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‘Ndua ‘Nduma: Ascoli


Di Manuela Riboldazzi

Il Novara riprende il cammino in campionato dopo la bella e convincente vittoria con il Trapani. Questa volta i ragazzi allenati da mister Baroni saranno di scena ad Ascoli, in un campo molto ostico dove giocare in casa fa partire i marchigiani in leggero vantaggio. Servirà anche l’apporto dei tifosi azzurri per riuscire a tornare a casa con una prestazione positiva, circostanza che nelle ultime giornate si è felicemente verificata...

La Storia: La data di nascita della società, nominata in principio Candido Augusto Vecchi, è tradizionalmente ritenuta il 1º novembre 1898 ma è probabile che essa sia, in realtà, il 2 giugno 1901. Il primo vero campionato federale di Terza Divisione fu disputato nel 1927, e l'Ascoli si classificò al 1º posto. Fu la prima di tante promozioni che videro la squadra salire gradualmente in Serie C, raggiungendo in quegli anni il miglior piazzamento del 2º posto in tale categoria. Nella stagione 1954-55 l'Ascoli toccò il punto più basso della sua storia retrocedendo in Promozione regionale, con la società preda di gravissimi problemi finanziari. Nella stagione 1958-59 il nuovo club risalì in Serie C, pur essendosi classificato al 4º posto nel campionato vinto dalla Maceratese. Nel 1962 fu inaugurato il nuovo stadio, che l'amministrazione comunale avrebbe in seguito intitolato ai fratelli Cino e Lillo Del Duca. Negli stessi anni, l'Ascoli giocò in Serie C numerosi derby con la Sambenedettese, tutti segnati dall'accesa rivalità delle due compagini.
Nel 1971 la società prese il nome di Ascoli Calcio 1898. Nella stagione 1971-72 la squadra, affidata all'emergente Carlo Mazzone e trascinata dal marcatore Renato Campanini, vinse il campionato e approdò per la prima volta alla serie cadetta. La stagione successiva vide però la prima retrocessione, arrivata solo all'ultima giornata a causa della peggior differenza reti rispetto alla Lazio. La società bianconera si riscattò ampiamente due anni dopo, nella stagione 1977-78, celebre come il “Campionato dei record”. Benché partisse senza i favori del pronostico, la squadra macinò punti su punti, distanziando di 17 lunghezze la seconda in classifica e battendo tutti i record (di punteggio, vittorie conquistate e reti segnate) della serie cadetta a 20 squadre. Ottenne infine 61 punti, con 26 vittorie, 9 pareggi e 3 sconfitte, realizzando 73 gol e subendone 30. La squadra fu invitata in Canada per rappresentare il calcio italiano nel torneo The Red Leaf Cup (la Coppa della Foglia Rossa), organizzato dalla federazione canadese per promuovere questo sport nel Nordamerica. Il torneo, cui parteciparono anche squadre del calibro di Botafogo, Nancy e Rangers, fu vinto proprio dalla formazione marchigiana.
Nel 1987 l'Ascoli si aggiudicò anche una coppa europea, la Mitropa, sebbene la competizione fosse ormai decaduta e riservata alle vincitrici dei tornei di seconda divisione.
Nel 2005-06 l'Ascoli disputò un campionato al di sopra delle aspettative. La squadra, guidata da Silva e Giampaolo (il quale ultimo però incorse in una squalifica, essendo privo del tesserino per allenare in A), si salvò con due giornate d'anticipo, stabilendo il proprio record di reti segnate in massima divisione (43), totalizzando 43 punti (9 vittorie, 16 pareggi e 13 sconfitte) e chiudendo il torneo al 10º posto insieme all'Udinese.
Fu però la stagione seguente, nonostante l'ingaggio di rinforzi di prestigio come il portiere Pagliuca e l'attaccante Delvecchio, a sancire il ritorno in B. L'Ascoli, allenato inizialmente da Attilio Tesser (indimenticato mister del Novara Calcio della doppia promozione consecutiva), proseguì il campionato con l'esperto Nedo Sonetti, che non riuscì tuttavia a ripetere l'impresa di Silva e Giampaolo. La squadra si classificò al 19º posto, risparmiandosi l'ultima posizione solo all'ultima giornata, quando si lasciò indietro il Messina.
La nuova stagione dell'Ascoli inizia nel peggiore dei modi. Prima dell'inizio del campionato, i tifosi marchigiani si ritrovano con il sito web della società sospeso e con una società in silenzio per varie settimane, con il mercato ormai aperto. Dopo una serie di avvertimenti degli ultras ascolani verso la dirigenza, per impegni dichiarati e non mantenuti (presentazione del nuovo allenatore e direttore sportivo e un mercato soddisfacente), viene presentato il nuovo tecnico dell'Ascoli, Rosario Pergolizzi; il 20 luglio viene poi ufficializzato Angelo Fabiani come nuovo direttore sportivo. Il 22 luglio viene organizzata dagli Ultras 1898 e tutti i tifosi una manifestazione al C.S. Città di Ascoli contro la dirigenza bianconera in occasione del raduno della squadra, con presenti circa 1.000 persone. La società, il 17 dicembre 2013, fallisce per bancarotta.
Il 6 febbraio nella tarda mattinata viene depositata una sola offerta e nel tardo pomeriggio dello stesso giorno viene aperta l'unica busta presentata in Tribunale: è quella dell'imprenditore italo-canadese Francesco Bellini, nasce così l'Ascoli Picchio F.C. 1898. Nella stagione 2014-15 ha militato nel girone B della Lega Pro classificandosi seconda alla conclusione del campionato e venendo successivamente eliminata al primo turno dei play-off dalla Reggiana. Alla vigilia della stagione calcistica 2015-16 l'Ascoli ottiene diritto di richiedere l’ammissione al campionato di Serie B nella stagione sportiva 2015-16, poiché il Teramo, vincitore del campionato è condannato dalla Giustizia Sportiva per illecito sportivo con retrocessione in Lega Pro, in seguito alla combine della penultima partita di campionato della squadra abruzzese a Savona, terminata con la vittoria fuori casa per 0-2 che ha permesso la promozione in Serie B con una giornata di anticipo, rendendo inutile lo scontro diretto proprio con l'Ascoli allo stadio “Gaetano Bonolis” nell’ultima giornata della stagione regolare.

