gototopgototop
News
Un tuffo a 360° sulla ginnastica artistica novarese Un tuffo a 360° sulla ginnastica artistica novarese Di redazione vanovarava.it Forse in poc...
Novara Calcio: confermata l’iscrizione alla Serie C 2020-21 Novara Calcio: confermata l’iscrizione alla Serie C 2020-21 Di redazione vanovarava.it La società Novara ...
Il Club Piazzano Novara promosso in Serie A2! Il Club Piazzano Novara promosso in Serie A2! Pubblichiamo integralmente il testo del comunicato...
TC Piazzano: festa per la promozione in B femminile TC Piazzano: festa per la promozione in B femminile Pubblichiamo integralmente il testo del comunicato...
Classifica 2019/2020

‘Ndua ‘Nduma: Salerno


Di Manuela Riboldazzi

Trasferta non molto frequente nella storia del Novara Calcio, ma Salerno offre tanti spunti che rendono il prossimo impegno l’occasione giusta per partecipare e sostenere da vicino la squadra azzurra. Non sarà facile, perché il calore del pubblico di casa sarà un’arma in più per i granata.

La Storia: Fondata il 19 giugno 1919 da una cordata capeggiata da Matteo Schiavone, nel corso della sua storia è stata rifondata per tre volte: nel 1927, in seguito ad un precedente scioglimento, nel 2005 e nel 2011 per motivi finanziari. Il club esordì in campionato vincendo sul campo il proprio girone e successivamente a tavolino la finale del campionato di Promozione 1919-20 contro il Brasiliano (squadra napoletana che vinse l'altro girone). Gli allora bianco-celesti si ritrovarono quindi nel massimo livello calcistico dell'epoca, ma non andarono mai oltre la fase regionale. Retrocessero durante la stagione 1921-22, ma la fusione con lo Sporting Club Audax Salerno consentì alla Salernitana di mantenere la categoria.
Nel 1922 nacque infatti la Salernitanaudax, sodalizio che per divergenze interne e problemi vari fermò l'attività nel 1925. Tuttavia la Salernitana rinacque nel 1927 attraverso una fusione tra Campania e Libertas, ripartendo dal terzo livello. Ottenne la prima promozione in Serie B nel 1937-38, ma vi rimase per una sola stagione.
La Salernitana vinse la Coppa della Liberazione e si classificò seconda al Campionato campano 1945. Giocò poi nel Campionato misto Serie A/B 1945-46 come squadra cadetta e ottenne sul campo la promozione nella Serie A 1947-48.
Seguirono poi otto anni di militanza in Serie B, fino a quando non retrocesse in Serie C nella stagione 1955-56. Il 28 aprile 1963, durante la partita Salernitana-Potenza morì il primo spettatore in uno stadio italiano: Giuseppe Plaitano, colpito accidentalmente da un proiettile sparato in aria da un poliziotto nel tentativo di placare una rissa in campo scaturita per questioni legate alla partita, ma anche per l'ira dei tifosi provocata dall'eccessiva vigoria con cui fu placato l'iniziale invasore solitario.
Nella stagione di Serie C 1965-66 il club campano ottenne nuovamente la promozione in Serie B sotto la direzione di Domenico Rosati, ma la permanenza nel secondo livello nazionale durò nuovamente una sola stagione. Seguirono poi 23 anni consecutivi di terza serie e nella Serie C1 1989-90 infine la squadra granata ottenne la promozione nel campionato cadetto.
Anche questa volta la permanenza in B durò un solo campionato, ma con l'arrivo dell'allenatore Delio Rossi i campani tornarono pochi anni dopo in Serie B ottenendo la promozione nel campionato 1993-94 anche grazie ai gol di Giovanni Pisano. Successivamente, durante la presidenza di Aniello Aliberti fu nuovamente Serie A al termine di un campionato che vide di nuovo Delio Rossi in panchina. Nella Serie A 1998-99 retrocesse per un solo punto.
La Salernitana tornò in Serie B e dopo le prime stagioni in cui si propose tra le candidate per la promozione, si piazzò ventesima nel 2002-03 ma non retrocesse per via del “Caso Catania”. Nell'estate 2005, tuttavia, il club venne radiato dal professionismo per inadempienze finanziarie. Dopo una breve parentesi in Terza Categoria la società, nel corso del girone di andata, venne messa in liquidazione fallimentare. Nel frattempo a Salerno nacque - tramite il “lodo Petrucci” - una nuova società che ripartì dalla Serie C1 ed ottenne la promozione in seconda serie nel campionato 2007-08. La società in seguito acquisì i beni immateriali della precedente Salernitana, fra cui il marchio con l'ippocampo, ma retrocesse nuovamente in terza serie al termine del campionato di Serie B 2009-10. Dopo aver lottato fino ai play-off, la Salernitana 2010-11  non ottenne la promozione e anzi fu poi costretta a scomparire in quanto la società fallì per debiti.
Il calcio salernitano ripartì dalla Serie D 2011-12 attraverso il Salerno Calcio, che venne fondato da Claudio Lotito e Marco Mezzaroma. Il sodalizio, che nella stagione successiva divenne Salernitana attraverso l'acquisizione dei beni immateriali utilizzati dalle società precedenti, ottenne due promozioni consecutive, entrambe con Carlo Perrone allenatore. Conquistò inoltre la Supercoppa di Lega di Seconda Divisione nel 2012-13 e, con in panchina Angelo Gregucci, la Coppa Italia Lega Pro 2013-14. Nella stagione 2014-15, con alla guida Leonardo Menichini, ottiene con due giornate d'anticipo la matematica promozione in Serie B.

