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‘Ndua ‘Nduma: Vercelli


Di Manuela Riboldazzi

Il derby contro la Pro Vercelli ha sempre un fascino particolare e sia i tifosi azzurri, che quelli d’oltre Sesia, sanno che questa volta in palio ci sarà ancora più del solito, vista la situazione in classifica di entrambe le squadre. Nella trasferta a noi più vicina, andiamo a conoscere più nel dettaglio luoghi, piatti tipici e tifoseria dei nostri prossimi avversari…

La Storia: Tra i club più antichi e titolati d'Italia (fondato nel 1887, si affiliò alla Federazione Ginnastica d'Italia l'11 luglio 1892 e istituì la propria sezione calcio nel 1903), la Pro Vercelli vanta nel proprio palmarès sette scudetti, vinti tra il 1908 e 1922. Conta, inoltre, 6 presenze nel girone unico di Serie A, tra il 1929 e il 1935 e 9 in Serie B. Tra le squadre italiane ad aver vinto uno scudetto è l'unica proveniente da una città non capoluogo di regione ed è stata l'unica proveniente da una città non capoluogo di provincia. La Pro Vercelli risulta essere, inoltre, l'unica società del calcio italiano (assieme alla Novese) ad aver vinto uno scudetto in qualità di neopromossa in massima serie (nel 1908).
Tra i calciatori più rappresentativi che militarono nelle file del club si citano il difensore Virginio Rosetta e gli attaccanti Silvio Piola e Pietro Ferraris, tutti e tre laureatisi campioni del mondo con la Nazionale guidata dal CT Vittorio Pozzo.
Al debutto in massima divisione nel 1908 la squadra piemontese seppe imporsi e riuscì nell'impresa di vincere immediatamente il campionato italiano, battendo nelle eliminatorie regionali la Juventus e superando in finale, in un triangolare, la U.S. Milanese e i genovesi dell'Andrea Doria. A favorire l'impresa contribuì almeno in parte la decisione da parte della federazione di escludere dal campionato italiano i giocatori stranieri, che furono dirottati a giocare un campionato parallelo a quello italiano, detto federale, comunque sempre organizzato dalla FIF e vinto alla fine dalla Juventus.  Nel 1909 la Pro Vercelli si confermò campione d'Italia.
Nel 1909-10, campionato in cui si sperimentò per la prima volta un girone unico all'italiana, una Pro Vercelli che sembrava destinata a festeggiare la vittoria dello scudetto per la terza volta consecutiva, trovò una tenace rivale nell'Internazionale, neonata squadra milanese, che chiuse al primo posto in classifica il torneo a pari merito con i bianchi, rendendo necessaria la disputa di uno spareggio per assegnare il titolo. Dopo aver ottenuto un primo rinvio a causa di un'amichevole (peraltro nemmeno disputata), i vercellesi chiesero nuovamente di rinviare la sfida-scudetto, in quanto tre dei loro migliori giocatori erano impegnati in un torneo militare. L'Inter, tuttavia, si oppose, con la motivazione che un eventuale rinvio avrebbe fatto coincidere la partita con le proprie amichevoli. La Federcalcio, allora, essendo impegnata nell'organizzazione dei primi incontri della Nazionale e ritenendo che la richiesta della Pro di posticipare lo spareggio-scudetto fosse una tattica per guadagnare tempo e recuperare i propri giocatori infortunati (vista la mancata partecipazione alla prima amichevole), non concesse la proroga. Il presidente Bozino rispose schierando, il 24 aprile, gli undicenni della Squadra Ragazzi, che persero 10-3 una partita già scritta. Per questo episodio e per la singolare protesta, tutti i membri della società piemontese furono multati dalla F.I.G.C. per condotta antisportiva. I vercellesi si dovettero accontentare del titolo nella sostanza onorifico di “Campione italiano”, che, secondo il regolamento dei campionati 1909-10, sarebbe spettato alla migliore classificata tra le squadre “pure italiane" (prive cioè di stranieri), mentre l'Inter vinse il titolo ben più importante di “Campione federale” in quanto prima assoluta.
Nonostante l'amarezza per il secondo posto, i bianchi seppero rifarsi nei tre anni successivi, quando conquistarono altri tre titoli consecutivi (1910-11, 1911-12, 1912-13), finendo per insidiare il primato del Genoa nell'albo d'oro. Inoltre, a Torino, il 1º maggio 1913, nell'amichevole Italia-Belgio (1-0) nove giocatori della Pro Vercelli furono schierati tra i titolari.
Dopo la prima guerra mondiale, la Pro Vercelli seppe riconfermarsi tra i più forti club italiani, lanciando Virginio Rosetta e vincendo, nel 1920-21, il sesto scudetto, battendo nella finalissima il Pisa per 2-1.
