gototopgototop
News
Igor Volley Novara: la carica di Chirichella Igor Volley Novara: la carica di Chirichella Pubblichiamo integralmente il testo del comunicato...
Igor Volley Novara: presentata l’iscrizione alla Serie A1 Igor Volley Novara: presentata l’iscrizione alla Serie A1 Pubblichiamo integralmente il testo del comunicato...
Igor Volley Novara: ancora in Champions League! Igor Volley Novara: ancora in Champions League! Pubblichiamo integralmente il testo del comunicato...
Mancano
 g  h  m  s
alla prossima partita di campionato del
Novara Calcio
Classifica 2019/2020
Sondaggio
Novara Calcio ai play-off? Può farcela?
 

‘Ndua ‘Nduma: Trapani


Di Manuela Riboldazzi

La trasferta che attende il Novara a Trapani, giunge in un momento cruciale per entrambe le squadre. Azzurri e siciliani non vincono dalla 4a giornata di campionato e la loro classifica sta assumendo dei contorni abbastanza rischiosi. Noi, ovviamente, guardiamo in casa nostra e speriamo che finalmente si possa tornare a gioire raccogliendo l’intera posta in palio. Nel frattempo, però, diamo un’occhiata alla città nella quale saremo ospiti.

La Storia: Il Trapani Calcio o, più semplicemente, Trapani, è un club calcistico italiano fondato nel 1905 con il nome di Unione Sportiva Trapanese. E’ la principale società di calcio dell’omonima città siciliana. La società attuale è stata rifondata nel 2002 con il nome di Associazione Sportiva Dilettantistica Trapani Calcio (dal 2010 Trapani Calcio S.r.l.). Pochi mesi prima, invece, il Trapani Calcio S.p.A. era stato escluso dal campionato regionale di Eccellenza, dove era stato appena retrocesso, a causa di problemi economici.
All’inizio del ventesimo secolo, nel trapanese cominciarono a praticarsi diverse attività sportive, prima a livello amatoriale e successivamente in modo agonistico e più organizzato, che coinvolsero soprattutto le classi più popolari della città. A seguire, la “pausa” bellica portò nel 1920 alla nascita di due distinti club: lo Sport Club Vigor Trapani e la Drepanum Unione Sportiva. Nel frattempo si segnalò in città un terzo club, l'Associazione Sportiva Trapani, una polisportiva nata da un’aggregazione. L'attività calcistica continuò discontinuamente, dato che la polisportiva privilegiava il canottaggio, con incontri che coinvolgevano spesso le forze militari stanziate a Trapani. Molti atleti cresciuti nell'associazione sportiva come i fratelli Nolfo o Ottavio Marceca, si vedranno protagonisti nella successiva ascesa del nuovo club di Trapani, la Juventus.
Il club fu iscritto dalla FIGC nell'ultimo gradino della piramide calcistica come tutte le neonate società. Inaspettatamente, già al primo campionato del '31 disputa un’onorevole stagione, che permette alla Juventus dei trapanesi (la squadra fu formata prevalentemente da giocatori locali) già l'anno successivo, il '32, di disputare il campionato di Seconda divisione per l'avvenuto ripescaggio. Al termine del Campionato Regionale 1944-45 la società si scioglie.
Dalla beve vita dell’Associazione Sportiva Trapani, nacque l'anno successivo la società Associazione Sportiva Drepanum (20 giugno 1946) che si iscriverà al campionato di Serie C.
Nel 1952 l'Associazione Sportiva Drepanum cambiò denominazione in Associazione Sportiva Trapani.
Il primo luglio 1984 l'Associazione Sportiva Trapani si fuse con il Pro Trapani (ex Ligny Trapani, altra realtà calcistica trapanese) cambiando denominazione in Associazione Sportiva Trapani 1906, società che comunque mantenne una pesante passivo debitorio.
