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‘Ndua ‘Nduma: Bari


Di Manuela Riboldazzi

Il Novara torna a Bari dopo l'ultima deludente stagione che segnò un finale amaro per i colori azzurri. Ma la formazione di Baroni ha tutte le carte in regola, quest'anno, per farsi rispettare anche in uno stadio come il “San Nicola”, emozionante e sempre suggestivo. Alle porte sta per andare in scena una delle trasferte più lontane di tutto il campionato.

La Storia: L'Associazione Sportiva Bari, nota semplicemente come Bari, ha militato per 30 stagioni nella Serie A a girone unico, risultando così la prima formazione della Puglia e la terza dell'Italia Meridionale, dopo il Napoli e il Cagliari, per numero di partecipazioni nel massimo campionato di calcio. La prima squadra di calcio di Bari fu fondata il 15 gennaio 1908 come Foot-Ball Club Bari. Come nel caso di molte altre squadre di calcio italiane, anche la fondazione del Bari fu caratterizzata dalla partecipazione di alcuni stranieri. Nell'anno sportivo 1927-28, alla fine di un campionato di vertice, il Bari F.C. raggiunse per la prima volta la Divisione Nazionale con la decisiva vittoria per 5-3 sulla Fiorentina, il 15 gennaio 1928 al Campo degli Sports. L'obiettivo della massima serie venne invece raggiunto nell'anno sportivo 1934-35, sotto la guida di András Kuttik. Nella stagione 1946-1947 (dominata dal Grande Torino) il Bari, allenato prima da Costantino e poi da Andras Kuttik (cambio necessario per effettuare la conversione dal gioco metodista a quello sistemista), stazionò per diverse giornate al quarto posto; nel girone di ritorno perse alcune posizioni in classifica e chiuse la competizione al settimo posto; traguardo attualmente non ancora eguagliato. Questo Bari è tuttora ricordato come la “Stella del Sud”.Con il 1977 inizia la lunga era della famiglia Matarrese al timone dell'A.S. Bari. Per la stagione 1981-82 la dirigenza biancorossa riconfermò come allenatore Catuzzi e appoggiò lo stesso tecnico emiliano, che volle iniziare il campionato di Serie B con buona parte dei giovani della formazione "Primavera", che poco prima avevano vinto la Coppa Italia Primavera (battendo in finale il Milan). Nella stagione 1989-90 la squadra giunse a metà campionato a ridosso della zona Uefa e poi chiuse la competizione con un 10º posto, mostrando la classe dei centravanti Joao Paulo e Maiellaro (quest'ultimo nei biancorossi dall'87). In virtù del piazzamento in Serie B nell'anno precedente, il Bari partecipò nella primavera del '90 al torneo di Coppa Mitropa dove, dopo aver superato le qualificazioni vinse la finale a Bari, il 21 maggio (in turno secco), battendo 1-0 il Genoa (il goal fu di Perrone al 14º minuto del primo tempo). La finale di Mitropa Cup fu anche l'ultima partita ufficiale giocata nello storico “stadio della Vittoria”. La sera del 3 giugno 1990, con l'amichevole Bari-Milan vinta 2-0 dai galletti, venne inaugurato il nuovo stadio “San Nicola”, che quell'estate ospitò diverse partite dei mondiali di Italia ’90. Nel biennio 1990-92 la dirigenza biancorossa attua una campagna acquisti onerosa: fra gli atleti ingaggiati si ricordano nel '90 il giovane rumeno Florin Răducioiu (ceduto l'anno seguente) e nel '91 David Platt. L'onerosa campagna acquisti del '91 determina il record di 21.912 abbonamenti al “San Nicola”. Tuttavia i risultati non arrivano: alla stagione 1990-91, conclusa con la salvezza ottenuta alla penultima giornata, segue il 1991-92, dove nella terza giornata Joao Paulo s'infortuna gravemente, rimanendo inattivo per l'intero anno e dopo la 5ª giornata, con 2 punti ricavati Salvemini si dimette. Il nuovo allenatore Boniek non riesce a salvare la formazione, nonostante un buon inizio nel girone di ritorno. Nella stagione 1996-97 la squadra, allenata dall'esperto Eugenio Fascetti, riconquista subito la Serie A. Arrivano nel capoluogo Gianluca Zambrotta ed il portiere Franco Mancini e la squadra disputa discretamente le prime tre stagioni in Serie A. In questi anni, anche grazie a un consolidato rapporto tra l'allenatore e il dg Regalia, il Bari si conferma società capace di scoprire e valorizzare diversi giocatori, ma non raggiunge traguardi più ambiziosi della salvezza. Indagini giudiziarie iniziate nel 2011 rilevano che nella stagione 2010-11 alcuni giocatori del Bari sono stati parte di un sistema di alterazione del corso delle gare, finalizzato all'arricchimento con le scommesse; le conseguenti sentenze penalizzano l'A.S. Bari per responsabilità oggettiva, con la sottrazione di 5 punti in classifica all’inizio della stagione 2012-13. Nel 2012 e 2013 la formazione biancorossa si salva dalla retrocessione in Lega Pro, mentre le gare interne registrano nuovamente un calo di spettatori. A fine febbraio 2014 l'A.S. Bari, rischiando seriamente il fallimento apre presso il tribunale del capoluogo pugliese la procedura di auto-fallimento, dichiarato ufficialmente il 10 marzo dello stesso anno; i beni aziendali non ancora pignorati (prima squadra e formazioni giovanili comprese) e il titolo sportivo (la categoria disputata) vengono rilevati ufficialmente, dopo un'asta, il 23 maggio 2014 dal Football Club Bari 1908 rappresentato dall'ex arbitro barese Gianluca Paparesta, che diventa il nuovo presidente. La formazione biancorossa continua quindi la militanza in serie cadetta.