L'anno dopo, il 1922, fu l'anno della scissione all'interno della Federazione, spaccata dalle proteste dei piccoli club che si sentivano poco tutelati. I bianchi seppero comunque aggiudicarsi il settimo scudetto con la vittoria del Campionato C.C.I.
Quello del 1922 rimase l'ultimo scudetto per la  Pro: con la crescita dei team di Torino e Milano e del Bologna e la diffusione del professionismo (destò clamore, nel 1923, il passaggio di Rosetta alla Juventus per le cifre offerte al giocatore da Edoardo Agnelli), le casacche bianche, saldamente legate ai valori dello sport dilettantistico, persero quotazioni, così come accadde lentamente a tutte le squadre appartenenti a quel grande laboratorio di talenti che era il “quadrilatero piemontese”.
Fu nei primi anni trenta che esplose il talento del giovane Silvio Piola, prodigioso attaccante che resse le sorti della squadra per cinque stagioni e che fu dirottato alla Lazio nel 1934. Senza più il suo goleador, la Pro Vercelli perse il suo smalto e il suo mito crollò definitivamente. Al termine del campionato 1934-35 i piemontesi retrocessero tra i cadetti, lasciando la Serie A. A Piola fu intitolato lo stadio “Robbiano” nel 1996, dopo la sua morte.
Una volta caduta in Serie B la Pro Vercelli non fu in grado di combattere per riacquisire un posto in massima serie. Dopo diverse stagioni di permanenza a centro-classifica, nel 1940-41 la squadra concluse all'ultimo posto il campionato e crollò in terza serie, categoria dalla quale risalì solamente nel dopoguerra per la riforma del campionato cadetto. Dopo due buoni campionati (1945-46 e 1946-47), però, la Pro Vercelli fece parte del grande numero di squadre destinate a comporre la Serie C al termine del difficile campionato 1947-48: la Pro non fece ritorno in B fino al 2012.
La stagione 2009-10 è stata la sedicesima consecutiva disputata dalla Pro Vercelli in Serie C2/Lega Pro Seconda Divisione (record assoluto di partecipazioni consecutive). In questa stagione, inoltre, si è disputato per la prima volta il derby con la neopromossa Pro Belvedere Vercelli. Dopo anni di precaria situazione economica, la squadra pare aver raggiunto una certa stabilità che le ha garantito buone prestazioni, anche sul campo, nel campionato 2006-07 e nel campionato 2007-08. Il 30 giugno 2010 l'iscrizione alla Lega Pro Seconda Divisione viene assicurata solo grazie a una raccolta di fondi effettuata dalle forze imprenditoriali cittadine, che racimolano i 140.000 euro necessari. Ma il 16 luglio 2010 la società viene esclusa dalla Lega Pro. Dopo una settimana esatta dall'esclusione, in Comune comincia un tavolo tecnico tra dirigenti della Belvedere e della vecchia Pro per salvare la storica casacca bianca e i suoi sette scudetti. Le autorità comunali assegnano il marchio storico alla dirigenza della Pro Belvedere Vercelli.
Il 4 agosto 2010 avviene la definitiva esclusione dalla Lega Pro ed il successivo 6 agosto il club viene rinominato Unione Sportiva Vercelli Calcio, per permettere alla Pro Belvedere Vercelli di chiamarsi FC Pro Vercelli 1892 e di continuare la sua gloriosa storia ultracentenaria. La radiazione della vecchia società giungerà poi, dopo varie traversie giudiziarie, il 19 dicembre 2013.
Il 10 giugno 2012, in finale contro il Carpi Calcio (0-0; 3-1)e dopo aver eliminato il Taranto in semifinale, la Pro Vercelli conquista la Serie B dopo 64 anni dalla sua ultima apparizione.
La permanenza nella serie cadetta delle “bianche casacche” dura però soltanto una stagione: il 3 maggio dell'anno successivo arriva infatti la matematica certezza della retrocessione in Lega Pro con due partite di anticipo, dopo la sconfitta per 3-1 sul campo del Verona.
Nella stagione 2013-14 la Pro Vercelli chiude il campionato di Lega Pro Prima Divisione al secondo posto a solo un punto dalla vetta, mancando proprio all'ultima giornata la rimonta sulla capolista Virtus Entella e qualificandosi per i play-off che li ha visti trionfare in finale contro il Südtirol, dopo aver eliminato rispettivamente Feralpisalò  e Savona, tornando così in Serie B il 7 giugno 2014 dopo soltanto una stagione di assenza.
Nella successiva stagione i vercellesi raggiungono la salvezza matematica all'ultima giornata, nonostante la sconfitta a Trapani.

