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‘Ndua ‘Nduma: Chiavari


Di Manuela Riboldazzi

Dopo ben tre sconfitte consecutive, il Novara si appresta ad affrontare la trasferta di Chiavari con l’intento di tornare al successo e confermare tutto il valore messo in mostra nel girone di andata. Contro la squadra allenata dall’ex tecnico Aglietti non sarà però un’impresa semplice e servirà il miglior Novara possibile per avere ragione degli avversari liguri, che hanno già messo in evidenza in altre occasioni il potenziale a loro disposizione.

La Storia: La Virtus Entella, meglio nota come Entella, è una società calcistica italiana con sede nella città di Chiavari, in Liguria. Il nucleo originale della società è del 1914, ma nel 2002 fu rifondata e la denominazione corrente è del 2010. Prima della rifondazione ebbe i nomi di Entella Foot Ball Club (con cui nacque nel 1914), poi Associazione Calcio Entella dal 1935, Associazione Calcio Entella Bacezza dal 1982 e Associazione Calcio Entella Chiavari dal 1993; rifondata come Unione Sportiva Valle Sturla Entella, si chiamò poi Associazione Calcio Chiavari V.L. nel 2003 e, dal 2005 al 2010, Associazione Calcio Dilettantistica Virtus Entella. Al termine della stagione 2013-14 la squadra ligure ha raggiunto la prima storica promozione in Serie B. La neonata società deve il suo nome a un corso d'acqua: trattasi del locale fiume Entella.
Il decennio 1950-1960 è sicuramente il più buio nella storia della società, passato interamente in serie minori, vessato da problemi economici e senza imprese o grandi nomi sopravvissuti allo scorrere del tempo.
Con la stagione 1964-65 si apre un ciclo per l'Entella, che diventa una presenza fissa in Serie C. Nella stagione 1971-1972 arriva invece una desolante retrocessione in Serie D: sono sette le stagioni consecutive passate dall'Entella in questa categoria, fino all’ulteriore retrocessione in Promozione Regionale. Nella stagione 1979-1980 l'Entella si trova dunque così in basso come non era mai stata prima. La stagione 1980-1981 si conclude con una bella sorpresa per l'Entella che, giunta al 6º posto nel girone B della Promozione Ligure, viene ripescata e conseguentemente promossa al Campionato Interregionale.
Nella stagione 1984-85 arriva la promozione in Serie C2. Nel campionato 1988-89 la società non si iscrive alla Serie C2 per problemi finanziari, e termina all'ultimo posto il girone A dell'Interregionale, retrocedendo addirittura in Promozione Liguria. Il 14 luglio 2001, dopo ottantasette anni di storia, l'Associazione Calcio Entella Chiavari fallisce per inadempienze finanziarie. A proseguire l'attività è solamente il Settore Giovanile, come Entella S.G.S.
Trascorso un anno dal fallimento, nell'estate del 2002, parte finalmente un progetto volto a raccogliere l'eredità dei diavoli neri: l'Unione Sportiva Valle Sturla di Borzonasca trasferisce infatti a Chiavari la sua sede e assorbe la società di puro settore giovanile Entella S.G.S.
A causa dei numerosi posti lasciati liberi da squadre fallite nelle categorie superiori, il 4 agosto 2010 l'Entella viene ripescata in Seconda Divisione, ritornando così nel calcio professionistico dopo 22 anni di lontananza. Nella stagione 2011-12 la squadra ottiene il 5º posto in Seconda Divisione sfiorando la promozione dopo la finale play-off persa contro il Cuneo. Nonostante la mancata promozione della stagione precedente, la squadra viene ripescata in Lega Pro Prima Divisione. La stagione successiva i liguri mantengono la testa della classifica dalla sesta giornata di campionato fino alla fine, arrivando ad avere 9 punti di vantaggio sulla Pro Vercelli, seconda in classifica, a cinque giornate dalla fine. Nell'ultima giornata di campionato la squadra biancoceleste, allenata da Luca Prina, espugna in rimonta per 2-1 lo Stadio “Giovanni Zini” di Cremona, ottenendo quindi la prima e storica promozione del club in Serie B.
Il 29 agosto 2015 l’Entella viene ripescato in B, dopo la retrocessione dello scorso anno, per via della retrocessione inflitta al Catania decisa dalla giustizia sportiva.

