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‘Ndua ‘Nduma: Lanciano


Di Manuela Riboldazzi

La Storia: La prima squadra di calcio fondata a Lanciano della quale si abbia notizia certa è la Polisportiva Virtus Lanciano, creata nel 1919 su iniziativa di un gruppo di soci presieduto da Giuseppe Cotellessa.
Il club, che inizialmente raccoglieva praticanti anche di altre discipline sportive, si affermò poi come squadra di calcio e alla fine degli anni '20 partecipò ai primi campionati interregionali.
Tra il 1928 e il 1930 la squadra si affermò come una delle principali della regione, tanto che nella stagione 1929-30 era l'unico club abruzzese a prendere parte a competizioni interregionali. In particolare per il torneo di Prima Divisione 1929-30, all'epoca terzo livello del calcio italiano, fu allestita una formazione particolarmente competitiva. Tuttavia la società non riuscì a terminare il campionato per mancanza di liquidità: i giocatori forestieri e l'allenatore straniero tornarono nelle proprie zone d'origine grazie a un contributo dell'amministrazione comunale e il club fu radiato dai ruoli federali per le mancanze economiche. Una serie di squadre tentarono di raccogliere l'eredità della Virtus negli anni '30 ma con scarsa fortuna, fino a quando nella seconda metà del decennio, con la presidenza di Alberto D'Alessandro e la guida tecnica di Giuseppe Baccilieri, la squadra non riuscì a riconquistare la Serie C, nata come terzo livello del calcio italiano nel 1935. Nel campionato 1940-41 la società allestì una squadra ambiziosa, integrando il gruppo che aveva vinto il campionato con numerosi giocatori di club piemontesi e liguri. La squadra allenata da Enrico Migliavacca però si sfaldò nel corso della stagione, anche a causa delle vicende belliche che incombevano sull'Italia: molti giocatori lasciarono Lanciano, compreso lo stesso allenatore e il campionato fu portato a termine con i giovani calciatori del posto.

L’Attualità: La stagione 2010-11 inizia con la decisione di rescindere il contratto con mister Dino Pagliari: dopo una estenuante ed inutile trattativa, l'allenatore viene esonerato insieme a parte dello staff tecnico. Nelle ore successive viene annunciato il nuovo allenatore: il neo mister dei rossoneri è una vecchia conoscenza del calcio abruzzese, Andrea Camplone, già allenatore della Virtus nel 2006. Nella lettura della stagione è importante sottolineare l'arrivo nella compagine rossonera di un attaccante importante come Francesco Di Gennaro, che ha contribuito ad accrescere le speranze della tifoseria rossonera, la quale vedeva più vicino il raggiungimento dei play-off con i gol del bomber ex Gallipoli e Verona. La stagione però è caratterizzata dalla solita incostanza che ha caratterizzato in negativo la Virtus nelle stagione precedenti e, alternando ad alcune brillanti prestazioni alcuni inaspettati tonfi, anche contro squadre di livello tecnico inferiore, la Virtus Lanciano andrà a concludere il campionato piazzandosi all'ottavo posto, fra le contestazioni amarissime dei tifosi e i rimpianti di un'annata in cui il Lanciano ha davvero sfiorato l'obiettivo play-off, essendo rimasto per lunga parte del campionato nelle prime cinque posizioni.
Per questa stagione la società riduce gli investimenti puntando su giovani come Daniele Rosania, Cosimo Chiricò, Vincenzo Sarno, Salvatore Margarita e Leonardo Pavoletti (capocannoniere del campionato), affiancati da giocatori più esperti come Gaetano Vastola, Roberto D'Aversa (capitano), Manuel Turchi e Ilyas Zeytulaev.
Il campionato vede il Lanciano sempre in alta classifica, al termine del quale i frentani si attestano al quarto posto, qualificandosi per i play-off promozione. Nelle semifinali i frentani incrociano i siciliani del Siracusa: con una vittoria casalinga per 1-0 (gol di Manuel Turchi) e un pareggio per 2-2 (reti di Vincenzo Sarno e Carlo Mammarella), il Lanciano si qualifica per la finale dove affronta un'altra siciliana, il Trapani. Nell'incontro di andata allo stadio “Guido Biondi” la partita si conclude con il risultato di 1-1 (rigore di Alessandro Volpe). Nella gara ritorno i frentani, dopo cinquanta secondi, subiscono subito la rete dei siciliani e al 12' restano anche in dieci uomini per l'espulsione di Federico Amenta: i rossoneri riescono a ribaltare il risultato e ad espugnare per 1-3 il “Provinciale” di Erice con i gol di Leonardo Pavoletti, Vincenzo Sarno e Salvatore Margarita. Con questo risultato la Virtus Lanciano conquista la prima volta, dopo ottantott'anni di storia, la promozione in Serie B.
La stagione di Serie B 2012-13 inizia timidamente e la prima vittoria arriva in trasferta alla sesta giornata nel turno infrasettimanale del 25 settembre 2012 giocata allo stadio “Oreste Granillo” di Reggio Calabria nella partita Reggina-Virtus Lanciano 0-1 con rete di Carlo Mammarella, inoltre, fino al 14 ottobre 2012, la squadra neo-promossa ha disputato le partite interne allo stadio “Adriatico” di Pescara, disputando la prima partita al “Biondi” di Lanciano il 20 ottobre 2012 contro l'Empoli terminata con un secco 3-0 in favore dei toscani. I rossoneri, grazie all'1-1 proprio sul campo del Novara all'ultima giornata, con gol di Falcinelli, conquistano la salvezza.

