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‘Ndua ‘Nduma: Cesena


Di Manuela Riboldazzi

Il Novara si presenta alla delicata sfida contro i bianconeri del Cesena, con la necessità di ottenere un risultato positivo per smuovere la propria classifica in ottica salvezza. Nella recente storia calcistica le due squadre si sono affrontate dando spettacolo ed emozioni. Quanto si augurano tutti gli sportivi e i tifosi azzurri, con particolare importanza su quello che sarà l’esito finale del match. Portare a casa punti preziosi anche in trasferta diventa un imperativo per la squadra di mister Aglietti, che nel corso dell’attuale stagione ha sempre “faticato” più del dovuto lontano dal “Silvio Piola”.

La Storia: Il Cesena nasce come Unione Sportiva Renato Serra, intitolata ad un giovane poeta e patriota cesenate, morto combattendo durante la Prima guerra mondiale sulle alture del Carso. Durante il fascismo la squadra fu costretta a sciogliersi per la chiamata alle armi dei suoi giovani componenti.
Nel 1940 il conte Alberto Rognoni ebbe l'idea di creare una società con i colori dello stemma cittadino e così il 21 aprile 1940, sotto la presidenza di Giuseppe Ambrosini, il Consiglio decretò la nascita dell'Associazione Calcio Cesena. Colori sociali: bianco e nero, gli stessi dello stemma comunale.
Nel 1957 fu costruito il nuovo Stadio “la Fiorita”, che fu poi intitolato a Dino Manuzzi dopo la sua scomparsa. Esso fu ampliato con la costruzione delle gradinate coperte nel 1961. È proprio in questi anni che tanti calciatori di belle speranze, tra cui Azeglio Vicini, approdano nella formazione bianconera nella speranza di trovare visibilità per palcoscenici più vasti.
Curiosità: il Cesena del primo periodo “Manuzzi”, ha ispirato il Borgorosso F.C. - suo alter ego cinematografico - nel film “Il presidente del Borgorosso Football Club” (1970), con Alberto Sordi che interpreta il Presidente Benito Fornaciari.
Nella stagione 1975-76 i bianconeri raggiungono l'apice della loro storia e l'attenzione nazionale: le 9 vittorie, i 14 pareggi e le 7 sconfitte permettono al Cesena di raggiungere il sesto posto nella classifica di Serie A e la qualificazione alla successiva Coppa UEFA. Il Cesena permane in Serie A fino al termine della stagione 1990-91. La discesa nella serie cadetta non verrà più riscattata per vent'anni.
All'inizio della stagione 2008-09 Fabrizio Castori lascia la squadra ed al suo posto arriva Pierpaolo Bisoli. La squadra, dopo un avvio non brillante, a fine stagione vince il campionato di Lega Pro Prima Divisione, sorpassando nelle ultime giornate la Pro Patria dopo un entusiasmante testa a testa e tornando immediatamente in Serie B, aiutata da un pubblico sempre presente e fiducioso nella risalita nel campionato cadetto: proprio in questa stagione la squadra romagnola si è distinta dalle altre per il costante afflusso di tifosi sia nei match in casa che in trasferta.
Il Cesena affronta la stagione 2009-10 con l'obiettivo della salvezza. La partita che dà la svolta al campionato dei bianconeri si disputa il 14 maggio a Lecce, a sole tre giornate dalla fine del campionato. Ai locali, primi in classifica, basta un pareggio per festeggiare la promozione: dopo essere passato in svantaggio nel primo tempo, il Cesena riesce a ribaltare il risultato nella ripresa vincendo così per 2-1, grazie alla doppietta di Dominique Malonga. Il 30 maggio 2010, ultima giornata di campionato, a Piacenza, di fronte ad oltre seimila supporters bianconeri che invadono la cittadina emiliana, il Cesena supera i locali per uno a zero e grazie alla concomitante sconfitta del Brescia a Padova, scavalcando i lombardi e portandosi al secondo posto della classifica finale.
I romagnoli completano così uno storico doppio salto con la promozione diretta in Serie A, ritornando per la quarta volta nella massima serie, mentre in 70 anni di storia è la prima volta che il Cesena riesce nell'impresa della doppia promozione consecutiva. La permanenza in Serie A dura solo due anni, con un mesto ritorno in Serie B.
Lo scorso campionato, in cadetteria, ha chiuso al 14° posto, mentre nell'attuale stagione si trova in piena zona play-off con l'occupazione del 6° posto a fronte dei 47 punti conquistati.

I Tifosi: Gli ultras cesenati sono abituati da sempre a seguire la squadra nelle categorie inferiori, ma dal 2008 al 2010 è stato un crescendo, i tifosi hanno vissuto sicuramente emozioni stupende per le due promozioni di fila dalla Lega Pro alla Serie A.
L'incitamento continuo ed i cori assidui sono impressionanti proprio per la costanza con cui lo fanno durante ogni partita. Le tifoserie gemellate sono quelle del Mantova e del Brescia.
La rivalità più accesa è quella con il Rimini, squadra anch’essa romagnola, ma anche con Bologna, Ravenna e Atalanta c’è moltissima competizione.
I gruppi che animano le gradinate della Curva Sud sono: i “WSB Cesena”; le “Brigate Bianconere”; gli “Ultras”; gli “Sconvolts” e gli “Acid Group”.