I Tifosi: I primi esperimenti di tifoseria organizzata a Chiavari risalgono agli anni ottanta, quando sugli spalti dello stadio Comunale si poteva notare il gruppo denominato “Gioventù biancoceleste”. Nel 1996, poi, tra i tifosi dell'Entella è nato un vero e proprio gruppo ultras: il “Gruppo Storico”, che come il precedente prese l'abitudine di seguire le partite dal settore Gradinata Est; nel tempo i componenti del gruppo hanno assunto anche la denominazione di “Rude Boys”. Il gruppo aggregatosi più recentemente (2010) è quello denominato “Under 33”, tifosi del Chiavari Basket che hanno cominciato a seguire le partite dell'Entella. I principali gruppi di tifosi biancocelesti non ultras sono due: il “Diaspora Club Entella” e i “Fedelissimi biancocelesti 1914”, nati rispettivamente nel 2006 e nel 2008.
Nell'agosto del 2012 è nato il club “Asso di Picche”, nome ispirato dalla figura di Enrico Sannazzari, socio fondatore dell'Entella, che era solito appuntare questo simbolo sui propri effetti personali. Una delle prime iniziative del club è stata quella di premiare nel dicembre del 2012 l'attaccante Daniele Rosso.
Dal 2013 la maggior parte dei gruppi è confluita nella nuova denominazione “Chiavari 2014”, in concomitanza con l'inaugurazione della nuova Gradinata Sud.
Il più importante gemellaggio dei tifosi entelliani è quello con gli omologhi della Sanremese, formatosi grazie alla comune rivalità con l'Imperia. Di stampo turistico, invece, il gemellaggio con i tifosi del Brescello: sono infatti molti, durante il periodo estivo, i vacanzieri reggiani presenti a Chiavari. Da segnalare, infine, il gemellaggio con i tifosi di una squadra di un altro sport: quelli della Pro Recco di pallanuoto.
L'origine della rivalità dei tifosi entelliani con il Quarto è dovuta all'incontro disputatosi a Chiavari il 4 febbraio 1923 tra le due compagini, al termine del quale l'arbitro e i giocatori della squadra avversaria vennero inseguiti fino alla stazione, ove fu addirittura sparato un colpo di rivoltella. L'antagonismo con il Molassana, invece, trae origine dal doppio spareggio per l'ammissione alla Seconda Divisione disputato nel 1923-24, quando i tifosi avversari fecero piovere mazzi di radici per schernire i chiavaresi. La rivalità con la Tigullio deriva dall'incontro del 20 novembre 1932, cui seguì una rissa tra le opposte tifoserie condotta a colpi d'ombrello dai tifosi sammargheritesi. Tutte le rivalità descritte sinora, comunque, non hanno più avuto alcun seguito in tempi più recenti.
Altrettanto antichi sono gli antagonismi con i tifosi del Rapallo Ruentes, contro cui la prima partita si tenne nel 1920 e del Sestri Levante, con il quale l'Entella dà vita, dal 1923, al Derby del Tigullio. Degne di nota anche le rivalità con le squadre dei capoluogo delle altre province liguri: l'Imperia, il Savona e lo Spezia. Con i tifosi spezzini le tensioni principali si sono vissute negli anni ottanta, ma i loro strascichi sono giunti fino al 2008, quando, in occasione dell'incontro disputatosi a Chiavari il 9 novembre, l'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive vietò la trasferta ai tifosi ospiti.
Oltrepassa i confini regionali, infine, l'antagonismo con i tifosi del Casale, dovuto al gemellaggio dei casalesi con i tifosi del Sestri Levante e che è stato causa di alcuni scontri tra le tifoserie negli anni novanta.
Negli ultimi anni, quando l'Entella conquistò la Serie B, nacquero delle nuove avversità con i tifosi della Pro Vercelli, la rivale principale della Virtus Entella nel girone A della Lega Pro Prima Divisione 2013-14. Tutto nacque dalle dichiarazioni del presidente della Pro Vercelli dopo la partita Cremonese-Entella, finita con la vittoria dei chiavaresi, definita dal patron dei piemontesi una “partita truccata”. La rivalità fra le due tifoserie si confermò anche l'anno successivo, nei match disputati in Serie B.

Lo Stadio: Lo stadio comunale di Chiavari (già stadio del Littorio) è il principale stadio di calcio di Chiavari, dal 1933 sede delle partite interne dell'Entella. Capace di 5.535 spettatori, l'impianto è omologato da settembre 2015 per la Serie B e presenta un terreno di gioco in erba sintetica mista naturale, posato nel 2011. La necessità della costruzione a Chiavari di un impianto sportivo che ospitasse le partite interne dell'Entella sorse nel 1932, quando la squadra si ritrovò senza campo da gioco, dato che non le era stato rinnovato l'affitto del precedente terreno. La crescente presenza di pubblico allo stadio portò negli anni sessanta all'allestimento, ai piedi della tribuna, del Parterre (posti in piedi scoperti). Negli anni settanta vi fu invece la costruzione di un terzo settore scoperto, la Gradinata Est.
Negli anni novanta l'introduzione di nuove normative sulla sicurezza e il decremento del pubblico portarono alla soppressione del Parterre, mantenendo i soli due settori della Tribuna e della Gradinata Est.
Dopo essere rimasto inutilizzato per una stagione, in seguito al fallimento dell'Entella nel 2001, lo stadio Comunale fu oggetto di diversi interventi di ristrutturazione. Nel 2006 venne costruita una pista di atletica attorno al campo ed il manto erboso venne sostituito da uno in erba sintetica. Nel 2008, invece, la promozione dell'Entella in Serie D portò ai lavori di omologazione dell'impianto per questa categoria, fissandone la capienza massima in 1.500 spettatori, equamente divisi tra tribuna e Gradinata Est (adibita così a settore ospiti).
Nel 2010, complice il ripescaggio in Seconda Divisione e i derivanti lavori per l'omologazione, il Comune di Chiavari ha concesso in gestione l'impianto direttamente alla Virtus Entella. Da qui una prima ristrutturazione, che ha permesso la deroga di un anno da parte della Lega Pro ad ospitare le partite interne. Da quella stagione, anche il Chiavari Caperana ha utilizzato lo stadio Comunale come sede degli incontri casalinghi.
Nel 2012 lo stadio Comunale è stato dotato di impianto di illuminazione omologato e può quindi ospitare gare in notturna.

