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Felice Evacuo: l’intervista di saluto ai tifosi azzurri!


Di Alberto Battimo

Sottolineare le qualità di questo giocatore è superfluo… tutta l’Italia calcistica conosce le grandi doti di attaccante che possiede, basta vedere la sua carriera per capire il suo andamento in ogni stagione: gol a raffica e in campo ci ha sempre messo cuore e grinta. Anche a Novara ha subito conquistato città e tifosi, ha trascinato la squadra alla promozione in Serie B e nell’ultima stagione ha contribuito al raggiungimento dei play-off. Notizia di qualche giorno fa è la sua cessione al Parma… a Novara ha lasciato un pezzo di cuore e siamo sicuri che anche il popolo crociato saprà ammirare le sue qualità, sia tecniche che umane. Lui è… Felice Evacuo.

Da poco sei diventato ufficialmente un giocatore del Parma. Sei arrivato a Novara con grandi aspettative e te ne vai tra gli applausi di tutti, senza rancori. In due anni sei riuscito a conquistare l’amore dei tifosi e la fiducia dell’intera squadra grazie alle tue doti da grande attaccante e da trascinatore… com’è nata questa decisione di lasciare Novara? Molte squadre, anche di Serie B, avevano chiesto informazioni alla società su di te… raccontaci perché hai deciso di giocare nel Parma in Lega Pro… “La decisione di lasciare Novara è nata a fine giugno, a seguito di una richiesta del Parma. La squadra crociata è una società molto ambiziosa, seria e pulita visto che è rinata dalle ceneri dell’era Ghirardi: è l’opportunità giusta per rimettermi in gioco a livello di stimoli e motivazioni. A Novara ho passato due anni bellissimi ottenendo una promozione in Serie B e arrivando sino in semifinale play-off per la A… ho ritenuto, insieme alla società, che fosse arrivato il momento di cambiare. Parma è stata la scelta più giusta, sono ripartiti dall’inizio e hanno la vittoria come loro obiettivo per tornare al più presto possibile nel calcio che conta… il loro progetto si sposa in pieno con le mie aspettative per il futuro”.

In soli due anni, diventare un beniamino dei tifosi non è da tutti; inoltre in poco tempo sei diventato anche capitano della squadra… Avere meritato questo privilegio significa avere conquistato compagni di squadra e tifosi, trasmettendo i giusti valori e principi… quali sono i tuoi? “Sono sempre stato un giocatore molto generoso, penso che questa sia una qualità che conquisti il pubblico, nel senso che quando un giocatore si sacrifica per la squadra e per i compagni, mettendo in campo tutte le proprie forze, è una caratteristica che ai tifosi non sfugge mai: in tutti i campi dove ho giocato questa mie dote ha sempre avuto risalto. L’attaccamento alla maglia è fondamentale, deve essere una qualità sempre presente in un professionista serio che fa questo lavoro, perché sappiamo benissimo che sia i giocatori che gli allenatori cambiano con il passare delle stagioni, ma sono quelli che alla fine dimostrano sul campo di essere attaccati alla maglia e alla loro professione che verranno sempre ricordati. Per quanto riguarda il mio ruolo da capitano voglio prima premettere che il vero capitano è stato Charlie Ludi, però al mio primo anno lui veniva da un brutto infortunio e ci è voluto tanto tempo per recuperare. Ho indossato con grande orgoglio la fascia da capitano perché esserlo significa avere delle responsabilità in più rispetto agli altri, sei quello che deve dare l’esempio e non può mai sbagliare sia dentro che fuori dal campo”.

In questi due anni a Novara hai contribuito alla promozione in Serie B e al raggiungimento della semifinale play-off per l’accesso in Serie A… in settantuno partite hai realizzato ventisei reti… ti aspettavi di raggiungere questi obiettivi sia personali che di squadra? “Per quanto riguarda la stagione in Lega Pro l’obiettivo era proprio la promozione, ho avuto la fortuna di militare in questa categoria con squadre che avevano sempre obiettivi importanti. La conquista della Serie B non è stato altro che una conferma delle mie aspettative. Sappiamo bene quanto sia difficile vincere e la stagione in Lega Pro è stata dura, con tutto quello che ci era successo in quella stagione essere arrivati primi - nonostante una falsa partenza e la questione penalizzazione - è stato un grande risultato… vincere il campionato è stato molto faticoso e difficile. Siamo stati bravi a non perdere mai la bussola in ogni situazione, sempre lucidi, abbiamo tutti tirato nella stessa direzione. Ricordo ancora le mie parole dopo la fine di quel campionato, quel gruppo è stato in assoluto il più bello da quando gioco a calcio, non ci sono mai stati musi lunghi e c’è stata un’unità di squadra pazzesca, dal primo all’ultimo tutti hanno dato il giusto contributo per il bene della squadra… questa è stata la forza di questo gruppo. Per quanto riguarda la scorsa stagione sicuramente le aspettative erano altre, quindi alla fine abbiamo accarezzato un sogno ed è stato un peccato per come sia finita perché si poteva fare qualcosa in più, mi riferisco non solo alla doppia partita play-off contro il Pescara ma anche nel girone di ritorno, purtroppo è andata così e dobbiamo solo accettare questo verdetto”.