I Tifosi: La tifoseria dell’Unione Sportiva Salernitana 1919 sostiene in modo organizzato la propria squadra a partire dal 1977 e attualmente i gruppi ultras attivi nella “Curva Sud” dello stadio Arechi (cuore del tifo salernitano) sono: “Nuova Guardia”, “Salerno Ultras”, “Ultras Plaitano”, “Spartani Salernitani”, “Nucleo Storico”, “Contursi Ubriaca e Irriducibili”. Nell'agosto del 2014 si è sciolto il gruppo storico dei “Fedelissimi”. La Salernitana vanta una delle tifoserie più calorose nell'Italia meridionale: nel corso del 2014-15 la Curva Sud “Siberiano”, cuore del tifo salernitano, viene eletta come la curva più bella della terza serie nazionale tramite un sondaggio del canale web ufficiale della Lega Pro.
È dal 1977 che la Salernitana viene attivamente sostenuta dai propri tifosi, perché è a partire da quell'anno che gruppi di ragazzi che si ritrovano nel Bar Nettuno e nel Bar Reale decidono di mobilitare il pubblico con cori da stadio e striscioni per incitare in modo compatto la squadra. Nasce così il gruppo “Panthers '77”, il primo nucleo ultras di Salerno, che nel 1982 si fonde con altri gruppi organizzati (“Ultrà, Warriors”, “Fedayn” e “Fighters”) formando la “Granata South Force (GSF)”.
Con la GSF la Curva Sud dello stadio “Vestuti” vive uno dei suoi momenti di massimo splendore, incitando attivamente la squadra. È in questi anni che si concretizzano i gemellaggi con Bari e Reggina.
Nel 1990, con la promozione in B e il passaggio dal V”estuti” allo stadio “Arechi”, il tifo granata si arricchisce di tanti altri gruppi organizzati. Il club granata “Giuseppe Plaitano” si ingigantisce divenendo “Ultras Plaitano”, secondo gruppo guida della Sud, accanto alla GSF. Nel 1990 nasce anche la “Nuova Guardia (NG)”, gruppo del quartiere Pastena. Altri gruppi importanti sono i “Viking Guerrieri-Pazzoni” al seguito e il disciolto “East Side”.
Il gemellaggio con i tifosi del Bari nasce ufficialmente il 25 settembre 1983, quando il match giocato a Bari terminò 1-1 e molti sostenitori della Salernitana erano fianco a fianco a quelli baresi nel settore Curva Nord. Il gemellaggio dura ormai da più di trent'anni e in molte occasioni di confronto tra le due squadre, i sostenitori di entrambe le formazioni hanno dimostrato ammirazione, stima e amicizia reciproca anche attraverso cori, striscioni e coreografie.
Il gemellaggio con i tifosi della Reggina nasce nella stagione 1986-87, dopo che nei precedenti confronti si erano registrati scontri molto duri tra le diverse fazioni. Nella stagione successiva, allo stadio “Vestuti”, il gemellaggio fu definitivamente ufficializzato con una significativa coreografia della Curva Sud.
La forte amicizia con i tifosi del Brescia è più recente. Nel 1997, nella sfida giocata a Salerno tra granata e Brescia, ci fu la morte di un tifoso bresciano, Roberto Bani, che in seguito ad una spinta batté la testa sui gradoni della tribuna dello stadio “Arechi”. In quella circostanza il sostegno e l'affetto dimostrato dai salernitani nei confronti della famiglia del ragazzo furono molto apprezzati dai bresciani e da allora nacque un rapporto molto amichevole, quasi un gemellaggio.
La Salernitana, nel corso della sua storia, si è confrontata più volte con le squadre della sua stessa regione, ma i derby più “sentiti” da parte della tifoseria granata sono quelli con Cavese, Nocerina, Avellino, Napoli e Casertana.
I cugini di Cava de' Tirreni sono definiti “i rivali di sempre”, non solo perché Cava si trova a pochi chilometri dal capoluogo, ma anche perché entrambe le squadre sono nate nel 1919 e hanno iniziato a sfidarsi proprio a partire da quell'anno.
La recente rivalità con il Napoli è sorta quando sia il Napoli che la Salernitana militavano insieme in Serie B. Tuttavia durante la finale play-off contro la Juve Stabia, disputata al “San Paolo”, i tifosi azzurri nel 1994 presero parte al tifo stabiese: da lì si ebbe la prima scintilla che accese il fuoco di rivalità che si era da tempo congelata negli anni ottanta.

