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Novara in A: che fine hanno fatto?


Di Massimiliano Cristina

Quattro anni fa, giorno più giorno meno, Novarello trepidava per un ritorno in Serie A atteso 55 anni. Tanto l'entusiasmo dopo il doppio salto dalla Lega Pro, numerosi i volti nuovi che - lo sappiamo tutti - hanno deluso, chi più e chi meno, le aspettative. Ad ogni modo ognuno di loro è entrato nella storia del Novara Calcio e adesso che è periodo di nuovo ritiro in cadetteria col sogno - mai sbandierato ma lecito - di ripetere il doppio salto carpiato, c'è la curiosità di capire quei volti che fine abbiano fatto. Il tutto nato da una semplice domanda davanti a un caffè: “Morimoto, te lo ricordi? Chissà che fine ha fatto”. Bene, vediamolo.

Samir Ujkani: Dall'addio al Novara non ha più trovato un ruolo da protagonista tra i pali tra Chievo e Palermo. Ha di recente firmato, da svincolato, con il Genoa dove farà da vice a Perin.

Alberto M. Fontana: Smessi i panni del portiere, Jimmy fa il procuratore sportivo. Tra i suoi assistiti proprio Samir Ujkani, suo compagno in azzurro.

Achille Coser: Dopo l'azzurro, senza mai troppa luce di riflettori addosso per la verità, un po' di continuità l'ha trovata solo a Cesena. A trentatré anni ha di recente firmato un biennale col Sudtirol dopo le zero presenze tra Livorno e Virtus Entella.

Giuseppe Gemiti: E' stato protagonista con alterne fortune a Livorno, più in B che in A (solo 10 presenze). Ora ha firmato col Bari con cui affronterà il Novara.

Andrea Lisuzzo: A trentaquattro anni ha giocato l'ultimo anno con la maglia del Pisa in Prima Divisione.

Carlalberto Ludi: E' uno dei reduci di quella cavalcata trionfante. Tormentato dagli infortuni, il capitano è pronto a riprendersi il posto in mezzo alla difesa per la stagione che verrà.

Carlos Labrin: Arrivato al Piola tramite Palermo con grandi aspettative, si è rivelato un discreto flop. Ora gioca nella Primera Division cilena, ma ha perso anche il giro della Nazionale dal 2012.

Michel Morganella: L'ultima stagione a Palermo l'ha consacrato in Serie A. Protagonista di una buonissima annata, chiusasi con un brutto infortunio, è pronto a ripetersi. Ha fatto il salto di qualità che a Novara si aspettavano tempo addietro.

Pablo H. Dellafiore: Ce lo troveremo di fronte con la maglia del Latina con cui ha collezionato 12 presenze e 1 gol nella scorsa stagione.

Massimo Paci: Anche per lui finale di carriera in Lega Pro, più precisamente al fianco di Lisuzzo.

Santiago Garcia: Decisamente troppo acerbo per la Serie A nel 2011-12, sembra aver trovato la sua dimensione in Bundesliga. Dal 2013 gioca nel Werder Brema, squadra che storicamente concede un sacco di gol. Comunque si è affermato a buon livello.

Matteo Centurioni: Appese le scarpe al chiodo il colosso difensivo si è dato ai panni dell'allenatore. Tra Novara e Udinese ha allenato le giovanili.

Leandro Rinaudo: Con la nostra maglia è rimasto nella storia per il famoso Rinuado stampato sopra il 77. Da lì in poi il campo l'ha visto poco tra Livorno, Chiavari e Bari. Ora sarebbe di nuovo in Liguria.

Gabriel Silva: Arrivato a stagione in corso si è affermato nell'Udinese. L'anno scorso era un pezzo pregiato del mercato estivo, quest'anno - complice un'annata sfortunata passata in infermeria - è meno sulla bocca di tutti. Potrebbe finire al Granada restando in orbita Pozzo.

Luigi Giorgi: Gioca ancora in Serie A. Lo ha fatto discretamente col Cesena, pur non evitando la retrocessione e dovrebbe poterlo fare con l'Atalanta di Reja.