Una tua opinione per quanto riguarda il calciomercato del Novara: siamo solo nelle fasi iniziali del mercato, ma la società ha già ufficializzato vari acquisti e cessioni e ha puntato su un nuovo allenatore… pensi che l’obiettivo della società sia quello di attuare una piccola rivoluzione nella rosa, nonostante un’ultima stagione al di sopra delle aspettative? “Per quanto riguarda la guida tecnica la società, con il cambio di allenatore da Toscano a Baroni, ha fatto delle valutazioni che non si basano soltanto sui risultati. La società ha dei suoi parametri per valutare l’operato di un allenatore e quindi avranno avuto le loro ragioni che possono essere condivise o meno ma penso che siano tutte decisioni ponderate, avrà fatto le stesse considerazioni anche quest’anno. Per quanto riguarda la squadra, secondo me una piccola rivoluzione di natura generazionale ci sarà. La squadra che è arrivata prima in Lega Pro ha mantenuto la stessa ossatura anche in B sfiorando la Serie A, nonostante l’obiettivo dichiarato della salvezza. Valutando queste due stagioni penso sia normale che la società stravolga un po’ il gruppo: Ludi non c’è più, io sono andato al Parma e già altri giocatori hanno lasciato Novara… con un nuovo allenatore alla guida della squadra è normale questa piccola rivoluzione, ci sta nell’economia della società ed è una scelta che si può anche condividere”.

Rispetto a tutte le altre città in cui hai militato in passato, cosa ti piace dei novaresi? “Come ho detto anche nella mia lettera sono arrivato a Novara con entusiasmo, perché avevo parlato con dei ragazzi che avevano già giocato in questa città e tutti me ne avevano parlato bene, società compresa. Vivendo questa esperienza in prima persona mi sono reso conto che a Novara sono stato veramente bene sotto tutti i punti di vista. Siamo stati accolti benissimo, mi sono trovato bene in questa città e con i tifosi… c’è stata subito sintonia”.

Un luogo della città che ti ha affascinato? “Vedere la Cupola di San Gaudenzio mi ha molto affascinato, è stato emozionante quando sono andato a visitarla, è molto bella”.

Il piatto tipico della cucina novarese che ti ha sorpreso? “Non mi ha sorpreso perché immaginavo già la sua bontà ma devo dire che la paniscia è un piatto molto buono e gustoso, poi io sono un buongustaio ed è un piatto che ho apprezzato molto e mi è piaciuto da subito”.

La partita che porterai nel cuore più di tutte di questi due anni? “Se parliamo di partite secche ti rispondo subito l’ultima di campionato in Lega Pro contro il Lumezzane, la sfida che ci ha dato la certezza matematica del primo posto e la conseguente promozione in Serie B. Oltre a questa partita ce ne sono altre da ricordare, penso a quella di Mantova vinta 2-1 fuori casa e quella con l’Arezzo alla penultima giornata. Invece, dell’anno scorso, mi viene in mente la sfida casalinga contro il Trapani nella quale feci una tripletta in venti minuti, capita una volta nella vita. Ovviamente non posso non citare anche la prima gara play-off contro il Bari, è stata una sfida piena di emozioni”.

Il gol più bello segnato in maglia azzurra? Eh ma io di gol belli non ne faccio... (N.d.R. ride) dire il più bello è difficile, perché non sono uno che ne fa così, però se ti devo dire quello più importante allora cito la mia rete del 2-1 per noi nella gara contro il Mantova in Lega Pro”.

Prima di augurarti buona fortuna per Parma, vuoi salutare ancora i novaresi e i lettori del sito VaNovaraVa.it? “Assolutamente sì… ringrazio tutte le persone che ho conosciuto in questi due anni perché mi sono trovato benissimo, questo vale anche per la mia famiglia. Grazie a tutti quelli che ci sono stati vicini e che ci hanno sostenuto in questa bella avventura”.

Grazie a Felice Evacuo per la disponibilità nel concederci questa intervista e un grandissimo in bocca al lupo da parte di tutta la redazione del sito.

Alberto Battimo

 
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