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Esclusiva VNV: L'intervista a Daniele Buzzegoli


Di Alberto Battimo

È sempre un piacere chiacchierare con un giocatore in grado non solo di dare manforte in campo, ma anche di essere una persona seria e sincera. Ha giocato per quattro anni a Novara dimostrando il suo amore per la maglia e per questa città, un pezzo di cuore sarà sicuramente dedicato a tutti noi. In questa stagione appena conclusa ha contribuito alla storica promozione in Serie A del Benevento… ora il suo sogno sarebbe quello di poter dire la sua anche nel massimo campionato italiano. È con grande piacere che lasciamo la parola a… Daniele Buzzegoli.

Per prima cosa complimenti a te e al Benevento per la storica promozione in Serie A da parte della Redazione del sito! È stata una stagione indimenticabile, tutta la città sannita non dimenticherà mai il vostro cammino… quali sono stati gli elementi fondamentali che avete dimostrato in questo campionato per arrivare a raggiungere la promozione? C’è stato un momento preciso in cui avevate capito che sognare la Serie A non era un’utopia? “Abbiamo svolto un grande girone di andata, secondo me dovuto anche all’enorme entusiasmo presente in città. Conosciamo tutti bene le qualità di mister Baroni, con lui alla guida tutte le squadre sono super organizzate e - se a questo ci uniamo l’euforia presente nell’ambiente - ecco come si spiega il nostro trend nella prima parte del campionato… il nostro girone di andata è stato superiore alle aspettative. Nel girone di ritorno abbiamo trovato delle difficoltà, è inutile negarlo… abbiamo passato un periodo nel quale non siamo riusciti ad ottenere dei risultati eclatanti trovandoci sempre più lontani dalla vetta. Secondo me proprio in quel momento abbiamo trovato la giusta chiave di volta… non ci siamo disuniti, abbiamo dimostrato di essere un grande gruppo e ne siamo usciti più forti di prima. Con il passare delle partite siamo diventati una squadra consapevole dei propri mezzi e dell’obiettivo che volevamo raggiungere. Basta guardare le nostre sfide play-off, siamo stati un muro! Sappiamo bene quanto sia lunga e difficile la stagione in Serie B, il periodo di calo ce l’hanno tutte le squadre nel corso della stagione, l’importante è come se ne esce… noi del Benevento siamo stati bravi a riprenderci per il meglio”.

Come giudichi la tua personale stagione? “Giudico positiva la mia personale stagione. Alla fine ho collezionato ventinove presenze, purtroppo distribuite male. Nel girone di andata le presenze sono state venti, poi verso la fine della prima parte del campionato ho avuto un problema al ginocchio, un’infiammazione per la quale è stato difficile trovare la giusta diagnosi. Non è stato un problema semplice da risolvere: ho giocato le ultime cinque partite di andata con degli antidolorifici, non stavo assolutamente bene... ho giocato più per necessità che per condizione. Ho approfittato della pausa invernale per curarmi al meglio ma questo mi ha portato fuori condizione visto che non sono riuscito ad allenarmi con la squadra, pensa che ero addirittura rimasto a Firenze per proseguire le cure mediche. In quel periodo giustamente la società è stata costretta a fare degli investimenti perché non si riusciva a capire bene l’entità dell’infortunio e a stabilire dei tempi precisi. Siccome in quel ruolo ero l’unico con delle determinate caratteristiche, la società è stata “obbligata” ad intervenire sul mercato e alla fine sono arrivati Viola ed Eramo. Quando poi sono rientrato in gruppo ovviamente ci siamo alternati, ho giocato un po’ meno nel girone di ritorno ma tutto sommato nel concludere la stagione con ventinove presenze e due reti reputo positivo il mio personale cammino in questa stagione. Penso di avere dato un apporto importante sia dal punto di vista tecnico ma anche sotto l’aspetto umano”.