Nel 1990 fallisce la Associazione Sportiva Trapani 1906 e dalle sue ceneri viene costituito il Trapani Calcio S.p.A., grazie all'impegno di numerosi tifosi che appoggiano l'impegno dell'imprenditore edile Andrea Bulgarella, il quale riuscirà a conservare il titolo sportivo. Nei primi anni novanta il Trapani si vede impegnato nel campionato dilettantistico dell'Interregionale (poi denominato Campionato Nazionale Dilettanti) nel vano tentativo del salto di categoria: secondo sia nel 1990-91 che nel successivo 1991-92. Nel campionato successivo del 1992-93 centra la promozione in C2 con Nino Barraco autore di 24 reti e, quasi senza soluzioni di continuità, nel 1993-94 vince anche il torneo di C2 con il tridente d'attacco Barraco-Capizzi-Vasari e un complessivo di 32 reti. L'entusiasmo per il Trapani targato Bulgarella-Arcoleo sembra non arrestarsi neanche nella terza categoria nazionale: anche se con propositi di salvezza nel 1994-95, la formazione granata raggiunse un lusinghiero quarto posto che le permise di disputare i play-off per la promozione in Serie B. L'avversario fu il Gualdo, che precedeva il Trapani nella classifica finale, battuto nell'andata delle semifinali con un gol di Barraco su rigore. La partita di “ritorno” a Gualdo Tadino risultò molto equilibrata, ma un gol al 91’ degli umbri decretò l'eliminazione del Trapani (il regolamento dei play-off non prevedeva tempi supplementari nella partita ritorno e in caso di parità veniva favorita la formazione meglio piazzata in classifica).
Nell'estate del 2002, l’Associazione Sportiva Città di Trapani del presidente Nino Birrittella cambia nuovamente denominazione in Associazione Sportiva Dilettantistica Trapani Calcio, attuando il ripescaggio in Serie D e disputando un sereno campionato (2002-03) da metà classifica. Il 2005-06 fu invece segnato da un pessimo andamento della squadra con il faticoso raggiungimento dei play-out, persi con il Francavilla e la consecutiva retrocessione in Eccellenza e con l'aggiunta dall'illecito sportivo che causò una penalizzazione di 12 punti da scontare nella stagione successiva. Si arriva al campionato 2009-10, dove il Trapani arriva al secondo posto in un campionato di vertice assieme al Milazzo, sfiorando la promozione in Seconda Divisione dopo aver perso i play-off con l'Avellino. Il Trapani verrà comunque ripescato in Lega Pro Seconda Divisione nella “calda” estate del 2010.
Con il ripescaggio nella lega semi-professionistica, il Trapani cambia denominazione da Associazione Sportiva Dilettantistica Trapani, in Trapani Calcio S.r.l.
Il Trapani Calcio nella stagione 2011-12 di Lega Pro, Prima Divisione, dopo un campionato sorprendentemente di alta classifica (la matricola siciliana fu in testa dalla 21ª alla 32ª giornata, con nove vittorie consecutive tra dicembre e febbraio), vide diradarsi e annullarsi il cospicuo vantaggio in favore dello Spezia (a dieci giornate dalla fine, la formazione siciliana risultava in vantaggio di nove punti dalla seconda in classifica, il Siracusa e di undici dallo Spezia, poi vincitore del torneo), posizionandosi seconda con 60 punti alle spalle dei bianconeri liguri, protagonisti di una poderosa rimonta e qualificandosi per i successivi play-off promozione.
Durante questi ultimi il Trapani supera la Cremonese in semifinale con due pareggi (entrambi finiti con il risultato di 1-1), conquistando la finale in virtù della miglior posizione in classifica raggiunta durante la stagione regolare. Nel doppio incontro della finale la squadra granata, dopo aver pareggiato 1-1 in trasferta contro la Virtus Lanciano, viene sconfitta nella partita di ritorno in casa per 1-3, perdendo inaspettatamente la promozione in Serie B a favore degli abruzzesi. Nel campionato di Lega Pro 2012-13, Prima Divisione, la squadra giunge al primo posto in classifica dopo un “testa a testa” con il più quotato Lecce, ottenendo così la prima promozione della sua storia in Serie B. La squadra termina la propria avventura in Lega Pro con diciotto risultati utili consecutivi nelle ultime gare disputate, rimanendo imbattuta per tutto il girone di ritorno e con il miglior attacco del campionato, il maggior numero di vittorie fuori casa e il minor numero di sconfitte subite (4, al pari della Salernitana nel calcio professionistico italiano). L'esordio assoluto del Trapani in Serie B, nella stagione 2013-14, avviene a Padova il 24 agosto 2013 con una vittoria esterna.