I Tifosi: I primi gruppi della tifoseria organizzata ascolana emersero all'inizio degli anni 1970. Nel 1974, con la promozione in Serie A e l'ampliamento dello stadio “Del Duca”, la Curva Sud divenne il settore dei sostenitori bianconeri, mentre in precedenza i più caldi si concentravano piuttosto in Curva Nord e negli altri settori. Nello stesso anno si formò il “Settembre Bianconero” (SBN), nel quale confluirono i gruppi pre-esistenti. I primi anni di militanza del “Settembre” si contraddistinsero, soprattutto al “Del Duca”, per una serie di gravi scontri con le tifoserie avversarie, soprattutto quelle della Fiorentina, del Torino, della Roma, della Lazio e della Ternana. I viola in particolare furono al centro di violenti scontri in Curva Sud alla prima trasferta. Verso la fine degli anni settanta si formano in curva i “Commandos” che nel 1983 ampliarono la denominazione in “Commandos Army”. Nei primi ‘80 nasce “Club Rambo” che affianca il “Settembre Bianconero” come asse portante della tifoseria organizzata.
Nel 1983 si formarono i “Black Warriors”, gruppo proveniente dal comune limitrofe di Castel di Lama, il “Monticelli Bianconero” che prese il nome del suo quartiere e la “Gioventù Bianconera” (nata da una scissione del Club Rambo). Nel 1984 nasce “Wild Eagles”, gruppo del quartiere di Porta Maggiore. Nel 1985, si formano gli “Strà Kaos Ascoli” gruppo coreografico e originale del quartiere di Campo Parignano e nel 1987 e gli “Swing Out Group”.
Nel 1994 nasce il gruppo dei “Boys” e un anno dopo quello della “Guardia di Ferro” che si ispirava al movimento legionario rumeno degli anni trenta. Nel 1999 arriva quello degli “Arditi”, gruppo rappresentativo del Nord della provincia (Comunanza) e il gruppo “Monte Urano 1999” che raccoglievano giovani ultras del comune di Monte Urano e provincia di Fermo. Nel 2002 fu il turno del gruppo “Squadraccia”, proveniente da Porto Sant'Elpidio.
Nel 2005 parte del “Settembre Bianconero” uscì dal gruppo per costituire gli “Ascoli Piceno Ultras”, che si dimostrarono sufficientemente organizzati anche quanto alle capacità coreografiche; di qui la scelta del “Settembre” di cedere il comando della curva. Nonostante il ritorno in massima serie si verificò un disaffezionamento della tifoseria e si acuirono le divisioni tra gli ultrà e i tifosi non organizzati, specialmente in seguito allo sfociare della contestazione aperta verso la dirigenza. I mesi che seguirono videro anche un alto numero di diffidati tra i tifosi ascolani.
Nel marzo 2006 nacque, per iniziativa di giovani studenti e lavoratori emigrati nel capoluogo emiliano, il gruppo “Esiliati Bologna”, votato a seguire le trasferte dell'Ascoli specialmente in Italia settentrionale. Sul finire dell'anno si sciolsero i “Black Warriors”, con un comunicato ufficiale che criticava apertamente il calcio moderno. Altri gruppi invece hanno preferito togliere le loro insegne senza un comunicato ufficiale. Negli anni successivi la curva verrà capitanata dagli “Ascoli Piceno Ultras” affiancati dall' “Estremo Sostegno”, formazione giovanile nata nel 2006 e scioltasi nel 2010. Nel 2007 il gruppo “Arditi” si scioglie; tra le cause il mancato ricambio generazionale e incomprensioni interne.
L'inizio del campionato 2010-11 è contraddistinto da una spaccatura in seno alla tifoseria. Alcuni ragazzi degli “Ascoli Piceno Ultras” decidono di uscire dal gruppo per diversità di vedute e insieme ad altri giovanissimi danno vita alla formazione “Curva Sud Rozzi”. Il gruppo, composto principalmente da ragazzi di età compresa tra i 18 ed i 23 anni, prenderà le redini della curva per tutta l'annata 2010-11, dando alla tifoseria nuova carica e linfa vitale in un momento sicuramente di grande difficoltà per il panorama ultras ascolano. All'inizio della stagione successiva, però, i ragazzi di “Curva Sud Rozzi” comunicheranno il loro scioglimento.
In seguito a questo evento, con una curva ormai rimasta senza una guida, alcuni componenti degli ex “Curva Sud Rozzi” insieme ad alcuni esponenti degli ex “Apu”, daranno vita, nel gennaio del 2012, ad un nuovo sodalizio attualmente a capo della curva ascolana: gli “Ultras 1898”, uno tra i principali gruppi in attività della tifoseria bianconera assieme agli “Shangai” (formazione composta da ragazzi del quartiere di Porta Cappuccina), “l'Armata” e gli “Ultras 1999”. L'unico gemellaggio ufficiale è quello con gli “Ultras Monaco 1994” dell'AS Monaco; con gli ultras monegaschi vi è uno stretto rapporto che vede gli ultras delle due squadre presenti insieme sia nel Principato sia nel Piceno in occasione delle partite delle due squadre. Esiste una sentita amicizia con gli ultras della Reggina; un rapporto di vecchia data che vedeva le due tifoserie insieme già negli anni ‘80-’90, ma di recente molto rafforzato e continuato con gli Ultras Reggina 1914. Altra amicizia di vecchia data ma ripristinata di recente è quella con gli ultras della Lazio e in particolare con il gruppo “Lazio Hit Firm”. Con i tifosi biancoazzurri c'era inoltre un gemellaggio nato negli anni ottanta.
Le maggiori rivalità sono con l'Inter (dopo l'omicidio Filippini avvenuto nel 1988), la Sambenedettese e l'Ancona. Il derby Ascoli-Samb è il più sentito per ovvie ragioni di continuità geografica, sebbene manchi nei campionati da quasi trent'anni. Lo storico attrito tra le due tifoserie è stato anche all'origine di un episodio tragico nel 1986, quando all'uscita di un noto locale due gruppi di tifosi vennero pesantemente a contatto; a farne le spese fu un giovane ultrà rossoblù che morì per i postumi di una coltellata all'addome. Molto sentito da entrambe le parti è anche il derby con l'Ancona. Altre rivalità considerevoli sono con il Verona, il Pescara, il Livorno e la Ternana.