Durante il campionato hai giocato con buona regolarità mentre nelle sfide play-off non hai mai messo piede in campo… c’è del rammarico nel non essere stati protagonisti anche nella parte clou della stagione? “Nei play-off avrei voluto dare un aiuto molto più pratico e non solo morale, senza dubbio. Alla quart’ultima giornata della fine del campionato regolare ho avuto un fastidio al flessore, ero titolare nella sfida contro il Cesena ma dopo un quarto d’ora ho avuto questo problema. Quando sono rientrato la squadra stava continuando alla grande il suo percorso e giustamente il mister ha voluto modificare il meno possibile. Quando arrivi a giocarti questi importanti obiettivi, giocare o non giocare diventa meno importante, sembra strano a dirlo ma è così. In quel momento l’unico pensiero è raggiungere l’obiettivo principale, a prescindere dallo scendere in campo o meno… anche l’aspetto psicologico è importante, in queste situazione remare dalla stessa parte è fondamentale per cercare di raggiungere il tanto desiderato traguardo”.


Non è un caso se questa promozione è arrivata con Baroni allenatore; anche a Novara il tecnico toscano aveva dimostrato grande qualità sia sotto il profilo gestionale che tecnico… quali sono le sue peculiarità, che gli permettono di essere sempre protagonista nei piani alti? “Mister Baroni possiede della grandi qualità, sia a livello tecnico che tattico. È molto meticoloso, studia il campionato con grande attenzione, si concentra molto sulle statistiche e conosce ogni particolarità delle squadre avversarie. Ottenere la giusta credibilità da parte della squadra è un elemento importante, lui è riuscito in questo anche a Benevento. Una qualità che lo contraddistingue è che le sue squadre le riconosci, come si muove la sua linea difensiva è sotto gli occhi di tutti, l’abbiamo visto anche a Novara. Lavora tanto e sotto tutti i punti di vista, come abbiamo visto alla fine il lavoro paga”.

Quanto c’è di Baroni nell’aver acquistato da Novara prima te ad inizio stagione e poi Viola nel mercato di riparazione? “Credo che ci sia tanto di Baroni in questi nostri acquisti, quando hai dei giocatori di cui ti fidi cerchi sempre di portarteli con te… infatti un’altra caratteristica del mister è che non si sofferma solamente sull’aspetto tecnico ma valuta anche altre peculiarità. Se proprio devo dirla tutta quando Baroni allenava il Novara io non sono sceso molte volte in campo, forse è stata la stagione con meno presenze da quando vestivo la maglia del Novara. Nel mio caso ha preso in considerazione anche il profilo umano, valutandomi come un elemento importante non solo sotto l’aspetto tecnico e così mi ha voluto alla sua corte. Bene o male la stessa cosa è successa con Viola, come dicevo in precedenza il mister studia tutto il campionato e quindi era a conoscenza del periodo non tanto positivo che stava vivendo il giocatore a Novara e così ha deciso di portare anche lui a Benevento, visto che a Novara aveva fatto la differenza”.

Hai avuto modo di seguire anche il Novara? Quale idea ti sei fatto della squadra e secondo te si poteva fare qualcosa di più? “Mi sono sempre informato sulle prestazioni del Novara, ho ancora tanti amici. Il campionato del Novara è stato un po’ altalenante, ha alternato momenti di euforia estrema a momenti difficili… la differenza rispetto e noi è stata che il Novara ha avuto più difficoltà nell’uscire dal periodo difficile. In generale penso che il campionato del Novara sia stato positivo, non è stato sicuramente un campionato da buttare perché la stagione è stata comunque importante. Dispiace perché ad un certo punto la squadra sembrava lanciata verso i play-off ma il finale di stagione non è stato quello desiderato. C’è anche da dire che la squadra non ha mai rischiato di essere invischiata nelle parti basse di classifica, è sempre stata nella parte medio-alta”.

