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Esclusiva VNV: L’intervista a Pablo Andrés Gonzalez


Di Alberto Battimo

Il suo nome evoca sempre bellissimi ricordi e grandi emozioni per la tifoseria azzurra. Le sue accelerazioni e le sue realizzazioni non verranno mai dimenticate… un giocatore dal cuore d’oro. La società novarese l’ha scoperto e in Italia è subito riuscito a dimostrare le sue caratteristiche, oltre ad ottenere l’amore dei suoi tifosi. Da due anni il suo cartellino è di proprietà dell’Alessandria, riuscita a spuntarla nonostante varie squadre fossero pronte a far follie pur di portarselo a casa. Insieme alla squadra ha contribuito al primo trofeo dei grigi dopo più di quarant’anni, la Coppa Italia di Serie C. Con orgoglio ed emozione siamo contenti di dare voce a un giocatore che a Novara ha lasciato il segno e non chiude la porta ad un eventuale ritorno. Lui è… Pablo Andrés Gonzalez.

Sei alla tua seconda stagione con la maglia dell’Alessandria e proprio in questi giorni hai ottenuto il primo successo con i grigi, la Coppa Italia di Serie C, dopo aver battuto sia all’andata che al ritorno la Viterbese. Dopo quarantacinque anni l’Alessandria è tornata a festeggiare un trofeo, siete entrati nella storia del club… cosa provi ad essere uno degli artefici di questo successo e di questo momento storico per la città? “Stiamo tutti provando delle bellissime emozioni, riuscire a conquistare un trofeo per questa squadra e per questa città dopo molti anni ci inorgoglisce molto… tutto l’ambiente ci teneva tanto a questa Coppa Italia, siamo felici di aver regalato ai nostri tifosi questa grande soddisfazione. Successo arrivato in un momento importante della stagione, ci darà un grande vantaggio per quanto riguarda i play-off e toccherà a noi approfittarne”.

In campionato la squadra si è garantita un posto per i play-off, la vittoria della Coppa Italia vi permetterà di saltare anche le prime fasi di questo mini-campionato che vedrà coinvolte ben ventotto squadre dei rispettivi tre gironi… cosa ne pensi di questi criteri? La squadra è stata costruita per ottenere la promozione in Serie B oppure gli obiettivi erano altri a inizio stagione? “Personalmente non mi piacciono molto questi criteri per la promozione. Secondo me troppe squadre vengono coinvolte in questi play-off e sarà una lotteria riuscire ad avere la meglio. Non mi sembra corretto che una squadra che ha occupato una posizione di alta classifica si trovi ad affrontare una formazione di livello inferiore in una sfida secca, gare e momenti dove tutto può succedere e bastano degli episodi per indirizzare la gara da una parte o dall’altra. A noi l’anno scorso è successa una situazione simile quando nella seconda fase dei play-off avevamo battuto la Casertana che era arrivata nona in un altro girone… abbiamo vinto ma può succedere di tutto in una partita secca e il rischio di essere eliminati dopo un campionato di vertice fa male… comunque accettiamo queste regole e andiamo avanti.
La squadra è stata costruita per puntare in alto e vincere… nonostante una prima parte di stagione non proprio positiva, ci siamo ripresi con il passare delle partite raggiungendo i play-off. Abbiamo sempre avuto la consapevolezza delle nostre qualità anche quando non ci girava nel verso giusto, abbiamo lavorato sempre con pazienza e concentrazione e alla fine le nostre caratteristiche sono venute fuori. Ora possiamo vedere la classifica con altri occhi e daremo il massimo per regalare altre soddisfazioni ai tifosi”
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Non possiamo non parlare di Novara, la squadra e la città che ti ha permesso di crescere come calciatore sotto tanti aspetti. In questa stagione ci si aspettava un campionato diverso vista la rosa di qualità, invece la squadra è in piena lotta per non retrocedere e non si riesce ad uscire da questa fase di impasse… da ex giocatore azzurro e da grande sostenitore del Novara, qual è il tuo pensiero su questa stagione? Pensi che alla fine il Novara riuscirà ad ottenere la salvezza? “Questa stagione per il Novara si sta dimostrando molto complicata ma noto che non è la sola squadra ad essere in difficoltà… se togliamo le prime otto in classifica, tutte le altre hanno avuto dei problemi in questo campionato. La situazione per il Novara non è delle migliori ma io credo che con l’appoggio e il sostegno di tutta la gente e dell’intera città, l’obiettivo salvezza potrà essere raggiunto. Mi auguro con tutto il cuore che il Novara riesca a salvarsi, ho tanti amici e voglio vederli felici. Il calendario non aiuta però… saranno cinque gare difficili ma bisogna guardare il lato positivo che è quello di avere la voglia di giocare queste partite e dimostrare la propria forza. Adesso ci sarà un test difficile ad Empoli e poi ci sarà subito un turno infra-settimanale… secondo me settimana prossima sarà decisiva per le sorti del Novara, da come uscirà la squadra da questo trittico di partite capiremo molte cose”.