I Tifosi: Gli ultras baresi nascono nel 1976, grazie a Franco Marvulli, detto Florio, che con la sua passione coinvolge molti altri ragazzi in Curva Nord sotto un unico striscione “Alè Grande Bari Club Ultras”. Decide di raggrupparli nella nord proprio per l’ammirazione verso la curva Maratona del Torino.
A quel primo striscione ne segue un altro, fatto in modo professionale, con la scritta “Ultras” accompagnata da un teschio di profilo con due ossa incrociate e anche questo striscione viene appeso in balconata.
I tifosi baresi sono abituati a seguire la squadra nelle varie categorie in cui ha giocato, per questo motivo si sono strette importanti amicizie con Sampdoria, Reggina e Salernitana. In passato ci sono stati gemellaggi anche con Torino e Lazio. La rivalità più accesa è quella con i leccesi, odiati da sempre; non scorre buon sangue anche con il Taranto, il Foggia, il Napoli, il Pescara, il Cosenza, la Roma, l’Avellino, il Verona ed il Genoa.
I gruppi più importanti della curva sono gli “Alcool Bari ‘85”, gli “Arditi”, la “Gioventù Biancorossa”, la “Vecchia Guardia”, il “Gruppo Stonati”, I “Boys”, le “Ultras Girls”, I “Generation Red White”, I “White Red Warriors”, gli “Allucinati”, I “Malati”, il gruppo “Baresità Estrema”. I gruppi più moderni sono “I Nuovi Fedelissimi”, I “Bulldogs” ed “I Baresi Veraci”. Da segnalare poi “Estrema Guardia” (1999), scioltasi proprio da poco, gli “Sconvolts” ed il “Gruppo Incollati”.
Nel 1976 nascono gli U.C.N., ossia “Ultras Curva Nord”, dal settore dello stadio dove stazionano gli ultras durante le partite interne del Bari, una federazione unitaria di tanti gruppi ultras. Nel 2011 lo scandalo del calcio scommesse vede coinvolti i vertici del movimento ultras biancorosso, che quindi vengono deposti. Fra il 23 e il 24 agosto del 2012 il movimento UCN viene sciolto (i vari gruppi ultras rimangono comunque attivi).

Lo Stadio: Lo stadio “San Nicola” è il maggiore impianto sportivo della città di Bari e della regione Puglia, nonché il 4º stadio più grande d'Italia. Sorge nella zona sud-ovest della città, nel territorio della IV circoscrizione Carbonara-Santa Rita, in un'area di 533.000 metri quadri.
Di proprietà del Comune di Bari, è stato intitolato al santo patrono della città a seguito di un referendum popolare abbinato a La Gazzetta del Mezzogiorno (Azzurro, Mediterraneo, Del Levante e Degli Ulivi le alternative scartate). Ospita le partite di calcio casalinghe del Bari dalla stagione 1990-91.
Nel 1984 la FIFA assegnò all'Italia il compito di ospitare i mondiali di calcio del 1990. Bari venne scelta come una delle 12 sedi che avrebbero ospitato la manifestazione, ma il vecchio stadio “della Vittoria”, ormai cinquantenne, non era più adatto a ospitare una manifestazione di tale importanza. Si optò quindi per la costruizione un nuovo impianto, il cui progetto venne assegnato al famoso architetto genovese Renzo Piano (egli stesso diede al nuovo stadio il soprannome di Astronave, per la sua inconfondibile forma estetica moderna).
Il progetto originale prevedeva uno stadio di calcio da 45.000 posti, tutti coperti, disposti su due anelli concentrici: l'anello inferiore all'interno di una collina artificiale creata appositamente, quello superiore costruito con l'impressione di essere sospeso nel vuoto. L'idea di suddividere la parte superiore del secondo anello in 26 “petali”, fu pensata dall'architetto per motivi di sicurezza: ogni “petalo” dista infatti 8 metri dall'altro, ciò permette l'isolamento di gruppi di tifosi ospiti impedendo scontri tra tifoserie. Su sollecitazione del CONI, che avrebbe voluto uno stadio adatto anche per altre discipline sportive, venne aggiunta al progetto la pista di atletica. Ciò ha portato inevitabilmente gli spalti, in particolare le curve, a una maggior distanza dal campo.