I Tifosi: Il fenomeno tifo, in particolar modo il movimento ultrà, ha le sue origini a Lanciano verso la fine degli anni ’70: i volenterosi “Boys” e le “Brigate Rossonere”. Dopo qualche anno di stasi, con la squadra rossonera che non decolla, ferma al campionato Interregionale, si arriva alla stagione 1985-86 ed è allora, nell’ottobre ’85, con il Lanciano che finalmente regala le prime soddisfazioni, che nasce il “Commando Ultrà Curva Sud” (C.U.C.S.), per opera dell’indimenticabile “Mariolone”, dalla fusione di “Kaos”, “Boys”, “Ultras” e “Commandos”; è da subito molto organizzato e può contare su numeri importanti (269 tesserati al primo anno, in seguito circa 500). Sono anni belli ed entusiasmanti per il Commando che segue la Virtus ovunque e per le vittorie che regala la squadra, col “Cinque Pini” che è un’autentica bolgia. Indimenticabili gli accesi derby contro gli odiati cugini chietini e gli scontri al vertice con Perugia, Ternana ed Andria.
Nel ’93 arriva subito la promozione in Eccellenza e, alla fine del campionato 1994-95, arriva il C.N.D., con la curva che torna a discreti livelli, tifo massiccio con L’Aquila e in trasferta a Termoli. Prendono forma gli “Ultrà Lanciano”, ex militanti del C.U.C.S., striscione a rettangoli rossoneri e il vecchio Alex per simbolo, che nascono nel ’97, assorbendo di fatto tutti gli altri gruppi, con nuove idee e nuova mentalità. Ma la squadra retrocede nuovamente l’anno dopo, per un solo punto in Eccellenza e ci rimane fino al ’98. Nascono diversi gruppi, come “Diffidati Lanciano”, “Nuova Guardia”, “Sangre y Muerte”, “Scottish Clan”, “Gioventù Frentana”, “Ultras 31” ma, soprattutto, c’è il ritorno dei vecchi militanti del “C.U.C.S.”, con lo striscione “Vecchia Guardia ’85”. Nel settembre 2004 nascono ufficialmente gli “Ultras Curva Sud Lanciano”, con l’intenzione di rappresentare il più possibile la galassia del movimento ultras lancianese, dietro la cui sigla tutti possano riconoscersi. Nell’agosto 2012, gli “U.C.S.L.”, per problemi inerenti alla famigerata tessera, decidono di sciogliersi, attestandolo con un comunicato di scioglimento. Il resto è storia recente, che vede i nuovi “1924” alle redini della curva.