Lo Stadio: La costruzione dello stadio "Del Duca" iniziò nel 1955 per conto dell'amministrazione comunale di Ascoli Piceno. L'impianto fu inaugurato il 12 maggio 1962 con un incontro fra le rappresentative dilettantistiche di Italia e Inghilterra. Nel 1974, con la promozione dell'Ascoli in Serie A, lo stadio fu sottoposto a lavori di ampliamento che portarono la capienza a 40.000 posti, risultando tra i primi impianti dell'intero panorama nazionale. Nel corso degli anni tale capienza è stata ridotta prima a 34.110 (anni ottanta), 28.000 (anni novanta), poi a 24.058 (agosto 2005) e infine a 20.550 posti. Inizialmente l'impianto sportivo era polifunzionale, visto che fino agli anni novanta, intorno al rettangolo di gioco, c'era la pista di atletica ed altre attrezzature per l'atletica leggera. La società che ne usufruiva era l'A.S.A.
Dopo gli scontri di Catania del 2 febbraio 2007 anche il “Del Duca” è stato interessato da modifiche strutturali volte a migliorarne il livello di sicurezza. Sono stati posizionati tornelli all'entrata e una rete di telecamere. I lavori hanno anche offerto l'occasione per rinnovare la verniciatura dei gradoni e delle ringhiere nella parte Nord della struttura. Tali modifiche hanno lasciato inalterata la struttura complessiva, ma hanno contribuito al ringiovanimento anche estetico dell'impianto. Dopo un'analisi statica avvenuta nell'aprile del 2015 su tutto l'impianto, è stata dichiarata inagibile la tribuna Est. Nell'ottobre 2015 sono iniziati i lavori che prevedono la demolizione del settore e, successivamente, la ricostruzione sullo stile della tribuna dell'Orogel Stadium - Dino Manuzzi di Cesena. I lavori costeranno circa 2,5 milioni di euro. La consegna è prevista nell'estate 2016.