Dopo l’addio di Boscaglia il Novara ha deciso di puntare su Corini, un allenatore con grande esperienza da calciatore e anche da allenatore ha già avuto modo di vivere delle stagioni alla guida di squadre presenti in Serie A. L’obiettivo dichiarato dalla società è la salvezza… pensi che in fondo l’allenatore voglia costruire una squadra per puntare ad obiettivi più alti, oppure pensi sia corretto partire con questo obiettivo? “Credo che sia giusto parlare ora di salvezza, non per un discorso di modestia ma perché è un concetto che deve entrare sin da subito nella testa di tutti i giocatori… l’obiettivo primario di tutte le squadre è quello di arrivare al più presto ai fatidici cinquanta punti, è troppo importante raggiungere questa meta perché poi ti puoi permettere di sognare. Quando trovi delle difficoltà nel raggiungere questi punti l’ansia comincia ad entrare dentro nella testa dei giocatori… purtroppo a Novara abbiamo vissuto questi momenti e sappiamo bene quanto possono fare male. Secondo me è giustissimo partire con questi obiettivi, abbiamo commesso un errore nella stagione in cui siamo retrocessi in Lega Pro… ci siamo resi conto troppo tardi di quello che stava realmente accadendo, stavamo pensando ai play-off ma eravamo più vicini alla parte bassa di classifica. Dopo questa esperienza affermo con più decisione che bisogna ragionare in questa maniera, Corini è un allenatore esperto e importante per la categoria… sono sicuro che - se si troverà ad un certo punto del campionato in alto in classifica - sarà il primo a voler dare il massimo per raggiungere i play-off o qualcosa di più, su questo non c’è discussione. Bisognerà fare un percorso simile a quello fatto da noi del Benevento quest’anno… l’idea di partenza era quella di salvarsi, anche quando eravamo terzi in classifica dopo più di dieci giornate. È giusto pensarla in questo modo perché nel campionato cadetto non ci vuole niente a trovarti in alto, ma allo stesso tempo basta non vincere per qualche giornata e ti trovi subito nelle zone basse di classifica.
Corini ha esperienza anche sotto questo aspetto… lo sa che far entusiasmare abbastanza presto un ambiente potrebbe essere deleteria come cosa, soprattutto se si avranno dei problemi già in partenza. Ci vuole tempo, mi viene in mente la stagione del Novara guidata prima da Tesser e poi da Aglietti: facemmo un pessimo girone di andata ma al ritorno ci trasformammo andando a conquistare i play-off e venendo eliminati dall’Empoli in semifinale. La Serie B è un campionato troppo strano per puntare subito ad alti obiettivi, bisogna partire sempre con i piedi ben piantati per terra”
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Ha fatto molto discutere la tua partenza da Novara l’estate scorsa… dopo un pre-campionato in cui ti avevamo visto molto in forma, avevi raccontato positivamente l’inizio di stagione proprio sul nostro sito. Nonostante queste positive prestazioni l’ex mister azzurro Boscaglia decide di mandarti in panchina nella prima sfida di campionato contro il Trapani e il giorno dopo è arrivata la notizia della tua cessione al Benevento… ci puoi spiegare cos’è successo in quei giorni? “Certo, non ho nulla da nascondere anche perché io voglio bene a Novara e a tutto il suo ambiente, sono molto affezionato a questa città… è una delle società in cui mi sono trovato meglio in assoluto, sono stati quattro anni che ricorderò sempre con emozione.
Per rispondere alla tua domanda in quel momento la società voleva giustamente puntare a rinnovare la rosa… sono decisioni che fanno parte del calcio, io ero in scadenza di contratto e visto che avevo trentatré anni sarebbe stato un rischio troppo grosso per me, visto che con la famiglia alle spalle rimanere in scadenza non era la soluzione che cercavo. Giustamente, visto l’obiettivo della società in ambito acquisti, non avevano l’intenzione di rinnovarmi il contratto, ma non perché non fossi più utile alla causa ma solo perché la politica societaria era diventata questa… è una decisione che ci può stare e che condivido. Io sono comunque partito per il ritiro in attesa di trovare una soluzione ma sono partito molto forte, forse anche troppo… è stato sicuramente il mio miglior ritiro da quando sono stato a Novara. Quando poi avevo trovato una soluzione, con il Benevento pronto ad assicurarmi due anni di contratto, la società novarese ci aveva ripensato e ci stava come ragionamento, visto che il ritiro pre-campionato era stato molto