I Tifosi: La tifoseria trapanese è organizzata fin dagli anni '70 con vari club, dal “Raimondo Massa” al “Bruno Nardi”, da “Gioventù granata” al “Club Guardato”, dal “CUCN” agli “Irriducibili” e, in tempi più recenti, agli “Ultras Trapani '95”. Altri gruppi presenti ad oggi sono: “A.S. Trapani 1905”, “Quelli della Nord Ultras Trapani”, “Casual TP”, “Vecchio Stile”, “S.N.T.” (Settore Non Tesserato).
La tifoseria trapanese è stata storicamente gemellata con quella organizzata della Nissa di Caltanissetta e della Turris di Torre del Greco: quello con i campani è un gemellaggio solido e sentito, ultraventennale, classico esempio di fratellanza ultras tra due tifoserie, che vanno fiere di un’amicizia la quale va oltre il mondo del calcio. Le due squadre, per varie vicissitudini, da molti anni non s’incontrano. Amicizia anche con la tifoseria del Catania, una delle poche tifoserie in terra sicula con cui vanno d’accordo. Simpatia nata intorno al 1994, poi pian piano diventata amicizia e, infine, vero e proprio gemellaggio, instaurato con gli “Irriducibili Curva Sud Catania”, poi esteso a tutta la tifoseria rossazzurra e granata. Amicizia anche con la tifoseria dell'Avellino, una sorta di gemellaggio, rinnovato in occasione dell’andata della gara di Supercoppa di Lega PRO Avellino-Trapani del maggio 2013.
Il gemellaggio con i tifosi della Nissa, che durava da oltre 20 anni, è stato rotto nel 2009. Due tifoserie che sembravano legate fortemente.
Invece, la rivalità sportiva storicamente più sentita dai tifosi del Trapani, è sicuramente quella con il Marsala: un derby che si gioca da cento anni - il primo svoltosi nel 1912 - di cui una sessantina nelle categorie semi-professionistiche e professionistiche, ma mai sfociato in episodi di violenza. In provincia, poi, è stata forte la rivalità negli anni passati con il Mazara. Sempre in ambito regionale, molto sentita la rivalità con i tifosi del Siracusa, per un derby sempre molto sentito e in questo caso sfociato anche in diversi scontri nel passato.

Lo Stadio: Lo stadio “Polisportivo Provinciale” è un impianto sportivo polivalente sito a Casa Santa, in periferia della città di Trapani, nel territorio del comune di Erice; di proprietà della provincia di Trapani. È omologato per 7.148 spettatori, ma prima dell’applicazione della recente normativa sugli stadi poteva contenere 10.000 unità. Il campo da calcio ha le dimensioni di 105 x 65 metri ed è anche dotato di pista di atletica leggera a 8 corsie, di palestra, di una piscina coperta e dell'impianto di illuminazione.
Nel 1951 l'Amministrazione comunale trapanese individuò una zona a sud della città (tra la via Marsala e la via Salemi) come il luogo più adatto per la realizzazione del nuovo stadio. Successivamente alla presentazione del progetto per la realizzazione del nuovo stadio, il Comune di Trapani, per problemi di ordine finanziario, trasferì la responsabilità realizzativa all'Amministrazione provinciale. Si individuò una nuova zona in contrada Raganzili di 35.000 metri quadrati di superficie, ricadente nel comune di Erice che allora, verso la seconda metà anni '50, veniva considerata come zona in espansione della città. Nell'aprile del 1957 viene presentato il progetto per la costruzione del nuovo stadio Polisportivo Provinciale e pensato inizialmente per una capienza superiore ai 10.000 posti a sedere.
Il costo complessivo della struttura fu di 270 milioni di lire che però non coprirono totalmente la realizzazione dell'opera, a cui s'aggiunsero successivamente una piscina coperta ed una palestra, completate negli anni '80, nonché una pista di atletica leggera da otto corsie. Fu inaugurato, incompleto, il 30 ottobre 1960 in occasione dalla settima giornata del campionato 1960-61. In quell'occasione l'avversario fu il Taranto e la partita terminò con il risultato di 3-2 per i granata.
L'impianto, dopo l'inaugurazione, risultò ancora incompleto per gli anni successivi soprattutto nel comparto della tribuna coperta e della gradinata, quest'ultima interrotta a circa a due terzi del rettangolo di gioco e della curva sud non realizzata. Alla tribuna coperta si sopperì per lungo tempo con una struttura precaria in metallo (costituita da tubi Innocenti e chiamata tribunetta) fino all'8 novembre 1987, quando fu sostituita con l'inaugurazione della nuova tribuna coperta costruita in calcestruzzo di cemento armato e copertura metallica.
Nel giugno 2013 è stato approvato lo schema di convenzione tra la società granata e la “Provincia regionale” di Trapani per la gestione dello stadio Provinciale. È la prima convenzione del genere stipulata in Sicilia tra un ente pubblico ed una società sportiva. Essa ha previsto la concessione ventennale dell'impianto alla società, che si è fatta carico dei lavori di adeguamento per renderlo a norma per il campionato di Serie B. I lavori si sono conclusi in tempo per l'esordio in Coppa Italia dell'11 agosto 2013.