Secondo te quanto manca, in questo Novara, un giocatore dalle tue caratteristiche? La mancanza di imprevedibilità, soprattutto in fase offensiva, potrebbe essere un’assenza importante soprattutto in un campionato così difficile e tattico come quello cadetto? “Non credo che alla squadra manchi un giocatore dalle mie caratteristiche… il parco attaccanti del Novara è importante e ci sono giocatori che possono fare la differenza. Sulla rosa non c’è nulla da dire, secondo me si è perso quell’entusiasmo e quella consapevolezza dei propri mezzi che molte volte possono incidere sulle prestazioni di una squadra.
In un campionato come quello cadetto l’imprevedibilità gioca un ruolo importante, non dare punti di riferimento agli avversari potrebbe essere una dote importante, sono d’accordo, avere dei giocatori in grado di creare scompiglio in area è una caratteristica importante soprattutto per scardinare le difese molto chiuse. Ma con questo non bisogna dare la colpa solo agli attaccanti o a un reparto in particolare… purtroppo sono un insieme di cose che non permettono alla squadra di sbloccarsi e di superare al meglio questo periodo difficile. Secondo me anche i giocatori sono consapevoli che settimana prossima sarà fondamentale per il futuro della squadra, sicuramente daranno il massimo per riuscire ad arrivare ad una situazione di classifica migliore”
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Due anni fa la società azzurra, per motivi economici, decise di lasciarti andare all’Alessandria. Tu hai deciso comunque di rimanere a vivere a Novara. Dal tuo punto di vista pensi che la società abbia fatto il massimo per cercare di trattenerti in squadra, oppure ci sono state delle divergenze che non hanno permesso di firmare con noi il prolungamento del contratto? “Sono passati due anni, è una situazione che fa parte del passato e bisogna guardare avanti. Auguro il meglio alla società, al direttore e soprattutto alla famiglia De Salvo che mi hanno dato tanto negli anni trascorsi a Novara. Non posso che ringraziare tutta la città e tutte le persone che mi sono state vicine in questa esperienza sotto la Cupola… grazie a tutti i tifosi azzurri per il loro calore che mi hanno sempre trasmesso… poi nel calcio possono accadere delle situazioni che devono essere affrontate e si sono chiuse in certo modo, ma questo non cancella quello che ho vissuto con la maglia del Novara”.

In passato hai sempre dichiarato che prima di tornare in Argentina vorresti indossare ancora una volta la maglia del Novara, a patto che alcune persone non siano più presenti in società… sei ancora della stessa idea o la situazione è cambiata? “L’idea è sempre questa ma come dicevo prima guardo avanti e penso all’Alessandria. Sono molto felice di essere approdato in questa squadra, sono in una società che ti mette tutto a disposizione e mi hanno fatto sentire subito importante sin dal primo giorno… grazie al Presidente Di Masi per avere dato vita a un ambiente sereno e adatto per riuscire a lavorare con la giusta armonia e tranquillità. Ho ancora altri due anni di contratto con questa società e vorrei rispettarlo… poi si vedrà se ci sarà ancora la possibilità di venire a Novara, ma nel caso non fosse più possibile questo non cancellerà i bellissimi ricordi vissuti con la maglia azzurra”.

Oltre a questa stagione hai ancora due anni di contratto con la maglia dell’Alessandria… come ti trovi in questa squadra e quali sono i tuoi prossimi obiettivi? “La nostra è una squadra di qualità, in questi ulteriori due anni vorrei aiutare la squadra a raggiungere la Serie B, speriamo al più presto. Adesso ci stiamo godendo questo momento bellissimo dopo la conquista della Coppa Italia ma siamo già pronti a rimboccarci le maniche e attendere questi play-off con l’obiettivo di arrivare il più lontano possibile… faremo di tutto per dare altre gioie ai tifosi”.

Dopo la magnifica stagione con il Novara nella Serie B 2010-11 sei approdato al Palermo dopo un lungo corteggiamento… dai rosanero però non hai avuto la fiducia necessaria, già ad agosto eri stato ceduto in prestito a Siena per poi ritornare a Novara a titolo definitivo in Serie B. In questa fase della tua carriera speravi di fare il salto definitivo oppure sei soddisfatto comunque di come sono poi andate le cose? “Sono molto soddisfatto di come sono andate le cose. Non dimentico mai da dove sono partito, per me arrivare in Italia e grazie al Novara - due anni dopo - festeggiare la promozione in Serie A è stato qualcosa di eccezionale… avere ottenuto due promozioni di fila e poi trovarmi a Palermo, insieme a giocatori importanti, è stata una bella soddisfazione personale. Il passaggio a Siena è stato positivo e quindi ho tutto per essere soddisfatto. Il fatto di aver avuto sempre la possibilità di scegliere la squadra con la quale giocare mi ha aiutato molto nel corso della carriera”.

Vuoi lasciare un saluto a tutti i tuoi sostenitori e ai lettori del sito? “Un saluto a tutti i tifosi del Novara, mi avete sempre trattato benissimo sin dal primo giorno che sono approdato in Italia e auguro di festeggiare la salvezza alla fine di questa stagione. Vi chiedo di stare vicino alla squadra in questo momento difficile e importante, ogni piccolo dettaglio può fare la differenza quindi continuate a stare vicino alla squadra perché i giocatori hanno bisogno di voi. Credo che se la tifoseria e la squadra riuscissero a formare una cosa sola l’obiettivo si avvicinerebbe un po’ di più… so cosa significa, anch’io a Novara ho vissuto dei momenti del genere… a noi era finita male ma mi auguro che questa volta l’esito possa essere diverso”.

Grazie a Pablo Andrés Gonzalez per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa dell’Alessandria Calcio per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Alberto Battimo

 
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