La Città: Il suo centro storico costruito quasi interamente in travertino è tra i più ammirati della regione e del centro Italia, in virtù della sua ricchezza artistica e architettonica. Conserva diverse torri gentilizie e campanarie e per questo è chiamata la “Città delle cento torri”. In esso si trova la rinascimentale Piazza del Popolo, considerata tra le più belle piazze d'Italia.
Ascoli Piceno è sede vescovile. L'area industriale si sviluppa principalmente nella media e bassa vallata del fiume Tronto. Ascoli Piceno è una delle città monumentali d'Italia: il suo centro storico è costruito in travertino, una roccia sedimentaria calcarea estratta dalle cave del territorio ed ha come fulcro la rinascimentale piazza del Popolo dove si trovano alcuni degli edifici più importanti tra i quali il palazzo dei Capitani, lo storico Caffè Meletti e la chiesa di San Francesco.
Altro fulcro cittadino è lo spazio urbano di piazza Arringo, la piazza più antica di Ascoli, dove si elevano il medioevale battistero di San Giovanni, la cattedrale di Sant'Emidio, che racchiude al suo interno la cripta dedicata anch'essa al santo patrono. Vi sono inoltre il palazzo Vescovile, il palazzo dell'Arengo, sede della pinacoteca civica e di alcuni uffici comunali.
Non solo le piazze… Tra i monumenti più importanti citiamo: il ponte Romano di Solestà, uno dei pochi in Italia, visitabili anche al suo interno, le rovine del teatro romano, le grotte dell'Annunziata, ciclopica costruzione del periodo romano, la Fortezza Pia ed il Forte Malatesta, il palazzetto Longobardo con la torre degli Ercolani, una delle torri superstiti tra le circa duecento che compaiono nelle cronache medioevali, per il quale Ascoli ha il soprannome di Città delle cento torri. Meritevoli di essere citati sono anche i tempietti dedicati al patrono quali: Sant'Emidio alle Grotte e Sant'Emidio Rosso e inoltre la chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio dalla caratteristica facciata suddivisa in riquadri.

