno di questo tipo di calciatori per affrontare al meglio la categoria. Per fare un campionato all’altezza, che renda orgogliosa la nostra gente, bisogna anche costruire una squadra che dimostri qualità. In testa ho una fissa: voglio dar vita a una squadra con cui mi senta in condizione di andare in guerra e per farlo bisogna andarci con persone affidabili, che ti possano far uscire vincitore. Ovviamente questi sono i presupposti e si faranno le giuste valutazioni sulla carta, poi sarà il mercato a indirizzarci su determinati giocatori, ma questa è la nostra linea di ricerca”.

Dei giocatori già presenti in rosa, secondo te quanti ce ne sono con le giuste attitudini? “Valuterò caso per caso attraverso dei colloqui individuali. Purtroppo una retrocessione può lasciare degli strascichi e quindi voglio essere sicuro che chi resterà con noi sia pronto ad affrontare questa nuova stagione con entusiasmo… ad oggi non posso sbilanciarmi perché mi sembra corretto parlare prima con i ragazzi e capire la loro dimensione emotiva”.

Come ribadito nella conferenza di presentazione di qualche giorno fa, non vuoi ancora fare nomi ma hai affermato che alcuni giocatori della Primavera verranno inseriti in prima squadra. Proviamo noi a fare un nome… il giovanissimo Matteo Stoppa. Al termine dell’ultima stagione ha strabiliato tutti con le sue reti e le sue giocate, trascinando la Primavera azzurra alla promozione, poi “annullata” dalla retrocessione della prima squadra. Potrebbe essere arrivata la sua occasione oppure l’intenzione è quella di lasciarlo maturare ancora nelle giovanili? “Matteo Stoppa è un giocatore di talento e che ha bisogno di ulteriori step. Ha già dato dimostrazione in questi anni del suo valore e speriamo che anche in futuro possa destreggiarsi in questo modo anche con la prima squadra. Non dobbiamo caricarlo di responsabilità perché ritengo che non è ancora possibile sostenere un’incombenza del genere a quell’età… adesso dobbiamo semplicemente aiutarlo a crescere ancora, perché se diamo sostanza al talento naturale che possiede potrà sicuramente diventare un giocatore importante”.

La squadra verrà costruita per cercare di raggiungere determinati obiettivi. Quello primario sarà quello di raggiungere subito la serie cadetta, oppure sono previsti tempi più lunghi per ritrovare la giusta fisionomia e puntare a mete più elevate? “Non voglio essere ipocrita, non mi piace fare proclami. Nella realtà dei fatti tutti i campionati che abbiamo vinto o le promozioni ottenute in questi anni le abbiamo conquistate senza mai partire con i favori del pronostico. Siamo sempre partiti con delle rose di buon livello ma poi il lavoro più importante è stato fatto quotidianamente… questo ci ha permesso di ottenere i successi finali. L’obiettivo che voglio pormi in questo momento è che la squadra che verrà sappia migliorare giorno per giorno sotto tutti i profili… voglio gente che trovi passione e voglia di allenarsi ogni giorno, che scenda in campo con determinazione e intensità per vincere ogni partita. Attraverso questi processi costruiremo un obiettivo più grande che sia conforme alle nostre potenzialità”.

Messo piede a Novara nel 2006 non hai più lasciato la nostra città. Dopo il ritiro dal calcio giocato nella stagione 2015-16, hai ottenuto il diploma come Direttore Sportivo. Com’è nato l’interesse per questo ruolo? “Sono arrivato ad un punto della carriera in cui ero in scadenza con la maglia del Novara e avevo ricevuto anche delle offerte per andare a giocare altrove. La proprietà però mi aveva proposto un ruolo a livello dirigenziale e quindi mi sono trovato davanti a questo bivio, ma ammetto che non ho avuto tanti dubbi nello scegliere di intraprendere questa nuova carriera da dirigente. Credo molto nelle interazioni e nel dialogo e questo ruolo mi dà la possibilità di esercitare queste mie certezze a più livelli perché dovrò interagire con varie figure che circolano nel calcio, quindi presidenti, allenatori, giocatori, procuratori, ecc.… Tutti loro rendono dinamica questa mia attività. Allo stesso tempo non perdo mai la concezione del campo perché assisterò alle partite, osserverò i giocatori e avrò modo di confrontarmi con l’allenatore, sempre nel rispetto dei ruoli ovviamente. Questa dimensione non volevo perderla perché senza il campo da calcio non posso stare. In virtù di tutti questi aspetti ho pensato che il ruolo di Direttore Sportivo poteva essere quello giusto per soddisfare le mie passioni fuori dal campo. Adesso dovrò dimostrare le mie qualità anche in questa funzione, sarà un percorso lungo ma ho voglia di studiare e di formarmi quotidianamente. Sono una persona ambiziosa e mi sento ottimista per il futuro”.

Che effetto ti fa cominciare da Novara, la città che ti ha dato fiducia prima da calciatore e ora da dirigente? “È un grandissimo onore e sono contento di cominciare in questa città… devo tutto a Novara, sia come città che come squadra. Essere messo in condizione di poter lavorare in questo ambito e per questa società è la più grande gioia possibile; proprio per questo sento un grande senso di responsabilità e sono pronto a lavorare sodo ogni giorno, per rendere orgogliosa la gente che prima mi ha seguito e incitato nelle vesti di calciatore e - ora - spero mi supporti allo stesso modo con fiducia anche nei panni di Direttore Sportivo”.


Sei una delle persone più amate dalla tifoseria… la fedeltà al Novara e l’impegno sempre profuso con la maglia azzurra ti hanno permesso di ottenere una certa riconoscenza da parte dell’ambiente. Cosa ti senti di dire ai tifosi, che in questo momento sono tristi e delusi? “Come detto in precedenza non voglio fare proclami ma voglio far parlare il lavoro. Di certo posso garantire che l’esperienza che mi porterò dietro da calciatore sarà utile in questo mio nuovo ruolo e anche i due anni passati di formazione mi aiuteranno nello svolgere i miei compiti con la giusta determinazione e correttezza. Non mancheranno mai serietà, professionalità, impegno ma - soprattutto - quel senso di appartenenza a questi colori che è sempre forte dentro di me. Penso di aver sempre dimostrato onore a questa maglia e farò di tutto per trasmettere all’intera squadra l’importanza nell’indossare la maglia del Novara Calcio. Spero che questo mio nuovo ruolo possa rappresentare l’inizio di un nuovo progetto tecnico”.

Grazie al Direttore Sportivo Carlalberto Ludi per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Novara Calcio per la gentile concessione rilasciataci nella stessa. Da parte di tutta la redazione del sito, un grandissimo “in bocca a lupo” a Ludi per il suo nuovo ruolo societario.

Alberto Battimo
Photo Credits (partendo dall’alto): 1 e 6 © Guido Leonardi; 2 © Ag. Visconti; 3 e 4 tratte dal web; 5 © novaracalcio.com

 

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