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Da cosa sono dovute le difficoltà del Novara in questa stagione?
 

Speriamo di sbagliarci…


Di Giovanni Chiorazzi

Si è concluso il calciomercato invernale più “triste” di tutta la gestione De Salvo: al termine delle trattative, infatti, i tifosi azzurri non piangono solo la “partenza” - ormai in parte già assimilata - di Paolo Faragò, bensì devono incassare anche quella inaspettata di Nicolas Viola, destinazione Benevento, a fronte della quale non è dato sapere quanto abbia inciso la volontà del giocatore (e quanto quella della società) di interrompere il rapporto.

Dunque, in un reparto come quello del centrocampo, che nel girone di andata si era dimostrato più che affidabile (specie dopo il cambio di modulo apportato da Boscaglia), il Novara ne esce privo di ben due titolari, sostituiti in quel ruolo da una sola figura, peraltro approdata a Novarello in prestito: Antonio Cinelli, di proprietà del Chievo ma in prestito al Cesena, classe 1989, che almeno nella compagine romagnola è figurato come titolare - in questa prima parte - viste le 20 presenze condite anche da un gol.

E pensare che dopo la cessione di Faragò, mister Boscaglia aveva dichiarato come la società potesse puntare proprio su Viola come possibile leader della comitiva azzurra, a seguito della cessione di Faragò: risultato finale… l’ormai ex centrocampista del Novara è stato ceduto a titolo definitivo, con la conseguenza che il Novara ha “dilapidato”, nel corso dell’attuale stagione, ben due registi mediani, se si somma anche la partenza di Buzzegoli dell’estate scorsa.

Forse siamo davvero alla fine di un ciclo come ha affermato qualcuno di recente… Perché non si spiega altrimenti questa operazione, a meno che qualcuno in società non spieghi, una volta per tutte, le motivazioni di quello che in buona sostanza sembra un indebolimento rispetto al girone di andata, piuttosto che un mirato rinforzo per il conseguimento degli obiettivi stagionali. Passi infatti il concetto che, per ingaggiare un giocatore, si debbano verificare determinate condizioni, quali la volontà di vestire l’azzurro, un contratto non troppo oneroso, la voglia di “sposare” il progetto (?) … ma è evidente che cedere un giocatore rafforzando un'altra squadra di Serie B, pur con altri ambiziosi traguardi, come Nicolas Viola, titolare inamovibile sino alla gara di Trapani e ormai conoscitore del modo di giocare azzurro, rappresenti davvero un brutto segnale per l’ambiente, i tifosi e la città intera. Soprattutto perché in ballo, in questo caso, non c'era la Serie A...

Ma non è solo questa operazione a lasciare perplessi. Con in rosa uno dei più promettenti difensori centrali del panorama calcistico nazionale, come Filippo Romagna, il Novara ha avuto il “demerito” di non dare chances al giocatore per mettersi in luce, con la conseguenza che la Juventus - titolare del cartellino di Romagna - ha spinto per un rientro anticipato e un successivo nuovo passaggio a titolo temporaneo al Brescia, altra avversaria di campionato del Novara. E’ pur vero che dalle “rondinelle” è approdato un altro difensore, Edoardo Lancini, classe 1994, altro prestito, che nel corso dell’attuale stagione ha collezionato 9 presenze con la maglia del Brescia… Speriamo solo, a questo punto, che la società lombarda si sia sbagliata a credere nelle doti di Romagna, per cedere al Novara (e in prestito) Lancini… E il tutto con Boscaglia in panchina, tecnico che si è sempre professato ben disposto a lavorare con i giovani.

L’ultima giornata di questo “memorabile” mercato è terminata anche con il ritorno di Lorenzo Montipò alla base, con la conclusione che almeno nel ruolo di portiere non mancheranno certo le alternative, data la presenza in rosa dei pari ruolo Da Costa, Pacini, Bendettini…

E’ inutile nascondersi… sulla “carta” il Novara non sembra affatto essersi rinforzato. Intendiamoci… saremmo noi i primi ad essere contenti di aver sbagliato valutazione, ma riflettendoci e vestendo per un attimo i panni di Boscaglia, ci chiediamo come poter sopperire alle assenze, specie se il centrocampo del Novara dovesse essere quello osservato nel primo tempo della sfida con il Pisa, con Viola in panchina… forse per un esperimento anticipato del Novara che dovrà arrivare a fine stagione.

Dopo le ore 23.00 di martedì 31 gennaio, il pensiero di molti tifosi azzurri si è unito sotto un unico comune denominatore: speriamo di raggiungere quanto prima la quota salvezza e che la squadra non risenta di questo mercato davvero… particolare, ma questo è quanto. I rinforzi tanto attesi non sono arrivati e lo sfogo di Massimo De Salvo nel post gara di Pisa, per ricollegarci al discorso iniziale, ha trovato riscontro e coerenza in questo ultimo giorno di mercato: nessun rinforzo di spicco (a questo punto, confidiamo tutti in Cinelli e Lancini) e nessun “botto” dell’ultimo minuto, in grado di pareggiare la delusione per due cessioni come quelle di Faragò e Viola.

Va bene tutto, ma speriamo vada bene anche qualche critica allo stadio senza troppe ripercussioni e la consapevolezza che forse, dalla prossima gara interna, gli spettatori potrebbero calare ulteriormente di numero. Speriamo che questo non turbi nessuno, esclusivamente (e lo specifichiamo) per il bene del Novara Calcio.

Giovanni Chiorazzi

 

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