Lo Stadio: Lo stadio “Guido Biondi” è lo stadio comunale di Lanciano, in provincia di Chieti, che ospita le partite casalinghe giocate dall'omonima squadra.
L'impianto, costruito nel 1960, è dedicato alla memoria dell’ex giocatore lancianese del Catania, Guido Biondi scomparso improvvisamente nel 1999.
Gli spalti sono lontani dal terreno di gioco per via della pista del velodromo annessa alla struttura e l’unico settore coperto è la tribuna, mentre quello destinato agli ospiti è la curva nord poiché la sud è presidiata dai tifosi di casa.

Come raggiungere lo stadio: Usciti dalla A14 prendere la direzione centro/stadio.

La Città: Lanciano è una splendida città abruzzese in provincia di Chieti, caratterizzata da una conformazione geografica affascinate; il suo territorio si estende dalle pendici della Majella per scendere piano lungo le rive della Costa Adriatica.
Questa caratteristica fa sì che Lanciano offra ai suoi turisti ogni genere di scelta, dalle assolate spiagge sabbiose in estate fino ad un attrezzato comprensorio sciistico in inverno.
Insieme al mare e alle montagne, la città di Lanciano offre anche testimonianze storiche e tradizioni culturali racchiuse negli innumerevoli monumenti che possono essere visitati nel centro storico.
Sono tanti infatti gli edifici antichi e i monumenti presenti nel centro storico di Lanciano che testimoniano il suo passato ricco di storia, tradizione e cultura.
A rendere ancor più affascinante la città contribuisce la sua posizione panoramica rispetto alla costa, verso la quale degrada creando degli scorci mozzafiato.
La tradizione narra che Lanciano sia stata fondata da Solima, compagno di avventure di Enea, il quale la chiamò Anxanum: questa è infatti la denominazione che la città ebbe in epoca romana. I reperti archeologici rinvenuti dagli scavi dell'antico municipio romano di Anxanum sono tutt'ora conservati nel Museo Civico Archeologico di Lanciano, insieme a numerosi altri ritrovamenti provenienti dalle aree circostanti.
La città cambiò il nome romano Anxanum in epoca medievale, quando venne denominata Lanzano.
Nel corso degli anni Lanciano venne invasa da diverse popolazioni che lasciarono testimonianze storiche provenienti da culture differenti.
Anche le innumerevoli fiere, che regolarmente si svolgevano a Lanciano, portarono il contributo di tanti mercanti provenienti da lontano. Tutto questo ha certamente arricchito la cultura di Lanciano, ben custodita nel suo centro storico.
Per scegliere cosa vedere a Lanciano c'è l'imbarazzo della scelta: chiese, palazzi, musei, ville e monumenti sono disseminati in gran quantità lungo tutto il centro storico. Qui di seguito troverete una selezione dei principali monumenti che certamente meritano di essere visitati.
La Cattedrale, principale edificio di culto della città, è detta Basilica della Madonna del Ponte poiché fu eretta nel 1389 su tre degli archi del Ponte di Diocleziano, risalente al III secolo. Al suo interno potrete ammirare la celebre statua in terracotta della Vergine del Ponte.
La Chiesa di Santa Maria Maggiore rappresenta uno dei più importanti monumenti di tutto l'Abruzzo: costruita in stile romanico nel 1227 sui resti di un tempio di Apollo, è stata successivamente modificata in stile borgognano-cistercense. Davvero straordinario il suo portale costruito nel 1317 per opera di Francesco Petrini.
La Chiesa di San Francesco è conosciuta come Santuario del Miracolo Eucaristico, in seguito ad un evento avvenuto nel VIII secolo, quando un monaco vide l'ostia tramutarsi in carne mentre celebrava la Messa. La Chiesa si affaccia sulla piazza centrale di Lanciano e presenta una Torre campanaria stupefacente. All'interno potrete invece notare la ricchezza di uno splendido stile barocco.
Fra le altre cose da vedere a Lanciano segnaliamo la Fontana del Borgo, costruita nel tardo rinascimento, le Torri montanare, le Mura aragonesi e la strada dei Frentani.

Manuela Riboldazzi

 

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