La Cucina: Il piatti che maggiormente rappresentano la cucina e la gastronomia locale sono le olive all'ascolana ed il Fritto all'ascolana ed entrambi devono il loro nome alla città. Le olive verdi tenere, dopo essere state denocciolate e riempite con un morbido composto a base di carne mista vengono impanate e fritte. Il “fritto all'ascolana” è una pietanza che si compone di costolette di agnello, carciofi, olive ascolane e crema fritta (cremini).
Un'altra specialità territoriale, legata alla tradizione, è l'oliva in salamoia. Si tratta di olive verdi tenere ascolane che, dopo la raccolta, sono messe in salamoia con acqua, sale ed erbe selvatiche, tra cui il finocchietto, seguendo la ricetta di un monaco cellarius che, nel XVI secolo, si occupava della conservazione dei cibi nel convento dei Benedettini Olivetani della chiesa di Sant'Angelo Magno. La varietà dell'oliva ascolana del Piceno era già conosciuta e ricordata da Plinio e Marziale, fu apprezzata anche da Sisto V, dai compositori Gioacchino Rossini e Giacomo Puccini. La particolarità di questa pianta è di essere coltivabile, per il facile attecchimento, in poche zone del territorio ascolano che si distinguono per peculiari caratteristiche del terreno (humus). Il suo frutto, utilizzato per la preparazione delle olive ripiene, si distingue per avere un nocciolo piccolo ricoperto da un mesocarpo polposo e tenero.
I dolci tipici ascolani sono legati per lo più ai periodi di festa. Un esempio è il frustingo, dolce natalizio realizzato con fichi secchi, noci, mandorle e canditi, molto simile nel gusto e nella preparazione al celebre pane di pere zurighese. E poi i dolci tipici del periodo di Carnevale e Pasqua: le castagnole inzuppate nell'anisetta, liquore dolce all'anice prodotto nel Piceno, la cicerchiata, i ravioli con ripieno i castagne o di ricotta e la zuppa inglese detta “Pizza dolce”, farcita alle creme, che rappresenta il dessert tipico della tradizione picena.
Infine i Piconi (Ravioli): sono fatti con pasta frolla all'esterno e dentro un impasto di ricotta fresca, cacao amaro e castagne (qualcuno aggiunge un goccio di rum). Semplici e cotti al forno, sono adatti alle colazioni primaverili. Ci sono ovviamente anche i piconi al formaggio, fatti con pecorino fresco e stagionato, consumati come antipasti per il pranzo di Pasqua. Per quanto riguarda gli alcolici, tutta la zona dell'ascolano è nota per la produzione del Rosso Piceno superiore, del Falerio e del vino cotto, ottenuto dalla concentrazione del mosto mediante cottura.


Manuela Riboldazzi

 

La maglia azzurra 2018-19

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