Lo Stadio: L'impianto prende il nome da Arechi II, principe e duca longobardo vissuto nell'VIII secolo. Tale intitolazione gli vale il soprannome di “Principe degli stadi”.
La costruzione dello stadio, avviata nel 1984 e conclusasi nel 1990, si rese necessaria a seguito delle condizioni inadeguate del vecchio impianto che, fino ad allora, aveva accolto le partite della Salernitana, lo stadio “Donato Vestuti”. La struttura venne inaugurata nel settembre del 1990, in occasione della partita giocata contro il Padova e terminata 0-0 che segnò il ritorno dopo 23 anni della Salernitana in Serie B. Nel 1998, dopo che la squadra ottenne la promozione in Serie A, venne effettuata una ristrutturazione di adeguamento dell'impianto.
Nel marzo 2014, la Salernitana trova l'accordo con il comune di Salerno per la ristrutturazione dell'impianto e per la gestione del manto erboso da parte della società granata fino al 2020.
Con la promozione in Serie B ottenuta nel maggio 2015, la società e il Comune hanno dovuto apportare diverse migliorie per adeguare lo stadio agli standard della categoria.

La Città: La maggior parte delle chiese di valore artistico-architettonico sono situate nel centro storico. Molte di esse hanno origine alto-medioevale e sono sorte come parte degli antichi monasteri a cui erano annesse. Lo stile predominante è il barocco che si è sovrapposto alle antiche architetture medioevali, comunque visibili e ben documentate in molti edifici. Il più importante edificio religioso cristiano cattolico della città è la Cattedrale di Salerno.
Di epoca longobarda sono, invece, le chiese di Sant'Andrea de Lavina, edificata in onore del proprio patrono dagli amalfitani deportati in città da Sicardo e di Santa Maria de Lama, riaperta al pubblico nel 1996 e costruita su una precedente costruzione di epoca romana e che conserva le uniche tracce di pittura longobarda ancora esistenti in città.
Il centro storico della città è costituito in gran parte dagli antichi edifici, rimaneggiati ed ampliati più volte nel corso dei secoli, della città longobarda e normanna con il suo dedalo di vicoli, le chiese ed i palazzi nobiliari. La parte alta del centro storico è caratterizzata dalla presenza di numerosi conventi, risalenti soprattutto al X e XI secolo, e da imponenti palazzi gentilizi come Palazzo San Massimo del principe Guaiferio. L'intero centro storico è stato gradualmente recuperato a partire dagli anni novanta ed è fulcro della vivace vita cittadina grazie anche alle caratteristiche botteghe ed i locali che lo animano fino a tarda notte.
Interessante, in quanto testimonia il più antico utilizzo dell'arco ogivale nel medioevo, è l'acquedotto longobardo, eretto nel IX secolo per rifornire i monasteri di San Benedetto e Piantanova.
Nel centro storico sono numerosi i palazzi gentilizi di origine normanna, come Palazzo Fruscione, o fortemente rimaneggiati o innalzati nel '500 e '600, come Palazzo Pinto, dai bei cortili interni e dalle stanze affrescate.
Il Teatro Municipale Giuseppe Verdi è il principale teatro della città, inaugurato nel 1872 e restaurato nel 1994.

La Cucina: La cucina a Salerno rispecchia in realtà la cucina campana, differenziandosi tuttavia da quella napoletana per la semplicità dei piatti; si può dire che Salerno sia rimasta praticamente immune dalle ricercatezze introdotte dalla corte francese a Napoli.
I piatti tradizionali sono quindi molto semplici e si basano sulla genuinità e sui sapori dei prodotti di mare e di terra che fanno da ingredienti, le pietanze più gettonate sono la milza imbottita di prezzemolo, menta e peperoncino, cotta in olio e aceto (tradizionalmente servita il giorno di San Matteo e vigilia), oppure il soffritto di frattaglie di bue.
Per quanto riguarda la pasticceria il dolce salernitano per eccellenza è la “scazzetta”: un pasticcino di pan di Spagna farcito di crema pasticcera e fragoline di bosco, ricoperto da una rossa glassa alla fragola che lo fa assomigliare al berretto di un cardinale, chiamato popolarmente con lo stesso nome. Dolce tipicamente natalizio della tradizione salernitana è “o cazunciell di castagnaccio” (calzoncello), formato da due dischetti di pasta frolla con al centro crema di cioccolata e castagne aromatizzata con canditi, liquore e polvere di cacao. Dolci tipici campani del periodo natalizio sono la pasta reale, i mustaccioli, il divin amore, i susamielli (sono dei dolci a forma di S).

Manuela Riboldazzi

 
In esclusiva per voi...

Storico Articoli