I Tifosi: Il movimento ultras a Vercelli prende corpo intorno alla prima metà degli anni ‘80, con gruppi pionieristici come “White Riot”, “Lions” e “Ultras”. Nel 1986 nascono le “Weiss Brigaden”, ma la stagione 1989-90 riserva purtroppo una brutta sorpresa, la radiazione della società, che deve ripartire dal campionato di Promozione, con le “Weiss Brigaden” che diminuiscono di conseguenza l’attività del gruppo, i cui membri si aggregano in seguito ad altri club per dar vita agli “Eternamente Leoni”.  Verso il 1993-94 sorgono nuovi gruppi, come il “Vercelli Front”, il “N.e.d.o” e la sezione di Santhià degli “Ultras”. La stagione 1994-95 vede il gran ritorno delle “Weiss Brigaden”, al fianco di una squadra tornata competitiva. Grazie al buon andamento della squadra vengono organizzate molte trasferte, presentandosi in buon numero quasi ovunque, vedasi i circa 500 di Lumezzane per la gara decisiva dei play-off per salire in C1. Nel ‘99 nascono i gruppi “Boys”, “Nuova Guardia” e “Ultras Vercelli”, con l’intento di portare una ventata di novità ed entusiasmo. Dopo anni travagliati per la Curva Ovest, in cui molte volte si è dovuta notare la completa assenza di movimento ultras al seguito della Pro, alla fine degli anni ‘90 un gruppo di giovani, senza tante esperienze, ha cercato di far rinascere la curva. Nel corso degli anni sono cambiati i nomi dei gruppi-guida, ad esempio nei primi anni 2000 di una certa importanza c’è la “Gioventù Bianca”, che però non durerà molto. Nel 2004 nascono i “White Lions”, gruppo che più di tutti è riuscito a far avvicinare le diverse generazioni di ragazzi presenti nella Ovest, problema storico a Vercelli. Ma anche questi, dopo anni passati a testa alta, hanno dovuto arrendersi per le numerose  diffide (ben una trentina negli ultimi tempi) e sciogliersi nell’agosto 2008, lasciando la curva priva di una guida. Dopo di loro, alcuni amici si sono improvvisati “capi della curva”, provando ad organizzare il tifo nella Ovest, con il nome di “Giovani Leoni”. Gli stessi, insieme poi ad altra gente, hanno sciolto i “Giovani Leoni” e deciso di costituire il “West Side”, gruppo trainante della Ovest da tre anni, affiancato da altri gruppi minori.
Amicizie: Pro Sesto, con un vero e proprio gemellaggio, solido e forte rapporto e con diverse visite reciproche. Benevento, con una sentita amicizia e rispetto reciproco. Lo scorso anno, all’andata, i vercellesi vennero ospitati dai sanniti con tanto calore e affetto, ricambiato qualche mese dopo a favore dei beneventani. Giulianova, nonostante l’ostacolo della lontananza resistono i buoni rapporti instaurati durante la finale dello Scudetto Dilettanti del 1994.
Rivalità: Novara è senza dubbio la rivalità più sentita, acerrima, profonda, per motivi di campanilismo, essendo le due città divise solo da una ventina di chilometri. Ma rivalità anche con Casale, derby storico e uno spiccato dissapore tra due città assai vicine. Da menzionare anche inimicizie con Biellese, Alessandria e Pro Patria.