La Città: Bari è un comune italiano di 320.475 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e della regione Puglia. Bari è la città più grande ed economicamente più importante che si affaccia sul Mar Adriatico. È il nono comune italiano per popolazione, terzo del Mezzogiorno dopo Napoli e Palermo e primo della regione. E' il cuore di un'area metropolitana di circa 1.000.000 di abitanti.
Da vedere… Basilica di San Nicola di Bari: uno dei simboli della città di Bari, sorge nel cuore della città vecchia, in una larga piazza, dove, prima della sua costruzione, vi era il palazzo del catapano bizantino (distrutto durante una ribellione popolare). L'edificio fu eretto tra il 1087 ed il 1197, allo scopo di custodire le reliquie di San Nicola, trafugato da Myra da alcuni marinai nel 1087. La sua struttura è uno dei migliori esempi di architettura romanica pugliese.
La cattedrale di San Sabino fu eretta nell'XI secolo, dopo la distruzione della città (avvenuta nel 1156) ad opera di Guglielmo il Malo. Come la basilica, anche questa chiesa è uno dei migliori esempi di Romanico pugliese: ha una facciata semplice, e, come il resto del complesso, si caratterizza per la presenza di lesene, archi, bifore e monofore. In alto presenta un maestoso rosone dalla cornice variegata. I tre portali che immettono nell'interno sono datati all'XI secolo, ma sono stati rimaneggiati nel XVIII secolo.
Palazzo Mincuzzi: nel cuore del quartiere Murat, all'angolo tra la pulsante via Sparano e via Putignani, Aldo Forcignanò elaborò nel 1923 un progetto con soluzione d'angolo per l'edificio, che mantiene tuttora chiare finalità commerciali. La facciata è un coacervo di colonne, lesene bugnate, capitelli ionici e mascheroni tra i quali si sviluppano le molte finestre. Gli interni, ricchi di decorazioni Liberty, sono dominati da un monumentale scalone e illuminati dalla cupola vetrata che sovrasta l'edificio.

La Cucina: La cucina pugliese in generale si basa sui tre prodotti agricoli principali della regione cioè il grano, l'olio e il vino. La cucina barese è arricchita anche da ortaggi e frutta, abbondanti nell'agricoltura locale, e dalla produzione del pane pugliese e delle paste alimentari casalinghe: orecchiette, recchietelle o strascinate, la variante tarantina chiancarelle (ossia orecchiette di grandezza varia),cavatelli, lagane, troccoli (ossia fettuccine), fusilli (ossia maccheroni arrotolati), tripoline e mignuicchi (ossia gnocchetti di semola).
Con la pasta fatta in casa si preparano anche calzoni al forno ripieni di cipolla, acciughe sotto sale, capperi e olive; panzerotti fritti ripieni di lardo e ricotta o mozzarella; pettole alla barese;pizze rustiche, la tipica focaccia alla barese, i taralli, le friselle e gli scagliozzi o sgagliozze, ossia fette di polenta fritta, preparate e direttamente vendute per le strade della città vecchia. Condimenti sovrani sono l'olio d'oliva e l'aglio. Ottime sono le minestre di verdure e quelle a base di pane (pancotto e caponata), ceci, fave intere o schiacciate (con cicorie), cavoli, sedani, cardi efinocchi che compaiono in tavola anche da soli con olio, o salati o con brodo di maiale.
I piatti di carne sono per lo più a base di agnello (tacche al forno, cottarello, involtini in barese “ghimridd'”), di maiale (capocolli e salsicce varie, soprattutto condite con peperoncino), coniglio e cacciagione. Una raffinatezza è quella dei tordi in salsa conservati nel vino bianco.
Specialità: il riso al forno alla barese, chiamato pure riso, patate e cozze, piatto ereditato dall'occupazione spagnola e detto anche “tiedda”, nome che suggerisce l'uso della paella spagnola in passato, nonché le linguine al sugo di seppia e le lumache alla barese, ossia lumache raccolte dal vicino altopiano della Murgia, cotte o lessate e condite in vario modo.
In quanto città di mare, Bari è famosa per i numerosi piatti di pesce: il dentice alle olive, l'orata alla san Nicola, le alici arracanate e i polipetti in casseruola.
Tra i dolciumi tipici, molti legati a periodi di festività, si ricordano le cartellate e i bocconotti (tipiche ricette natalizie), le paste reali, le castagnedde, i sassanelli, le zeppole (tipiche del periodo di carnevale), la scarcella (dolce pasquale) e il callume, ossia sanguinaccio dolce.
Tra i vini pregiati di Bari e della provincia si ricordano: il Castel del Monte, il Moscato di Trani, i bianchi di Alberobello e Locorotondo, l'Aleatico e varietà di Cerasuolo e di Sangiovese. È abbondante la produzione di vini da taglio tra cui il Barletta.

Manuela Riboldazzi

 
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