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L'intervista a Massimiliano Palombo


Di Massimo Corsano

Massimiliano Palombo nasce a Roma il 5 novembre 1974; inizia la sua carriera con l'Isola Liri in Serie D nella stagione 1994-95, l'anno successivo approda alla Reggiana in Serie B. Nel novembre ‘96 passa alla Triestina in C2, mentre nelle stagioni seguenti indosserà le maglie di Latina, Fano, S. Giuliano, Imperia, Sestrese e Valenzana, tutte esperienze tra la C2 e la Serie D. A Novara arriverà nel campionato 2001-02 quando gli azzurri militavano in C2 e nella stagione 2002-03 conquisterà un’attesissima promozione in C1. In maglia azzurra resterà fino al dicembre 2006, totalizzando la bellezza di 109 presenze e 42 reti. Via dal Novara, Palombo si trasferirà alla Canavese in Serie D, la stagione seguente al Cerano in Eccellenza, per poi passare nel 2008-09 prima alla Sestese e poi al Ciriè in Serie D. Chiuderà la carriera nella stagione 2009-10 iniziando a Vigevano, sempre tra i dilettanti e poi con la Sunese in Eccellenza. Attaccante di “razza”, ha fortemente contribuito con le sue reti, tra campionato e play-off, alla promozione del Novara in C1. In questa intervista Max ci parla del suo Novara, di quello attuale e della delicata sfida che attende gli azzurri sabato prossimo a Mantova.

Qual è il tuo commento ad un’eventuale penalizzazione del Novara in campionato? “Facendo i dovuti scongiuri mi auguro che non ci siano punti di penalizzazione; se invece proprio dovessero esserci, spero che a fine campionato siano ininfluenti… se così non fosse sarebbe sicuramente una cosa “sgradevole”, soprattutto per la squadra, per i tifosi e anche per la stessa società che ha fatto e sta facendo tanti sacrifici e sforzi”.

Di cosa ti occupi adesso? “All'interno del Novara gestisco le relazioni tra i club organizzati. Quando viene organizzato un evento noi mettiamo a disposizione alcuni giocatori della squadra e dei gadget ufficiali per le varie aste di beneficenza. E’ il quarto anno che mi occupo di questo e lo faccio con piacere. Inoltre, per due anni, ho fatto il responsabile della “Scuola Calcio Novara”: l'estate scorsa ho conseguito il patentino di UEFA B che mi consente di allenare nei settori giovanili professionistici fino alla serie cadetta. A Novara, al momento, non c'è stata ancora possibilità di allenare una squadra perché tutte le panchine erano già occupate dagli allenatori precedenti, quindi sono andato alla Sparta Novara, dove ho trovato un bell’ambiente, una società organizzata e un settore giovanile importante. Oggi alleno gli esordienti nati nel 2003 con i quali stiamo disputando un buon campionato e ci stiamo confrontando anche con squadre più blasonate; riusciamo comunque a far bene ed è merito soprattutto della Sparta Novara, che negli anni ha creato un gruppo di esordienti molto valido”.

Nella stagione 2002-03 contribuisci alla promozione del Novara dalla C2 alla C1, ci racconti qualcosa di quel campionato? “Venivamo dalla stagione precedente dove eravamo partiti male, poi è arrivato mister Di Chiara e siamo esplosi (N.d.R. Di Chiara portò la squadra dal penultimo al terzo posto in classifica) a livello di singoli come me, Rubino, Polenghi, Braiati e Brizzi... la stagione seguente abbiamo cambiato allenatore ma avevamo una squadra affamata, che sapeva già cosa avrebbe dovuto fare, reduce dalla stagione precedente dove era stata veramente una beffa arrivare ai play-off e perdere in finale. Nel campionato 2002-03, con tre innesti giusti, Cioffi, Monza ed Egbedi, siamo riusciti a centrare la promozione transitando sempre dai play-off... per me è stata l'esperienza più bella dal punto di vista calcistico”.

Quale squadra tra Bassano, Alessandria e Pavia deve temere di più il Novara in questo finale di campionato? “Dico il Bassano perché, oltre alla classifica, le altre due squadre non mi hanno impressionato sotto alcuni punti di vista; il Bassano invece mi ha impressionato perché è una squadra che gioca a calcio e a differenza delle altre due, almeno per quanto ho potuto vedere io, hanno giocato poco a calcio. La squadra friulana mi è sembrata molto organizzata e bisogna dare merito ai giocatori e a loro mister, Antonino Asta, che ha saputo imprimere la sua impronta”.

Sabato ci sarà una nuova trasferta per il Novara dopo quella di Bergamo, con gli azzurri impegnati a Mantova. Che partita ci attende? “Il Novara deve andare a Mantova e cercare di imporre il proprio gioco, deve portare a casa i tre punti ad ogni costo; mancano cinque partite al termine del campionato e saranno tutte finali, perché secondo me il Bassano da qui alla fine non mollerà, mentre dietro hanno già un po’ rallentato e a mio avviso è poco credibile che Pavia ed Alessandria possano arrivare davanti a Novara e Bassano alla fine della stagione. La squadra azzurra ha tutte le possibilità per tornare da Mantova con una vittoria e deve sfruttare questa occasione”.

Il tuo messaggio ai lettori di VaNovaraVa.it e a tutti i tifosi azzurri? “Li ringrazio per gli anni in cui ho vestito la maglia del Novara da giocatore, sono stati sempre vicini sia a me che alla squadra, speriamo di rivederci allo stadio per festeggiare la promozione in Serie B… visto il campionato che sta disputando, credo sinceramente che questa squadra se lo meriti”.

Massimo Corsano

 
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