La Città: Trapani è un comune italiano di 73.240 abitanti capoluogo della provincia omonima in Sicilia. Trapani, conosciuta come Città del Sale e della Vela, ha sviluppato nel tempo una fiorente attività economica legata all'estrazione e al commercio del sale, giovandosi della sua posizione naturale, proiettata sul Mediterraneo e del suo porto, antico sbocco commerciale per Eryx (l'odierna Erice), sita sul monte che sovrasta Trapani. L'economia oggi si basa sul terziario, sulla pesca (anticamente quella del tonno rosso, con la mattanza), sull'estrazione ed esportazione del marmo, sulle attività legate al commercio e al turismo.
Il centro urbano include anche la popolosa frazione Casa Santa con oltre 35.000 abitanti, appartenente tuttavia al comune di Erice. Pertanto l'intero tessuto urbano cittadino raccoglie quasi 110.000 abitanti.
All'estremità orientale del centro città sorge il grande Complesso dell'Annunziata, il principale monumento cittadino, dove, alle spalle dell'altare maggiore si trova la Cappella della Madonna. Nei pressi si trova l’ex convento che oggi ospita il museo della città, il “Museo Pepoli”. Da vedere in tutto il centro storico varie chiese, come: la chiesa di San Francesco d’Assisi, la chiesa dei Cappuccini, la chiesa di San Pietro e la chiesa del Purgatorio. In Corso Vittorio Emanuele sorge la bellissima Cattedrale, dedicata a S. Lorenzo ed edificata nel seicento su un precedente edificio trecentesco.
Una passeggiata in Via Garibaldi è consigliata. Fiancheggiata da palazzi e chiese settecentesche, si possono ammirare Palazzo Riccio di Morana, Palazzo Milo e la Badia Nuova (S. Maria del Soccorso) una delle chiese più antiche della città.
Alla fine della via si trova Palazzo Senatorio (o Cavarretta), la cui facciata è su due ordini scanditi da colonne e statue ed è coronata da due grandi orologi, con la Torre dell'orologio di origini duecentesche.
Da visitare è anche la via Libertà con la rinascimentale chiesa del Carmine, Palazzo Fardella e Palazzo Sanseverino.