Alex Pinardi: E' tornato al Piola da avversario durante l'ultima stagione con la maglia del Feralpi Salò. Ha rinnovato a fine maggio per un'altra stagione in Lega Pro.

Daniel Jensen: Chi?!? Sì, proprio lui, il danesone che è passato da Novarello dopo un grave infortunio. Tracce zero ovviamente, ora sta sparando le ultime cartucce in patria con il Sonderiyske. No, non è un codice fiscale.

Marco Rigoni: Lo sappiamo tutti, ma lo ripetiamo. Marco è rimasto in società diventando Brand Manager dell'area marketing e comunicazione.

Filippo Porcari: Pippo l'ha rifatto! E' tornato in Serie A scrivendo una favola, questa volta quella del Carpi. Non può essere solo un caso.

Francesco Marianini: Ha lasciato il calcio giocato nel 2014 per mancanza di stimoli. Ora gioca a tennis ed è istruttore dei Pulcini a Calci.

Andrea Mazzarani: E' retrocesso sul campo nel play-out perso dalla Virtus Entella contro il Modena. Curiosamente adesso è tornato a vestire proprio la maglia dei Canarini.

Simone Pesce: E' un altro dei reduci da quell'annata in Serie A con un crescendo di emozioni e rendimento in azzurro. Fa parte della vecchia guardia e se il mercato non lo porterà in altri lidi, sarà una colonna portante in questa Serie B.

Ivan Radovanovic: Ha trovato la sua dimensione a Verona sponda Chievo. Senza lodi particolari, ma soprattutto senza infamia.

Raffaele Rubino: Il capitano, l'uomo dei record azzurri, ci ha lasciato in maniera turbolenta nel 2014 e dopo un'annata al Prato, segnando 7 gol, ha deciso di appendere le scarpe al chiodo.

Takayuki Morimoto: Eccolo qua il motivo scatenante. Il giapponesino volante, battezzato così da me dopo qualche caffè di troppo, ora gioca in patria nel JEF United. Non preoccupatevi se non l'avete mai sentita nominare come squadra, non è importante.

Pablo Granoche: El Diablo ha confermato la sua capacità di segnare solo in Serie B. Impressionanti i numeri a Modena, quasi quasi un pensierino lo faremmo volentieri.

Giuseppe Mascara: Ha chiuso la carriera da calciatore a Siracusa, casa sua, in Eccellenza. Segnando, come ha quasi sempre fatto anche negli Emirati Arabi. Ora inizia la carriera in panchina, sempre a Siracusa.

Jeda: Qualche mese fa era balzato all'onore delle cronache per il suo trasferimento all'Acqui, in Serie D. Tre gol lì e altrettanti alla Nuorese, sempre in D, da dicembre in poi.

Andrea Caracciolo: Ha rinnovato di tre anni col Brescia sposando il progetto e la città. L'airone continuerà a volare con le rondinelle.

Riccardo Meggiorini: Con la maglia del Chievo è stato protagonista forse dell'annata più convincente della sua storia in Serie A. Continua a segnare col contagocce, ma i quattro gol portano con sé delle novità: una buona presenza in campo condita a pericolosità che dà un senso diverso al suo esistere; nessuno dei 4 fatto all'Inter, di per sé quasi incredibile.

Ecco dunque che fine hanno fatto i giocatori di quella rosa storica. Tra il serio e il faceto, abbiamo rispolverato un po' di storia. C'è chi continua a farla in Serie A, chi ha trovato la sua dimensione in altre categorie e chi, come Garcia, si è accasato in uno dei campionati più competitivi. Poi c'è Morimoto che resterà sempre un idolo per la sua versione calciatore-pokemon di primo livello. Certo, a distanza di quattro anni e col facile senno di poi, possiamo comprendere che i punti conquistati in quella stagione furono meritati, come tutto il resto purtroppo. Tu chiamale, se vuoi, emozioni. Vita.

Massimiliano Cristina

 

La maglia azzurra 2018-19

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