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Esclusiva VNV: L'intervista a Felice Evacuo


Di Alberto Battimo

Avere in rosa dei giocatori di grande feeling con la rete è un privilegio che solo poche squadre si possono permettere, soprattutto in Lega Pro. Il suo approccio alla gara è sempre stato positivo: si impegna dal primo all’ultimo minuto, ha una capacità realizzativa al di sopra della norma e non è facile per gli avversari togliergli palla. Un attaccante devastante, ha conquistato sin da subito i cuori dei tifosi azzurri. Lui è… Felice Evacuo.

Vittoria fondamentale quella ottenuta contro l'Arezzo, tre punti che uniti al contemporaneo pareggio del Bassano ci consentono di avere in mano le sorti del nostro destino. Non è stato facile battere gli aretini, sono venuti a Novara con tutte le intenzioni di vendere cara la pelle nonostante la salvezza già raggiunta, hanno cercato di chiudere tutti gli spazi ma alla fine hanno dovuto cedere alla superiorità tecnica e territoriale del Novara. Qual è stato l'aspetto determinante che vi ha permesso di vincere? “Secondo me la motivazione è stato il fattore principale nella vittoria contro l’Arezzo. Eravamo consapevoli di giocarci l’intero campionato nonostante l’attesa di un risultato positivo per noi da Monza. Il nostro siamo riusciti a farlo e questo è l’importante… abbiamo affrontato la sfida con la giusta carica e motivazione e per i nostri avversari non c’è stato nulla da fare”.

La settimana che ha preceduto la sfida contro l'Arezzo è stata piena di emozioni... la notizia dei cinque punti riconquistati ha ricreato quell'entusiasmo presente prima della sentenza shock degli otto punti tolti. Siete soddisfatti appieno di questa restituzione parziale oppure un po' di rammarico è rimasto? “Il rammarico rimane perché senza penalizzazione avremmo già la promozione in tasca, ma anche nel calcio bisogna rispettare le regole: se una penalizzazione c’è stata può darsi che qualcosa di non esatto sia stato fatto, però già la restituzione di cinque punti penso che abbia dato una giusta dimensione... otto punti mi sembravano davvero eccessivi per quello che viviamo nel calcio attuale e soprattutto per quello che avrebbe commesso la società, se qualcosa ha commesso ovviamente”.

Come state vivendo all'interno dello spogliatoio questa settimana? Da un giocatore di esperienza come la tua qual è il giusto modo di gestire l’arrivo di una sfida tanto attesa e importante? “Normale provare un’emozione in più rispetto alle solite settimane perché domenica andremo a decidere il destino del nostro campionato in una sola partita, sicuramente non sarà una partita come le altre. Allo stesso tempo sappiamo anche che il match sarà tutto da giocare e soprattutto da vincere, quindi dobbiamo essere concentrati al massimo perché la partita potrà nascondere delle insidie.
Bisogna gestire questi giorni con la massima serenità, sappiamo benissimo dell’importanza della sfida però dovremo sempre scendere in campo e fare la nostra prestazione, quindi bisognerà preparare la partita come se fosse una delle tante. Dovremo essere attenti e concentrati, ogni minimo errore potrebbe essere decisivo come del resto ogni cosa fatta nel giusto modo”
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A Lumezzane ci aspetterà una partita intensa... tanta è l'attesa nel vedere scendere in campo il Novara per cercare di raggiungere la promozione diretta. I nostri avversari sono già sicuri in ogni caso di dover proseguire il campionato con i play-out e magari si può pensare che vorranno evitare squalifiche e un eccessivo dispendio di energie. La loro situazione sarà un vantaggio per il Novara? “Secondo me invece sarà uno svantaggio, perché andare a giocare in casa di una squadra che deve ancora piazzarsi nella migliore posizione possibile per loro ai play-out, significa che sarà una partita vera. Gli avversari faranno di tutto per conquistarsi sul campo il miglior piazzamento… non so se risparmieranno energie o non faranno giocare eventuali diffidati, credo che domenica troveremo una squadra agguerrita e che sicuramente non ci stenderà il tappeto rosso, quindi dovremo solo pensare alla nostra gara senza distrarci da quello che vorrà fare il Lumezzane. Com’è successo contro l’Arezzo anche domenica prossima la differenza di motivazione sarà importante, bisognerà tramutare la nostra motivazione in entusiasmo ed energia positiva”.

La sconfitta imprevista subita all'andata aveva sorpreso molti addetti ai lavori... era stata una giornata no da parte del Novara oppure il Lumezzane aveva capito come affrontarvi? Cosa vi ha insegnato quella partita? “La sconfitta dell’andata è stata solamente una giornata no da parte nostra, anche perché i numeri parlano chiaro: al “Piola” abbiamo perso solo contro di loro quindi è stato solamente un incidente di percorso che in un campionato ci può anche stare. Normale aspettarsi sempre di fare risultato pieno ad ogni giornata, però in campo ci vanno anche gli avversari e sappiamo bene che il calcio è fatto anche di tante variabili che non si possono sempre calcolare, ogni partita fa storia a sè. La sfida di andata ci ha insegnato quello che già si sa nel calcio: non esistono partite facili, soprattutto in Lega Pro dove la differenza tra le prime e le ultime in classifica non è così abissale come invece si vede nelle categorie superiori. Ogni avversario ti può mettere in difficoltà e poi, come dicevo prima, ci possono essere tante variabili che rendono impossibile calcolare tutto nei minimi dettagli… può capitare di perdere una partita in casa ma può anche succedere di vincerne alcune verso la fine come domenica scorsa”.