Lo Stadio: Inaugurato nel 1932 in sostituzione del preesistente terreno casalingo della Pro Vercelli, lo stadio fu inizialmente intitolato a Leonida Robbiano, aviatore e pioniere dell'Aeronautica Militare italiana. Nel 1998, con una delibera comunale, l'intitolazione venne modificata alla memoria di Silvio Piola, storico attaccante che dal 1929 al 1934 collezionò 127 presenze e segnò 51 gol con la maglia della Pro Vercelli.
Originariamente la struttura poteva ospitare fino a 12.000 spettatori ed era provvista di una pista d'atletica leggera, che venne successivamente rimossa nel corso di una delle ristrutturazioni.
Oltre ad aver assolto fin dalle origini la funzione di campo casalingo della Pro Vercelli, dalla stagione 2006-07 al 2009-10 il “Piola” ha ospitato anche le partite interne della A.S. Pro Belvedere Vercelli.
L'impianto ha subìto vari interventi di ristrutturazione nel corso della sua esistenza. Gli ultimi interventi in ordine di tempo sono stati eseguiti nell'estate 2011  e nel 2012. Per consentire la messa in opera degli interventi di ristrutturazione, dall'inizio del campionato e fino al 14 ottobre 2012, la Pro Vercelli dovette giocare le gare interne allo stadio “Leonardo Garilli” di Piacenza. A partire dal 20 ottobre 2012, in occasione della partita casalinga contro il Padova, le bianche casacche ripresero a giocare allo stadio “Piola”.
Nel 2015, in vista della scadenza della summenzionata deroga alla capienza dell'impianto (che quindi non avrebbe più potuto ospitare le gare di seconda serie), il comune di Vercelli e il club biancocrociato concordarono di procedere all'ampliamento della gradinata nord, attuato mediante l'abbattimento del muro di cinta retrostante e il rialzamento dello spalto mediante la posa di una struttura metallica mobile. Grazie a tale intervento, la capienza del “Piola” viene portata a 5.500 posti a sedere, ovvero il minimo per ottenere la proroga della deroga alla regola dei 10.000 posti. La gradinata rinnovata viene aperta il 6 settembre, in occasione del match inaugurale del campionato di Serie B 2015-16.