positivo per me. La dirigenza azzurra mi aveva proposto il rinnovo e per la prima volta in quel momento posso dire di aver vissuto un cedimento a livello personale. Già l’anno prima non avevo giocato tantissimo, per l’età che ho la mia voglia è quella di giocare in questi ultimi anni e non solo andare in giro per i campi… ho ancora voglia di divertirmi e di vivere appieno questi ultimi anni da calciatore che mi sono rimasti. Mi sentivo ancora bene e quindi la mia priorità era quella di trovare una squadra pronta a farmi giocare, comunque cercare di ritagliarmi il mio spazio. Nella prima sfida di campionato contro il Trapani io mi sentivo bene, dopo l’ottimo ritiro ero pronto a dire la mia sin da subito… invece l’ex mister azzurro Boscaglia aveva deciso di tenermi in panchina nonostante l’assenza di Viola per squalifica. Sono rimasto un po’ deluso da queste scelte visto che avevamo parlato e si era detto che potevo essere un giocatore importante. Il Direttore ha subito captato la mia delusione solo guardandomi negli occhi e ci siamo tutti resi conto che vivere una stagione in questo modo sarebbe stata troppo lunga da affrontare. Insieme al Direttore abbiamo fatto una lunga chiacchierata per telefono in cui ho ribadito il mio star bene a Novara, ma non mi sentivo pronto ad affrontare un campionato come terza o quarta scelta. il Direttore è stato gentilissimo, ha capito le mie intenzioni e viste quali erano le mie idee ha dato il benestare alla cessione. Ribadisco che io non me ne sono andato via da Novara perché non stavo bene anzi, non ho mai avuto problemi con la società… voglio un mondo di bene al Presidente e al Direttore Teti e anche loro provano la stessa cosa nei miei confronti. Siamo rimasti in ottimi rapporti e mi ha fatto un piacere enorme salutarli di nuovo quando sono venuto a Novara. Ci sono dei momenti in cui un giocatore deve fare delle scelte quasi inevitabili, delle esigenze da prendere in considerazione… io avevo ancora voglia di giocare il più possibile e a Novara sarebbe stato difficile per me... allenarmi e giocare poco non era nelle mie intenzioni, anche perché il Benevento mi voleva fortemente”
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Visto che hai ancora un anno di contratto, possiamo già confermare che il tuo futuro sarà ancora a Benevento o non escludi novità visto che in quei giorni sta circolando la voce dell’interesse dell’Ascoli nei tuoi confronti? E visto che hai assaporato solo per poco la Serie A quando militavi nell’Empoli, quanta voglia c’è di mettersi di nuovo a confronto con la Serie A? “Ti dico la verità… ho ancora un anno di contratto con il Benevento, ho contribuito alla promozione in Serie A e mi piacerebbe molto restare… non ho nessuna intenzione di lasciare questa città. Ovvio che se per la società sannita non farò più parte dei loro piani allora il discorso sarebbe diverso ma finora nessuno mi ha fatto sapere nulla… io sono del Benevento e sto benissimo in questa città.
A me piacerebbe molto mettermi di nuovo a confronto con la Serie A, stiamo parlando di un campionato affascinante… per me sarebbe bellissimo, un sogno ritornare a calcare i campi di A dopo tanti anni. Se mi ritengono ancora un giocatore all’altezza vorrei giocarmi le mie possibilità a Benevento, sono molto sereno perché io sono una persona con la quale si può parlare, quindi se ci saranno dei problemi ne parleremo… al momento la società è convinta di tenermi e io sono convinto di restare”
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Vuoi lasciare un messaggio a tutti i tifosi Azzurri e ai lettori del sito VaNovaraVa.it? “Il messaggio più importante me l’hanno dato i tifosi azzurri quando sono tornato a Novara, per me è stato un momento commovente perché tutti mi hanno applaudito e sono stato onorato di questa accoglienza. Vi porterò sempre nel mio cuore perché ho vissuto quattro anni della mia carriera, Novara è una piazza in cui siamo stati benissimo sia io che la mia famiglia… ho avuto degli attestati importanti anche dalla città perché ha aiutato la mia famiglia in tutto e per tutto. Novara avrà sempre un posto nel mio cuore, sarò sempre felice di tornare e sono stato orgoglioso di come mi avete accolto… non smetterò mai di ringraziarvi”.

Grazie a Daniele Buzzegoli per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Benevento Calcio per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Alberto Battimo

 
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