Il Novara ha finora raccolto 6 vittorie su 18 trasferte, trovando le maggiori difficoltà contro le squadre in fondo alla classifica. Significa che il tipo di gioco del Novara è più congeniale contro squadre che lasciano spazi? Vi aspettate un Lumezzane barricato in difesa? “La maggior parte delle squadre che abbiamo affrontato si sono chiuse e non hanno provato a giocarsela. Al di là del rendimento in casa e fuori possiamo affermare che le prestazioni del Novara sono state tipiche di una squadra capolista di un campionato, senza penalizzazione avremmo già conquistato la promozione e ci stiamo preparando per cercare di ottenerla domenica prossima. La differenza tra le vittorie conquistate tra le mura amiche rispetto a quelle in trasferta è netta, però alcuni pareggi ottenuti per esempio a Bergamo contro l’AlbinoLeffe e con il Pordenone, sono stati accolti come delle sconfitte… adesso quei punti presi ci stanno permettendo di giocarci il primato all’ultima gara, anche quei punti sono stati decisivi e fondamentali. Per quanto riguarda la sfida di domenica è difficile fare delle previsioni in questo tipo di gare perché non sappiamo quanta motivazione avranno i nostri avversari o come proveranno a gestire la gara e, soprattutto, penso che a loro il pareggio non servirebbe a nulla. Potranno anche adottare una tattica incentrata sulla difensiva visto che affronteranno la prima della classe, però alla fine qualcosa dovranno concedere o perlomeno dovranno attaccare perché anche loro dovranno cercare di vincere la partita, non gli servirà di sicuro un pareggio”.

Dopo una partenza in sordina dovuta forse un po' all'ambientamento e un po' alla prestanza fisica, sono ormai mesi che rappresenti il perno fondamentale dell’attacco azzurro: continui ad avere il fiuto del gol che ti ha accompagnato per tutta la carriera e la tua caratteristica di tenere palla e fare salire la squadra è manna dal cielo in alcuni momenti del match. Quanto è importante, in un campionato come quello della Lega Pro, avere un attaccante dalle tue caratteristiche? “Per quanto riguarda la mia esperienza avere degli attaccanti in rosa con queste caratteristiche è fondamentale in Lega Pro, perché se fai parte di una squadra forte si affronteranno spesso avversari che verranno a chiudersi e quindi un attaccante del genere è utile per scardinare questo tipo di difese e la capacità di far salire la squadra, magari in un momento di difficoltà, può essere utile in certi frangenti. Normale che poi ogni giocatore si adatta al modulo, alle caratteristiche della squadra e a quello che viene chiesto dall’allenatore. E' importante avere un centravanti così come è essenziale avere altri tipi di giocatori, che ti possono comunque permettere di vincere le partite e noi li abbiamo, penso a Gonzalez e a Corazza per esempio, calciatori capaci di saltare l’uomo e creare superiorità numerica in ogni zona del campo: abbiamo il giusto mix in fase offensiva”.

Hai sempre militato in piazze importanti dove la pressione è sempre alta… sei arrivato a Novara, in una società desiderosa di riprendersi al più presto la categoria che gli spetta e sin da subito ti sei impegnato al massimo sia in campo che fuori. Rispetto alle altre squadre in cui hai militato in precedenza, cosa ti ha colpito di più del mondo Novara? “Ho giocato soprattutto in squadre nelle quali l’obiettivo era quello di vincere il campionato, quindi ho sempre trovato società organizzate e con delle strutture perfette per poter lavorare nel miglior modo possibile. Quello che sto vedendo a Novara non mi ha sorpreso, mi aspettavo questa gestione e organizzazione così attenta e accurata… magari essendo una città del nord si vive il calcio nella maniera diversa rispetto a quello che ho vissuto in altre piazze, ma la serenità con cui ho lavorato quest’anno, sia nel bene che nel male, non l’ho mai provata negli anni passati, questo mi ha sorpreso: la serenità e la positività con cui si sono affrontate sia le vittorie che le sconfitte”.

Il tuo messaggio per i tifosi e i lettori di VaNovaraVa.it? “Il mio appello è quello di essere numerosi a Lumezzane perché ci giochiamo una partita decisiva per questa annata, secondo me fantastica fino ad ora. Sta a noi, insieme a tutto il popolo novarese, renderla speciale; quindi venite tutti a sostenerci domenica prossima perché abbiamo bisogno di voi!”.

Grazie a Felice Evacuo per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Novara per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Alberto Battimo

 

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