La Città: Vercelli è un comune italiano di circa 50.000, è l'undicesima città della regione per numero di abitanti, situata sulla sponda destra del fiume Sesia ed è, da sempre, un importante centro agricolo e commerciale, nello specifico per il commercio del riso in tutta Europa, che le è valso l'appellativo di “capitale europea del riso”, con tanto di Stazione Sperimentale di Risicoltura e la Borsa azionaria del Riso, la più importante d'Italia. Oltre il mercato risiero, l'agricoltura e l'enogastronomia, a Vercelli sono anche presenti industrie meccaniche, tessili, chimiche e alimentari. Di antica tradizione è altresì l'artigianato dell'argento.
Il centro storico sorge sull'area di un luogo fortificato romano ed è delimitato da viali che corrono sul tracciato delle antiche mura; al di là si sono sviluppati i moderni quartieri; la manifestazione musicale di rilievo è il celebre premio internazionale Viotti (famoso violinista vercellese del XIX secolo), associato all'omonimo festival estivo. A Vercelli sono inoltre presenti gli Uffici amministrativi, il Rettorato ed il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”. La città è nota per conservare tuttora la prima traccia scritta in assoluto nella storia della lingua inglese, il cosiddetto Libro di Vercelli.
L'imponente Cattedrale neoclassica che si può ammirare oggi è il risultato finale di vicissitudini architettoniche che iniziarono dalla fine dell'anno 300 per volere di Sant'Eusebio primo vescovo di Vercelli e del Piemonte. Sulle vestigia della primitiva chiesetta eusebiana sorse tra il V e il VI secolo una basilica paleocristiana. Nei secoli successivi la Cattedrale subì parecchi rifacimenti; nella metà del Settecento su progetto di Benedetto Alfieri furono costruiti l'atrio e la facciata; nel 1860 fu innalzata la cupola. Dell'antica basilica non rimane che il severo e imponente campanile ornato di archetti pensili.
La Basilica di Sant’Andrea è un autentico capolavoro, costruita in nove anni (1219-1227) è il simbolo di Vercelli. Gli elementi architettonici del romanico e del gotico con influssi normanni e provenzali ne scandiscono l'eleganza e l'armonia.
La Chiesa di S. Cristoforo custodisce un patrimonio di opere pittoriche del '500 di inestimabile valore. L'edificio conserva la struttura cinquecentesca a tre navate con tiburio, transetto e vasto presbiterio. Straordinario il ciclo di affreschi di Gaudenzio Ferrari, uno tra i più grandi pittori rinascimentali del Piemonte.
Edificato nel 1290 grazie alla volontà di Matteo I Visconti. La sua struttura originaria era di forma quadrata con torri agli angoli e alla metà di ogni lato. Il castello visconteo si distingue dalle costruzioni fortificate militari, infatti ha più la caratteristica della dimora signorile rinascimentale atta a rappresentare la potenza politica del signore. Attualmente è la sede del Palazzo di Giustizia.
Il Palazzo Centori venne realizzato nel XV secolo apparteneva alla famiglia dei Centori. È tuttora conservato lo straordinario cortile interno in stile bramantesco a forma rettangolare, unico esempio in Piemonte. Archi a tutto sesto, colonne di granito e un piano superiore con doppio numero di archi ne fanno il più bel palazzo laico della città.

La Cucina: Tra i prodotti tipici di Vercelli vi è il riso, da cui il piatto tipico: la Panissa, che si distingue da quella novarese per gli ingredienti. Quella vercellese utilizza riso della varietà Arborio, Baldo o Maratelli, fagioli della qualità tipica coltivata a Saluggia, cipolla, vino rosso Barbera, lardo, “salam d'la duja”, sale e pepe. Gli ingredienti della paniscia novarese sono invece: riso della varietà Arborio, fagioli borlotti, cavolo verza, carota, sedano, cipolla, vino rosso (possibilmente delle Colline Novaresi), lardo, cotica di maiale, “salam d'la duja”, sale e pepe.
Altri piatti tipici di Vercelli sono la fagiolata, le rane, i fritti di maiale, la polenta concia e i capunèt, semplici involtini con verdure e mortadella. Tra i dolci di Vercelli la pastafrolla dei bicciolani, friabili biscotti aromatizzati con cannella, cacao e chiodi di garofano, la tartufata una torta di panna e crema, con la base guarnita con granella di nocciole, e ricoperta da vaporose sfoglie di cioccolato con zucchero a velo, le miacce, cialde, sottilissime e croccanti, servite con il miele, il gorgonzola, le marmellate, lo speck e, da non dimenticare, la toma valsesiana. Per finire la tartufata, una torta al cioccolato con combinazione di morbido pan di Spagna e crema chantilly, coperta da fragili onde di cioccolato.

Manuela Riboldazzi

 
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