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Novara isola felice? Forse non più…


Di Giovanni Chiorazzi

La “telenovela” (perché di questo ormai si può parlare), relativa al nuovo allenatore del Novara Calcio per la prossima stagione, sembra davvero non avere fine… si è partiti dall’esperto Novellino per poi proseguire con i vari Stellone, Grosso, Bucchi, Di Carlo, Tramezzani e sino ad arrivare ai più recenti Vivarini, Liverani, Oddo… Stiamo dimenticando qualcuno? Sicuramente sì, anche considerando che si aggiungeranno altri nomi nelle prossime ore e per questo vorrete scusarci, tenendo poi conto che negli ultimi giorni è stato un continuo susseguirsi di nomi, voci, scoop clamorosi tra esperti di mercato e immancabili smentite finali, che portano (o hanno portato) ad accordi con altri club, oppure, aspetto molto più negativo, a rifiuti neppure troppo velati di fronte alle richieste della società azzurra.

Ecco… proprio su quest’ultimo aspetto va fatta - a nostro avviso - una doverosa valutazione: Novara era (sino a qualche tempo fa) una piazza ambita, dove tutti si presentavano entusiasti nell’aver “sposato un progetto” che andava oltre all’immediato presente. Un club prestigioso e ambizioso, che con il suo centro sportivo poteva offrire tutti gli strumenti più idonei per raggiungere ambiziosi traguardi. Ma allora perché, tanto per citare due nomi, Vivarini oppure - ultimo in ordine temporale - Oddo (nella foto), hanno scelto soluzioni diverse da quelle nostrane?

Le possibili ipotesi sono tante: c’è chi sostiene la tesi di un budget riservato al tecnico non troppo elevato, circostanza che sicuramente non è da incentivo nell’accettare un contratto che potrebbe anche non andare oltre il solo anno di durata. Ma anche chi, forse un po’ più lungimirante, ha spiegato questi dinieghi con la possibilità di non avere per la prossima stagione una rosa più che attrezzata per la categoria... Come spesso accade, probabilmente, la verità è da cogliersi nel mezzo, partendo da un dato di fatto: la società Novara Calcio si è trovata senza il cosiddetto “Piano B” nel momento in cui Roberto Boscaglia ha dato il “benservito” alla dirigenza azzurra, scegliendo - anche in questo caso - un’altra piazza (Brescia) che, si badi bene, si è salvata solo nel finale dello scorso campionato e non parte di certo con i favori del pronostico in vista del prossimo. Un comportamento non previsto in casa Novara, come testimonia lo sfogo nei confronti di Boscaglia da parte di Massimo De Salvo direttamente dalle frequenze di Sportitalia...

Forse, dunque, proprio il massimo dirigente azzurro non sbagliava quando, nell’immediato post-gara dell’ultimo Novara-Pisa, visibilmente adirato per ciò che accadde in campo, dichiarò che probabilmente era cambiato qualcosa… Quel cambiamento lo si sta osservando più distintamente solo ora, perché è innegabile che sino a qualche tempo fa difficilmente il Novara avrebbe incassato tanti rifiuti come invece ora sembra essere così di attualità (sempre a detta dei soliti esperti di mercato).

E’ ovvio che alla fine un allenatore arriverà, in grado di scegliere assieme al DS Teti i giocatori più adatti per quello che si preannuncia l’obiettivo stagionale, almeno quello dichiarato, ovvero sempre il mantenimento della categoria. Ma prima, forse, sarebbe meglio fare un po’ di chiarezza e capire quali possono essere in concreto gli obiettivi perseguibili, illuminando i tifosi che sperano di conoscere quanto prima il nome del proprio condottiero, con la speranza che fra tanti nomi ne venga confermato uno il cui spirito di vittoria risulti superiore a qualsiasi altro contesto.

Giovanni Chiorazzi

 

La maglia azzurra 2018-19

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