La Città: Centro commerciale del Tigullio, è il secondo comune più popoloso del comprensorio e la terza città per numero di abitanti del territorio metropolitano dopo Genova e Rapallo. Nella classifica dei comuni più popolosi della regione si colloca quindi al settimo posto dopo Genova, i tre capoluoghi di provincia, Sanremo e Rapallo. Se si considera la sua area urbana, Chiavari è la nona città della regione, preceduta dai capoluoghi, da Sarzana, Sanremo, Ventimiglia e Rapallo.
Ha dato i natali ai padri di Nino Bixio, Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi; quest'ultimo divenne cittadino chiavarese dopo la cessione di Nizza alla Francia.
Già sede dell'attività giudiziaria con un apposito tribunale nel levante del territorio metropolitano genovese, soppresso dal settembre 2013 con il suo accorpamento a quello di Genova, è dal 1892 altresì sede della locale diocesi.
Il centro storico di Chiavari è il cosiddetto “caruggio dritto”, cioè via Martiri della Liberazione.
Tra i palazzi più importante c'è il Palazzo Rocca, edificato da Bartolomeo Bianco nel seicento ed ampliato nel 1908. Qui vi è la sede dell’orto botanico, dove, tra tutte le sezioni, spiccano le serre monumentali con le orchidee. Il Palazzo Rocca è la sede di un Museo che custodisce numerosi oggetti e reperti di vario genere ed epoca in una collezione molto interessante.
Nelle stanze del pianterreno è ospitato il Museo Archeologico, che custodisce i reperti rinvenuti ed accuratamente catalogati della necropoli preromana rinvenuta in Viale Millo.
Chiavari ha conservato nei secoli l'importanza di centro commerciale e, in tal senso, ha mantenuto inalterati i suoi classici portici che ne caratterizzano il centro da borgo antico.
I moderni esercizi commerciali, ricavati fra le antiche volte, mantengono una suggestiva atmosfera. Le strade interne ed i portici, sono la cornice ideale a numerose sagre che tradizionalmente si tengono a Chiavari.
Ormai famoso è il Mercatino dell'antiquariato in caruggio dritto, ogni 2° sabato e domenica del mese ed i vari Mercatini dei Sapori e delle Tradizioni, rassegne di prodotti agro-alimentari tipici e artigianato artistico.

La Cucina: La cucina ligure è costituita dai piatti della tradizione culinaria della regione della Liguria, che comprende preparazioni, tecniche e ingredienti legati sia alla produzione locale (come il “preboggion”, miscuglio di erbe selvatiche) sia alle importazioni provenienti da zone con cui, nei secoli, i liguri hanno avuto frequenti contatti (come il pecorino sardo, uno degli ingredienti del pesto).
Per storia, radici ed elementi che la compongono si può dire che quella ligure sia la vera cucina mediterranea. Una cucina povera, propria delle genti di campagna, dei montanari e dei naviganti, fatta di alimenti semplici, comuni ed economici, che è tuttavia diventata costosa, ricercata e piena dei fasti antichi.
Volendo riassumere si può affermare che la gastronomia della Liguria si contraddistingua per sei grandi elementi:

le erbe selvatiche spontanee (maggiorana, salvia, rosmarino, alloro, timo, ecc.);

le primizie dell'orto di casa e del bosco (basilico di Prà, pomodori "cuore di bue", zucchine trombette, cipolle, patate quarantine genovesi, melanzane, asparagi e carciofi, funghi, tartufidella Val Bormida, ecc.);

l'olio di oliva della Riviera Ligure;

i prodotti farinacei e da forno quali focacce, farinate, torte salate;

la vasta gamma di paste secche e fresche;

il pescato del mar Ligure e la selvaggina dell'appennino.

Tra i vini della zona, i principali e più rinomati sono senza dubbio il “Colline del Genovesato”, il “Golfo del Tigullio” e il “Riviera Ligure di Ponente”, tutti a carattere DOP e nelle tipologia di bianco, rosso e rosato.

Manuela Riboldazzi

 

La maglia azzurra 2018-19

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