Lo Stadio: Lo Stadio “Dino Manuzzi” è stato il primo stadio in Italia ad ospitare una partita di Serie A su terreno in erba sintetica e sempre nella stessa occasione è stato anche il primo stadio in Europa ad ospitare due Real Box, strutture in plexiglas interamente chiuse posizionate appena fuori dal campo, in corrispondenza delle bandierine del calcio d'angolo, in grado di ospitare ciascuna 8 spettatori che possono assistere alla partita da bordo campo. Il 14 agosto 2011 sono cominciati altri nuovi lavori di riammodernamento dello stadio: nella tribuna inferiore dei distinti sono state tolte le panche ed è stata posata una struttura in legno lamellare, ricoperta da una guaina, che ha innalzato la tribuna di circa 50 centimetri e l'ha allungata verso il campo di due file.
Su questa struttura verranno impiantanti nuovi seggiolini che amplieranno la capienza dello stadio di circa 1.000 posti, portandola a circa 24.228 posti.
I seggiolini formeranno l'immagine del simbolo del Cesena Calcio, un cavalluccio marino.
Un'altra importante novità sarà rappresentata dall'eliminazione delle vetrate, sempre nei distinti, con l'istituzione di un nuovo sistema di mini-barriere alte 110 centimetri, ulteriormente innalzabili a 220 cm in caso di necessità.  In questo modo non ci saranno più ostacoli per la visuale tra gli spettatori dei distinti inferiori e il campo.

Come raggiungere lo stadio: Uscire dalla A14 in direzione Cesena; alla rotonda prendere la terza uscita e imboccare via Cervese, poi prendere la seconda uscita per via Spinelli. Alla rotonda prendere la terza uscita e imboccare via Assano e poi la prima uscita per via Spadolini. Infine svoltare a destra per via dello Stadio. Dalla stazione allo stadio: in occasione delle partite esistono due linee di autobus che conducono da Piazza Sanguinetti (dove si trova la stazione) allo stadio “Manuzzi”. Si può prendere la linea 3 o la linea 6.

La Città: Cesena è un comune italiano di 97.200 abitanti della provincia di Forlì-Cesena in Emilia-Romagna. Sorge sulla via Emilia, circa 25 km a sud-est di Forlì, il capoluogo provinciale, 30 km a nord-ovest di Rimini e 35 km a sud di Ravenna.
È nota come “città dei Tre Papi”, anche se diede i natali a due soli papi (Pio VI e Pio VII), mentre ospitò il vescovado di altri due (Pio VIII e Benedetto XIII).
Il centro storico comprende numerose chiese e palazzi di notevole interesse storico e artistico, è delimitato dalle mura, la cui cerchia si è preservata quasi intatta e da vari torrioni e porte posti sotto l'antica Rocca Malatestiana.
Città leader nel mercato dell'ortofrutta europeo, è un importante snodo di comunicazione, grazie all'intersezione tra l'autostrada A14 Bologna-Taranto, la Strada Statale 3 bis Tiberina (tratto della E45) Orte-Ravenna e domani, probabilmente, migliorerà ancora perché verrà costruita la futura tratta autostradale E55 Cesena-Mestre. È sede di diverse facoltà universitarie aggregate nel Polo scientifico-didattico di Cesena, facente parte dell'Università di Bologna.

La Cucina: I caratteri della cucina sono estremamente semplici e contadini; l'apporto della cultura marinara è di scarso peso e non si estende oltre la zona costiera. Il numero dei piatti è modesto; altrettanto modesta è la tradizione salumiera e casearia.
Nei primi piatti è diffusa la cultura della pasta all'uovo fatta in casa, particolarmente sotto forma di pappardelle, cappelletti, tagliatelle e lasagne. Altri tipi di pasta tipici del cesenate sono gli strozzapreti, serviti al ragù ed i passatelli in brodo.
Per quanto riguarda i secondi piatti, sono principalmente a base di maiale (e' baghèn), del quale non si butta via nulla: grigliate miste, carne ai ferri e arrosti sono tipici della zona, in particolare di quella collinare. Diffuso l'uso d'insaccati e degli affettati derivati dal maiale, specialmente prosciutto, salame, mortadella, coppa e culatello, accompagnati dalla piadina e un bicchiere di vino rosso. In misura minore sono amati dai cesenati anche il coniglio (e' cùnéij) e il pollo (e' pol).
Il dolce tipico del cesenate è la ciambella, mentre le frappe sono tipiche del periodo di carnevale. Inoltre si produce, nel periodo della festa patronale di San Giovanni, il caratteristico “Fischietto di San Giovanni”, un fischietto rosso di zucchero caramellato a forma di oca.
Nel cesenate si producono vari tipi di vino, in particolare il Sangiovese, il Trebbiano, la Cagnina, l'Albana ed il Pagadebit.

Manuela Riboldazzi

 

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