La Cucina: La cucina trapanese è la gastronomia tradizionale di Trapani e della sua provincia. Pur avendo molto in comune con la cucina siciliana, risente, più di altre aree della Sicilia, del maggior numero di “contaminazioni” di altre cucine e in particolare dell'influenza araba. E assume una fondamentale differenza nel massivo uso del pesce al posto della carne.
Lunga e ben radicata è, infatti, la tradizione relativa alla pesca dei tonni, pesca che ancor oggi, seppur meno proficua rispetto ad un tempo, segue tradizioni e metodi tramandati dagli arabi.
Il tonno viene grigliato, fritto, cotto al forno, lessato oppure utilizzato per la preparazione di salse e sughi per condire primi piatti o per stuzzicanti antipasti. Uno tra i più caratteristici piatti di tonno della provincia di Trapani è sicuramente il ragù di tonno: si tratta di un vero e proprio ragù, con l'unica differenza che la carne viene sostituita dal tonno. Il tonno viene utilizzato in tutte le sue parti, un esempio di ciò è proprio la produzione di un prodotto eccellente quale la bottarga, da gustare semplicemente tagliata a scaglie sottili con un po' d'olio extravergine d'oliva o come condimento della pasta. Altro capitolo molto importante della tradizione culinaria trapanese è sicuramente il couscous.
Partendo dal Nord Africa, nel Maghreb (Algeria, Marocco, Tunisia) questo alimento di origine berbera venne diffuso dagli arabi in tutte le popolazioni che ebbero modo di dominare. Altra teoria è del noto gastronomo dell'ottocento Pellegrino Artusi, secondo il quale questo alimento venne diffuso dalle numerose comunità israelitiche sparse per il mondo. L'originale preparazione maghrebina a base di carne, si trasformò in Sicilia in una ricetta a base di pesce, d'accordo con le tradizioni locali, il couscous di pesce è uno dei piatti cardine della cucina trapanese. La variante dell'isola di Pantelleria prevede che il couscous di pesce venga guarnito con verdure assortite, fritte o cotte in tegame.
Parente stretta del couscous è una preparazione chiamata frascatole, si tratta, infatti, di semola di grano duro impastata più a lungo sino ad ottenere dei grani più grossi; questa preparazione prevede, come per il couscous, la cottura in brodo di pesce. Altra preparazione caratteristica della cucina trapanese sono le busiate, striscioline di pasta fresca lunghe e sottili arrotolate a spirale con l'aiuto di uno stecchino di legno. Questa pasta fresca viene condita tradizionalmente con il pesto alla trapanese, che prevede l'utilizzo di aglio, mandorle, pomodoro fresco a pezzi, olio extravergine, basilico e formaggio pecorino. La tradizione trapanese prevede anche che questo piatto venga accompagnato da melanzane o pesci fritti.
La provincia trapanese è anche molto ricca di prodotti da forno legati alla tradizione, parliamo soprattutto di pane. Nel trapanese ci sono talmente tante varietà di pane, che esiste una vera e propria festa dedicata a questo alimenti: la Festa dei Pani di San Giuseppe che si tiene a Salemi in occasione proprio della festa del Santo. Tra gli innumerevoli pani della provincia citiamo il pane nero di Castelvetrano, di farina integrale di grano duro, servito con olio extravergine d'oliva, sale, pepe e origano oppure accompagnato con il formaggio locale: la vastedda della valle del belice, uno dei pochissimi formaggi italiani a pasta filata prodotto con latte di pecora intero.
Altro pane trapanese è il cabbuccio, ossia una sorta di panino ottenuto dalla pasta della pizza. Altro prodotto tipico dell'arte panettiera trapanese è la pizza trapanese, detta rianata dall'utilizzo dell'origano detto 'riano nel condimento della stessa. Questa pizza, di forma ovale, viene condita con pomodoro fresca a pezzi, formaggio pecorino grattugiato grossolanamente, acciughe, aglio tritato e, per l'appunto, origano.
Infine, oltre ai dolci diffusi in tutta la regione, la provincia trapanese vanta dolci tipici proprio di quest'area, tra cui le cassatelle di ricotta fritte a forma di raviolo, profumate di cannella e aromatizzate con vino Marsala o con succo d'arancia, i dolci di Badia d'Erice a base di mandorle e conserva di cedrata e, infine, gli sfinci, tipico dolce natalizio: frittelle di farina e patate di origine berbera. Ovviamente questi dolci è d'obbligo accompagnarli con vini tipici della zona come il Marsala ed il Passito, vini derivati dalle uve zibibbo tipiche dell'isola di Pantelleria.

Manuela Riboldazzi

 

Storico Articoli